Perché la Ferrari fa così fatica sul bagnato?
Perché il Cavallino Rampante impazzisce appena cadono due gocce d’acqua sul tracciato?
Perché a Maranello l’ultima festa per una vittoria ottenuta dopo aver usato gomme intermedie o full wet risale al… 2012? QUATTORDICI ANNI FA!
Lo scopriamo in questo video.
PARTE I – UN FRADICIO VIAGGIO NEL TEMPO
Come avrete immaginato, l’idea alla base di questo video nasce dalla gara in Malesia di qualche giorno fa.
In particolare, nasce dalle parole di Leclerc, che descrivendo la scelta di partire con le slick al posto delle intermedie, ha detto: ‘’queste sono scelte difficili, o ti va bene, o ti va male, non è facile azzeccarle. Ma ci sono squadre che queste scelte 50 e 50 non le sbagliano mai. Tipo Red Bull’.
Queste parole sono state l’innesco per l’analisi che vi ho preparato.
La prima parte di questa analisi, forse la più semplice, riguarda le strategie, le scelte di cui parla Leclerc.
Davvero la Ferrari, quando piove, le sbaglia sempre? E se le sbaglia sempre, perché accade?
Perché questa analisi fosse davvero rappresentativa, ho spulciato a una a una tutte le gare bagnate dalla Malesia 2012 alla Malesia 2026. Dall’ultima vittoria Ferrari su pista umida all’ultimo errore strategico.
Quella che vedete scorrere davanti ai vostri occhi è la tabella che riassume i risultati dell’analisi. È strutturata così: nella colonna più a sinistra trovate la gara in questione; al centro il risultato dei piloti Ferrari; e a destra un semaforo.
Questo semaforo rappresenta il giudizio alla strategia del muretto Ferrari in quella gara bagnata.
Semaforo verde significa che hanno avuto ottime intuizioni e non hanno commesso errori, che il muretto ha aiutato i piloti a fare meglio di quanto riuscissero con la guida in pista.
Semaforo giallo significa che il muretto è stato neutro. Non ha commesso errori, ma nemmeno magie. Oppure, con un pilota ha fatto molto bene, con l’altro un po’ maluccio, ma le cose si compensano: per esempio, a Sochi 2021, richiamarono dentro al momento perfetto Sainz, che arrivò a podio, ma Leclerc rimase fuori un giro di troppo con le slick e da 7° precipitò 15°. In quel caso, la chiamata non era semplice, e il lavoro complessivo del muretto non è stato disastroso, o almeno, si è compensato tra i due lati del box.
Infine, semaforo rosso significa errore pessimo, gara in cui hai fatto confusione.
Ora, non vi racconterò tutte tutte le gare che ho analizzato. Ne salterò qualcuna, soprattutto quelle con semaforo giallo (per consultare la tabella, guardate il video qui sotto!).
Vedrete che, alla fine di questo fradicio viaggio nel tempo e nella storia recente della Ferrari in F1, avrete un’idea più chiara delle scelte del muretto. Di quanto siano assurde, geniali, sbagliate o giuste.
- Malesia 2012 – Semaforo verde per l’ultima vittoria della Ferrari con il bagnato. E non potrebbe essere altrimenti. Ottima gestione della gara di Alonso. Tempismo perfetto nel passaggio da intermedie a full wet, e viceversa, e l’undercut su Perez al momento di mettere le slick vale la vittoria. Per Massa una gara più difficile, ma più per il suo passo che per le scelte del muretto.
- Brasile 2012 – Anche qui, semaforo verde per una delle gare più amare della storia recente della Ferrari. Alonso perde il Mondiale contro Vettel, ma la gestione del muretto è perfetta in una gara molto caotica e nella quale la F2012 non ha il ritmo delle McLaren. Zero errori nelle chiamate, zero errori dei piloti, Alonso chiude 2° e Massa 3°. Impossibile fare di meglio.
- Malesia 2013 – Qui il primo semaforo rosso, un anno dopo l’ultima vittoria. In questo caso, l’errore è non insistere con Alonso sulla necessità di rientrare ai box dopo che Nando si è toccato con Vettel in partenza e ha rotto l’ala. Nando non rientra alla fine del primo giro, l’ala anteriore si stacca, va sotto la macchina, e Alonso va in ghiaia. Una quota di responsabilità ce l’ha anche Nando che cerca anche lui di rimanere fuori per aspettare che la pista si asciughi.
