Il caldo vi ha tolto tutte le energie?
Non ce la fate più? Cercate un briciolo di fresco mettendo il naso nel condizionatore, le mani nel ventilatore e la testa direttamente nel freezer?
Non vi preoccupate. Perchè questo weekend la sfida Mondiale a Spielberg sarà talmente TORRIDA che in confronto vi sembrava di stare al polo nord.
Antonelli contro Hamilton. Mercedes contro Ferrari. Motore migliore contro motore aggiornato con l’ADUO.
E Russell, cosa fa? Leclerc si riprende? La McLaren che testerà la sua ala posteriore Macarena può sorprendere? E Max Verstappen andrà all’attacco con la sua Red Bull dimagrita?
Direi di parlare di tutti questi argomenti, e tanti altri, nel PreGP di Spielberg. E non scherzavo quando vi dicevo che sarà una sfida torrida.
Perché farà davvero caldissimo… e in più, il Mondiale rischia di accendersi e regalarci una sfida epica. Il giovane eroe italiano contro la Ferrari.
Vedete come sale la temperatura?!?
Iniziamo il PreGP con un piccolo cambio nella scaletta. Spazio alla nuova rubrica che ha esordito a Barcellona. Ho pensato a mille nomi per questa rubrica, ma tra i commenti ho trovato IL GENIO DEL SECOLO che ha partorito questa perla: Ask-a-Naska. MA STO MALE!! MA è geniale!!! Sei il numero uno!!
Prima di introdurla vi ricordo una cosa: tutti i video del primo e secondo canale, d’ora in poi, potrete trovarli senza censure e senza pubblicità sulla mia pagina Patreon! Link in descrizione. E se volete supportarmi gratis, beh, iscrivetevi al canale! Vi costa zero e a noi aiuta tantissimo.
Rubrica ASK-A-NASKA. Seleziono tre domande nei commenti del PostGP precedente, e le usiamo nel PreGP per chiacchierare un po’ dei temi interessanti verso il weekend di gara. Quindi, ricordatevi, qualunque dubbio, domanda, curiosità…fatela. Anche se vi sembra stupida o banale, magari invece è perfetta per raccontare bene qualcosa che tanti non hanno capito.
Prima domanda di oggi, di Francesco Cersosimo.
Q: nell’ultimo GP si è parlato della nuova metodologia FIA per la misurazione del rapporto di compressione. Secondo te è cambiato qualcosa? Ci sono indizi che Mercedes abbia dovuto cambiare qualcosa sulla Power Unit?
Allora, dal 1° giugno è entrato in vigore un nuovo metodo di misurazione del rapporto di compressione. Recap ultra-breve. Per tutto l’inverno, si sospetta che Mercedes abbia un V6 capace di andare oltre i limite di 16:1 per il rapporto di compressione. Ma come, sono fuori dal regolamento?
No, perché il rapporto di compressione del motore, da sempre, in F1 viene misurato a freddo. Si smonta il motore, si misurano i pezzi, e si calcola il rapporto di compressione. Procedura standard.
Mercedes riuscirebbe ad aumentare questo valore quando il motore è caldo ed è in funzione. Come? Tramite l’utilizzo di materiali che espandono in maniera molto precisa e controllata, e forse con qualche piccola furbizia nel disegno della camera di combustione.
Ma di quanto aumenta questo rapporto di compressione? Si pensava, all’inizio, che potesse arrivare anche a 18:1. Poi le stime sono passate a un aumento di qualche decimo. 16.2, 16.3.
Si parla di una decina di cavalli in più. Ma, non si tratta solo di potenza ma soprattutto di efficienza. Consumi meno, ricarichi di più. Hai più spinta elettrica.
Bene. La FIA, per placare gli animi dei motoristi avversari, dal 1° giugno ha introdotto un regolamento revisionato. Oltre al controllo a freddo, si fa anche un controllo a caldo.
Scaldo il motore, poi cercando di tenerlo caldo, lo smonto e misuro il rapporto di compressione. È una ricostruzione logica, ma non esistono dettagli universali di come si fa questa misura perchè dipende da ogni motore.
Infine, dal 1° giugno è anche vietata qualunque soluzione che è pensata esclusivamente per aumentare il rapporto di compressione. Quindi, microcamere nascoste e stregonerie varie, bandite.
Ora, se un motorista doveva modificare il motore per rispettare le nuove regole, poteva farlo senza penalità. Perciò, Mercedes potrebbe aver toccato i suoi motori senza che noi lo venissimo a sapere. Hmmm…quindi l’han cambiato o no?
In realtà, a Monaco e a Barcellona, hanno corso con le Power Unit introdotte a Melbourne e Miami. Nessun motore Mercedes ha messo una terza PU. Si dice che in Mercedes fossero tranquillissimi che avrebbero sempre superato i controlli.
