Non è arrivata la tanto temuta pioggia, a Sepang, ma le due sessioni di prove libere del Gran Premio del Bahrain in Malesia hanno visto piloti e squadre faticare con un fenomeno tipico della pista bagnata: lo scarso grip.

Ne è emerso un quadro in continuo divenire e molto, molto complicato da leggere. Proviamo a farlo nell’analisi di Naska Premium, tentando di capire chi si presenterà favorito alle qualifiche di domani.

NASK-ASSUNTO

La prima sessione di libere si disputa sotto un sole cocente e con l’asfalto di Sepang che supera i 50°C.

Tutti i piloti, dopo il primo giro lanciato, si lamentano di una pista con pochissimo grip. Effettivamente, una serie di concause – i lavori di appianamento delle sconnessioni, il pulviscolo degli incendi indonesiani, lo scarso utilizzo della pista – hanno reso il tracciato estremamente sporco.

L’aderenza pressoché nulla mette in crisi il setup di base deliberato al simulatore per molte squadre, premiando chi ha cercato un compromesso aero-meccanico che premia la ricerca di grip e stabilità anche a scapito della velocità sul dritto.

Iniziano molto bene le due Red Bull, che lavorano per tutta la prima ora su gomme Soft, con Verstappen sistematicamente il più veloce, qualche decimo avanti rispetto ad Hadjar, che pagherà 5 posizioni in griglia di partenza per la sostituzione del V6 termico.

Le due Mercedes, con il nuovo pacchetto aerodinamico, sono tra le più vicine alle Red Bull, con Russell che si ferma a tre decimi da SuperMax. Antonelli è invece 5° tra le due Ferrari, in crisi di aderenza sul giro secco. McLaren appare impegnata in un programma di lavoro diverso, con più carico di benzina, e rimane fuori dalla Top Ten in zona Audi.

Tutti, comunque, spendono l’ultimo quarto d’ora delle libere 1 in un assaggio di long run che vede le Mercedes in forte crisi di degrado, Verstappen più costante e incisivo, le due Ferrari leggermente più a loro agio rispetto al giro secco e, sorprendentemente veloci, le due McLaren. Norris e Piastri sono oltre un secondo più rapidi degli inseguitori, e soffrono pochissimo degrado: se i tempi assoluti sembrano tradire un carico di carburante più basso, la costanza nei tempi è invece indice di un ottimo trattamento della gomma.

Nelle seconde libere la minaccia di pioggia è molto elevata, il che porta tutti i piloti ad accorciare il lavoro sul giro secco per concentrarsi il più presto possibile sul passo gara. Alla fine, la pioggia non arriva e tutti completano una lunga simulazione a pieno carico.

Nei tentativi di qualifica, con le Medie il migliore è Verstappen che precede di circa due decimi le due Mercedes e Leclerc, dotato di una SF-26 decisamente più stabile che al mattino.

Antonelli e Russell, dopo due giri nei quali commettono entrambi un errore, abortiscono il tentativo di qualifica su gomma Soft; Verstappen neanche lo affronta, concentrandosi sul long run con gomma Media; le due Ferrari, le due McLaren e Hadjar, invece, fanno segnare un tempo, con Hamilton e Piastri i più attivi nel cercare un secondo tentativo, alquanto infruttuoso visto l’enorme degrado della Soft in termini di prestazione assoluta.

Alla fine, il migliore è Leclerc con un decimo di vantaggio su Hadjar. Seguono Norris, Verstappen (con il tempo segnato su Medie), Hamilton e Piastri.

Le condizioni della pista, seppur in via di miglioramento, sono comunque difficili rispetto alle previsioni e il livello di grip rimane basso.

Le simulazioni di gara, come anticipato, sono lunghissime. Verstappen l’affronta tutta con gomma Media, come Russell e le McLaren (con gomma Soft). Antonelli, Leclerc e Hamilton provano invece un pit-stop con passaggio alle Medie (le due Ferrari solo per uni-due giri) dopo uno stint più lungo sulle Soft.

I long run mostrano quanto tempo si perda nei duelli, principalmente per surriscaldamento delle gomme, e quanto peso abbia sulla durata delle Pirelli un’introduzione lenta e gentile della gomma e, possibilmente, una sequenza di giri in aria libera.

Analizzeremo i riscontri dopo le telemetrie dei giri più veloci, come sempre effettuate grazie a F1 Insights Hub.

NASK-ANALISI

Dato che i team per primi hanno prestato poca attenzione al giro secco, anche noi eviteremo di soffermarci troppo su dei riscontri molto più lenti del previsto e, in vista di domani, alquanto interlocutori.

Qualche dato interessante, però, si può comunque notare.

Anzitutto, i motorizzati Mercedes sembrano quelli con più fieno in cascina ma è giusto sottolineare come, nel giro spinto con gomma Soft abortito da Antonelli, i suoi riscontri non sembrino terribilmente distanti dalla concorrenza. Per ora, Red Bull appare forse come la squadra meno parca nell’utilizzo della Power Unit, ricordando che, con tutta probabilità, la necessità di rotazioni tra le unità porterà tutti a montare i motori ‘da gara’ soltanto domani, in occasione delle libere 3.

