Le chiacchiere stanno (a)zero: George Russell DOMINA il weekend di Baku, e vince resistendo a Verstappen in un duello finale tesissimo.
Che dite, abbiamo dato per chiuso il Mondiale Piloti troppo presto?!?
Di sicuro a Baku non sono mancate le sorprese e le polemiche. Antonelli che sbatte in qualifica, la Red Bull che butta via l’occasione migliore di vincere una gara nel 2026… oppure era impossibile vincere, come ha spiegato Max?
E poi ancora lo strike di Colapinto, la marea di punti persi da McLaren e Alpine, e come sempre la Ferrari.
Anche quando le prestazioni sono mediocri, il Cavallino Rampante è al centro della scena. Stavolta perché niente popò di meno che un certo Christian Horner si candida al ruolo di Team Principal.
Insomma, lo avrete capito, sarà come al solito un PostGP ricchissimo di spunti quindi… partiamo subito con il riassunto del fine settimana di Baku!
NASK-ASSUNTO
Solitamente, Baku non è il circuito migliore del Mondiale per portare grossi pacchetti di aggiornamenti. La pista è insidiosa, c’è vento, c’è sempre sporco, e in qualifica il pilota deve cercare il limite: insomma, tirarla nel muro è un attimo, e addio novità.
Ma quest’anno il Gran Premio dell’Azerbaijan è il primo di nove appuntamenti in undici settimane, e quindi ha molto senso portare un pacchetto sostanzioso di aggiornamenti per sfruttarli più gare possibili nel finale di stagione.
Quindi ci ritroviamo con McLaren e Red Bull che portano l’ultimo grande aggiornamento del 2026. Entrambe ritoccano pance e fondo, principalmente. Red Bull estremizza i propri concetti, mentre McLaren cambia completamente le pance con l’obiettivo di guadagnare efficienza: più carico che schiaccia a terra la vettura, al costo di una minore resistenza all’avanzamento.
La MCL40, ora, ha delle bocche dei radiatori che ricordano la forma scelta da Audi, e una parte finale delle pance che riprende da molto vicino l’idea di Ferrari e Mercedes.
A proposito di Audi, anche loro arrivano a Baku con un maxipacchetto per la R26. Tutto nuovo, dall’ala anteriore a quella posteriore, passando per le pance e, ovviamente, il fondo. Novità anche all’ala anteriore per VCARB e, come vi raccontavo nel PreGP, c’è la versione B della Williams: telaio alleggerito e un pacchetto aerodinamico che però, almeno nelle forme, non è rivoluzionario.
Giovedì, nelle prime libere, parte subito forte George Russell, aiutato anche da una scia nel terzo settore che dimostra subito quanto sarà importante trovare il giusto traino in qualifica.
McLaren ha qualche problema con gli aggiornamenti, dato che alcuni elementi aerodinamici tendono a danneggiarsi sui bump di Baku, mentre Kimi Antonelli deve parcheggiare a bordo pista con la PU fritta. Per fortuna, non dovrebbe essersi trattato dell’unità più fresca di tutte, montata a Monza.
Red Bull sembra avere un buon potenziale, e con il caldo di metà giornata le Ferrari si difendono abbastanza bene.
La musica cambia nelle seconde libere, quando le Rosse, con la temperatura più bassa e i piloti che iniziano a spingere di più, vanno in crisi. La SF-26 fa molta fatica nel tratto centrale, quello più guidato.
Davanti Russell vola, e la Mercedes mostra i muscoli scavando un solco rispetto a tutti, Red Bull compresa. La McLaren invece sembra ancora in alto mare nella comprensione dei tanti aggiornamenti portati. L’unico a sbattere è Lindblad, con la VCARB, che finisce con il dato destro KO dopo aver assaggiato le barriere al castello.
Venerdì, giorno di qualifiche, la pista è cambiata ed è molto, molto più lenta. Fa più fresco e, soprattutto, tira molto vento. Aumentano gli errori e i lunghi in frenata dei piloti. Mercedes mostra il miglior potenziale di tutti, tanto che Russell e Antonelli smettono presto di cercare il giro e permettono a Verstappen e Hamilton di avvicinarsi al tempo di George. Max lo supera addirittura, e mostra di averne per provare a rimanere con le Mercedes, mentre il tempo di Hamilton è viziato da una scia perfetta.
