C’era una cosa, una sola che pensavo non sarebbe mai accaduta con il calendario di F1.

La Sprint a Monaco.

Potevano passare a 10, 12, anche 18 Sprint all’anno. Ma anche 23. Tutte le gare tranne Monaco. Perché se c’è una cosa che non vuoi fare, è piazzare una seconda gara a Monaco.

E invece, l’incredibile è accaduto.

Nel calendario 2027 ci sono 10 Sprint, una delle quali si terrà a Monaco.

Vi do un attimo di tempo per rifletterci sopra prima di chiacchierarne assieme, e intanto vi racconto l’ultima storia riguardante Monaco 2026. Poi ci sarà tempo di discutere del suo futuro.

Prima dobbiamo capire perché Gasly ha perso il podio di Monaco 2026 e perché Briatore ha attaccato pubblicamente McLaren. Cosa c’è sotto?

PARTE I – MONACO 2026, ALPINE vs McLAREN, TUTTO FINITO?

Il venerdì del Gran Premio di Monza la FIA ha notificato a team e stampa il verdetto della Corte d’Appello Internazionale riguardo la penalità di Gasly a Monaco.

Facciamo un riassunto delle puntate precedenti per capire il significato di questa frase.

A Monaco Gasly, come tanti suoi colleghi, prende 10 secondi di penalità per aver infranto il limite di velocità in pit-lane. L’infrazione nasce da una misurazione sbagliata della lunghezza della pit-lane, che è stata modificata per far spazio al box di Cadillac.

Alcune squadre si erano accorte del problema e avevano preso delle contromisure per evitare rischi, altre non lo avevano ritenuto necessario. Fatto sta che, se i piloti tagliavano con un angolo stretto entrata e uscita dei box, dato che il limitatore era tarato su una lunghezza diversa da quella reale, rischiavano la penalità anche se, effettivamente, non avevano inserito o tolto il pit-limiter troppo tardi.

Insomma, un bel caos che non dovrebbe capitare ma è capitato.

Peccato che Gasly sia stato l’unico pilota a non aver scontato i suoi 10 secondi di penalità durante i pit-stop – in realtà anche Russell non li aveva scontati, ma per un pasticcio di Mercedes -. A questo punto, come da regolamento, Pierre si catta i 10 secondi alla fine della gara, vengono aggiunti al suo tempo finale.

Questa aggiunta lo retrocede dal terzo posto conquistato in pista, con tanto di esultanza durante il giro di rientro, al settimo posto dietro alle due VCARB. Sul podio ci sale Hadjar.

Alpine non ci sta e decidere di richiedere il diritto di revisione della penalità. In linea teorica, potrebbero farlo anche le altre squadre con piloti penalizzati, come Russell, Hamilton o Piastri. Ma per loro non avrebbe senso farlo: avendo scontato la penalità ai box, durante i pit-stop, i commissari non possono ridargli indietro nulla.

Per Gasly il discorso è diverso. Se gli togli i 10 secondi di penalità, ritorna 3°. Significherebbe riavere indietro un podio molto prestigioso, anche se non festeggiato, e recuperare diversi punti togliendone nel frattempo a Racing Bulls. Un colpaccio nel Costruttori, per Alpine.

Il processo di diritto di revisione di Alpine ha successo. Per farla molto breve, la squadra dimostra ai commissari di Monaco di essere in possesso di prove nuove e rilevanti, in questo caso la misurazione corretta della lunghezza della pit-lane.

I commissari accolgono le nuove prove, le valutano, e decidono che è giusto togliere la penalità a Gasly.

McLaren e Red Bull decidono di appellarsi alla decisione. Tra poco capiremo perché. Prima, dobbiamo chiederci: come funziona una richiesta di appello, in F1?

Dato che i commissari si sono già pronunciati due volte, la vicenda deve essere valutata a livelli più alti, non avrebbe senso continuare all’infinito con le stesse tre persone. Si va dalla Corte d’Appello FIA.

