Max Verstappen conferma i favori del pronostico e si prende la Pole Position Sprint al termine di una sessione che, a tutti gli effetti, è poco più che un allenamento in vista dell’importantissima qualifica di domani.

Le forze in campo sembrano chiare, e le studieremo tramite le telemetrie di F1 Insights Hub, ma nella notte di Singapore non sono mancate le sorprese e le polemiche.

Dalla bandiera gialla che rischia di costare la partenza al palo a Verstappen, al confronto tra le due Mercedes, passando per le parole di Sainz al vetriolo dopo l’ennesima figuraccia della FIA.

E meno male che è solo la parte Sprint del weekend!

NASK-ASSUNTO

La prima sessione di libere inizia sotto un cielo lattiginoso, per colpa del fortissimo smog in cui è avvolta Singapore a causa degli incendi indonesiani che – purtroppo non ancora domi – continuano a spingere cenere verso la penisola malese.

La pista è molto sporca, con delle scodate in pit-lane alquanto pericolose, e quasi tutti i piloti approcciano la prima mezz’ora studiando il tracciato con gomme Hard. I migliori responsi sono di Mercedes e Ferrari, con Verstappen che procede a rilento nel suo lavoro e la McLaren che sperimenta se utilizzare o meno la H-Wing, la loro ala Macarena.

Dopo un breve run di qualche giro in sequenza per verificare il consumo gomme, nel quale svettano Leclerc e Norris per velocità e costanza, tutti passano alla Soft. Il più veloce è Russell, che precede di due decimi Leclerc. Seguono Norris, Hamilton e Piastri, mentre Verstappen precede Antonelli ma entrambi hanno testato la gomma Media, risparmiando un set di Soft per il resto del weekend.

In casa Mercedes Russell utilizza il pacchetto aerodinamico di Baku, quindi quello vecchio, e domenica partirà dal fondo della griglia di partenza per la sostituzione della Power Unit rotta in Malesia; Antonelli, invece, sperimenta il pacchetto di aggiornamenti di Sepang, e lavora anche sulla comprensione di una nuova ala anteriore, portata in fretta e furia a Singapore dalla Mercedes per provare a sbloccare il potenziale del pacchetto di aggiornamenti. Il componente viene però bocciato dal pilota italiano, che preferisce proseguire con una monoposto sostanzialmente identica a quella malese.

Le qualifiche Sprint iniziano con un SQ1 alquanto spezzettato. Perez provoca una bandiera gialla che si trasforma in rossa dopo aver percorso parte del tracciato con l’ala anteriore rotta in un lungo incastrata sotto le ruote. Il pezzo perso dalla Cadillac richiede l’intervento dei marshal; prima di questo, Verstappen supera Hamilton in regime di bandiera gialla, mentre Lewis sta affrontando un giro di raffreddamento. L’episodio, al momento, è sotto investigazione.

Dopo la bandiera rossa tutti i piloti ritornano in pista, anche perché sono in pochi ad aver fatto segnare un tempo valido, e accadono due problemi in contemporanea.

Primo, il sistema di timing ufficiale va in tilt e non registra i crono di alcuni piloti. In questi casi, è sempre pronto un backup che, ad esempio, segnala il passaggio in 2° posizione di Leclerc, dietro a Russell, o il tempo di Bortoleto che gli evita l’esclusione.

Più grave, però, è il secondo inghippo che viene rivelato dalla FIA solamente dopo la fine dell’intera sessione. A causa di un errore umano, tra la bandiera rossa e la fine dell’SQ1, l’Overtake Mode (liberamente utilizzabile in qualifica) è rimasto attivo per soli 27 secondi. Ciò vuol dire che diversi piloti hanno messo assieme il proprio miglior giro in SQ1 con meno potenza dei concorrenti.

Alla fine, vengono escluse le due Cadillac, le due Williams, Lindblad e Stroll.

Nella SQ2, effettuata sempre con gomme Medie per regolamento, svettano le due Ferrari, mentre vengono escluse le due Haas, Alonso (solo 15°), le due Audi e Colapinto.

In SQ3 i Top Team scelgono strategie diverse per l’utilizzo dell’unico set di Soft a disposizione. Le due McLaren e le due Mercedes alternano due giri spinti a un doppio giro di raffreddamento; Leclerc infila due giri di spinti intervallati da un solo giro di raffreddamento; le due Red Bull e Hamilton, invece, tentano un singolo giro lanciato.

Alla fine, il responso migliore è quello di Max Verstappen, che precede di poco più di un decimo George Russell. Terzo, a 0.25s, Charles Leclerc, inseguito da Piastri, Norris, Hamilton e Antonelli, solo 7° con il nuovo pacchetto Mercedes, a quasi 6 decimi da Russell. 8° Hadjar, 9° Lawson e 10° Gasly.

NASK-ANALISI

L’analisi delle qualifiche Sprint di Singapore non può che partire dal secondo episodio imbarazzante per la FIA in cinque giorni.

