Max Verstappen DOMINA il weekend di Singapore!
Pole Position per la Sprint, vittoria nella Sprint, Pole Position per il Gran Premio, vittoria nel Gran Premio.
Simply lovely, è proprio il caso di dirlo, sia SuperMax che la Red Bull.
Ma la Ferrari deve mangiarsi le mani per una vittoria sfumata? Leclerc poteva fare di più in partenza? E perché Hamilton ha disobbedito al muretto box?
Parleremo di questo e molto altro in un PostGP ricchissimo, mentre Kimi Antonelli sta iniziando a fare i conti… eccome se sta iniziando a fare i conti… un pilota italiano… un fenomeno… NON SO SE LO STIAMO CAPENDO, STIAMO PER DIVENTARE CAMPIONI DEL MONDO DI F1 DOPO 73 ANNI!!!!!
Cià, meglio calmarmi un po’ con il riassunto…
NASK-ASSUNTO
Il giovedì di Singapore è molto tranquillo. Tutti nel paddock sono stanchi alla fine di una tripletta di gare che ha portato la F1 da Baku a Singapore, passando per la Malesia.
La vera superstar è Bottas che da Sepang a Singapore se l’è fatta in bicicletta, pedalando anche di notte per abituarsi all’ora della gara, e passando nella giungla dove ha raccontato di aver visto serpenti, pitoni e aver dovuto addirittura saltare sopra a un varano.
Guarda te guidare una Cadillac cosa ti fa fare.
Da un punto di vista tecnico, le novità più interessanti riguardano le ali anteriori di Red Bull e Mercedes.
Red Bull evolve il proprio concetto, mentre in Mercedes portano un’ala molto diversa dalla precedente, con due flap che si azionano in rettilineo al posto del singolo elemento mobile che solo Mercedes e Aston Martin avevano scelto a inizio anno. C’è un solo esemplare della nuova ala, e lo monterà Antonelli, che disputerà il weekend con il pacchetto di novità della Malesia.
Russell, invece, conferma la presenza del pacchetto vecchio sulla sua W17, con una nuova Power Unit priva del turbo nuovo ADUO. Alla fine, Mercedes non è riuscita a portare a Singapore abbastanza componenti nuovi e, anzi, nel paddock circolano voci di qualche rottura di troppo al banco prova. Addirittura, il turbo ADUO Mercedes potrebbe non arrivare proprio nel 2026.
A proposito di Power Unit, una delle dichiarazioni più interessanti del giovedì di Singapore è di Nico Hülkenberg, che spiega come la Power Unit Audi, dotata di uno dei turbo più grandi della griglia, soffra un po’ le condizioni umide e calde dell’equatore, che rendono faticoso il riempimento del loro compressore.
Ultima notizia prima di passare alla pista, giovedì la FIA pubblica l’ultima revisione del regolamento tecnico 2027. C’è un cambiamento importante: i tempi di apertura e chiusura delle ali mobili passano da 0.4s a 0.3s. Si tratta di un cambiamento pensato per evitare soluzioni troppo strambe nell’apertura delle ali ma, chiaramente, colpisce la Macarena Ferrari, che è l’ala posteriore con il movimento più lungo e complicato. Da Maranello fanno però sapere che la nuova Macarena 2027, più leggera e robusta, è già pronta a rispettare i tempi di apertura e chiusura più severi.
Venerdì le libere iniziano con una pista sporchissima, sempre per colpa della cenere degli incendi indonesiani, trasportata a Singapore dal vento. Tutte le squadre tranne la Cadillac, che monta gomme Medie, iniziano il programma con le Hard, per dare modo ai piloti di prendere confidenza senza sprecare le gomme più soffici.
Russell parte forte, mostrano che il vecchio pacchetto trasmette molta fiducia, e anche le Ferrari fanno segnare bei tempi. Verstappen passa molto tempo ai box, mentre in McLaren confrontano l’ala posteriore Macarena con quella tradizionale, che è più leggera. Antonelli fatica con il set-up e, dopo aver provato la nuova ala anteriore, decide di scartarla.
La simulazione di gara è molto corta per tutti, e i più convincenti sono Norris e Leclerc.
Quando si passa alle Soft, Russell si prende il primo posto, con due decimi di vantaggio su Leclerc. Segue Norris, con Hamilton a mezzo secondo e poi Piastri. 6° e 7° Verstappen e Antonelli che non provano il giro veloce con le Soft, ma con le Medie, in vista di Q1 e Q2 della Qualifica Sprint.
