KIMI ANTONELLI vince la battaglia con CHARLES LECLERC e trionfa a Spa-Francorchamps!

Weekend fantastico per il nostro pilota ITALIANO, non so se ancora ce ne rendiamo conto, che si prende la Pole Position sulla pista più bella del mondo, si prende la vittoria dopo una gara con tanti imprevisti, e allunga su Russell che si ritira al primo giro.

Mondiale in frigorifero?

Chissà… Intanto, c’è tantissimo di cui parlare in questo PostGP.

C’è la Ferrari che doveva soffrire e invece sfiora la vittoria con Leclerc. C’è Hamilton che è secondo nel Mondiale ma a Spa non gliene è andata bene una. C’è Russell in crisi nera. Ci sono tante polemiche sulla gestione della FIA. Ci sono le Power Unit 2026 che hanno cambiato Spa… e non l’hanno cambiata in meglio. Proprio no.

E poi Max, la McLaren, la lotta di centro gruppo… insomma, direi di partire subito con il Nask-assunto. E si vi piace questo PostGP e non siete iscritti… ci vuole un attimo a pigiare il tasto qui sotto!

NASK-ASSUNTO

Come al solito, partiamo dal giovedì, quando emergono due notizie molto interessanti legate agli aggiornamenti.

E non parliamo dei Top Team, ma di due squadre del centro gruppo.

Haas porta un’ala anteriore molto interessante, con dei piloni di supporto completamente diversi da tutto ciò che abbiamo visto finora. Sono un deviatore di flusso, altroché. Molto affascinante e creativo, come aggiornamento, da parte di una squadra che… non arriva al Budget Cap. Eh, già. Komatsu, il Team Principal Haas, ha ammesso che il loro ritmo lento di sviluppo deriva anche da una mancanza di Budget rispetto a tutti gli altri. Clamoroso, in un F1 dove di soldi ce ne sono all’infinito, come vi ho raccontato la settimana scorsa in un video imperdibile.

L’altra squadra che porta un aggiornamento interessante è Racing Bulls. Nuovo cofano motore e nuova presa d’aria sopra al casco del pilota, un po’ meno esagerata nelle dimensioni di quella di inizio anno. Anche qui, la curiosità non riguarda gli aggiornamenti in sé ma il pilota che li avrà. Eh, già. C’è solo un set di ricambi, quindi gli aggiornamenti possono andare a un solo pilota. E a chi vanno? La squadra racconta di aver proposto, dopo le qualifiche dell’Austria, una sfida ai due piloti. Chi va più forte in qualifica a Silverstone, si catta gli aggiornamenti.

E la sfida l’ha vinta Lindblad! Dopo che per tutto il weekend Lawson è andato più forte, gare comprese, e nonostante Liam abbia più punti in campionato, per un Q3 migliore… tac, gli aggiornamenti vanno a Liam.

Comunque, passiamo alla pista.

Bastano le prime libere per capire che Spa-Francorchamps ha riportato le F1 2026 un passo indietro. Dopo una serie di gare dove non abbiamo visto la fiera del Superclipping, a Spa le macchine in rettilineo perdono un sacco di velocità, addirittura a Blanchimont e sul rettilineo del Kemmel scalano dall’ottava alla settima per rigenerare.

È una situazione un bel po’ deprimente, ma ci torniamo nelle prossime rubriche.

Anche le squadre devono battagliare con le Power Unit, perché non è per nulla facile trovare la giusta strategia di utilizzo dell’ibrido. Nel primo e nel terzo settore, come vi avevo anticipato nel PreGP, tutti partono con batteria carica e poi la spremono del tutto. Ma nel secondo settore, quello dei curvoni da pelo, devono ricaricare il più possibile ma allo stesso tempo spingere un minimo.

Roba da mal di testa, ma che purtroppo annulla gran parte della sfida di questa pista meravigliosa.

Nella prima sessione di libere, comunque, Mercedes va in crisi. Hanno sbagliato a prevedere il grip della pista, che è molto meno veloce di quanto pensassero, e le W17 non funzionano proprio con l’ala posteriore da basso carico portata apposta per i rettilinei di Spa. Sul giro secco Antonelli e Russell fanno molta fatica.