Dopo la debacle di Sepang, iniziare un weekend che è sempre difficile ‘elettronicamente’ come quello di Singapore con qualche magagna al sistema di cronometraggio è ancora comprensibile; in fondo, i sistemi di backup hanno funzionato come previsto ed esistono apposta.

Ciò che è inaccettabile è che un errore, per quanto (letteralmente) umano, abbia falsato l’andamento sportivo dell’SQ1. Ci sarebbe stato sicuramente tempo di rettificare l’errore, anche a costo di dover poi discutere dell’uso di un set in più di Medie da parte di qualche pilota. Perché qualunque fosse stata la soluzione in merito, sarebbe di certo risultata più equa che lasciare diversi corridori con meno potenza per il proprio giro di qualifica.

Il colmo, tra l’altro, è che per una volta le Power Unit 2026 non hanno un ruolo in tutto ciò: rendere indisponibile l’Overtake Mode per un errore umano è assimilabile al disattivare il DRS in una qualifica del 2025, non c’entra nulla l’architettura di questi motori. Un’ulteriore beffa, insomma.

Tuttavia, le dichiarazioni di Sainz dopo l’accaduto (‘’sono confuso del perché la F1 faccia cose diverse in base a chi è fuori in Q1 e chi al primo giro’’), un chiaro riferimento polemico all’essenza di un top team coinvolto nella debacle dell’SQ1 – a differenza di Hamilton fermo a Sepang -, sembrano francamente esagerate e fuori contesto.

Passando all’analisi delle telemetrie dell’SQ3, e partendo dal confronto tra Leclerc e Verstappen, ormai i commenti sono quasi prevedibili.

La Ferrari perde gran parte del tempo in rettilineo. Più è lungo il tratto full gas, più la SF-26 perde, con la necessità di recuperare energia in fondo a qualche rettilineo – prima di curva 9, della fine del secondo settore, e della chicane che precede le ultime due curve – che si mischia a un’erogazione meno efficace ad inizio giro e nel rettifilo più lungo, quello che chiude il primo settore.

Al solito, i rilevamenti in curva sono migliori per Leclerc rispetto a Verstappen. Nei tratti più tortuosi, ciò implica un vantaggio che si traduce nel miglior secondo settore di giornata per Charles; tuttavia, la perdita connessa a una minore velocità a centro curva è in parte compensata da una guida di SuperMax che privilegia frenata e trazione, anche a costo di velocità un pelo più basse all’apice della svolta.

Gli unici due punti dove la SF-25 fatica in curva sono curva 5, la destra che immette sul rettilineo del primo settore, e la chicane finale. In entrambe le situazioni, sembra che Verstappen abbia rischiato qualcosa di più di Leclerc, magari forte di un picco di grip maggiore grazie al singolo giro lanciato ma, soprattutto, l’impressione è che i tecnici Ferrari abbiano sperimentato un setup volto a proteggere il più possibile il posteriore, anche a costo di perdere qualcosina in incisività dell’avantreno.

Non a caso, Leclerc ha parlato di altro potenziale da sbloccare in vista della qualifica di domani. Il distacco che però paga in rettilineo suggerisce che, anche con un pacchetto telaistico al limite della perfezione e un giro ‘dei suoi’, Charles non possa domani compensare un ritardo di motore che sui rettilinei sfiora i soliti, ineluttabili 3-4 decimi al giro. Che l’energia a disposizione sia scarsa o abbondante, in Q3 la Power Unit Ferrari soffre.

L’altro confronto di giornata, forse il più interessante, è quello tra Kimi Antonelli e George Russell.

Il leader del Mondiale, dopo le qualifiche, ha parlato di una monoposto difficile e imprevedibile. Già questo dovrebbe giustificare larga parte del distacco pagato rispetto a George su una pista dove la fiducia la fa da padrona.

In realtà, sia il grafico del delta che quello della velocità ci mostrano delle conferme rispetto ai passi indietro determinati dalla W17 e già dimostrati a Sepang.

Il più grande riguarda il drag. Antonelli perde ad ogni allungo, come se la sua Mercedes fosse in debito di energia nello stesso modo che accade spesso alle Ferrari. Addirittura, nel breve rettilineo tra curva 7 e 8, Kimi entra in forte recupero di energia e paga oltre due decimi in poche decine di metri. Nel lento del secondo settore Antonelli tutto sommato si difende, ma torna a perdere moltissimo nel terzo settore, sia in rettilineo, sia nell’affrontare le ultime frenate e gli ultimi cambi di direzione. Un chiaro segnale di una monoposto le cui gomme sono ormai stanche.

Oltre al drag, in definitiva, si continua a notare una Mercedes aggiornata con forti problemi di sottosterzo e inserimento, il segnale di un anteriore che non vuole dialogare con il posteriore più forte determinato dal nuovo fondo – e in merito, l’ala anteriore nuova non ha dato esiti incoraggianti, dato che Kimi l’ha scartata durante le libere 1 -.

Vedremo se domani, dopo una notte di studio dei dati, Antonelli e la Mercedes riusciranno a sbloccare il pacchetto.

Luca Ruocco