Max Verstappen, Charles Leclerc e Lewis Hamilton: sono i tre protagonisti del sabato di Singapore.

SuperMax vince una Sprint in cui succede di tutto, e nella quale Lewis vola al 2° posto mentre Leclerc difende il podio soffrendo una crisi di gomme totale negli ultimi giri.

Il campionissimo olandese, poi, artiglia la Pole Position con soli 54 millesimi di vantaggio su Charles, che nel Q3 piazza un colpo dei suoi mentre Hamilton pasticcia e, nonostante avesse in tasca i settori per la Pole, deve accontentarsi del terzo posto.

Analizziamo tutto quanto è successo con Naska Premium e, come sempre, grazie all’aiuto delle telemetrie di F1 Insights Hub.

NASK-ASSUNTO

Il sabato di Singapore inizia con una Sprint che viene ritardata di mezz’ora per lasciare che un forte temporale si allontani e la pista, allagata nel primo settore e nella parte finale del terzo, dreni le pozzanghere più pericolose.

Tutti montano gomme intermedie e al via scattano benissimo Russell e Hamilton, gli unici due piloti dei top team che scelgono la prima marcia per muoversi dalla casella. Nonostante il lato sporco e più bagnato, i due fulmini si insediano al primo posto (Russell) e al terzo (Hamilton). Verstappen è in mezzo, con Leclerc dietro a Hamilton.

Alla fine del primo giro, Russell esagera nell’approccio dell’ultima curva nonostante un po’ di sottosterzo: l’arrivo della coppia elettrica e il toccare la riga bianca lo spediscono in testacoda, contro il muretto box. La Mercedes #63 rimbalza in pista e, per un vero miracolo, non viene centrata da nessun pilota.

Entra in pista la Safety Car. Hadjar e Colapinto si fermano per colpa di guasti tecnici durante il periodo di neutralizzazione. Lindblad si gira da solo e, invece, in ripartenza Bottas colpisce Albon che centra a sua volta Bortoleto: tutti e tre si ritireranno.

Alla ripartenza Verstappen scappa via e, con grande costanza, costruisce una vittoria controllata. Hamilton, che gli era stato vicino nei primi giri di bandiera verde, fatica leggermente nella fase centrale della Sprint ma nel finale, quando riporta in temperatura le gomme, è il più veloce in pista.

Leclerc, invece, fatica enormemente per colpa di un forte sottosterzo determinato da una scelta di assetto che avevamo già commentato ieri, volta a proteggere le posteriori con l’asciutto. Il monegasco della Ferrari crolla nel finale, e all’ultimo giro, mentre Piastri prova ad allargarsi in ingresso di curva 5 per attaccarlo nel lungo rettilineo, Norris si butta all’interno provando a superare il compagno di squadra, fino a quel momento un tappo per il Campione del Mondo.

I due si toccano e finiscono entrambi in testacoda. Ringrazia Antonelli, che nel corso del giro si avvicina molto a Leclerc ma non riesce a passarlo. Gli altri quattro piloti a punti sono un ottimo Lawson, davvero velocissimo con le intermedie, Bearman, Hülknberg e Norris. I piloti Haas e Audi meritano i punticini preziosissimi per le loro scuderie perché autori di gare molto combattive e convincenti.

Anche la qualifica inizia con mezz’ora di ritardo e la pista, seppur asciutta, presenta un livello di aderenza molto basso.

In Q1 i Top Team assaggiano il tracciato con le Soft usate. Restano eliminate le due Cadillac, Albon, Hadjar ancora vittima di problemi al cambio e le due Aston Martin, decisamente deludenti in un weekend nel quale puntavano a un clamoroso ingresso in Q3.

Sia in Q1 che in Q2 svetta Lewis Hamilton, che sembra davvero a suo agio con la SF-26, e conserva per tutta la sessione un gran vantaggio nel settore centrale. In Q2 vengono eliminati Colapinto, che sfiora il Q3, le due Audi, le due Haas e Sainz. Molto bene ancora una volta le VCARB e Lindblad, che trova il feeling con Singapore e arriva in Q3.

Nell’ultimo segmento il grip della pista è migliore durante il primo tentativo, quando Verstappen mette assieme il suo giro migliore di giornata, comunque due decimi più lento di quello del venerdì.

Hamilton pasticcia il primo settore nel primo tentativo, e l’ultimo nel secondo. Alla fine, il suo tempo è distante un decimo dalla Pole Position e vale solamente il terzo posto. Secondo s’infila Charles Leclerc, che sfiora il colpaccio grazie a un gran giro finale, quando la pista non è al suo meglio, e dopo una qualifica nella quale il monegasco aveva faticato con la frenata della sua vettura, che tirava leggermente di lato durante le staccate.