- Ungheria 2014 – Altro semaforo verde, a dimostrazione che la Ferrari di Alonso, Montezemolo e fino a qualche mese prima di Budapest anche Domenicali, strategicamente era forte. Qui Nando quasi vince una gara con quel catorcio della F14-T, grazie a una strategia non troppo fantasiosa ma perfetta, anche nel rischio finale di non fermarsi per l’ultimo pit-stop con le slick. Alla fine, la spunta Ricciardo, ma cambiando le gomme la Ferrari avrebbe perso sicuro, visto quanto scarso era il motore.
- Monaco 2016 – Semaforo rosso per Monaco 2016, e qui invece iniziamo pian piano ad avvicinarci alla mentalità della Ferrari di oggi. Vettel parte 4°, piove molto prima del via, tutti hanno le Full Wet, e il muretto richiama troppo presto Seb quando è tempo di montare le Intermedie. A Monaco non ha senso, perché se chi è dietro di te non si ferma, sei fregato, e infatti Seb perde tantissimo tempo dietro a Massa. Talmente tanto che Perez con la Force India gli piazza l’overcut e si prende il podio al posto suo.
- Cina 2017 – Una delle caratteristiche del muretto Ferrari negli ultimi anni, quando piove, è che o la sbagliano alla grande, o hanno idee geniali che per un dettaglio non si concretizzano. Nel 2017, in Cina, Vettel viene chiamato al momento perfetto per montare le slick dopo una partenza sull’umido. È 2° dietro a Hamilton, che non rientra. La gara è praticamente vinta, ma tempo qualche km e Giovinazzi sbatte. Safety Car, Hamilton ha il pit gratis al momento perfetto, Seb finisce in fondo al gruppo e poi rimonta fino al 2° posto.
- Qualifiche Giappone 2018 – Un anno e mezzo dopo, uno dei semafori rossi più clamorosi. Le qualifiche di Suzuka 2018, dopo le quali Arrivabene dice che sul muretto Ferrari manca un Accade che in Q3 sta per arrivare la pioggia, e le due Ferrari sono le uniche che si piazzano al semaforo con le gomme intermedie, nonostante la pista sia ancora asciutta e nell’aria ci sia solo qualche goccia. Vettel finisce 9°, Raikkonen un po’ meglio, 4°. A quanto pare, all’epoca fu colpa di uno spotter di Haas, in contatto anche con Ferrari, un po’ troppo allegro nel dichiarare che stava arrivando il diluvio. Ma se tutti montavano le slick, significa che aveva senso provare almeno un giro.
- Germania 2019 – Lo vedete anche dalla tabella, i semafori rossi e verdi per ora si alternano. Nella pazza gara di Hockenheim 2019, una delle più belle degli ultimi dieci anni, la Ferrari azzecca tutte le strategie con le gomme, azzardando anche qualche chiamata. Leclerc prima di sbattere era 2°, dopo essere partito 10°, grazie all’uso di due set di intermedie, mentre Vettel è sempre tra i primi a cambiare gomme e dall’ultima fila chiude 2°.
- Turchia 2020 – Il muretto Ferrari ripete il trucco di montare un nuovo set di intermedie prima di tutti in Turchia, nel 2020, e Leclerc riesce a risalire da fuori la Top Ten fino al 4° posto, con il 2° gradino del podio sfumato all’ultima curva per un lungo mentre prova a passare Perez. Vettel chiude 3° con una buona gestione strategica dopo una partenza da urlo con le Full Wet. Semaforo verde.
- Turchia 2021 – Un semaforo giallo di cui vi voglio parlare è la Turchia 2021. Leclerc si inventa un giro senza senso in Q3 e parte 3°. Non ha il passo puro per battere Bottas e Verstappen, così il muretto prova a lasciarlo fuori con le intermedie molto usate sulla pista che si asciuga. Un anno prima con questa strategia, Hamilton ha vinto. Leclerc non ce la fa, e quando si ferma per un nuovo set di intermedie come gli altri, scala 4° dietro a Perez. In un anno in cui la Ferrari non aveva vinto nulla, ci stava provarci.