Il Q1 della Qualifica Sprint è super caotico. Perez sbatte nei primi minuti, rompe l’ala anteriore, riparte e lascia un pezzo in pista. Prima viene esposta bandiera gialla: Verstappen sorpassa Hamilton che ha rallentato per lasciarlo passare, ma lo fa proprio dove sono esposte le bandiere gialle. Alla fine, i commissari lo grazieranno perché SuperMax ha rallentato molto, e inchiodare per evitare di passare Hamilton che andava a 60 km/h sarebbe stato più pericoloso.
Alla fine, la direzione impone la bandiera rossa per il recupero del pezzo. Quando si riparte, è il caos. In direzione gara si dimenticano di riattivare l’Overtake Mode, che in qualifica è sempre libero per tutti, un po’ come lo era il DRS fino all’anno scorso. Puro e semplice errore umano. Quando se ne accorgono, riattivano il sistema, ma solo per 27 secondi, perché il Direttore Gara ritiene fosse più corretto terminare tutto l’SQ1 senza Overtake Mode per tutti. Peccato che, in quei 27 secondi, qualcuno sia passato dalla linea di attivazione dell’Overtake Mode, e quindi l’abbia potuto usare durante il giro. In più, nei secondi finali un errore nel sistema di cronometraggio nasconde gli ultimi giri di qualche pilota.
Tempo qualche minuto, tutto si ripristina. Vengono eliminate le due Cadillac, le due Williams, Stroll e Lindblad. Sainz, che ha completato i suoi giri con poca potenza, è una furia, e si spinge a dire: ‘’non capisco perché la F1 tratti diversamente le situazioni in base a chi esce in Q1 e chi nel primo giro’’. È un chiaro riferimento a Hamilton fermo a Sepang nel giro di ricognizione, e sabato Sainz confermerà il pensiero, anche se in toni meno forti. Rimane la lamentela per quello che, secondo Carlos, è un trattamento meno attento per le squadre che non si giocano punti e vittorie.
In SQ2 vengono eliminate le due Haas, le due Audi, Colapinto e Alonso, mentre volano le Ferrari, con Leclerc 1° e Hamilton 2°, entrambi molto a loro agio con le gomme medie. L’SQ3, con le Soft, è più delicato. Si può usare un solo set di rosse, e i piloti cercano strategie differenti per tirare fuori massimo dalla gomma.
Le due Mercedes e le due McLaren decidono per due giri spinti, intervallati da un doppio giro di raffreddamento. Leclerc va per due giri, con in mezzo un solo giro di raffreddamento. Hamilton e le Red Bull scelgono invece il singolo giro lanciato a fine sessione.
Alla fine, emerge Max Verstappen con un gran tempo, tra l’altro nel primissimo giro su Soft lui in tutto il weekend. 2° Russell, 3° Leclerc a due decimi e mezzo, con la SF-26 che nel momento decisivo mostra le solite pecche. 4° Piastri, 5° Norris, 6° Hamilton che non gradisce la sua Ferrari, troppo sovrasterzante. Solamente 7° Antonelli, con il pacchetto nuovo di Mercedes, davanti a Lawson, Hadjar e Gasly.
Sabato, prima della Sprint, un temporale allaga il circuito di Marina Bay, ma solo metà del tracciato, ossia il primo settore e parte del terzo. La partenza viene ritardata di mezz’ora, e tutti montano le intermedie; anche se mezza pista è da slick, l’altra metà è troppo scivolosa.
Tutti i top partono in 2°, tranne Russell e Hamilton che nel lato sporco e più bagnato sentono tantissimo grip con le intermedie, e scelgono di usare la 1° marcia. Entrambi sono dei fulmini. Russell si prende il 1° posto, davanti a Verstappen, mentre Hamilton da 6° passa 3°, davanti a Leclerc, alle McLaren e ad Antonelli.
Alla fine del primo giro succede di tutto. Russell si gira in uscita dell’ultima curva, sbatte contro il muretto box, e rimbalza in pista. Per un qualche miracolo assoluto, Leclerc riesce ad evitarlo e la Mercedes poi si ferma dall’altro lato della pista. Qualche curva più indietro, Perez si prende dentro con Stroll.
Safety Car, durante la quale si rompono la Red Bull di Hadjar e l’Alpine di Colapinto, mentre Lindblad si gira da solo.
Alla ripartenza Verstappen scappa via e imposta un ritmo molto costante. Hamilton gli rimane sotto nei primi giri, poi surriscalda un po’ le sue intermedie. Quando le rimette in finestra nel finale, Lewis è più veloce di Max, ma ormai è troppo lontano.