Quarto Antonelli, che tira fuori il massimo dalla W17 aggiornata, a suo dire con un buon potenziale ma frenata da una forte difficoltà nel centrarne la finestra perfetta, e una certa tendenza all’instabilità. Scompare completamente Russell, 6° a mezzo secondo dai suoi rilevamenti del venerdì e in gran difficoltà nel settore centrale. 5° un Norris molto nervoso dopo l’incidente della Sprint, ma dotato di una McLaren tutto sommato deludente, con Piastri 7° prima di un grandioso Gasly, autore di un gran giro finale che gli permette di sorpassare Lawson e Lindblad.

NASK-ANALISI

È sempre complicato analizzare le differenze tra due giri che, sul cronometro, differiscono di soli 54 millesimi.

Prima di confrontare le tornate di Verstappen e Leclerc, è corretto sottolineare che, se Hamilton avesse messo assieme i suoi miglior settori tra Q1, Q2 e Q3, avrebbe conquistato la Pole Position con un margine di 28 millesimi su Verstappen. Non parliamo di uno scarto enorme ma, considerando che Hamilton ha fatto segnare alcuni di questi parziali in Q3, l’impressione è che l’inglese della Ferrari fosse il pilota più veloce in pista durante le qualifiche, e abbia perduto la Pole Position per colpa di un Q3 pieno di errorini.

Se invece si studia l’andamento del giro di Leclerc e Verstappen, si possono notare molte differenze rispetto alla qualifica del venerdì.

Anzitutto, Red Bull ha rinunciato a una punta di velocità alla fine del terzo settore per entrare in un forte recupero energetico che ha poi potuto sfruttare con decisione negli allunghi del secondo e terzo settore, dove ha confermato un vantaggio sulla SF-26. Ferrari, invece, sembra aver migliorato il proprio deployment complessivo proprio rinunciando a un po’ di componente elettrica negli allunghi più brevi, per concentrare la spinta nei due rettilinei più lunghi del tracciato, dove le perdite sono state minori rispetto alla qualifica Sprint.

A livello di assetto, si notano facilmente le diverse regolazioni di Leclerc che ha riportato il bilancio leggermente verso l’anteriore dopo il tentativo di proteggere totalmente le posteriori del venerdì. Il problema di sbilanciamento in frenata ha un po’ limitato il monegasco, almeno fino all’ultimo giro, ma Charles mostra un inserimento molto convincente e una gran velocità minima in curva 5, il che lo porta a guadagnare complessivamente e a lanciarsi molto bene nella prima fase di trazione.

Il secondo settore è complessivamente a vantaggio della Ferrari – ma Hamilton, lì, aveva in tasca un vantaggio di ben oltre un decimo su Charles -, con dei passaggi davvero felici in curva e, come detto, un pelo di sofferenza in più negli allunghi.

In inserimento di curva 13, come spiegato dallo stesso Leclerc, Charles perde un po’ la vettura e soffre sottosterzo, ma ci mette una pezza con un’uscita convincente rispetto a Max e, nel complessivo, l’errore gli costa circa mezzo decimo.

Più sanguinoso, sul cronometro, il tempo perso nella chicane che precede le ultime due curve, quasi un decimo, con Charles che perde il posteriore nel richiamo verso sinistra e non sfrutta tutta la pista in uscita. Da lì in poi, Max si prende la Pole di pura spinta del V6 RBPT-Ford fino al traguardo.

Come ieri e forse ancora più di ieri, si può notare SuperMax che accetta velocità minime in quasi tutte le curve lente, privilegiando frenata e trazione.

Il confronto con Mercedes e McLaren segnala invece poche differenze rispetto al venerdì, se non una generale crescita di assetto di Antonelli che è riesce a mettere assieme molto bene le fasi più tortuose del secondo settore, e i cambi di direzione, per perdere però abbastanza in frenata e nelle ultime due curve veloci.

L’andamento del distacco tra Norris e Verstappen è simile a quello di Antonelli, ma scalato verso l’alto principalmente per colpa proprio del passaggio più stretto tra curva 10 e curva 13.

Sembra proprio che l’aggiornamento di Baku abbia donato un’efficienza migliore a McLaren, togliendole però spunto nel guidato, dove ora la MCL40 non brilla mai. Al contrario, la W17 aggiornata, nelle mani di Antonelli, era a tratti convincente in curva, seppur molto difficile da guidare, ma ha perso terreno in rettilineo, dove a parità di Power Unit ora quasi copia McLaren, ma sul cronometro finale la soluzione non paga.

Anche perché, è bene ricordarlo, per quanto visto a Monaco e a Baku nel lento e in trazione, sulla carta Singapore era una pista perfetta le Frecce d’Argento che, forti del pacchetto da tre decimi, avrebbero dovuto dominare senza problemi, come e più che nel Principato.

La gara di domani sarà tiratissima: Verstappen ha una gomma Soft nuova in più rispetto alle Ferrari, le Ferrari una Media in più nuova rispetto a SuperMax. Molto, moltissimo si giocherà in partenza, al di là di tutte le strategie che, con tutta probabilità, attenderanno l’ingresso in pista della Safety Car.

Buon divertimento!

Luca Ruocco