In qualifica la pista è talmente difficile che, pensate un po’, Ferrari, Mercedes e Red Bull usano un solo set di gomme Soft per pilota in ognuna delle tre sessioni. Caricavano tutta la benzina necessaria al turno prima del via, e poi rimanevano in pista. Giro spinto, giro di ricarica, giro spinto, giro di ricarica, e così via.
Baku è sempre stata gentile con le gomme, ma quest’anno il degrado è davvero nullo, ed è più facile sfruttare la Soft continuando a spingere con gomma usata che montando una gomma nuova.
Comunque sia, trovare grip è così complesso che le Audi vanno in bambola totale ed escono entrambe in Q1, assieme alle due Cadillac che pasticciano per tutti e 18 i minuti, sprecando un buon potenziale, e alle due Aston Martin, in crisi come sempre nei tracciati di motore.
La vera sorpresa del Q1, però, è Kimi Antonelli. Alla prima curva del secondo giro lanciato, Kimi tocca il muro interno e spacca la sospensione. Un errore che sembra banale ma che ha spiegato Kimi stesso: una folata di vento in faccia alla vettura ha aumentato il carico aerodinamico rispetto al giro precedente, e la W17 si è inserita molto più veloce di quanto Antonelli si aspettasse. Kimi non è riuscito a gestire o prevedere la situazione e tac, qualifica andata.
In Q2 la sorpresa è Carlos Sainz, che riesce ad entrare nei migliori 10 con la Williams, mentre deludono le VCARB e Bearman rimane fuori di poco. Furioso Ocon che andava molto forte con la sua Haas, ma rimane fregato da una bandiera gialla nel giro buono.
In Q3, come vi dicevo, un po’ tutti provano a sfruttare al meglio le Soft. Russell e le Red Bull provano tre giri lanciati, le Ferrari due, mentre le McLaren sono le uniche a tentare l’utilizzo di due treni di Soft nuove.
Alla fine, Russell si prende una mega Pole Position con 8 decimi di vantaggio su Leclerc. Charles precede di un solo millesimo la McLaren di Piastri, con Hadjar ottimo 4° dato che, a differenza dei primi tre, non aveva nessuno 3-4 secondi più avanti a tirargli la scia.
Solo 5° Norris, che sbaglia all’ultimo giro, mentre Hamilton è 6°, anche lui senza una scia. 7° un super Pierre Gasly, e 8° Max Verstappen, rallentato dalla batteria della sua Red Bull che fa i capricci. In serata gli ingegneri Red Bull scopriranno un guasto al motore termico: nascevano da lui le difficoltà di ricarica. Per la gara, Max monta il quarto V6 turbo e quindi non sconta penalità. 9° Colapinto e 10° Sainz, questa la griglia di partenza per domenica.
Domenica tutti si aspettano una gara senza degrado, e dove staranno lontani dalle Hard. Un solo pit-stop, con gomma Soft e gomma Media, l’unico dubbio è con quale mescola partire.
Russell, Verstappen e Norris scelgono le Medie, mentre le due Ferrari, Hadjar e Piastri le Soft. Anche Antonelli, dal 16° posto, scatta con le gialle.
Si spengono i semafori e i piloti sul lato sporco della pista pattinano tantissimo.
Russell scappa via, con Piastri 2° e Leclerc che scala 3°. La Ferrari di Charles nei primi giri è in crisi totale di motore. Più Leclerc prova a difendersi, peggiore diventa la gestione energetica della sua Power Unit, e viene mangiato facilmente da Hadjar e Verstappen, che ha passato senza problemi Norris e Hamilton.
Charles riesce a difendersi proprio da Lando e, pian piano, la situazione davanti si stabilizza. Russell scappa via, segnando un giro veloce dopo l’altro fino ad accumulare 10 secondi su Piastri. Verstappen viene lasciato passare da Hadjar ma non riesce a superare la McLaren, e quasi rallenta il suo compagno di squadra. Il motivo è semplice: con le gomme che si consumano meno di zero, e il grip scarso, la Soft è la mescola migliore. Potessero, i piloti ci farebbero tranquillamente tutta la gara sopra.