Dietro a Hamilton, Leclerc va in crisi con le gomme anteriori e arriva a girare 2’’ al giro più lento di Lewis. Dietro di lui si compattano le due McLaren, con Norris che tenta di passare Piastri da tutta la Sprint, e Antonelli.
All’ultimo giro Piastri allarga molto l’entrata di curva 5 per preparare l’attacco a Leclerc in rettilineo, ma lascia la porta aperta a Norris. Lando ci si tuffa, ma quando Piastri che non l’ha visto lo chiude, finisce sul cordolo, perde il controllo e i due si toccano e finiscono in testacoda. Disastro per McLaren. Ringrazia Antonelli che sale 4° e nel resto del giro prova anche lui a passare Leclerc, senza successo.
Vince la Sprint Verstappen davanti a Hamilton e Leclerc. Antonelli 4°, 5° un perfetto Lawson che è, tempi alla mano, è il terzo più veloce in pista a fine gara dietro a Max e a Lewis. 6° Bearman con la Haas alla fine di una gran gara dove porta molti attacchi, 7° Hülkenberg, anche lui veloce con le Inter, e 8° Norris.
Tre ore dopo si ritorna in pista per le qualifiche. Il tracciato è asciutto ma il temporale del pomeriggio ha tolto molto grip.
In Q1 i piloti top alternano l’utilizzo di gomme usate e nuove, con Verstappen e le due McLaren che riescono a risparmiare un set di Soft nuove per la gara. Il più veloce è Hamilton, mentre vengono eliminate ancora le due Cadillac, le deludenti Aston Martin su una pista dove pensavano di andare forte, Albon e Hadjar, di nuovo fermo con il cambio rotto.
In Q2 vola di nuovo Hamilton, che è un fulmine nel guidato del secondo e del terzo settore, mentre dall’altro lato del box Ferrari Leclerc fatica a trovare il ritmo per colpa della sua SF-26 che tira a sinistra in frenata. Viene eliminato Colapinto, meno brillante che al venerdì, assieme alle due Audi, le due Haas e Sainz.
In Q3 non si raggiungono i tempi del venerdì, a conferma di un grip più scarso. Alla fine del primo tentativo la Pole provvisoria è di Verstappen davanti a Hamilton, che ha sofferto molto nel primo settore.
Nel secondo tentativo quasi tutti non si migliorano, tranne Leclerc, che tira fuori un giro dei suoi e si piazza 2° dietro a SuperMax, a soli 54 millesimi dalla Pole Position.
La griglia di partenza vede quindi Verstappen e Leclerc in prima fila, davanti a un Hamilton abbacchiato per un Q3 deludente, nel quale non mette assieme i suoi migliori settori: ci fosse riuscito, la Pole Position sarebbe stata sua. 4° Antonelli, che ritrova un po’ di feeling con la Mercedes aggiornata.
In terza fila troviamo le due McLaren, molto deludenti, con Norris davanti a Piastri. Alla fine della qualifica, in realtà, 6° era Russell, mezzo secondo più lento che al venerdì per colpa di una macchina che, dopo le riparazioni per l’incidente della Sprint, non gli dà fiducia.
7° Gasly, autore di un giro di Q3 spettacolare, davanti a Lawson, Lindblad e Hülkenberg. Questo il resto della griglia di partenza.
Domenica Pirelli si aspetta una gara su una singola sosta, alternando le Soft alle Medie. Così, la mescola di partenza conta tantissimo.
Davanti scelgono tutti le Soft tranne Hamilton, che è su Medie, come molti dei piloti fuori dalla Top Ten.
Si spengono i semafori e Leclerc, nonostante le gomme usate e il lato sporco, parte meglio di Max. Quasi lo affianca. Verstappen lo stringe verso il muro, stacca forte e riesce a resistere. Analizzeremo dopo la partenza nel dettaglio. Dietro di loro, Hamilton riesce a tenere alle sue spalle Antonelli e le due Mercedes.
Nei primi giri Leclerc è molto vicino a Verstappen, sembra quasi poter azzardare un attacco, ma non sa che Verstappen ha problemi di deployment. Nemmeno la Ferrari potrebbe scoprirlo perché Max fa tutta la gara con la radio rotta dal suo lato, e quindi non comunica il problema.
Se Charles avesse saputo del problema di Max, forse avrebbe spremuto tutta la batteria in un rettilineo per passarlo, senza avere paura di un contrattacco.