Quindi, per quanto ne possiamo sapere, non ci sono prove che abbiano cambiato qualcosa.
E le prestazioni son rimaste ottime. Perciò i casi sono due: o le nuove misurazioni non colgono i trucchetti geniali del V6 Mercedes sul rapporto di compressione – e per me è l’opzione più probabile -, oppure il vantaggio nell’efficienza del loro V6 non arrivava da lì.
Seconda domanda, di Lorenzo Battistel.
Q: Ci sono diversi produttori di benzina. Può contribuire a cambiare le forze in gioco? Le potenze dei motori dipendono anche da loro?
C’è una spiegazione molto approfondita in una super puntata del Tech Show dello scorso anno. Ve la lascio qui sopra.
Vado veloce.
Generalmente sì, la potenza di un motore dipende molto dalla benzina utilizzata.
Quest’anno, però, il regolamento sulle benzine è molto specifico.
La parte più complicata, per i produttori di benzine, è stato ottenere il riconoscimento di 100% di sostenibilità.
Shell, che è la benzina delle Power Unit Ferrari, ha scelto una strada bio per ottenere le sue molecole. Quindi rifiuti, scarti agricoli e così via.
Gli altri produttori – quindi Petronas per Mercedes, BP per Audi, Mobil1 per RBPT-Ford e Aramco per Honda – hanno scelto la via sintetica; quindi, ottengono la maggior parte del blend in laboratorio.
Ecco, questa scelta può rendere più o meno difficile l’ottenimento della certificazione. E può rendere più o meno difficile ottenere un prodotto sempre uguale.
A livello di prestazioni, invece, cambia poco. Perché cambia poco? Perché le benzine 2026 devono rispettare un sacco di paletti.
Il numero di ottani. La quantità di energia presente in ogni kg di benzina. Il flussometro, poi, impone che ad ogni istante, in tutti i motori entri la stessa quantità di energia.
Quindi, sulla carta, nessun produttore di benzina può aver fatto una differenza enorme.
Il discorso cambia se prendiamo la singola benzina, e la associamo al motore per cui è sviluppata. E qui, una nuova formulazione di una benzina può associarsi molto bene a un motore che, per esempio, è stato evoluto e quindi ha la combustione cambiata.
Quindi, le singole benzine non possono fare una differenza enorme nel 2026, e infatti quasi nessuno ne parla, ma possono essere molto utili nell’accompagnare lo sviluppo del motore.
Terza e ultima domanda, che ci porta verso il Naska-Hype, è la domanda di Andrea D’Alterio.
Q: Antonelli durante il GP di Monaco aveva lamentato problemi alla PU. La rottura di Barcellona può derivare da quelli?
No. L’ha raccontato Mercedes stessa.
I problemi che continuano ad avere alle batterie, non solo Russell e Antonelli ma tutti i motorizzati, sono sempre improvvisi. Generalmente, arrivano con il caldo – ma George ha spaccato in Canada e faceva freddo, anche se ha spaccato durante il duello con Antonelli, mentre tirava come un matto, e quindi potrebbe aver surriscaldato la batteria -.
Ma quello che ci interessa è che sono imprevedibili.
Mercedes sta tentando di capirli e studiare delle contromisure, ma non è un compito facile. Anzitutto, perché le rotture sembrano sempre diverse.
Quel che è certo è che il problema non è ancora del tutto risolto, almeno ad oggi mercoledì 24 giugno che registro il PreGP. Sappiamo che ad esempio McLaren a Barcellona ha passato tutta la notte tra venerdì e sabato a rafforzare ogni parte del sistema elettrico per evitare caos. O sappiamo che la batteria di Russell del Canada, essendo danneggiata, non può tornare in aereo! Che se piglia fuoco fa un disastro! Ma ha dovuto usare la nave, e quindi ci vorranno ancora settimane prima che venga analizzata.
Insomma, il rebus per Mercedes è enorme, e di sicuro le condizioni estreme attese in Austria non aiuteranno. Vedremo se porteranno delle correzioni per l’affidabilità, e qualche piccolo aggiornamento aerodinamico.
Qualcuno riuscirà a sfidare Mercedes, in Austria?
NASKA-HYPE
Arriviamo così all’Hype verso Spielberg che è tutto concentrato verso il nuovo motore della Ferrari.
Tentiamo di fare un attimo ordine sulle aspettative verso l’Austria. Mettiamo in pausa l’eccitazione per la Rossa che arriva dal trionfo di Hamilton.