L’unico colpo di scena del primo stint arriva quando Norris, in crisi di passo, va lungo e viene passato da Hamilton. Pochi giri dopo Lando spiattella e perde la posizione anche su Gasly e Antonelli, che a metà gara è arrivato alle Alpine dopo aver fatto un po’ di fatica a farsi spazio nei vari trenini dove tutti hanno la Overtake Mode.
Neanche il tempo di aspettarsi che la McLaren richiami ai box Norris, e Albon va a muro durante una battaglia con Ocon. Safety Car. Si fermano un po’ tutti: chi aveva gomme Soft mette Medie, e viceversa.
Alla ripartenza scatta il Baku Time. Il momento del caos. Verstappen passa Piastri, ma dietro di loro Colapinto va lungo in frenata e fa strike di Norris e Gasly. Dietro di loro, anche Lindblad tocca Lawson e lo fa girare.
Altra Safety Car, ma alla seconda ripartenza tutti sono più calmi.
Davanti Russell e Verstappen scappano via, dando vita a una decina di giri stupendi. Verstappen sfrutta l’Overtake Mode per rimanere agganciato a Russell. Non ne ha abbastanza per attaccare, ma è sempre lì, e non permette a George il minimo errore.
Dietro, Piastri blocca le gomme in frenata di curva 1 poco dopo la seconda ripartenza e finisce lungo nella via di fuga. Da terzo a 15°. Giornata davvero no per McLaren. Hadjar e Leclerc hanno le Medie, e si staccano velocemente dai primi due. Charles prova a rimanere agganciato alla Red Bull, ma dopo qualche giro cede. Dietro di lui, Antonelli passa Hamilton ma fatica a riprendere l’altra Ferrari, nonostante abbia le Soft, anche per colpa di un danno al fondo in seguito a un contatto con Bearman durante la prima ripartenza.
All’ultimo giro Bottas va a muro in curva 15, vengono esposte doppie bandiere gialle ma non la Safety Car. C’è chi rallenta meno, chi di più, e dato che sono gli ultimi chilometri, tutti spremono al massimo la batteria e vengono fuori gli arrivi in volata.
Russell batte Verstappen di 196 millesimi. Hadjar completa il podio, con Leclerc 4°, solo tre decimi davanti ad Antonelli. 6° e più staccato Hamilton. 7° Lindblad, che batte in volata di 30 millesimi Ocon. 9° Bearman e 10°, a chiudere la zona punti, Sainz con la Williams aggiornata.
NASKA-PODIO
Naska Podio nel quale tentiamo di rispondere a una domanda che, nel caos del dopogara di Baku, è passata un po’ in secondo piano.
Russell ha sempre avuto la vittoria in tasca per tutto il weekend, o Verstappen e la Red Bull hanno sprecato una grande occasione.
Partiamo da prima della gara, dalla qualifica. Russell si prende la Pole Position con 8 decimi di margine su Leclerc.
È un vantaggio enorme sul secondo, ma il secondo è una Ferrari. McLaren e soprattutto Red Bull erano più veloci, e non hanno tirato fuori il massimo dalla qualifica. Norris in Q3 ha sbagliato, Hadjar non aveva una scia e anzi, la tirava a George!, e Verstappen aveva problemi al motore.
Realisticamente, con Max al meglio delle sue possibilità, visto che era l’unico capace di avvicinarsi nel secondo settore a Russell, avremmo potuto vedere la Red Bull a 3-4 decimi da Russell, se SuperMax avesse avuto anche una buona scia nel suo giro. E forse Norris poteva arriva a 5-6 decimi dalla Pole.
Occhio, con questo non voglio dire che a Baku Russell non fosse il più veloce e la Mercedes non fosse la macchina migliore. Semplicemente, il gap in qualifica era realistico sulla Ferrari, ma bugiardo su McLaren e Red Bull.