Sepang, proprio perché pista vecchio stile, guidata e piena di curvoni, impone un utilizzo attento della componente elettrica. Rispetto a ciò, sembra notevole il lavoro impostato dagli ingegneri Ferrari.

Leclerc spinge poco verso curva 1, un po’ come aveva fatto Mercedes a Baku (qui invece Antonelli è colui che ricarica meno prima dei due tornanti iniziali), e in generale la sua SF-26 non è mai esplosiva alla fine dei rettilinei. Come accaduto a Barcellona, poi, in due brevi allunghi (prima e dopo curva 9, alla fine del secondo settore), la Rossa è colei che più di tutte recupera, puntando all’alta velocità minima nei semi-tornanti per tamponare le perdite.

La strategia appare efficace, dato che Charles regge bene nei tratti dove serve più esplosività in uscita di curva. Si tratta della lunga salita verso curva 4, dell’inizio del lunghissimo rettilineo di ritorno (anche grazie a un passaggio eccellente in curva 14) e, per una volta, anche dell’allungo finale verso il traguardo, dove la Rossa ha finalmente un po’ di energia per non perdere troppo rispetto agli avversari.

Tuttavia, l’impressione è che in molti siano lontani dal proprio potenziale sul giro secco, visto il poco tempo dedicatoci. Norris è apparso il pilota in grado di mettere insieme il giro più pulito, assieme ad Hadjar che ha effettuato il proprio tentativo più tardi di tutti. Leclerc, al contrario, ha dovuto effettuare la sua simulazione di qualifica dopo due giri di lancio (il primo abortito per traffico), e ciò può aver avuto un peso nel settore centrale meno brillante che su Medie, in ottica di risparmiare una gomma a rischio surriscaldamento per le ultime curve; pensate che Russell ha raccontato di gomme Soft con le temperature altissime già nel giro di lancio.

In merito al giro secco e alla qualifica, domani sarà interessante scoprire quanto margine di motore abbiano tutti e, soprattutto, chi inseguirà meglio a livello di set-up l’evoluzione del grip.

Passando alla simulazione di passo gara, il tracciato più promettente di tutti è quello di Max Verstappen, anche se non si direbbe calcolandone la Media.

Max ha effettuato una lunghissima simulazione su gomme Medie partendo dall’1’43’’ alto, alzando presto i suoi tempi (principalmente per i sorpassi alle due Haas), ma riuscendo poi a stabilizzarsi su riscontri costanti e competitivi.

Russell, al contrario, ha avuto una simulazione ottima nella costanza ma molto pulita a livello di traffico e globalmente lenta: per limitare il degrado visto nelle Libere 1, George ha dovuto frenarsi moltissimo a inizio stint, una strategia rischiosa in ottica dell’inizio di un’ipotetica corsa. Antonelli, invece, ha spinto di più sia sulle Soft che sulle Medie e ha patito un’impennata dei tempi molto ripida.

Anche Leclerc, sulle sue Soft, ha sofferto più degrado di Russell, ma con un tempo di attacco a pieno carico (1’43’’0) incredibilmente veloce. Le gomme del monegasco hanno poi retto tutto sommato bene, con dei tempi finali vicini a quelli costanti della Mercedes, soprattutto se si considera quanto trafficata sia stata la simulazione di Leclerc: prima ha dovuto sorpassare Lindblad e Bortoleto, a loro volta in lotta, poi è stato sorpassato da Colapinto e Antonelli usciti dai box con Soft nuove e meno carico di benzina. Notevoli ma poco rappresentativi gli ultimi due giri su Medie (viziati anche loro dalla necessità del sorpasso di Sainz).

Hamilton, invece, ha faticato più del monegasco nella gestione delle Soft, in linea con il minor feeling dimostrato da Lewis a cavallo di entrambe le sessioni.

Decisamente interessanti i tempi delle McLaren, molto lente nell’attacco agli stint, con una chiarissima gestione della ripartenza dal doppio tornante nel primo settore, che ha però portato entrambi a progredire con un ritmo decisamente più veloce di Russell a parità di gomma – non, però, di lunghezza di stint -.

Sulla gara di domenica avrà di certo effetto un eventuale aumento del grip in pista, ma è pressoché certo che un forte degrado rimarrà, e la gara dovrebbe giocarsi su strategie a minimo due soste. In quel caso, riuscire a gestire la gomma inizio stint sarà fondamentale, come poter viaggiare in aria libera, ma sarà altrettanto efficace sorpassare con gomma nuova e giocare con gli undercut.

Sepang potrà regalare, in caso di condizioni asciutte, una gara molto strategica e appassionante. Intanto, godiamoci la qualifica di domani, senza dimenticare l’incognita pioggia.

Luca Ruocco