- Monaco 2022 – Forse il semaforo più rosso di tutto questo viaggio. Leclerc e Sainz partono 1° e 2° a Monaco. Piove, Full Wet, partenza lanciata dietro Safety Car. Leclerc riesce anche a scappare via. Ma nulla. Il muretto Ferrari pasticcia con i tempi di rientro di Leclerc, si fa fare undercut da Perez, e poi quando è tempo di mettere le slick, non lascia fuori Charles a tentare l’overcut su Checo, che gli avrebbe ridato la 1° posizione, ma lo chiama in pit-lane dietro a Sainz che passa diretto dalle Full Wet alle slick. Risultato, Leclerc da 1° a 4°, Sainz 2° dietro a Perez. Un disastro.
- Brasile 2022 qualifiche – Altro disastro del muretto Ferrari all’epoca di Binotto, guidato da Iñaki Rueda. Qualifiche di Interlagos 2022, Q3, sta arrivando la pioggia, come nel 2018, Leclerc è l’unico che si presenta al semaforo con le intermedie. Non serve commentare oltre, ma vedete che i semafori rossi stanno aumentando.
- Canada 2024 – Siamo già nell’era Vasseur, e qui Leclerc ha un problema al motore che lo porterà al ritiro. Quindi con lui provano a mettere le slick prestissimo. La mossa della disperazione prima del ritiro. Ma anche da disperati, si può essere intelligenti, e Leclerc non sta in strada.
- Gran Bretagna 2024 – La gara dopo è Silverstone, meteo pazzo, la SF-24 è in crisi con un fondo sbagliato, ma la gara di Sainz viene gestita bene, mentre Leclerc prova troppo presto a passare alle intermedie e le distrugge. Altro semaforo rosso.
- Australia 2025 – Arriviamo all’anno scorso. Prima gara della stagione, primo semaforo rosso. Leclerc e Hamilton, con la squadra nel pallone perché la SF-25 è una macchina sbagliata, provano a rimanere fuori con le slick durante il temporale. Risultato: 8° e 10°.
- Miami Sprint 2025 – Finalmente un semaforo verde, anche se è quasi giallo. Leclerc nemmeno parte perché sbatte con le intermedie su pista allagata nel giro di schieramento, ma in molti sbagliarono la chiamata; ottimo invece poi il passaggio alle slick con Hamilton che gli vale un podio insperato.
- Silverstone 2025 – Forse sono stato troppo buono con Miami, quindi divento molto cattivo con Silverstone. Hamilton chiude 4° con una buona gestione della gara prima bagnata e poi asciutta, ma comunque dietro la Sauber di Hülkenberg; Leclerc però scommette sulle slick ad inizio gara, ed è un disastro.
- Sepang 2026 – Direi semaforo rosso per la scelta iniziale, per quanto nel PostGP vi avevo raccontato che poi qualche scelta strategica giusta c’è stata, e in molti hanno sbagliato la chiamata delle slick al via. Non era facile, ma rimane un errore.
CAPITOLO II – PANICO DA BAGNATO
Riguardando la tabella tutta assieme, la prima cosa che notiamo è che i semafori verdi sono distribuiti più nella parte alta, mentre quelli rossi in quella bassa.
Questo significa che, man mano che è passato il tempo e ci siamo avvicinati alla Ferrari recente, le prestazioni del muretto sono peggiorate.
E questo dimostra un panico da bagnato sempre più crescente a Maranello.
Rispetto a ciò, espando leggermente il ragionamento che avevo fatto nel PostGP di Sepang.
Il muretto Ferrari, quando piove, sembra sempre voler tirare fuori il colpo magico, il coniglio dal cilindro, la mossa che ti fa vincere la gara o ti aiuta moltissimo, come in Turchia 2020 o in Germania 2019 il secondo set di intermedie.
Ma perché si comportano così? Per me il meccanismo è semplice da intuire. Ferrari non vince mai, quindi ha una marea di pressione. Non vince perché ha una macchina scarsa, o alla quale manca sempre qualcosa. Le gare bagnate, da che mondo è mondo, sono le gare delle occasioni. Se sei scarso sull’asciutto, puoi vincere. E quindi in Ferrari, dove devono sempre vincere ma non vincono mai, quando piove sentono ancora di più la pressione di vincere.
Ma siccome, molto spesso, la Ferrari che non vince sull’asciutto non è abbastanza veloce da vincere sul bagnato, per arrivare primi serve il colpo di magia strategico. Lo cercano, ma 9 volte su 10 lo sbagliano.