Da dove veniva, tutta questa forza di Mercedes a Baku, che andava come un treno nonostante Red Bull e McLaren avessero anche un pacchetto di aggiornamenti fresco fresco?
Veniva dalla pista, che era semplicemente perfetta in tutto e per tutto per la W17. Un po’ come Silverstone lo era per la Ferrari SF-26.
Vi spiego perché, anche se chi legge le analisi di Naska Premium dopo le libere e le qualifiche già lo sa, e anche chi ha visto l’ultima puntata del Naska-Tech Show lo avrà capito. In quel video vi spiego bene bene bene tutti i vantaggi della Power Unit Mercedes.
Comunque, primo aspetto, Baku ha un asfalto con molto poco grip e una texture poco aggressiva sulle gomme. Zero degrado. Questo piace tanto alla Mercedes, ed è il contrario di quello che troveranno in Malesia, ad esempio. L’ha spiegato Kimi Antonelli nella conferenza di mercoledì.
Secondo aspetto, il disegno della pista era proprio cucito su misura della Mercedes. La W17 è già di per sé mega efficiente, e in più aveva un pacchetto da basso carico che la faceva andare come un missile in rettilineo. E a Baku di rettilinei ce ne sono un mondo. Le curve sono tutte lente, dove serve frenare forte e avere una trazione eccellente in uscita. Anche qui, pane per i denti della Mercedes.
Infine, il circuito è tutto un continuo di allunghi, più o meno lunghi. E qui la gestione energetica di Mercedes è stata semplicemente perfetta. Da curva 3 a curva 16, ad ogni allungo guadagnavano su tutti, sia in qualifica che in gara.
E qui il segreto è sia nella trazione perfetta, che non ti fa sprecare un goccio di energia che sia uno, sia nella forza della Power Unit. Dato che il rettilineo del terzo settore è infinito, e anche nel primo non si scherza, tutti dovevano conservare la batteria per quei mega tratti full gas.
Perciò, nella parte centrale di Baku, che è più guidata ma è comunque piena di piccoli rettilinei, l’obiettivo era avere una Power Unit che spinge più possibile, senza sprecare energia. Quindi conta tantissimo il motore termico, la sua coppia, e quanta energia riesci a recuperare prima di andare sul freno, anche se il rettilineo è corto. E in questo esercizio la Power Unit Mercedes, che è la più efficiente di tutte, è devastante.
Guardate in qualifica, nella discesa dopo il castello dove tutti perdevano velocità per accumulare energia prima del terzo settore, quanto è più veloce Russell di Leclerc.
Charles plafona 12 km/h meno veloce, e in trecento metri di pura ricarica perde un decimo e otto.
Quindi, Baku era perfetta per la Mercedes. E anche per George Russell, che ha volato per tutto, tutto, tutto il weekend.
E qui non servono molte spiegazioni. A Baku le curve erano tutte uguali, e per il pilota era semplice gestire la ricarica, non c’erano tratti guidati o curvoni dove la Power Unit fa cose strambe e ti manda in difficoltà. A Russell è bastata questa semplificazione nella guida, permettetemi il termine, per ritrovare la bussola, ritrovare fiducia nella sua Mercedes e scatenarsi, sin dalle libere.
In qualifica è andato fortissimo, e probabilmente era anche gasato dall’errore di Antonelli, e in gara è stato perfetto. Partenza, gestione del primo stint, ripartenze e gestione della pressione di Russell. Vi anticipo che prenderà dieci e lode, e non c’è molto altro da dire.
Diverso il discorso su Red Bull. Potevano vincere davvero a Baku?
Risposta secca: no, ma secondo me era la pista dove forse avevano la migliore chance, assieme all’Austria, mentre a Monza c’erano due o tre curve che gli davano un po’ troppo fastidio per giocarsela con Mercedes.
Della qualifica abbiamo detto: Max poteva prendersi facilmente la seconda casella di Leclerc, dubito la Pole Position. E nell’equazione non c’era Antonelli, stiamo ipotizzando che Kimi faccia comunque l’errore.
