Lando Norris conquista, a sorpresa, una Pole Position eccezionale nella prima, divertentissima qualifica del Gran Premio di Spagna al Madring.
Grazie a un ultimo tentativo davvero clamoroso, nel quale il pilota McLaren si migliora di oltre mezzo secondo (nonostante due decimi persi all’ultima curva), il Campione del Mondo in carica precede un ottimo Antonelli, un Verstappen in grande spolvero – aiutato dalla coppia del V6 RBPT-Ford -, un Hamilton davvero deluso e un Leclerc rallentato dalla mancanza del motore ADUO 2 sulla sua SF-26.
Dove è nata la Pole Position di Norris? Perché Hamilton ha sprecato un’ottima occasione? Quali sono le prospettive in vista della corsa di domani?
Scopriamo tutto, come sempre, nell’analisi di Naska Premium.
NASK-ASSUNTO
Le terze prove libere sono decisamente frammentate. Dopo una prima mezz’ora nella quale i piloti assaggiano la pista e i tempi sembrano subito abbassarsi rispetto alle FP2, con Antonelli e le due Ferrari tra i più veloci, Hamilton provoca una bandiera rossa per un lungo all’ultima curva.
Il pilota inglese rompe solamente l’ala della sua SF-26, ma è costretto a parcheggiare la vettura durante il giro di rientro perché l’alettone è incastrato sotto le ruote anteriori. Dopo una lunghissima pausa per la riparazione delle barriere, a quanto pare molto più distrutte di quanto potesse sembrare visto il colpo leggero, i piloti hanno 15 minuti per tentare un ultimo giro veloce.
Il migliore è Antonelli, che precede di circa due decimi Leclerc e le due McLaren. Verstappen mostra un buon potenziale ma non si migliora nel finale, mentre delude Russell che è crisi di assetto. Proprio negli ultimi secondi della sessione, Bearman va a muro nella esse veloce che precede la Monumental e distrugge la sua Haas.
Impossibile riparare in tempo i danni, Ollie salterà il Q1, come Stroll che rimane bloccato ai box per un guasto. Esclusi, nella prima sessione, anche i due piloti spagnoli, Sainz e Alonso, e le due Cadillac, con un ottimo giro di Perez che su una pista tanto tecnica è solo a mezzo secondo dall’Aston Martin.
Sempre nel primo segmento di qualifica, le due Ferrari e Verstappen usano gomme Medie, salvando così un treno di Soft nuove per la gara (a sfavore delle Medie stesse, unico set a disposizione).
In Q2 Verstappen è il più veloce e sembra candidarsi alla Pole Position, in battaglia con Antonelli. Difficile leggere i tempi delle due Ferrari che disputano addirittura tre tentativi di fila sulla gomma Soft. Esclusi Albon, Tsunoda, Gasly, Ocon e le due Audi, che monopolizzano la sesta fila a un soffio dal Q3. Oltre ai Top Team, passano al segmento finale Colapinto e Lindblad.
Nel primo tentativo del Q3 svetta Hamilton, che abbassa molto i suoi tempi sfruttando al meglio la Power Unit Ferrari con l’ADUO 2. Antonelli è 2°, Russell 3°, Leclerc 4° a due decimi dal compagno di squadra e seguono Verstappen e le McLaren, incapaci di trovare un buon giro.
Fino a quel momento, almeno. Perché nei minuti finali Norris trova un tempo stratosferico, e conquista la Pole Position per 11 millesimi su Antonelli. 3° Verstappen, che tira fuori il massimo da una Red Bull troppo lenta in curva, mentre Hamilton sbaglia il tentativo finale e si migliora di pochissimo. A sei millesimi da Lewis c’è Leclerc, 5°, seguito da Russell, Piastri, Lawson, Colapinto e Lindblad.
NASK-ANALISI
Prima di analizzare la fantastica Pole Position di Lando Norris, è interessante procedere al confronto tra i giri di Leclerc e Hamilton.

Nonostante Hamilton commetta un errore nella prima chicane, l’inglese guadagna comunque tempo rispetto a Leclerc, grazie a una Power Unit che spinge di più e ha un’interpretazione della prima chicane che è molto complessa per Leclerc durante tutta la qualifica.

Secondo i nostri calcoli, effettuati tramite l’analisi delle telemetrie di F1 Insights Hub, la spinta in più del motore V6 con turbo più grande garantisce a Hamilton circa 0.15s di vantaggio su Leclerc, visibili ancor meglio nel primo tentativo dove Lewis scarica meglio l’energia nel primo settore, senza l’errore.
Lewis ha un buon passaggio nel guidato prima della Monumental, ma nella seconda parte del giro Leclerc riesce a recuperare quasi tutto lo svantaggio. Solo nel lungo curvone prima della fine del secondo settore Charles plafona a velocità maggiori, pagando il boost successivamente, ma il vero recupero per il #16 avviene nelle curve lente del terzo settore. Lì, con il secondo miglior riferimento del Q3 dopo Antonelli, Leclerc fa un piccolo miracolo (frecce verdi) e quasi completa la rimonta sul compagno di squadra.
Visto il giro pasticciato di Hamilton, è inevitabile pensare che sia lui che Charles potessero fare di più. Leclerc con il motore ADUO 2 – che avrebbe avuto senza il botto di Monza -, Hamilton senza l’errore nel giro finale nel quale tutti si sono migliorati.
Interessante, infine, il quadrato viola, che mostra la Esse successiva al tunnel, una doppia curva che apre il terzo settore. Con le F1 2025 sarebbe stata affrontata in pieno, ma nel 2026 è un punto dov’è fondamentale ricaricare nella prima parte della curva per poi lanciarsi nel breve allungo verso il toboga finale.
Proprio nella fase di recupero Hamilton mantiene una velocità leggermente migliore rispetto a Leclerc, probabilmente grazie all’ADUO 2, più efficiente in ricarica (e anche, forse, grazie alla velocità minore alla fine del secondo settore, freccia gialla).