Questa corte è formata da 36 giudici, che sono nominati dal Consiglio Mondiale FIA. I 36 giudici sono personalità legate alla giustizia sportiva, solitamente avvocati, molto esperti in materia e che devono passare tutta una serie di test e controtest per garantire che siano imparziali. Tra queste 36 persone, c’è un sottogruppo che è stato selezionato anche in base alle indicazioni delle squadre di F1.

Quando un caso arriva alla Corte d’Appello FIA, vengono selezionati 8 giudici che sono preassegnati al caso. Gli 8 nominativi vengono mandati alle parti in causa, in questo caso Alpine, McLaren e Red Bull, che possono chiedere di cambiare uno di questi nomi se non lo ritengono adatto al caso.

Nell’appello sulla vicenda di Gasly a Monaco, nessuna tra Alpine, McLaren o Red Bull ha chiesto che venisse cambiato qualche nome.

Il giorno dell’Appello vero e proprio, 4 di questi 8 nomi vengono scelti per giudicare il caso. Di queste 4 persone, almeno un nominativo deve far parte del sottogruppo di giudici nominati con l’aiuto delle squadre di F1.

Quindi, la Corte d’Appello si è riunita a Parigi prima del weekend di Monza e ha deciso di cancellare la revisione dei commissari e, quindi, di reintrodurre la penalità a Gasly.

Il cuore della decisione si basa sulla valutazione della prova portata da Alpine: secondo i 4 giudici della Corte d’Appello, provare che la misura della pit-lane era sbagliata non basta a scagionare Pierre.

Tutti contenti?

Mica tanto.

Perché McLaren e Red Bull guadagnavano punti dalla penalità di Gasly, questo è vero, Hadjar addirittura un podio, ma per McLaren l’appello era una questione di principio. Lo aveva spiegato più volte Andrea Stella.

Per McLaren, il fatto che Gasly fosse stato graziato era un precedente pericoloso. Pierre, infatti, ha tratto un vantaggio dall’aver evitato di scontare durante il pit-stop le sue penalità, grazie al fatto che ha cambiato le gomme ai box durante la bandiera rossa per l’incidente di Leclerc.

La logica di McLaren era: se togliamo la penalità a Gasly, stiamo incentivando chi ha una penalità a non fermarsi mai ai box perché poi, a fine gara, chiede revisione e se gli va bene non ha perso nulla.

Mmmh.. sembra un po’ una motivazione tirata, McLaren non ha tutti i torti ma già è molto raro che ti tolgano una penalità, e poi in quante gare ha senso evitare un pit-stop? Che fai, non cambi le gomme per tentare di farti togliere 10 secondi di penalità, e intanto ne perdi 40 perché ti passano tutti?

Non a caso, la Corte d’Appello ha chiarito che ogni penalità va discussa nel suo merito, senza considerare se qualcun altro ha scontato o meno una penalità per lo stesso motivo durante quella gara, e quando l’ha scontata.

La parte interessante però arriva nella conferenza stampa dei Team Principal di Monza.

Erano presenti Vasseur, Briatore e Andrea Stella. Briatore tira fuori un foglietto, e approfitta della prima domanda per attaccare pubblicamente, con tanto di nome e cognome, uno dei quattro giudici della Corte d’Appello FIA che hanno giudicato il caso.

Briatore racconta che questo giudice, durante l’udienza, sarebbe stato molto duro con Alpine, e secondo lui questo comportamento ha a che fare con i rapporti che legano il giudice a McLaren. Effettivamente, la persona in questione è uno dei giudici suggeriti dalle squadre, come impone il regolamento, ma il suo legame con McLaren è abbastanza curioso.

In pratica, questo avvocato americano è membro di un’associazione benefica che fa capo al Cirque du Soleil, il cui fondatore era amico personale di Ron Dennis, e la McLaren avrebbe donato a questa associazione delle auto per un’asta benefica.

Da qui, secondo Briatore, il collegamento tra McLaren e il giudice, e la durezza del giudice con Alpine.

Ora, il legame tra il giudice e McLaren, per quanto indiretto, era abbastanza per ritenere che non dovesse occuparsi del caso?

La risposta a questa domanda è relativa, perché se ad Alpine non il giudice andava bene, dovevano segnalarlo quando hanno ricevuto la lista degli 8 giudici in preallerta. Questa è la procedura, e la FIA lo ha ribadito in una nota.