Con il passare dei giri, però, SuperMax inizia a scappare via. Dietro Russell risale abbastanza bene, e ci sono tante belle battaglie, per esempio tra le due Haas, che ovviamente la regia limita al riquadrino per lasciarci nello schermo principale i primi che non fanno nulla.
A un terzo di gara Verstappen ha guadagnato circa 7 secondi su Leclerc, che fatica con le Soft, ma non quanto Hamilton che sulle Medie è crollato. Lewis viene richiamato per primo ai box e riceve gomme Soft. Sei giri dopo è il turno di Leclerc e Antonelli, con Charles che ha un pit-stop leggermente lento e rientra appena davanti a Lewis.
Il muretto non ordina nessuno swap, anche qui ci torniamo, e Leclerc diventa presto il più veloce in pista, con Hamilton che fino a quando ha l’Overtake Mode riesce a stare sui tempi di Charles.
Verstappen e le due McLaren vanno più lunghi con le Soft, con Norris e Piastri che puntano palesemente alla Virtual Safety Car, ma alla fine tutti si fermano per le Medie poco dopo metà gara.
Al 39° giro Stroll si ritira e provoca la Virtual che le McLaren cercavano. Tra l’altro, il povero Stroll quest’anno ha il record di neutralizzazioni provocate, unica classifica che l’Aston Martin guida senza problemi.
Ne approfitta il muretto Ferrari che richiama entrambi i piloti ai box. Hamilton per cambiare le Soft che ormai hanno venti giri, Leclerc per passare dalle Medie alle Soft e tentare il tutto per tutto contro Verstappen, che altrimenti a parità di gomma è irraggiungibile. Anche Antonelli viene richiamato per montare le Soft.
Qui arriva il colpo di scena. Hamilton decide di rimanere fuori, non segue Leclerc ai box. Russell, più indietro, si ferma proprio mentre la Virtual finisce. Ciliegina sulla torta.
La gara riparte e Leclerc spreme tutto ciò che le sue Soft gli danno. Recupera 10’’ su Verstappen, nel frattempo passa Hamilton, ma poi si plafona e Max rimane troppo lontano.
Hamilton invece va in crisi di gomme, inizia una bella battaglia con Norris, durante la quale Antonelli approfitta di un lungo dei due in curva 1 per passare Lando e poi attaccare Lewis. Alla fine, anche Norris supera Hamilton che ha le gomme alla frutta, e viene ripreso anche da Piastri che ha un pit-stop in più per una foratura lenta.
La gara finisce con Verstappen 1°, 7’’3 davanti a Leclerc, con Antonelli 3°, Norris 4°, Piastri 5°, Hamilton 6°, un grandissimo Lawson 7° re del centro gruppo, davanti a Hülkenberg che tiene dietro Russell per una decina di giri alla fine a parità di gomme. Mitico Nico con l’Audi. 10° Hadjar che risale abbastanza bene dalla pit-lane.
NASKA-GUIDA
Oggi partiamo con una rubrica di analisi diversa rispetto al Naska-Podio, nella quale voglio riguardare con voi i tre episodi di guida più interessanti del weekend.
Il primo è il botto di Russell. Siamo al primo giro della Sprint, con intermedie, George è 1° e raggiunge le ultime due curve, che sono le uniche medio-veloci del tracciato. Ha spiegato lui stesso cosa è successo, e sono contento che sia perfettamente aderente a cosa pensavo fosse accaduto.
In sostanza, Russell ha esagerato nell’approccio alla curva e ha sofferto un po’ di sottosterzo in ingresso. Si è allargato in uscita, e quando è tornato sul gas è arrivata la tempesta perfetta: l’elettrico ha dato un colpo di coppia mentre le sue due ruote esterne erano sulla riga bianca. Risultato, testacoda.
Quindi, il testacoda avviene perché tocca la riga bianca, ma il passaggio sulla riga bianca nasce da troppa velocità portata in quelle due curve, troppa richiesta all’anteriore e sottosterzo conseguente.
Secondo episodio da analizzare, il contatto Norris-Piastri all’ultimo giro della Sprint.
Puro e semplice incidente di gara, stesso responso dei commissari, dove entrambi i piloti hanno un po’ di colpa ma, ovviamente, Norris un pelino di più. E infatti Andrea Stella sabato sera era una furia.
Piastri sta attaccando Leclerc che è in crisi di gomme. Allarga molto l’ingresso di curva 5 per preparare l’uscita e superare di slancio la Ferrari. Facendo così, lascia scoperto l’ingresso. Norris si tuffa all’interno e per un momento ha anche le ruote anteriori ad altezza specchietti di Piastri, che è il requisito per reclamare spazio secondo le guidelines. Ma Piastri non l’ha visto, stringe la curva come se Norris non ci fosse, e si toccano. Quindi Piastri non lascia abbastanza spazio, questa la sua parte di colpa secondo gli steward.