Vanno meglio Ferrari e soprattutto Red Bull, ma nella seconda sessione di libere la situazione si ribalta. Antonelli ritrova passo e vola, mentre Russell continua a fare un macello di fatica ed è 1’’2 indietro rispetto al compagno di squadra. Sorprende Norris, che però avrà una penalità di 10 posizioni in griglia per la sostituzione della batteria. Le Ferrari sono più distanti, ma montano la Power Unit senza ADUO, e Leclerc è in crisi con il deployment. Brutto botto per Gasly nel finale della sessione.

Sabato mattina il copione si ripete. Antonelli è velocissimo, Verstappen, Norris e Hamilton si avvicinano un po’, Russell continua a faticare e Leclerc perde tantissimo tempo sui rettilinei. Per fortuna di Charles, gli ingegneri Ferrari trovano il problema alla Power Unit prima del Q2 e la SF-26 #16 ritrova spinta.

Dall’altro lato del box Ferrari, i meccanici sono costretti a una vera e propria corsa. Negli ultimi minuti delle terze libere, Hamilton sbatte imitando al millimetro Gasly il giorno prima. Largo in uscita della chicane di Fagnes, ruote sulla ghiaia, ruota posteriore destra contro il muro e cambio divelto.

Purtroppo per Lewis, la Ferrari #44 è ricostruita nel migliore dei modi ma l’assetto non è perfetto e Hamilton non sentirà in qualifica le stesse sensazioni della mattina, che erano ottime.

In Q1 vengono eliminate le due Aston, sempre più disperse in fondo al gruppo perché le Cadillac migliorano molto e si avvicinano tanto al centro gruppo. Anche Bottas e Perez sono eliminati, ma a pochi decimi da Ocon con la Haas e Albon con la Williams.

In Q2 fuori Sainz, Bearman, Hülkenberg per un guasto, le due Alpine e Lawson, che viene battuto da Bortoleto per l’ultimo posto in Q3.

Davanti, Leclerc ritrova ritmo e si avvicina ad Antonelli. Nel primo tentativo del Q3 Charles è a pochi millesimi da Kimi, ma davanti a tutti c’è Norris, che sogna il colpaccio nonostante la penalità. Tutti e tre in un decimo, nulla su sette km di pista.

Nel secondo tentativo, però, Kimi spinge al massimo, tira giù mezzo secondo nel guidato e si prende una grande Pole Position. Verstappen è 2°, grazie ai tre decimi di scia regalati da Hadjar che partirà in fondo per una penalità. Norris sbaglia e non si migliora, finisce 3° davanti a Russell che è a mezzo secondo dall’altra Mercedes. Quinto Leclerc, rallentato da una bandiera gialla fantozziana ma con il potenziale per battere al massimo Norris, e partire quindi 3°, sesto Hamilton, settimo Piastri in difficoltà, poi Lindblad a poco più di un decimo dalla McLaren con una super VCARB.

Questa la griglia di partenza considerando le penalità di Norris, Hadjar, Alonso, Stroll e Sainz, che rompe una delle nuove batterie di Mercedes. Attenzione, brutto colpo per le unità aggiornate.

Si arriva alla gara. I top partono tutti con le Medie, si attende una sola sosta con il passaggio alle Hard poco prima di metà corsa. Norris monta già le gomme bianche per provare a estendere il primo stint.

Al via Antonelli scatta bene, ma la mappa ibrida della Mercedes è insufficiente per i primi metri. Verstappen lo ripassa prima di Eau Rouge, poi si pianta e Kimi lo ripassa, mentre Russell viene sverniciato dal missile Leclerc che apre la Macarena e sul Kemmel passa anche Verstappen e quasi frega Antonelli.

Anche Hamilton attacca Russell a Les Combes, ma i due si toccano. Lewis ha un danno ai bardgeboard, mentre George si gira e finisce nella ghiaia. Colpo di scena, gara finita. Safety Car, con Antonelli 1°, Leclerc 2°, Verstappen 3°, Piastri 4° e Hamilton 5° rallentato dall’incidente. Investigazione e 5’’ di penalità per Lewis. Vi dico dopo cosa ne penso.

Alla ripartenza Leclerc fatica nei primi giri con tanta benzina, come al solito la Power Unit Ferrari non gradisce i 100 kg di benzina, e Verstappen riesce a ripassarlo sui rettilinei.