Briatore però ha spiegato che il legame tra McLaren e il giudice è stato scoperto da Alpine solo dopo l’udienza, quando si sono chiesti perché questa persona fosse tanto dura con loro.

Chiaramente, in conferenza stampa Andrea Stella si è arrabbiato come una bestia per l’accusa verso McLaren, e ha risposto per le rime. Intanto Vasseur se la ridacchiava: sei a Monza, con tutti i giornalisti italiani che ti possono rompere le balle perché hai sbagliato motore nell’anno in cui il motore conta l’80% della prestazione, e a sorpresa Briatore si prende la scena!

Che culo ahahah!

Comunque, per ora la vicenda è ferma alla conferenza stampa di Monza e Alpine sembra aver accettato il verdetto, non dovrebbe chiedere una revisione della sentenza.

Però chissà, magari i rapporti tra Alpine e McLaren si faranno gelidi? Potremmo vedere conseguenze in pista, o magari nella lotta per rimanere cliente Mercedes se davvero Toto Wolff deciderà di ridurre le forniture delle Power Unit clienti da tre e due?

Monaco 2026, per adesso, è un capitolo chiuso.

E Monaco 2027…?

PARTE II – MONACO 2027, LA SPRINT

Monaco 2027 ospiterà uno dei dieci weekend Sprint del prossimo anno.

E qui vi voglio scatenati nei commenti. Perché le reazioni sono due:

aaaaah F1 che schifo fanno tutto per i soldi basta le Sprint jbnasuigbsjgisj

oppure possiamo tentare di comprendere se c’è un senso logico dietro a questa scelta. Anche perché, quando Ross Brawn presentò anni fa il concetto delle Sprint, disse: per le simulazioni di F1, ci sono alcune piste perfette per la Sprint, come il Brasile, e altre pessime, come Monaco.

E adesso vanno a Monaco?

Anzitutto, il calendario 2027 va da metà marzo a metà dicembre. Le novità sono Portimao al posto di Barcellona, sempre a giugno dopo Montecarlo, e il ritorno di Istanbul che prende il posto di Zandvoort, e sarà piazzata tra Baku e Singapore, come la Malesia quest’anno.

Ci sarà una pausa un pelo più lunga del solito ad agosto, e tre triplette di gare: una ad aprile, e due a fine anno, quando il Mondiale finirà con 11 gare in 15 settimane.

Le Sprint, come vi dicevo, passano a 10. Subito una Sprint in Bahrain, alla prima corsa, poi Australia, Giappone, Canada, Monaco, Silverstone, Monza, Brasile e due Sprint nelle ultime due gare: Qatar e Abu Dhabi.

Rispetto alle gare in Medio Oriente, il calendario – compresi i test in Bahrain a fine febbraio – per ora, ovviamente, le conferma. A quanto pare la F1 ha già pronti una serie di piani alternativi sia per i test che per le prime gare, se Bahrain e Arabia Saudita dovessero saltare.

Sicuramente, l’argomento che fa più discutere sono le Sprint.

L’unico motivo per mettere una Sprint a Monaco è aumentare l’interesse verso un weekend che, qualifica a parte, sappiamo tutti essere noioso, soprattutto alla domenica. Chiaro che, se la cosa più bella del weekend di Monaco sono le qualifiche, se le raddoppi, raddoppi il divertimento.

E una Sprint, per quanto statica, suscita più interesse di una FP3.

Proprio per questo, però, non riesco a capire perché per F1 abbia più valore piazzare una qualifica Sprint nel venerdì di Monaco, che sarà il valore aggiunto del weekend, al posto di chessò, una Sprint ad Austin, che è una pista che regala gare emozionanti e nel 2024 ha ospitato la Sprint più bella di sempre.

Non valgono di più i sorpassi e le battaglie in pista?

E poi, vi aggiungo questa riflessione: se a Monaco la qualifica è speciale, spoilerare i rapporti di forza già al venerdì non rischia di togliere pathos?

Alberto Naska e Luca Ruocco