È una dinamica di incidente che è capitata spesso anche a me, tipo in EuroNascar a Most, e nasce principalmente da chi attacca all’interno, che affonda il colpo ma non troppo. Così facendo, chi difende non ti vede e chiude.
Ripeto, incidente di gara, giusto non dare penalità. Poi, discorso diverso sull’intelligenza dell’attacco, che è troppo, troppo rischioso, e per questo Stella si è infuriato. Lando ha messo a rischio il risultato della squadra per un solo punto e un quarto posto in una Sprint, e gli è andata male: alla fine, Ferrari ha guadagnato 12 punti nella Sprint, il triplo dei 4 guadagnati su McLaren in gara. Nel complessivo del weekend, errore gravissimo proprio per il peso sul campionato della squadra.
Infine, ultimo episodio di guida da analizzare, la partenza.
Il primo pensiero di molti può essere stato: mannaggia Leclerc, sei partito meglio di Max, lo hai affiancato, ma tiragliela ‘sta staccata, non farti intimorire.
E invece, quello che è successo è che in questo frangente è stato bravissimo Max, più che pollo Leclerc. Perché ha stretto Leclerc al limite della pista, mettendolo in una situazione e un angolo molto difficili per la frenata. Lo stesso Max nella cooldown room ha detto a Charles: ‘’ti ho dato meno spazio possibile per una divebomb’’. Ed è stato doppiamente bravo SuperMax perché una volta messo Charles stretto all’interno, non si è più mosso, non si è allargato per impostare la curva.
Leclerc in quella situazione aveva un solo modo di girare primo alla prima curva: buttarsi dentro, molto probabilmente andare anche oltre i limiti della pista, e accompagnare Verstappen fuori. Una manovra che finisce con penalità, come accadde a Verstappen a Las Vegas 2023, oppure con un contatto. Probabilmente è quello che avrebbe fatto Max al suo posto, e vada come vada: Leclerc ha preferito desistere, anche per non perdere posizione con quelli dietro.
A Leclerc sono mancati dieci metri di affiancamento in più al via. E forse un avversario meno fenomeno di SuperMax.
NASKA-PODIO
Naska Podio velocissimo per delle riflessioni un po’ più tecniche sui rapporti di forza dei Top Team a Singapore.
Partiamo dalla Red Bull che era la monoposto più veloce, almeno nelle mani di Max. Chi di voi legge le analisi di Naska Premium lo sa, gli altri sono delle birbe, ma da Baku in poi, con l’ultimo aggiornamento, è come se la RB22 si fosse sbloccata.
Il segreto è che rimane una macchina molto veloce in rettilineo, ma ora è competitiva in curva. In tutte le curve. Non è la migliore, perché nel lento a Singapore soffriva rispetto a Ferrari, ma è abbastanza buona perché la differenza la metta Max. E solo lui, avete visto come più la Red Bull diventa veloce, più Hadjar fa fatica? Comunque, questa stabilità eccellente ha dato un altro vantaggio a Red Bull: non scivolando mai in trazione e riuscendo a tenere velocità più alte in curva, sfruttano meglio l’energia con la Power Unit. E se sfrutti meglio l’energia, e in più hai pure il V6 più potente di tutti… beh, hai fatto bingo!
Per quanto riguarda la Ferrari, a Singapore sono andati forte, e anche meglio di quanto mi aspettassi. Meglio perché Singapore è una pista dove serve tantissima trazione, e abbiamo visto la Ferrari soffrire nelle piste rear limited come Austria, Monaco, Baku e così via.
Non a caso, nella qualifica Sprint Leclerc ha provato un set-up con un posteriore mega forte, anche a costo di avere sottosterzo, per capire se questo proteggeva le posteriori in vista della gara. La scelta era interessante ma nella Sprint si è ritrovato con le intermedie anteriori andate dopo dieci giri.
Per la qualifica del sabato Leclerc ha sistemato l’assetto, e infatti ha ricominciato a guadagnare in inserimento rispetto alla Red Bull, e non fosse stato per un problema ai freni in Q1 e Q2, forse avrebbe potuto trovare quel decimo in più che valeva la Pole Position.