Confrontando i migliori tempi dei primi quattro, il quadrato viola ci mostra quanto diversa fosse l’interpretazione proprio di quella fondamentale esse all’inizio del terzo settore.
È molto interessante notare quanto poca velocità perda la McLaren nella prima porzione della curva, con Antonelli che rallenta più di tutti e poi si catapulta ad altissima velocità nella seconda porzione della essa, mentre Ferrari e Red Bull accelerano molto tardi.
Le due frecce gialle, dopo un primo settore di Norris che interpreta davvero bene i passaggi lenti, mostrano i punti chiave del giro di Norris. La prima freccia mostra la chicane precedente alla Monumental, dove Lando passa velocissimo, mentre la seconda freccia indica l’ultima curva molto lenta. Lì Norris perde quasi due decimi.
Importante anche il lavoro fatto dagli ingegneri McLaren sulla mappatura da Q3 della Power Unit Mercedes. Nonostante la MCL40 spinga moltissimo nel primo settore (ma poco nel primo rettilineo), poi sono davvero rari i punti in cui Lando spinge di meno rispetto ad Antonelli, anche grazie a delle velocità minime molto spesso migliori rispetto alla Mercedes dell’italiano.
Le ultime due annotazioni riguardano la scelta di distribuzione energetica di Red Bull, che privilegia molto la seconda metà del giro (si veda la freccia blu). In generale, Verstappen ha quasi sempre le peggiori velocità minime, soprattutto nelle curve a medioalta velocità, ma è molto bravo a tirare fuori comunque un ottimo tempo.

Infine, il quadrato e le frecce rosa mostrano i due punti in cui la Ferrari paga di più la propria Power Unit, anche con l’ADUO 2.
La seconda freccia riguarda la esse altrove indicata con i quadrati viola, dove l’attività di recupero energia costa molto alla Rossa.
La prima freccia è però davvero impressionante e, in qualche modo, deprimente per i tifosi Ferrari. La parte finale del primo settore, con il passaggio sotto al tunnel dopo la tripla, insidiosa chicane di curva 5, vede le vetture affrontare una salita dell’8% di circa 300 metri.
Il tratto è breve, non conviene utilizzare troppa energia elettrica visto che non c’è un lungo rettilineo da affrontare, e vista la salita si può verosimilmente notare molto bene la coppia dei vari V6. Non è un caso che Verstappen abbia lo spunto migliore, mentre la Rossa sia davvero lentissima.
In solo 300 metri, Hamilton perde due decimi pieni. Leclerc, rispetto a Norris, addirittura tre.
Viene quindi da pensare che, con l’ADUO 2, Charles avrebbe forse potuto attaccare (a parità di giro eccellente) la Pole Position di Norris, ma solo considerando il tempo di Lando con l’errore all’ultima curva.
A parità di perfezione, insomma, la SF-26 avrebbe molto probabilmente mantenuto tra uno e due decimi di distacco dalla McLaren.
La gara di domani rimane estremamente indecisa. Alla vigilia, vista la difficoltà di sorpasso, tutti pensavano a una singola sosta con strategie bloccate e la gara decisa in partenza. Ma al di là del caos che potrebbe nascere con bandiere rosse o Safety Car, la vera novità potrebbe essere il degrado.
Le squadre stimavano, dopo le libere di ieri, una strategia ottimale sulle tre soste. Con l’evolversi della pista, la situazione potrebbe migliorare, ma sulla lunga distanza le gomme anteriori soffrono moltissimo e, se si aggiunge il surriscaldamento delle posteriori in battaglia, la situazione può diventare davvero complicata.
In quel caso, con un degrado che garantisca almeno due soste, tornerebbero a contare ritmo e strategie, con magari anche una maggiore facilità di sorpasso.
Norris e Antonelli sono i favoriti ma, su una pista tanto complicata, potrà davvero succedere di tutto.
Luca Ruocco
news
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE...
11 Settembre 2026
L’ANALISI DEL VENERDÌ DI MADRID
Un circuito stupendo, una sfida complicatissima per piloti e ingegneri: come interpretare il venerdì di Madrid?
10 Settembre 2026
IL PREGP DEL GRAN PREMIO DI SPAGNA 2026
La F1 sbarca a Madrid per una corsa tutta nuova. Tra polemiche, tribunali e curve spettacolari, cosa attende i piloti?
9 Settembre 2026
HAMILTON VS LECLERC, VASSEUR IN BILICO, CAOS FERRARI?
Cosa sta succedendo in Ferrari dopo Monza? Vasseur è davvero in bilico? Come analizzare il duello tra Hamilton e Leclerc in Prima Variante?