Sulla carta, l’Austria è un’ottima pista per Mercedes. Ci vuole motore, efficienza, trazione, tutte caratteristiche della W17. Però abbiamo detto che farà molto caldo, sono attesi oltre 30°C tutto il weekend, in più si corre a 700 metri sul livello del mare, quindi l’aria è un po’ rarefatta, raffredda di meno…
Potrebbero essere attaccabili.
Bisogna capire chi può attaccarli.
McLaren dovrebbe avere qualche aggiornamento e soprattutto dovrebbero provare la loro versione di ala Macarena nelle libere. Ma è solo un prototipo in fase di studio. Loro sì che hanno copiato Ferrari dopo i test in Bahrain, non come Red Bull che aveva la sua Macarena in cantiere dall’anno scorso. Quindi, ci vorranno altre settimane per vederla in macchina. Quante? Dipende da come andrà il test.
Comunque, McLaren finora è sempre andata bene ma, a parte Miami, mai benissimo. Vediamo se a Spielberg trovano lo spunto.
Red Bull è più interessante. Dovrebbero finalmente arrivare al peso minimo, perdendo oltre 5kg, e ci sarà un grosso pacchetto di aggiornamenti aerodinamici. Metà della pista, con i rettilinei e le curve lente, dovrebbe piacere a Red Bull, e anche molto… l’altra metà un po’ meno. Ma magari, con la macchina aggiornata… sai mai che salta fuori Max.
E Ferrari…
Beh, Ferrari ha il telaio migliore di tutti dopo gli aggiornamenti di Barcellona. Su questo non ci piove. Addirittura, Carlo Platella di Formula Passion aveva per primo raccolto l’indiscrezione a Barcellona che ci fossero nuovi cerchi sulla Rossa. E questi nuovi cerchioni sembra che siano davvero eccellenti nel gestire il surriscaldamento del posteriore.
Insomma, ormai alla Ferrari mancano solo due cose. Il miglior Leclerc, e vedremo se Charles riuscirà ad uscire dal momento di crisi in Austria, e poi manca il motore. La Power Unit.
Ecco, a Spielberg arriverà la prima Power Unit con modifiche dettate dall’ADUO. Vi ricordo che le squadre non sono tenute a dichiarare questi aggiornamenti, pensate che Roberto Chinchero ha rivelato che le Power Unit nuove di Audi, montate a Barcellona, a sorpresa usavano il primo gettone di ADUO. Un gettone pensato per guidabilità, più che per potenza pura, ma nessuno se ne era accorto.
Comunque sia, Ferrari dovrebbe montare i nuovi motori durante il weekend dell’Austria, forse solamente in FP3 per preservarli.
Le modifiche dovrebbero essere di dettaglio, ma comunque significative. Sono attesi circa 7cv di guadagno, tra parti aggiornate e una nuova benzina Shell. Ora capite il velato riferimento di prima, eh?
Occhio però, che non mi stancherò mai di ripeterlo. Quest’anno non conta la potenza pura, conta di più l’efficienza. L’obiettivo della Power Unit aggiornata Ferrari deve essere sì un po’ di spinta in più, per carità, ma deve soprattutto essere una ricarica migliore della batteria.
In qualifica al Montmelò abbiamo visto che Hamilton ha perso la Pole Position solamente per l’energia.
Se già in qualifica a Lewis e Charles togli il Lift&Coast e gli dai energia elettrica per tutto il giro, due o tre decimi li recuperi tutti.
Sarà fondamentale capire se questo obiettivo può essere centrato dal nuovo motore della Ferrari. In tal caso… beh, la SF-26 potrebbe davvero cominciare a fare molta paura. E Lewis Hamilton sembra giusto un tantinello in forma.
Alcuni di voi mi chiedevano delucidazioni sulle voci di un motore caldo della Ferrari, pensato per lavorare con aria ad oltre 100°C dopo l’intercooler… per ora, vi posso solo dire che sono voci opposte a quelle che abbiamo noi.
Le informazioni in nostro possesso sono sempre le stesse: il concetto pensato per il 2026, con tanto utilizzo di acciaio nella testata, non ha dato i risultati sperati.
Ferrari cambierà pesantemente il V6 nel 2027. Per quanto possibile, queste novità verranno introdotte già quest’anno con l’ADUO.
Non è un caso che nella preview Ferrari per l’Austria, Enrico Gualtieri, il capo dei motoristi di Maranello, abbia detto: ‘’Fin dall’inizio del progetto 2026 abbiamo affiancato un lavoro di sviluppo continuo a programmi con un orizzonte più lungo. Questi due filoni procedono in parallelo e spesso si rafforzano a vicenda. L’aggiornamento che introduciamo a Spielberg è relativamente contenuto e riflette il lavoro svolto nelle ultime settimane per trasferire in pista i progressi maturati nei nostri programmi di sviluppo.’’