E sarebbe stato un decimo preziosissimo perché poi in gara la Ferrari aveva un ritmo molto buono, soprattutto nella seconda metà. Leclerc, assieme a Verstappen, è stato il migliore con le Medie. Il problema è stato un po’ troppo degrado al posteriore, ma c’era da aspettarselo vista la SF-26, ma soprattutto è stato il ritmo con tanto carburante.
Ve lo dico da inizio anno: più la Ferrari è pesante, più si sente il deficit di motore, perché a inizio gara non puoi spingere in curva e chi ha una Power Unit migliore ha un vantaggio enorme sul passo.
Ultimo appunto tecnico sulla Ferrari, si è vista una macchina che ha gestito bene cordoli e dossi: quando non la devono irrigidire e abbassare per andare forte sui lunghi rettilinei, la SF-26 non ha dei mega problemi di rigidità come quelli visti a Baku.
Ultimi due Top Team da analizzare, McLaren e Mercedes. La McLaren, come vi dicevo nel PreGP, non ama frenate e curve lente, quindi non me li aspettavo fortissimi, ma sono stati netta quarta forza. Solo ogni tanto erano veloci, più che altro gestivano bene le gomme, ma sembra che dopo l’aggiornamento di Baku, la macchina abbia un filo meno drag ma anche meno incisività in curva.
Per quanto riguarda la Mercedes, discorso aggiornamenti.
Il pacchetto di Sepang doveva passare un test a Singapore, e non l’ha passato. Fino a quando Russell ha avuto una macchina integra, quindi fino all’incidente, andava più forte di Antonelli. Già questo dovrebbe preoccuparli.
Ma anche Kimi, dopo la qualifica, ha spiegato che la nuova Mercedes è molto difficile da portare al limite, è imprevedibile, e trovare l’assetto per farla esprimere al meglio è una sfida. Io ci aggiungo che quello che abbiamo visto a Sepang, quindi un anteriore meno forte e un extra drag rispetto a prima, si è confermato a Singapore. E per la W17 che avevamo visto fino a Baku, devastante in trazione e nel lento, a Singapore avrebbero dovuto salutare tutti e dare mezzo minuto. Invece, mezzo minuto lo hanno quasi preso da SuperMax.
NASKA-MURETTO
Prima dei voti, qualche parola obbligata sulla strategia Ferrari.
Al solito, gli strateghi Ferrari fanno la figura dei tonti, ma stavolta direi che non hanno proprio tutti i torti. Anzi.
Prima scelta, le gomme in partenza: a Leclerc le Soft, a Hamilton le Medie. Con il senno di po, partire con le Medie non era una grande idea, ma le Medie erano una gomma più scarsa della Soft per tutti. Non lo potevi sapere, non c’è stata nemmeno la Sprint dove farci un long run.
La logica di far partire Hamilton con le Medie è semplice da intuire: avere una pedina che farà il pit-stop tardi, e mettere in difficoltà Red Bull, perché hai Leclerc che con le Soft punterà a passarti con l’undercut, e Hamilton che con le Medie rimane fuori e può sfruttare una Safety.
Chiaro, il gioco si è rotto subito per colpa del ritmo pessimo di Lewis sulla Media, soprattutto con tanta benzina.
A quel punto, quando i suoi tempi stavano crollando, il muretto ha fatto l’unica scelta sensata. Chiamarlo presto, andare sulle due soste, e proteggersi dall’undercut di Antonelli o delle McLaren.
Pochi giri dopo, Leclerc gli esce appena fuori. Perché non hanno ordinato lo swap o hanno chiamato Charles così tardi?
Anzitutto, Leclerc lo chiami tardi perché stai provando a massimizzare il tempo sulle Soft che sono una buona gomma. E poi non era previsto che Leclerc perdesse quasi 1’’ al pit-stop, e quindi uscisse così vicino a Lewis facendogli perdere 1’’6 di passo solo nel giro di uscita.
Ma poi con le Medie scaldate Leclerc era il più veloce in pista, e Hamilton con l’Overtake gli andava dietro e ha abbassato i suoi tempi di 3 decimi. Appena uscito dall’Overtake, ha faticato.
Se lì ordini lo swap, magari dai mano fastidio alla gara di Hamilton, ma non sfrutti le gomme nuove di Leclerc che fino a lì era davanti, e distruggi la sua di gara!
La sensazione è che certe dinamiche normali per altri team vengano esagerate perché c’è di mezzo la Ferrari.
E infatti… Virtual di Stroll, richiamano Leclerc ma non Hamilton. Apriti cielo, che idioti!