Questo meccanismo mentale, questa pressione assurda quando piove, si nota anche dal rendimento dei piloti.
Negli ultimi semafori rossi che abbiamo assegnato, penso a Silverstone 2024 o Silverstone 2025, un ruolo ce l’ha Leclerc, ad esempio, che ha sbagliato a leggere le condizioni miste. Tra l’altro, la scelta delle gomme sull’umido non è un punto di forza di Charles, lo ammette lui stesso.
E questo ci fa pensare vada piano sul bagnato, ma non è così: in Brasile nel 2024 era 5° davanti alle McLaren mentre Sainz si schiantava due volte in un giorno, mentre due anni prima a Suzuka era 2° dietro a Verstappen fino all’ultimo giro, prima che Perez lo passasse per il taglio della chicane nel finale, mentre Sainz era andato a muro nel primo giro.
Che i piloti Ferrari sentano la tensione con il bagnato, lo si nota delle statistiche. Su 34 gare che ho considerato, ci sono 17 ritiri per i piloti della Rossa. Significa che il 25% delle volte che si corre sul bagnato, una su 4, un pilota Ferrari non finisce la gara.
E i nomi in questione sono Alonso, Massa, Raikkonen, Vettel, Leclerc, Sainz e Hamilton. Non proprio dei brocchi. Evidentemente, hanno una pressione addosso devastante.
Tra l’altro, guardare questa tabella e preparare questa analisi è stato molto istruttivo anche per ripassare il valore delle Ferrari degli ultimi 14 anni sul bagnato.
Se i ritiri erano tanti, i podi mica sono due o tre. Sono 18. Una percentuale molto simile. Una gara bagnata su 4, un pilota Ferrari arriva a podio. Non è un valore brillante, per carità, ma non è che sull’asciutto i riscontri della Ferrari siano molto migliori. Nel 2026, prima di Singapore, sono arrivati a podio nel 31% delle occasioni, una volta su tre, non superano il 50%.
Spesso, negli ultimi anni, abbiamo sentito i piloti Ferrari lamentarsi del comportamento delle macchine sulle intermedie. A volte erano troppo gentili, non le accendevano, altre volte le surriscaldano.
Ma la realtà, sempre guardando questi dati, è che molto spesso sul bagnato, la macchina aveva un valore simile a quello dell’asciutto. A volte, come nel 2020, il bagnato li ha anche aiutati a fare meglio del previsto, altre volte, come il 2024, la macchina andava proprio in crisi con la pista fredda e le intermedie molto soffici, ma il più delle volte la forza della Ferrari era simile sul bagnato e sull’asciutto.
Nel 2022 sul bagnato erano spesso a podio dietro a Red Bull, come nel resto della stagione, nel 2021 non ne avevano per rimanere con Mercedes e Red Bull, ma guidavano il centro gruppo.
Quindi, perché la Ferrari fa così fatica sul bagnato?
Analizzando tutte le gare bagnate dal 2012 ad oggi, l’impressione è che sul bagnato non faccia così tanta fatica. Va tanto male quanto va male sull’asciutto, o poco di più.
Piuttosto, più passa il tempo, più il muretto sta facendo fatica a gestire le corse sotto l’acqua, soprattutto quando si cambia da intermedie a slick e così via.
E qui l’unica spiegazione che riesco a darmi, e che più passa il tempo, più sulla Ferrari monta la pressione perché devono vincere, soprattutto quando piove, che è la grande occasione degli scarsi. Ma se non sei sicuro di te, se ti senti costretto a vincere quando c’è la gara pazza, altrimenti non vinci mai… puff, sbaglierai sempre.
Alberto Naska e Luca Ruocco
news
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE...
22 Ottobre 2026
IL PREGP DEL GRAN PREMIO DEGLI STATI UNITI 2026
La F1 sbarca ad Austin, e oltre agli aggiornamenti Ferrari... c'è il nostro Kimi che può vincere il Mondiale!
19 Ottobre 2026
IL BUDGET CAP STA ROVINANDO LA F1?
Il Budget Cap ha salvato tante squadre di F1 dal lato economico... ma le ha condannate sportivamente?
12 Ottobre 2026
IL POSTGP DEL GRAN PREMIO DI SINGAPORE 2026
Verstappen domina il weekend di Singapore, mentre Ferrari sfiora la vittoria... e il doppio pit-stop durante la Virtual: perché Hamilton non si è fermato?