Riguardo la gara, siamo sicuri che partendo più avanti sarebbe cambiato molto? Alla fine della fiera, alla seconda ripartenza dalla Safety, Max era nelle condizioni migliori possibili per attaccare Russell. Parità di gomme Soft nuove, Overtake Mode e pressione al massimo.
E non è bastato, Russell ne aveva troppo nel secondo settore perché Verstappen rimanesse abbastanza vicino per attaccare. Max lo ha raccontato benissimo: c’erano due allunghi alla fine del primo settore dove di trazione e di Power Unit, Russell gli rifilava minimo tre decimi. Attacco impossibile.
Dubito che in una gara completa la cosa sarebbe cambiata, e al contrario per Russell un sorpasso sarebbe stato più facile. Quindi no, non credo che Red Bull abbia sprecato una vittoria.
ASK-RONZIO
Lo sentite questo ronzio di voci, indiscrezioni e interviste su Horner in Ferrari?
Ecco, prima vorrei raccontarvi perché la Ferrari è andata male a Baku e ha mancato ancora una volta il podio, nonostante Leclerc partisse in prima fila. Pronti a saperlo?!?
Perché prendevano un secondo al giro di motore. Fine.
Scherzo, ovviamente si può fare un’analisi più seria e interessante, e anche la vicenda Horner-Ferrari è molto più complicata di quello che possiate pensare.
Quindi, video extra tra Baku e la Malesia, quindi tempo due o tre giorni e lo trovate su YouTube. Se non volete perderlo, iscrivetevi!
NASK-URIOSITÀ
Due curiosità un po’ tecniche sul weekend di Baku che rispondo a due domande che mi sono posto guardando la gara.
La prima domanda era: perché Mercedes sembra avere un deployment che nel mega rettilineo spinge meno degli altri, e dopo la esse veloce il loro motore già plafona?
Perché effettivamente era così. Per tutto il weekend, Mercedes ha sacrificato la velocità massima sul lungo rettilineo. Sia in gara che in qualifica. Pensate che iniziavano il giro circa 20 km/h più lenti di Ferrari, McLaren e Red Bull.
E secondo me, l’idea aveva una sua logica. Dato che a Baku tra il traguardo e la prima curva ci sono circa 200 metri, e arrivano dopo un lungo rettilineo, loro iniziavano il giro plafonati a nemmeno 300 km/h. Non sprecavano troppa energia per accelerare prima del traguardo. L’energia risparmiata la spalmavano nel resto degli allunghi, soprattutto quelli più brevi, e c’era un altro bonus: curva 1 di Baku è una frenata molto difficile, ci arrivi a gomme fredde nel giro di qualifica, e se arrivi meno forte, magari c’è meno rischio di bloccare, e togli al pilota una preoccupazione a inizio giro.
Comunque, questo trucco l’hanno mantenuto dal giovedì al sabato, e gli altri in qualifica non li hanno copiati; quindi, probabilmente serviva studiare bene il trucchetto per farlo funzionare.
Seconda domanda: perché Hamilton non si è tuffato ai box quando stavano per chiamare la Safety Car?
Proprio perché stavano per chiamarla, e tentare di anticiparla sarebbe stato un rischio. Vi spiego il perché.
Se c’è una macchina nel muro, e ci sono bandiere gialle, e tu stratega sai che chiameranno minimo minimo una Safety Car, devi stare molto attento a chiamare un pilota in pit-lane se il Direttore di Gara non ha ancora mandato in pista la Safety.
Questo perché ci sono due casi.
Il primo è molto raro: chiamano la Safety, il pilota leader della corsa ha già passato l’ingresso box, ma la Safety gli esce davanti e quindi lui si accoda e deve rallentare. In quel caso, se il tuo pilota era dietro ed è riuscito a tuffarsi ai box, farà il pit-stop e guadagnerà tempo, perché si accoderà alla Safety e fregherà chi non si è fermato.
Il secondo caso è più comune: chiamano la Safety ma il leader è già passato dai box e la Safety non gli è uscita davanti. In quel caso, tutti i piloti procedono seguendo un delta, come durante la Virtual Safety Car. Quindi, tutti hanno un giro di tempo per fermarsi durante la Safety.