Peccato che dopo gara Ferrari abbia spiegato cosa sia successo. Durante la Virtual, la radio degli onboard non funzionava, ma come vedete da queste luci verdi sul volante, Lewis stava parlando con il box. E il box lo ha richiamato per un doppio pit-stop dietro Leclerc. Anche lui avrebbe messo delle Soft, e sarebbe uscito nel peggiore dei casi dietro Norris, ma con Soft fresche contro le Medie di Lando.
È stato Hamilton a rifiutare la chiamata e a tirare dritto senza entrare ai box. Dopo la gara si è preso la responsabilità della scelta, scusandosi.
Non penso sia un caso che Vasseur fosse visibilmente arrabbiato nelle interviste post gara. Lewis, per differenziarsi rispetto a Leclerc e non stargli dietro al 100%, ha messo a rischio il terzo posto, ha provocato uno swing di 12 punti nel Costruttori rispetto a McLaren, e soprattutto, soprattutto, si è posto al di sopra della squadra rifiutando una chiamata ai box. Non una discussione su se fermarsi o no, proprio una chiamata.
Direi che così, a naso, visto il momento che sta passando la Ferrari, una gara alle spalle del compagno di squadra si può anche chiudere.
Soprattutto se l’episodio arriva alla fine di un weekend nel quale Hamilton ha commesso diversi errorini in SQ3, nel Q3 della qualifica importante ha deciso di dare più ala anteriore e ha rovinato il bilancio perfetto del Q2, e anche nel secondo run ha guidato troppo aggressivo e non ha conquistato una Pole che, tempi alla mano, meritava. Perché andava pure più forte di Leclerc. Peccato, davvero.
NASKA-VOTI
Passiamo ai Naska-Voti di Singapore. Ricordatevi, come al solito, che nel gruppo Telegram metto il link per partecipare al sondaggio che determina il voto dei Naska-fan!
Cadillac: 5
Era l’ultima pista in cui pensavano di poter andare ai punti con gare pazze, invece è mancato tutto: passo, piloti, esecuzione. FLOP.
Sergio Perez: 5
Errore con Stroll nella Sprint, un buon giro in Q1 e una gara anonima.
Valtteri Bottas: 4.5
Povero Valtteri, meglio pensare alla bici: provoca un maxitamponamento durante la Safety Car nella Sprint, fatica con l’elettrico in qualifica, e in gara è disperso.
Alpine: 6
Tante promesse, un’ottima velocità in qualifica, ma zero concretezza nelle due gare, con un passo deludente per Gasly.
Franco Colapinto: 5.5
Nelle due gare è bersagliato dai problemi tecnici. In qualifica non ha lo spunto di Pierre, soprattutto al sabato.
Pierre Gasly: 7
Il suo giro in Q3 è uno dei migliori dell’anno. Ma nella Sprint è della parte sbagliata delle battaglie, e in gara non ha il ritmo per difendere la Top Ten.
Audi: 7.5
La pista faceva paura, soprattutto alla Power Unit, ma tirano fuori un gran weekend, sempre a punti, grazie a un telaio che è davvero forte come dicono e a delle buone strategie.
Gabriel Bortoleto: 5.5
Ingiudicabili le due gare: tamponato nella Sprint, fermo con il cambio rotto in gara. Un po’ di fatica in qualifica.
Nico Hülkenberg: 9
Non raggiunge mai il Q3 ma nelle gare si scatena. Bravissimo con le Intermedie a prendersi due punti nella Sprint, epico nel finale di gara con la difesa su Russell. TOP.
Haas: 7
Non hanno la velocità di Audi, VCARB e Alpine, e raccogliere punti nella Sprint è un colpaccio. Buon lavoro sugli assetti, ma mancano decimi per avere passo da Top Ten.
Oliver Bearman: 8.5
Un pizzico di velocità in più gli avrebbe permesso di raggiungere il Q3. Compensa con due partenze eccezionali e primi giri pieni di sorpassi. Nella Sprint bastano per i punti, in gara no. TOP
Esteban Ocon: 6
Non ha i guizzi di Bearman, ma non è mai troppo lontano da Ollie. Buon passo gara.
Aston Martin: 5
Grande delusione Aston Martin, che dopo Sepang puntava al Q3, invece è stata decima forza. Stavolta il problema sono i bump. FLOP.
Lance Stroll: 5
Povero Lance, sempre fermo a bordo pista vittima di guasti. In qualifica però è lontano anni luce da Alonso.
Fernando Alonso: 7
Lotta per tutta la seconda parte del weekend con un problema al turbo; senza, venerdì era arrivato in SQ2. Non merita questo scempio su una pista dove, nel 2010, era lui a partire come Max.