Poi lo attacca Piastri, ma Charles resiste duro, chiude la porta in frenata a Les Combes con Oscar all’esterno e i due si toccano. Piccolo danno per la McLaren, investigazione, ma stavolta Leclerc è graziato.

Passano i giri e Piastri viene passato da Hamilton, per poi staccarsi. Lewis attacca Leclerc mentre Charles prova a gestire gomme e batteria dopo le battaglie, ma il monegasco resiste e pian piano ricuce su Max.

Verstappen si ferma per primo per evitare l’undercut della Ferrari. Lo segue Antonelli, mentre Leclerc e Hamilton rimangono in pista. Charles ha un super passo con le gomme usate, non perde troppo, e approfitta di una Virtual Safety Car per recupero detriti per fermarsi, montare le Hard e uscire davanti ad Antonelli.

Secondo colpo di fortuna dopo Silverstone. Può vincere di nuovo? Leclerc supera Norris che è rimasto in pista con le Hard vecchie, e spinge tanto, ma quando Antonelli si disfa della McLaren, inizia a recuperare.

La Ferrari va più forte nel guidato, la Mercedes sul dritto. La storia di questa stagione, con un asterisco. Charles perde tre decimi ad ogni giro a La Source, dove fatica tanto tra frenata e trazione. Quei tre decimi non riesce proprio a compensarli nei curvoni, e così Kimi si avvicina. La Mercedes fatica a entrare in zona Overtake, perché Charles gestisce bene l’energia per evitarlo, ma ci pensa Bottas doppiato a rallentare Leclerc a Stavelot e fornire un’occasione d’oro a Kimi.

Sarebbe arrivato lo stesso il sorpasso, ma Antonelli non si fa pregare e affonda il colpo sul Kemmel. Leclerc per qualche giro rimane in zona Overtake, mette tanta pressione, ma Kimi alla fine resiste e riesce a vincere con 1’’9 sulla Ferrari.

Dietro, Verstappen si trova male con le Hard ma le gestisce bene e chiude terzo. Quarto Hamilton al quale è successo di tutto.

Anche Lewis si ferma durante la Virtual Safety Car. Prima sconta i 5’’ di penalità, poi il meccanico che deve regolare i flap dell’ala anteriore lato destro non riesce a farlo in tempo, il pit-stop è molto veloce, Hamilton riparte e lo investe. Per fortuna il meccanico Ferrari non si fa nulla, ma Lewis si è fermato; quindi, perde altri secondi e riparte con l’ala regolata male.

Nonostante questo, riesce a trovare un bel ritmo sulle Hard, riprende Piastri e lo passa per il 4° posto. Dietro di loro Hadjar è 6° e precede per un soffio Norris, anche lui vittima di un pit-stop lento dei meccanici McLaren. 8° Bortoleto, aiutato dalla Virtual Safety Car ma bravissimo a resistere su Lindblad nel finale. 10° Colapinto, autore di un sorpasso doppio stupendo su Gasly e Lawson per l’ultimo punticino.

NASKA-PODIO

Naska-Podio dedicato alla vittoria di Kimi e al sogno di Leclerc.

In qualche modo, Antonelli poteva perdere questa gara? E invece la Ferrari poteva vincerla?

Partiamo da una bella telemetria per capire al volo, ma proprio al volo, quali erano le differenze tra Mercedes e Ferrari a Spa.

Ormai lo ripetiamo da inizio anno, e più passano le gare, più la Power Unit Mercedes fa la differenza. Ora che il telaio della SF-26 è davvero il migliore, e a Spa lo era con un certo margine, soprattutto in gara, la Mercedes viene salvata dal motore. E da Kimi.

Guardate qui, il tracciato delle velocità in qualifica. Giro migliore di Antonelli contro ultimo giro di Leclerc, che prima della bandiera gialla era il migliore.

Ogni singolo allungo, a parte quello prima di Puhon, è migliore per Mercedes. Antonelli guadagna tantissimo tempo soprattutto in fondo ai rettilinei più lunghi, quando entra in gioco il Superclipping. Lì i 30cv in più del motore Mercedes fanno tutta la differenza del mondo, perché l’MGU-K sta togliendo 476cv; quindi, la macchina è spinta in avanti da poco più di 100cv.