Se in quel caso provi ad anticipare l’uscita della Safety e tuffarti ai box, come avrebbe potuto fare Hamilton, rischi solo di perdere tempo. Per due motivi: primo, sfrutti per meno secondi il periodo di neutralizzazione, dove tutti seguono il delta e quindi risparmiano tempo fermandosi ai box. Per qualche secondo, anche se sono pochi, sei entrato ai box mentre tutti vanno forte. Secondo motivo, rischi di rimanere fregato se l’incidente è peggiore del previsto e chiamano bandiera rossa.
Quindi, a meno di casi straordinari, se la bandiera gialla richiede una Safety Car, provare ad anticiparla non è geniale. Vale solo se il leader rischia di finirci dietro, e in quel caso si fermerà lui per primo.
Diverso è il discorso per le Virtual Safety Car molto brevi, magari quelle per recuperare un detrito: in quel caso, ti può convenire provare ad indovinare il momento perfetto per fermarti, dato che durano pochissimo.
NASKA-JR
A Baku c’era solo la F2 e, come vi raccontavo nel PreGP, ben tre gare.
Sono state tutte piacevoli anche se meno pazze del solito, per il livello della F2 a Baku.
Grandissimo weekend di Dunne, che con una Pole Position, due terzi posti e una vittoria con giro veloce in una delle due Feature si è rimesso super in gioco in classifica.
Bravi anche Tsolov e Camara, ma a corrente alterna.
Tsolov ha faticato nelle qualifiche, non aveva ritmo nella Sprint, e la prima Feature Race è stata un disastro, con pit-stop lento, penalità per taglio dell’ingresso box e per unsafe release. Uno zero che pesava tantissimo in qualifica. Nella gara lunga di domenica partiva 11° ma è stato davvero eccezionale a risalire fino al 2° posto.
Camara, invece, si è difeso meglio in qualifica, ha fatto il patatrac nella Sprint tamponando Mari Boya al via, ma si è riscattato con un quarto e un primo posto nelle Feature, anche se domenica in pista è arrivato dietro a Dunne che aveva 5’’ di penalità per aver tagliato anche lui l’ingresso box.
Purtroppo per il nostro Minì, invece, il suo weekend è stato proprio complicato a livello di prestazioni.
Alla fine, la classifica dice Camara 207, Tsolov 200, Dunne 189. Se mancano Qatar e Abu Dhabi sarà un gran finale, se venissero cancellate, beh, all’ultima gara della stagione Camara si sarebbe presto il titolo. Mica male!
NASKA-STRIKE
Prima dei voti, non posso non dedicare una rubrica lampo allo strike perfetto di Franco Colapinto.
Non vedo l’ora di vedere la scena di Drive to Survive dove Briatore lo prende da parte e gli spiega quali saranno le conseguenze che hanno deciso per lui. E davvero Briatore ha detto che ci saranno conseguenze.
Povero Colapinto, dopo la gara era tristissimo, proprio mortificato. E ci credo, è stato un errore pesantissimo che ha tolto tantissimi punti alla squadra.
Sulla dinamica, è davvero semplicissimo da analizzare. Franco ha mancato il punto di frenata, molto semplice. Frenato troppo tardi, è arrivato velocissimo perché era nella scia del gruppone, a gomme fredde, sullo sporco… patatrac.
Ho notato però, riguardando i replay, che Colapinto rimette una mano sul volante molto tardi, quando la gara è già ripartita: non è che magari per qualsiasi motivo si è distratto un decimo di secondo, e dopo aver guardato gli specchietti si è ritrovato più avanti del previsto, troppo veloce e troppo in ritardo per la frenata?
Rispetto alle lamentele di Norris che vorrebbe Colapinto squalificato per una gara per l’incidente, mi sembrano esagerate. Cinque posizioni in griglia per Sepang sono adeguate.
Piuttosto, sono sorpreso che Lindblad non abbia preso penalità per aver fatto girare Lawson: l’errore è meno grave di quello di Colapinto, ma comunque ha messo KO un altro pilota. Solo perché è il compagno di squadra, nessuna penalità?
