Charles Leclerc e la Ferrari possono davvero attaccare Max Verstappen e la Red Bull?
È questa la domanda principale che emerge dal venerdì di Austin, dopo due ore di libere piene di spunti a partire dalla come sempre meravigliosa pista texana, che offre spunti tecnici a non finire.
Tenteremo di capire se davvero la SF-26 aggiornata può puntare alla vittoria grazie alle telemetrie di F1 Insights Hub, senza dimenticare l’ennesima giornata di studio del nuovo pacchetto per Mercedes, l’analisi del passo gara che suggerisce una gara a due soste aperta all’utilizzo di (quasi) tutte le mescole, e una McLaren nuovamente in difficoltà nel lento.
NASK-ASSUNTO
Il venerdì texano è una bella giornata di sole accompagnata da qualche raffica di vento, soprattutto nel pomeriggio.
La prima sessione inizia con le squadre impegnate nello studio di assetti e aggiornamenti – VCARB e Ferrari le due monoposto con modifiche più rilevanti a fondo, pance e ali (solo per la squadra di Faenza) -, un esercizio reso come sempre complesso ad Austin dai tanti avvallamenti che caratterizzano il tracciato.
Nonostante i continui sobbalzi, i piloti trovano subito un ottimo livello di grip. Il disegno della pista, con un terzo settore lento dove viene premiata l’aderenza extra della mescola più soffice, determina forti differenze tra chi monta le Medie e chi ha scelto le Hard per i primi giri.
Le Ferrari segnano tempi convincenti, grazie anche alle Pirelli gialle, mentre Verstappen è il più veloce con le bianche. Montate le gomme Soft, Max farebbe segnare il tempo più veloce di tutti ma è vittima dei track limits in curva 19, un tema classico del tracciato texano amplificato dal minor grip delle vetture 2026, che tendono a scivolare verso l’esterno curva con più facilità.
Il miglior tempo di sessione torna così a Charles Leclerc, che mostra un buon ritmo anche nella breve simulazione di gara del finale.
La seconda sessione, più importante, si apre con SuperMax che vola con gomma Media, insidiato da non troppo lontano dalle Mercedes di Antonelli e Russell che, però, tendono a soffrire nel terzo settore, quello più guidato.
Montate le Soft, Leclerc fa segnare un gran tempo, nonostante un netto errore in curva 15 che il monegasco segnala subito alla radio e che Bryan Bozzi valuta in circa un decimo di perdita. Antonelli si ferma a 42 millesimi dalla Rossa, grazie a un settore centrale impressionante (studieremo tra poco la telemetria), mentre Verstappen è a due decimi dal tempo di Leclerc. Più staccati gli altri, con Norris che avrebbe probabilmente completato un giro da Top 3 non fosse stato per due errori consecutivi nel lento, figli di una McLaren davvero complicata da portare al limite.
Hamilton, con l’altra Ferrari, dopo aver girato con il pacchetto aerodinamico vecchio in FP1 per un confronto, è del tutto fuori assetto nelle seconde libere: Lewis non ha fiducia nel posteriore della SF-26, fa fatica a trovare il limite e consuma troppo le gomme nella simulazione gara.
Simulazione gara che Leclerc inizia oltre cinque minuti prima rispetto agli altri, tanto in fiducia si trova con il setup. I primi giri del monegasco sono ottimi ed estremamente costanti, ma dalla quarta tornata lanciata si ritrova la Red Bull di Hadjar tre secondi più avanti e inizia a soffrire moltissimo l’aria sporca. L’argomento sarà fondamentale nella gara di domenica.
Davvero eccellente il passo di Verstappen, il più costante del gruppo, mentre sulle altre mescole convincono Antonelli con la Media, anche se l’italiano tende un po’ troppo al degrado, e Norris sulla Hard: la McLaren continua a gradire le mescole più dure e, paradossalmente, sul passo riesce ad attivarle fino ad ottenere buoni tempi, ma il profilo di degrado non sembra vantaggioso rispetto alle gomme più morbide. Come a Sepang l’impressione è che, per ora, la Soft sia favorevole perché meno prona allo scivolamento grazie al grip maggiore.
NASK-ANALISI
Prima di studiare le telemetrie del giro secco, riassumiamo per completezza i migliori ritmi dei top team nella simulazione di passo gara delle seconde libere:
- Lando Norris [McLaren] – 1’41’’289, 8 giri su gomme Hard (+ un cooldown)
- Max Verstappen [Red Bull Racing] – 1’41’’481, 11 giri su gomme Soft
- Charles Leclerc [Scuderia Ferrari] – 1’41’’508, 13 giri su gomme Soft (+un doppio cooldown)
- Kimi Antonelli [Mercedes] – 1’41’’521, 9 giri su gomme Medie (+ tre diversi cooldwon)

Il miglior modo per analizzare le differenze tra i giri di Leclerc, Verstappen e Antonelli è, stavolta, concentrarsi anzitutto sul grafico del delta.