Averne 30 in più o in meno diventa una differenza enorme, molto più grande che quando hai 1050 cv in totale tra elettrico e termico fuori dalle curve lente.

Oltre alla differenza di motore, Mercedes a Spa ha scelto un assetto molto scarico. È vero che sono dovuti tornare indietro con l’ala posteriore dopo il venerdì, quella portata apposta per il Belgio era troppo scarica, ma comunque avevano un fondo a basso carico tipo la Ferrari a Silverstone.

E questo li ha resi velocissimi nel primo e nel terzo settore. Ma in qualifica e in gara, nel secondo settore hanno faticato un bel po’ rispetto a Ferrari.

Nel Q3 ci ha pensato Kimi a sistemare le cose, con un secondo settore da paura dove ha tirato fuori tutto dalle Soft e a Stavelot, una delle curve più difficili della pista, è passato più forte di tutti. Ma in gara si è proprio visto come la Mercedes costruisse tutto il suo ritmo sulla velocità nel primo e nel terzo settore, quelli più veloci, e si difendesse nel secondo.

Non è un caso che solo per difendersi da Leclerc, Kimi abbia cambiato strategia ibrida e abbia iniziato a spingere di più nel guidato.

Come al solito, ve lo ripeto ormai ad ogni PostGP, avere il motore migliore è un’arma straordinaria nel 2026. Sei veloce in qualifica, e in gara ti aiuta a gestire le gomme. Anche Toto Wolff ha ammesso che hanno la Power Unit migliore, e a pensare che hanno ricevuto l’ADUO… mmmmh, dai, passiamo oltre.

Ferrari poteva vincere?

Allora, in qualifica il distacco corretto, se Leclerc non avesse rallentato per la bandiera gialla, sarebbe stato di quattro decimi. Non pochi, ma se pensate che Spa è lunga 7km ed è stata una delle piste più influenzate dalla Power Unit in questa stagione… sarebbe stato un distacco più che rispettabile.

L’aspetto molto positivo del weekend Ferrari è stata la gara. Anzitutto, la strategia ibrida del primo giro ha funzionato benissimo. La SF-26 è stata l’ultima a finire l’energia sul Kemmel e ci mancava poco che Leclerc superasse anche Antonelli.

Poi è venuto fuori il passo, la gestione gomma vera e propria, soprattutto con le Medie usate. Appena Leclerc si è ritrovato in aria libera, ha stampato degli ottimi tempi, perdeva solo otto decimi al giro da Verstappen che aveva appena cambiato le gomme. Niente male davvero.

E anche con le Hard, tutto sommato Leclerc ha resistito ad Antonelli per molti giri, e gli è riuscito anche a rimanere in coda nel finale.

Charles si è un po’ lamentato di due aspetti: il primo è un po’ di sottosterzo a Les Combes con le Hard, con il doppio cambio di direzione che lo ha messo in crisi per qualche giro; e poi c’è stato il tornantino di La Source. Ad ogni giro, Charles perdeva tre decimi nel microsettore su Kimi. Il problema era la stabilità sia in frenata, sia in trazione.

Ecco, siccome la SF-26 se ha un difetto di telaio, è proprio la trazione dalle curve lente, che non è sempre perfetta anche per colpa di un deployment molto aggressivo per compensare con l’elettrico i cavalli mancanti, sarà importante sistemare il problema per Budapest, dove la trazione conta molto.

Comunque sia, grande gara e grande weekend di Charles, vedere una Ferrari che si gioca la vittoria in Belgio era impensabile quest’inverno.

Finiamo il Naska-Podio con una riflessione sul terzo posto. Chi lo meritava di più? Beh, Max è stato bravissimo e anche la Red Bull ha tirato fuori proprio il massimo da questo weekend. Eppure, tra Norris e Hamilton, secondo me, soprattutto per Lewis, beh, ci sono molti rimpianti.

Norris poteva fare benissimo senza la penalità, forse essere tranquillamente 3°, ma di sicuro i 7 secondi di pit-stop gli hanno tolto la possibilità di giocarsela almeno con Piastri per il 5° posto, senza dimenticare che per lui la Virtual in quel momento non ha aiutato.