VCARB: 8.5
Vincono la gara di centro gruppo sia nella Sprint che nella gara, portano a casa tanti punti, ma solo con Lawson. Per questo il voto si abbassa un pelo.
Arvid Lindblad: 5
Raro weekend appannato per Lindblad, con un lampo solo in Q2 quando centra la Top Ten. Nella Sprint si gira sotto Safety, e fatica un po’ nelle dinamiche di gara domenica.
Liam Lawson: 9.5
Il 10 manca per quel giro in Q3 che mannaggia, è il terzo del weekend sul 32.3, ma è troppo aggressivo e non basta per battere Gasly. Per il resto, gare perfette e rendimento stratosferico. TOP.
Williams: 5
Manca completamente il ritmo, nulla da fare. Faticano su ogni pista e non riescono a mantenere la posizione nemmeno a Singapore. FLOP.
Alexander Albon: 5.5
Dopo la Sprint usa pezzi vecchi, quindi un po’ di distacco rispetto a Sainz si spiega. Ma per il resto, fa troppa fatica.
Carlos Sainz: 7
Weekend di rabbia per Sainz, che però gestisce bene la Sprint, in qualifica va alla grande ma viene limitato da un errore di timing della squadra, e in gara fa una gran partenza. Poi perde posizioni, ma non per colpa sua.
Ferrari: 8
Manca sempre qualcosa per vincere, ma è la Ferrari più convincente degli ultimi tempi: avrebbe concluso con due doppi podi e una Pole sfiorata senza le scelte di Hamilton.
Lewis Hamilton: 7
Il voto rimane buono per la Sprint, che è una lezione di guida sull’umido. Ma pasticcia in tutte e due le qualifiche, sabato nonostante sia il più veloce, e il rifiuto di entrare ai box durante la Virtual è un grave errore.
Charles Leclerc: 9
Paga un po’ l’esperimento di assetto nella Sprint, ma le condizioni umide non sono proprio il suo forte. Si riscatta con un colpo dei suoi in Q3, e un’ottima gara nella quale non molla mai. Peccato per la partenza. TOP.
Red Bull: 8.5
Meriterebbero un voto più alto per la monoposto e la gestione di tutte le situazioni, ma un po’ devono pagare la scarsa affidabilità di Hadjar. E se fosse capitato a Max?
Isack Hadjar: 6
Più diventa veloce la Red Bull, più fatica, come capita a tutti i compagni di Max. Ma quando i guasti finiscono, in gara, risale abbastanza velocemente.
Max Verstappen: 10 e Lode
Stavolta la Lode la merita perché è vero che parte male nella Sprint, ma si riscatta con una difesa capolavoro domenica. TOP.
Mercedes: 7
Non risolvono i dubbi sugli aggiornamenti e il ritmo è deludente, ma alla fine portano a casa più di quanto meritasse la W17.
Andrea Kimi Antonelli: 7.5
Qualche track limits di troppo e un bel po’ di… come dire… furbizia nell’approfittare delle disgrazie altrui. Bel giro in Q3.
George Russell: 5
Va fortissimo con la macchina vecchia, almeno fino a quando non la distrugge. Poi scompare anche di ritmo. Brutto errore nella Sprint, soprattutto per il morale. FLOP.
McLaren: 5.5
Un po’ opaca a livello di passo, con qualche noia nel finale di gara e molto rammarico per la Sprint.
Oscar Piastri: 7
Non è sempre veloce quanto Norris, ma domenica nel passo gara, fino alla foratura, non sfigura e tira fuori tanto dalle Medie.
Lando Norris: 5
Più veloce di Piastri nella qualifica di sabato, quando conta davvero ma McLaren fatica. E più veloce nella Sprint, quando conta poco, se non per i punti, ma lui esagera. FLOP.
Vi riassumo i TOP, che sono Verstappen, Red Bull, Hamilton, Lawson, VCARB, Alonso e Aston Martin. E i FLOP: Bottas, Audi, Haas, McLaren e Norris.
NASKA-QUIZ
Finiamo con il Naska-Quiz di Austin:
Soft: da quale posizione partiva Leclerc nel 2024?
Media: quante volte è stato assegnato un titolo Mondiale ad Austin?
Hard: che problema aveva la Ferrari di Vettel nel 2017 quando arrivò 2°?
Ora una settimana di pausa prima della tripletta di gare americane… non scordate le domande per l’Ask-a-Naska nei commenti di YouTube!
Alberto Naska e Luca Ruocco
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