Possiamo notare come Leclerc guadagni moltissimo nel complesso di curva 1, tra entrata e uscita, principalmente grazie a una linea perfetta e a una SF-26 che gli permette di frenare più tardi e tornare sul gas prima rispetto agli avversari.
Nella prima parte delle Esse, fino a curva 6, Verstappen guadagna qualcosa a Leclerc, che poi torna a farsi valere nel tratto più guidato del primo settore.
Dopo curva 9, quando inizia la parte ‘di motore’ della pista, il monegasco perde tantissimo. In entrambi i rettilinei su Antonelli, sia quello corto che porta al tornante di curva 11, sia a quello lunghissimo che porta al Toboga, e solo nel secondo rispetto a Verstappen, una riflessione di quanto Red Bull abbia deciso di risparmiare batteria nel primo allungo.
Da segnalare, in merito al distacco pagato dalla Ferrari in rettilineo nel venerdì di Austin, che per via delle normali rotazioni, i due piloti erano in pista con motori ADUO 1, senza il turbo aggiornato di Monza. Comunque sia, nel solo rettilineo principale Leclerc perde tra i due e i tre decimi su entrambi gli avversari, con una forte sofferenza nell’ultima parte del rettilineo dove la Power Unit Ferrari va in ricarica.
Entrato nel Toboga dopo curva 12, Leclerc inizia a ricostruire il suo vantaggio, nonostante un netto errore in curva 15. Interessante notare come, da curva 16 a curva 19, la famigerata penultima curva dei track limits, Ferrari non perda: evidente dal grafico velocità, qui sotto, come gli ingegneri di Maranello abbiano deciso di spremere energia nel curvone per, probabilmente, esaltare il vantaggio di carico della Rossa.

Il grafico della velocità è eloquente nel mostrarci quanto Ferrari perda in quasi tutti gli allunghi, tranne verso curva 1 e verso curva 19 (come appena scritto), ma sia superiore in tutte le curve tranne, appunto, la più stretta del Toboga dove Leclerc ha candidamente ammesso di aver perso il punto di corda.
Austin si è confermata una pista complicatissima, dove non sarà facile trovare il giusto equilibrio per la qualifica, sia a livello di Power Unit che, soprattutto, di assetto.
La Ferrari aggiornata, almeno tra le mani di Leclerc, è sembrata molto ben bilanciata, scongiurando i rischi di ritrovarsi in alto mare come accaduto a McLaren e Mercedes una volta montati i nuovi pacchetti in macchina. Il monegasco ha mostrato davvero un gran feeling in FP2, con un buon lavoro sul giro secco e ancora qualcosa da sistemare nel passo gara, soprattutto in aria sporca. L’impressione è che il nuovo fondo abbia dato ulteriore carico e ulteriore stabilità a una monoposto che, comunque, sulla carta avrebbe gradito Austin, perché davvero eccellente a livello di telaio e quindi capace di ben digerire una pista così variegata nei tipi di curve. Sarà importante ritrovare la bussola anche con Hamilton.
Red Bull è la grande favorita, con un Verstappen ancora in grande forma e un pacchetto RB22 che sembra perfetto per la corsa e con tanto margine, soprattutto di potenza, per la gara. Al contrario, Mercedes con Antonelli ha costruito un tempo strepitoso sul giro secco grazie a una disponibilità di energia clamorosa nei due rettilinei. Tuttavia, il delta dimostra che più tortuosa si fa la curva o la sequenza di curve, più lo scalino della W17 sale rispetto a Ferrari, a dimostrare un bilanciamento non ancora perfetto. Da non sottovalutare McLaren che, se trova la quadra con l’utilizzo della Soft, può essere molto pericolosa grazie a una gran prestazione nel medio-veloce, nonostante qualche difficoltà nel lento.
Godetevi una delle qualifiche più belle della stagione su una pista tanto spettacolare, e a domani!
Luca Ruocco
news
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE...
25 Ottobre 2026
L’ANALISI DEL SABATO DI AUSTIN
Kimi Antonelli e l'irrefrenabile voglia di dimostrarsi Campione. Ferrari, la certezza di mangiarsi le mani: tutto nell'analisi del sabato di Austin!
22 Ottobre 2026
IL PREGP DEL GRAN PREMIO DEGLI STATI UNITI 2026
La F1 sbarca ad Austin, e oltre agli aggiornamenti Ferrari... c'è il nostro Kimi che può vincere il Mondiale!
21 Ottobre 2026
FERRARI E IL BAGNATO: UN RAPPORTO DIFFICILE?
Perché la Ferrari fa così tanta fatica sotto l'acqua? Perché le decisioni del muretto in condizioni umide non convincono mai?