Lewis, invece, ha tantissimo da recriminare dopo Spa. Anzitutto il botto in FP3, che lo ha portato a disputare qualifiche e gara con una macchina messa insieme all’ultimo e senza un set-up perfetto. Si è preso tutte le colpe, errore grave perché arrivato proprio a fine sessione quando fare il tempo con le Soft usate non contava nulla. Poi in gara il contatto gli ha tolto un po’ di prestazione aerodinamica, si stimano 10 punti di carico, diciamo uno-due decimi al giro. Andava comunque molto forte, forse pagava solo qualcosina in consumo gomme, ma poi il caos del pit-stop gli è costato tanto tanto tempo e tanta gomma sprecata per recuperare terreno.

Secondo me, avrebbe attaccato Max senza troppi problemi e per la Rossa sarebbe stato un doppio podio. Un vero peccato per Lewis che con un weekend perfetto, visto il passo che aveva, forse forse un pensierino per attaccare Antonelli e Leclerc poteva farlo. Eccome, se poteva farlo.

NASKA-TECH

Dopo questo lungo Naska-Podio dedichiamo il Naska-Tech al weekend terribile di George Russell.

La F1 non ha fatto sentire il suo Team Radio dopo essere finito in ghiaia, quindi ve lo traduco io, Marco preparati con i beep:

sono fuori! Che cazzo è successo alla batteria nel rettilineo? Non avevo più la cazzo di batteria in rettilineo. Inaccettabile. Inaccettabile tutto il cazzo di weekend.

Mai sentito Russell così. Per George, ci sono problemi al motore da Silverstone.

E in Belgio, per la prima volta, gli uomini Mercedes hanno iniziato ad ammettere che qualcosa di strano, con il suo ibrido, ci sia. Però, la vicenda è molto più complicata di quanto sembri.

Toto Wolff a Silverstone ha zittito Russell alla radio, nel giro di rientro, dicendogli che non ci sono problemi al motore. Dopo la gara di Spa, ha detto che il 50% è colpa della Power Unit, ma il 50% dello stile di guida di George. E lo stesso Russell dopo le qualifiche, invece, ha detto che secondo lui non c’entra il motore ma altri pezzi della macchina. Non meglio identificati. Pensavano fossero i freni, ma non lo sono.

Ci state capendo poco, vero? Ecco, ci stanno capendo poco anche in Mercedes.

E se noi prendiamo la telemetria della qualifica, Russell nel primo settore, su per Eau Rouge e il rettilineo del Kemmel, non perde nulla da Kimi di motore. Perde poi, nella seconda metà del giro, e soprattutto a Blanchimont.

Sapete a chi succedeva la stessa, identica cosa? A Piastri nel confronto con Norris.

E Andrea Stella ha fatto capire che, tra le righe, che per forza di cose deve c’entrare qualcosa il pilota. Sappiamo che queste Power Unit hanno algoritmi dell’ibrido che reagiscono continuamente a ogni cambio delle condizioni. Se il pilota frena un attimo dopo, se cambia il vento, e così via.

A Spa, tutte le PU erano al limite con la gestione dell’energia. La sfida era complicatissima. Bastava guidare un pelo diversamente da come hai fatto ai giri prima, spingere di più, o fare un minimo errore, e il sistema andava in crisi. Anche Hamilton nell’ultimo giro di qualifica ha spinto troppo nel primo settore e si è trovato senza batteria nell’ultimo.

Quindi, magari ci sarà un problema nella PU di George, ma se fosse stato palese, lo avrebbero trovato, come hanno fatto in Ferrari con Leclerc.

Se tornate alla telemetria, Russell in Q3 fa più forte di Kimi tutte le prime curve del secondo settore. Che abbia speso troppa energia lì?

Per quanto antipatica, la gestione dell’energia è fondamentale nel 2026, e magari a Kimi, molto semplicemente, riesce meglio.

Se Russell vuole provare un ultimo colpo contro il compagno di squadra, deve provare in tutti i modi a ritrovare la calma, studiare, studiare e ancora studiare come ha fatto Leclerc, e sono certo che ne verrà fuori.

NASKA-JR

Naska Jr molto rapido.

A Spa in F3 abbiamo visto una Sprint molto spezzettata, per le tante Safety Car come sempre in Belgio, vinta da Nakamura. Nella Feature Race bravissimo Enzo Rivera dell’accademia Red Bull, ha gestito alla grande il graining che ha colpito un po’ tutti.