Mi sembra un po’ assurdo, ma tant’è.
NASKA-VOTI
Passiamo ai Naska-Voti di Madrid. Ricordatevi, come al solito, che nel gruppo Telegram metto il link per partecipare al sondaggio che determina il voto dei Naska-fan!
Cadillac: 5
Difficile fare di più in gara per colpa della Power Unit Ferrari, ma sul giro secco potevano fare di più, e invece pasticciano alla grande in qualifica tra run plan sfortunati e scie mancanti.
Sergio Perez: 7.5
Checo racconta che è stata una delle sue Baku migliori, e in effetti nelle libere e nel primo stint di gara andava fortissimo, ed è rimasto vicino al centro gruppo. Manca un po’ di passo per tradurre la velocità in risultati.
Valtteri Bottas: 5.5
Weekend difficile per Bottas, soprattutto in gara. Il passo manca completamente, e nel finale va a muro dopo un lungo che manda in crisi l’ibrido e la gestione della frenata.
Alpine: 9
Cosa puoi dire all’Alpine? Nulla. Ottima qualifica, passo gara eccellente, con la Ferrari di Hamilton a tiro di Gasly per tutta la corsa. Poi è arrivato il ciclone Colapinto.
Franco Colapinto: 4
Gravissimo errore alla fine di un weekend che sarebbe stato sufficiente, non di più, perché mancava passo rispetto a Gasly. FLOP.
Pierre Gasly: 9
Si è rivisto il Pierre di Monza. Velocissimo in qualifica, anche se deluso perché con una scia perfetta e meno bandiere gialle avrebbe potuto agguantare la terza fila, e grande spolvero in gara. TOP.
Audi: 5
Baku era severissima per i motori scarsi, e la Power Unit Audi è poco sotto il livello Ferrari, ma sono andati in crisi totale di grip nonostante gli aggiornamenti. FLOP.
Gabriel Bortoleto: 5
In qualifica proprio non si ritrova con il grip, mentre in gara ha un filo più passo di Hülkenberg, fino all’errore sotto bandiere gialle che gli costa 10 secondi di penalità. FLOP.
Nico Hülkenberg: 6
Difficoltà simili a Colapinto ma all’ultima ripartenza si aggancia bene al centro gruppo e quasi arriva a punti.
Haas: 7.5
Buon ritmo generale, nonostante la Power Unit Ferrari che li rallenta nelle battaglie. Per il resto, bravi in Haas ad andare con due macchine a punti, dopo 9 gare di siccità. TOP.
Oliver Bearman: 7
Niente errori, se non quando alla ripartenza tocca Antonelli nel caos scatenato da Colapinto, e due punti a fine gara. Ma solo in gara raggiunge il ritmo di Ocon.
Esteban Ocon: 8
Nel weekend in cui annuncia che lascerà Haas, e forse tutta la F1, Esteban vola in qualifica, dove solo un lungo di Hadjar gli toglie il Q3. Ottima gestione della gara e del finale, dove solo la Power Unit Ferrari gli fa perdere il 7° posto. TOP.
Aston Martin: 3
Il voto va a Honda: ok che è difficile per tutti migliorare con l’ADUO, e sono nel 2027 si potranno apprezzare i miglioramenti veri, ma continuare a ritirarsi e andare così piano è inaccettabile. FLOP.
Lance Stroll: 5
Mai a livello di Alonso nelle libere e in qualifica, e un sacco di lunghi. Inevitabile il ritiro.
Fernando Alonso: 6
Prova a metterla sul ridere il venerdì, ma c’è poco da stare allegri. Piccolo errore in qualifica, poi battaglia con Bottas in gara.
VCARB: 7
Uno dei weekend più difficili dell’anno a livello di prestazioni per la VCARB, ma alla fine arrivano tanti punti con Lindblad, grazie ai regali altrui e a una squadra che comunque sbaglia poco o nulla.
Arvid Lindblad: 6
Ancora un botto durante le libere che gli toglie fiducia verso la qualifica. In gara pian piano si riprende, ma i commissari lo graziano: era da penalità nel contatto con Lawson.