Ultima notizia su Ferrari: secondo le ultime indiscrezioni, a Maranello sono riusciti a dimostrare che alcuni dettagli del diffusore Mercedes non sono legali, e quindi la FIA li vieterà dall’Austria o da Silverstone. Adesso la Rossa vince pure le battaglie politiche… ma cioè qui si sta ribaltando la situazione?!
NASKA-TRACK
Direi che è arrivato il momento di raccontarvi la pista di Spielberg, il Red Bull Ring.
Uno degli scenari più belli dell’intero calendario. Le Alpi austriache.
Il circuito è tutto un saliscendi, ed è un vero e proprio frullatore. Fateci caso, soprattutto in qualifica, come da metà pista in poi, sembra tutto scorrere velocissimo.
Comunque sia, la pista è molto corta, si gira in poco più di un minuto, ed è sostanzialmente divisa in due. La prima parte, su per la collina, alterna curve lente o medio lente come la prima a luuuunghi rettilinei, che fino all’anno scorso erano il paradiso delle lotte DRS. Vedremo se la pista funzionerà altrettanto bene con il racing yoyo di quest’anno.
Da metà pista in poi, ossia da curva 6 a curva 10, che grosso modo è il terzo settore e il pezzetto finale del secondo, le curve cambiano. Sono curve lunghe, medio-veloci o velocissime, come le ultime due.
Quindi, nella prima metà del giro conta trazione, frenata e velocità sul dritto. Nella seconda è più importante la stabilità e l’inserimento della macchina nel veloce. Insomma, sembra un pistino, ma in realtà è un circuito molto completo.
Attenzione a due aspetti. Il primo è il caldo di cui vi continuo a parlare. Pirelli porta gomme molto morbide, l’asfalto tende a scaldarsi tantissimo quando picchia il sole, anche per colpa dell’altitudine, e quindi sarà complicatissima la gestione in gara. Un po’ come a Barcellona.
Il secondo aspetto è il solito del 2026. La Power Unit. Secondo la nostra analisi, è una pista simile a Montreal. Ossia, una pista di cui tutti hanno paura perché si consuma molta energia, e infatti i limiti di ricarica saranno bassi, ma è anche una pista che, in maniera simile al Canada anche se meno marcata, ti aiuta a recuperare energia.
Ci sono molte discese, ci sono due frenate fortissime, e anche nel secondo e nel terzo settore non mancheranno occasioni di caricare la batteria.
Insomma, per la gestione dell’ibrido, Barcellona mi sembrava più spaventosa e non abbiamo avuto grandi problemi, neanche in qualifica. Non me li aspetto in Austria.
Piuttosto, occhio al turbo. È la prima volta che si corre in altitudine nel 2026, e il turbo deve compensare l’aria rarefatta. Sulla carta, un turbo più grande se la cava meglio, ma quest’anno c’è un limite nel boost massimo che tutti dovrebbero aver raggiunto, e quindi il vantaggio dovrebbe essere meno importante. E comunque, negli ultimi anni, anche se Ferrari aveva il turbo più piccolo, andava molto forte in altitudine, quindi le contromisure si possono trovare.
NASKA-MEMORY
Naska Memory ultra mega rapido, che si lega alla domanda Hard del NaskQuiz.
Lorenzo vinse nel 1964 al volante di una Ferrari. Pensate, partiva settimo, ma ai tempi il segreto era gestire al meglio la macchina e non commettere errori. Perché le rotture erano sempre miliardi. Così Bandini, dopo essere risalito terzo nei primi giri dietro a Graham Hill e Jim Clark, sfruttò le loro noie meccaniche per prendersi il primo posto.
Mentre nel 1975 Vittorio Brambilla vinse una gara clamorosa. Mega acquazzone prima del via, in pochi km il pilota monzese porta la sua March tutta arancione per lo sponsor Beta dritta dritta negli scarichi di due mostri sacri. Hunt e Lauda. Partiva 8°, pensate un po’. Brambilla va come un fulmine sotto la pioggia, tanto che sfila anche la Ferrari di Lauda. Solo Hunt riesce a resistere, fino a quando spacca.
La gara viene interrotta dopo 29 giri per la troppa pioggia, e quando Vittorio passa il traguardo e alza le mani per esultare, il grip è talmente poco che la sua March scarta e colpisce le barriere!
INDOVI-NASKA
Finiamo con gli orari, super classici per la F1 con quelli di F2 e F3 a schermo.
Libere alle 13.30 e alle 17.00 di venerdì. Libere 3 alle 12.30 di sabato, qualifiche alle 16.00. Gara alle 15.00 di domenica.
Mi raccomando, condizionatore, ventilatore, gelato e godetevi questa F1 con una sfida stupenda per la vittoria. Il mio podio è… Hamilton, Antonelli, Russell.
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