In F2 grande protagonista il team Invicta. Durksen vince la Sprint, mentre nella Feature Race abbiamo finalmente visto un Rafa Camara aggressivo. Dopo essersi preso la Pole, l’ennesima di questa stagione, era partito male, ma ha tirato fuori la grinta e si è ripreso la vittoria con una resistenza molto aggressiva su Tsolov a La Source, e poi un triplo sorpasso in un colpo solo da leccarsi i baffi. Questo sì che è il gioiellino della Ferrari Driver Academy, bravo Rafa!

NAS-KARRELLATA

Carrellata di pensieri e riflessioni su Spa-Francorchamps che parte dalla qualifica.

Bandiera gialla di Leclerc. Cosa è successo?

Nelle note del direttore gara c’era scritto che, se una macchina si fosse fermata all’ingresso della Pit-Lane che è molto stretto a Spa, sarebbe stata esposta una bandiera gialla che vale per la pit ma non per chi passa alla Bus Stop. Quindi chi è in pista non deve alzare il piede.

Peccato che durante il giro di Leclerc, un marshal in una posizione diversa da quella segnalata nelle note, appena ha visto Hadjar fermo perché era già rientrato in parco chiuso, ha sventolato alla grande. Charles si è ritrovato una bandiera gialla molto visibile, e di istinto nella chicane ha toccato il freno. Circa un decimo perso.

Sapete perché non c’è nulla da discutere su questa bandiera? Perché Hamilton e Piastri, che passano dopo Leclerc, non la vedono perché il Marshal l’ha abbassata. Quindi Charles è stato semplicemente, e come sempre gli accade, sfigato. La fortuna lo ha ripagato con la VSC in gara, dai.

Secondo argomento della carrellata, le penalità in gara. Perché Hamilton ha preso 5 secondi e Leclerc no?

Partiamo dai referti dei commissari, poi vi dico come la penso io.

Gli steward hanno dato il 100% della colpa a Lewis nel contatto con Russell perché Hamilton non è stato capace di mantenere sufficiente distanza nonostante Russell, all’esterno, gli avesse dato abbastanza spazio.

Peccato che poi dicano anche che Lewis prende 5’’ e non 10’’ perché ha sofferto sottosterzo da aria sporca, e perché era il primo giro, quindi c’è meno grip.

Onestamente per me la penalità è inesistente. Chi è esterno sa che si prende sempre un rischio. Russell ha chiuso troppo. Hamilton non poteva fare nulla. Io avrei detto 50-50. In telecronaca ho sentito molto spesso dire “han penalizzato per l’outcome”, cioè l’effetto dell’incidente e cioè che Russell si è ritirato. Penso che non abbia nessun senso, perché in F1 non penalizzano mai per l’outcome, perchè sennò nel 2021 nell’incidente di Verstappen a Copse, a Hamilton avrebbero dovuto dare 3 gare di squalifica.

Sul contatto tra Piastri e Leclerc, invece, pesano le linee guida. Per gli steward, Piastri non era abbastanza avanti per reclamare spazio dall’esterno, doveva essere almeno in linea con Charles, e per loro Leclerc ha allargato senza volontà di buttare fuori Oscar, ma solo per fare la sua linea.

Dal mio punto di vista c’è stata grande malizia di Charles sicuramente. Ci sta il non penalizzare.

Infine, ultimo argomento della carrellata, il più doloroso, la F1 a Spa.

Allora, partiamo dall’unica nota positiva. La gara è stata comunque piacevole e tirata. Non è stata noiosa.

Ma lo spettacolo di guida è stato pietoso… quando ho visto l’onboard della pole di Kimi mi veniva da strapparmi gli occhi per non guardare e le orecchie per non sentire questi che scalano a Blanchimont. Cioè, ve lo dice uno che a Spa ci ha corso: prendete tutte le cose magiche e difficili di Spa e trasformatele in una… delusione. Questa era la F1 2026 a Spa. L’Eau Rouge Raidillon la fai con due dita. A le Combes scali 100m prima di frenare. Pouhon la fa pure mia nonna così. Blanchimont che scali una marcia. Terribile ragazzi. Terribile.