Liam Lawson: 7.5
Lontano dai radar, Lawson ottiene il massimo in qualifica senza scie, e a questo giro significa rimanere in Q2, e in gara si stava difendendo tutto sommato bene fino al contatto con Lindblad.
Williams: 6.5
È vero, Sainz è arrivato a punti grazie al finale pazzo, e anche in Q3 con una super qualifica. Ma il passo di Carlos non era da Top Ten, e su piste meno favorevoli il nuovo telaio potrebbe non bastare.
Alexander Albon: 5.5
Mai a livello di Sainz sul giro secco, in gara una folata di vento lo frega, ma l’errore rimane perché lui stesso ha ammesso di aver giudicato con troppo ottimismo il bloccaggio.
Carlos Sainz: 6
A livello di velocità pura Sainz meriterebbe di più, ma il mancato rispetto di due bandiere gialle nella giornata di venerdì gli è costato una gara più difficile e la necessità di un po’ di fortuna per arrivare a punti.
Ferrari: 5
Il weekend peggiore dell’anno a livello di passo, senza alcun dubbio. Baku ha mostrato quanto enorme sia il divario di Power Unit, il resto sono chiacchiere. FLOP.
Lewis Hamilton: 5.5
Gli manca una scia in qualifica, è vero, ma la scelta di Hamilton di usare il fondo da alto carico della Ferrari non paga e sia sul giro secco che, soprattutto, nel ritmo gara, non è mai competitivo.
Charles Leclerc: 8.5
Trova un giro pulito e veloce in qualifica, ma in gara fatica già dalla partenza sul lato sporco. Il ritmo è buono quando non è in battaglia e la PU non va in affanno, ma serve un mezzo miracolo per tenere dietro Antonelli. Comunque, TOP.
Red Bull: 8
Doppio podio meritatissimo, perché erano nettamente la seconda forza a Baku. Ma attenzione ai guai di affidabilità in qualifica, possono costare molto di più. E anche al giro senza scia di Hadjar.
Isack Hadjar: 8
Qualifica di altissimo livello, gara con un gran passo fino a quando ha le gomme Soft. Zero errori, tanta consistenza, impossibile chiedergli di più.
Max Verstappen: 8.5
In qualifica non può fare di più, in gara risale velocissimo e gli manca solo il graffio su Piastri nel primo stint. Ma tra la ripartenza e i giri a mettere pressione a Russell, ricorda a tutti chi è il migliore. TOP.
Mercedes: 10
Meritano pieni voti in Mercedes perché Baku è il perfetto esempio di come abbiano capito meglio di tutti cosa servisse nel 2026: motore, trazione, efficienza aerodinamica. Bravi!
Andrea Kimi Antonelli: 5.5
L’errore della qualifica ha una spiegazione, ma è comunque pesante. E in gara Kimi risale meno facilmente di quanto ci si potesse aspettare. Meno male che Sepang arriva subito.
George Russell: 10 e Lode
Per ora, il campionato non è riaperto, perché Russell dovrebbe almeno riuscire a correre sempre a questo livello. Ma che il livello: weekend semplicemente perfetto. Mega TOP.
McLaren: 5
Pensate se fosse stata la Ferrari a portare un mega aggiornamento e chiudere a zero punti dopo aver mostrato un ritmo da terza forza netta, con la Power Unit Mercedes. Weekend da FLOP.
Oscar Piastri: 5.5
Che delusione Oscar Piastri. Insufficienza che è un gran peccato, perché era stato molto bravo fino al bloccaggio, sia in qualifica che in gara, dove forse con le Soft avrebbe potuto difendersi da Max alla prima ripartenza.
Lando Norris: 5
FLOP per Lando che esagera in qualifica, con anche qualche problemino, e in gara fatica tantissimo sul passo e con la frenata, fino agli errori prima della Safety Car.
Vi riassumo i TOP, che sono Russell, Verstappen, Leclerc, Ocon, Haas e Gasly. E i FLOP: Norris, McLaren, Ferrari, Aston Martin, Bortoleto, Audi, Colapinto.
NASKA-QUIZ
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