Meno male che hanno già pensato correttivi per il 2027, e ancora di più per il 2028. Però raga tutto questo si sapeva già 2-3 anni fa!!! Perché come ha detto Sainz, chi ha visto queste simulazioni di Spa dentro alla FIA uno, due o tre anni fa, e non ha cambiato i regolamenti, ci fa capire che hanno semplicemente lavorato MALE. Aggiungiamoci poi i costruttori che han voluto il 50/50, e poi non l’hanno voluto cambiare per mantenere il vantaggio competitivo. Vi ricordo che Horner e Vasseur, l’anno scorso, erano aperti a cambiamenti. Wolff no. Il risultato è lo scempio motorsportistico che stiamo vedendo.

NASKA-VOTI

Ora, tempo dei Naska-Voti di Spa. Ricordatevi, come al solito, che nel gruppo Telegram metto il link per partecipare al sondaggio che determina il voto dei Naska-fan!

Cadillac: 6.5

La nuova ala anteriore fa fare un bel passo avanti in qualifica, su una pista complicatissima. Meno bene il passo gara.

Sergio Perez: 6

Sul giro secco soffre problemi di deployment, come tanti suoi colleghi, poi in gara lo tradisce una sospensione. Ennesima rottura per Cadillac.

Valtteri Bottas: 7

Pian piano sta ritrovando il colpo in qualifica, stavolta si avvicina molto a Ocon e tiene dietro Perez. In gara può fare poco di più, a parte quando Leclerc che esce a cannone da Stavelot lo manda in crisi in un doppiaggio.

Alpine: 6

Molto deludente il ritmo in qualifica, va meglio in gara dove sfruttano l’assetto scarico e la super Power Unit Mercedes per strappare un punticino.

Franco Colapinto: 7.5

Sempre vicino a Gasly in qualifica, il colpaccio lo fa in gara azzeccando il momento perfetto per usare il boost. Doppio sorpasso, 10° posto conquistato e trenino gestito fino alla fine. TOP.

Pierre Gasly: 6

Brutto botto in FP2, poi una qualifica dove poteva fare poco di più e una gara in cui rimane fregato durante la lotta con Lawson. Manca qualcosina.

Audi: 8

C’è sempre qualche problema di affidabilità nel weekend, ma su una pista non premia la Power Unit in ritardo, sono perfetti nell’esecuzione con Bortoleto e vincono la gara di centro gruppo. Gran bel telaio. TOP.

Gabriel Bortoleto: 9

Super Gabi Bortoleto. Qualifica fantastica, con un piccolo miracolo in Q2, e poi gran gestione delle Medie fino alla Virtual Safety Car che lo aiuta. Da lì in poi, resiste al ritorno di Lindblad coccolando le Hard. TOP!

Nico Hülkenberg: 6

Rallentato da un problema al cambio in qualifica, in gara non ha lo spunto in rettilineo per battagliare con Lawson e le Alpine. Però rimane agganciato.

Haas: 5

La nuova ala anteriore non risolve i problemi di passo, che ormai sono una costante. Bearman fa il massimo ma per i punti non basta più. FLOP.

Oliver Bearman: 7.5

La solita battaglia con Sainz in qualifica per il fondo del Q2, e poi una gara in solitaria, troppo distante da chi si gioca i punti.

Esteban Ocon: 5

Ritmo molto negative sia in qualifica che in gara. Per lui ci sono sia problemi di deployment, sia i soliti guai non meglio precisati al posteriore. FLOP.

Aston Martin: 4

Sperando che sia l’ultimo votaccio, un altro fine settimana da buttare con una macchina lentissima. FLOP.

Lance Stroll: 6

In qualifica trova un bello spunto con il set-up per avvicinarsi molto ad Alonso. In gara si ritira per un problema alla frizione.

Fernando Alonso: 6.5

Non può fare di più che battere Stroll in qualifica e terminare a un minuto da Bottas in gara. Un minuto!

VCARB: 7.5

Tanta delusione per la VCARB che in qualifica sfiora il ritmo dei Top Team, ma in gara non concretizza una partenza molto favorevole. Peccato.

Arvid Lindblad: 8.5

Sfrutta alla grande il pacchetto di aggiornamenti, con una super qualifica dopo la quale è addirittura triste per non aver pareggiato i tempi della Ferrari! In gara è sfortunato con la VSC, ma forse ci aspettava qualcosa in più con le Hard. Comunque, TOP.

Liam Lawson: 6

Troppe difficoltà per Lawson. A parte un’ottima partenza, in Q2 viene battuto da Bortoleto e in gara fa tanta fatica con le Hard, ritrovandosi a battagliare con le Alpine.

Williams: 5.5

Il livello è ormai il solito, a battagliare con Haas per le posizioni in fondo al centro gruppo. Nessun miglioramento. FLOP.

Alexander Albon: 5.5

Dispiace vedere Albon che sperimenta sempre con i set-up, stavolta in qualifica. In gara regge abbastanza bene il ritmo.

Carlos Sainz: 6

La partenza con le Soft dopo la penalità non paga, peccato perché in qualifica era andato forte nonostante una batteria che stava sviluppando il guasto. Ritmo ok in gara.

Ferrari: 8.5

Ottimo weekend della Ferrari, che si difende in qualifica e in gara è nettamente la seconda forza come passo. Silverstone e Spa erano temutissime, ne sono usciti alla grande. Peccato il caos al pit di Hamilton.

Lewis Hamilton: 7

Il voto rimane alto perché Lewis in gara, nonostante tutto quello che gli è successo, quasi andava a podio. Ma proprio perché di ritmo ne aveva, l’errore in FP3 è grave.

Charles Leclerc: 10

Non aveva preso il massimo dei voti a Silverstone per la Sprint, stavolta di più non poteva proprio fare. Sfortunato in qualifica, ottima partenza, ottima gestione gomme, e con un pizzico di fortuna ha sognato la vittoria. TOP.

Red Bull: 7.5

Smontano la Macarena e perdono un po’ di prestazione, ma eseguono molto bene il weekend. Non era scontato arrivare a podio, ci è voluta la scia in qualifica e una buona strategia in gara.

Isack Hadjar: 8

Arriva a punti e batte nonostante la partenza dal fondo. Bella rimonta, fantastico il ritmo nel finale con le Hard, negli ultimi giri andava come Antonelli e Leclerc! TOP!

Max Verstappen: 8.5

Difficile chiedergli di più, sia in qualifica che in gara, dove gestisce le Hard quanto serve per tenersi il podio. Un po’ depresso per le F1 che sembrano F3 nel secondo settore. C’è da capirlo.

Mercedes: 9

Un voto in meno per il caos con Russell, non si capisce davvero cosa stia succedendo. Ma hanno la macchina migliore e vincono quasi sempre loro, che gli vuoi dire?

Andrea Kimi Antonelli: 10

Non sottovalutate la prestazione di Antonelli. Sia in qualifica che in gara, dove mantiene la calma nonostante la VSC sfortunata o la partenza senza batteria. Va come un razzo e non sbaglia nulla. TOP.

George Russell: 6.5

Nonostante le tante difficoltà, alla fine non chiude nemmeno malissimo la qualifica. E in gara non ha colpe nell’incidente. Ma il rapporto con la squadra sembra complicato.

McLaren: 7.5

Bella risposta di McLaren che sembrava dover soffrire alla grande, e invece indovina l’assetto perfetto per Norris e va fortissimo tutto il weekend. Terza forza netta, e forse di più.

Oscar Piastri: 6

Molte difficoltà sul giro secco, nella gestione della Power Unit, meno complicazioni in gara ma continua a subire un po’ il degrado gomme. Pesa il danno per il contatto con Leclerc.

Lando Norris: 8.5

Anche Lando un pelino crolla di gomme nel finale dello stint con le Hard, ma è molto veloce in qualifica e con le Medie nel finale. Peccato per la penalità in griglia, poteva puntare al podio. TOP

Vi riassumo i TOP, che sono Norris, Antonelli, Leclerc, Hadjar, Lindblad, Bortoleto, Audi e Colapinto. I FLOP: Williams Aston Martin, Ocon e Haas.

NASKA-QUIZ

Finiamo il PostGP con il Naska-Quiz del Gran Premio di Ungheria.

Soft: quanti pit-stop fece Schumacher nella mitica vittoria del 1998?

Media: da che posizione partì Jenson Button quando vinse la sua prima gara in Ungheria, nel 2006?

Hard: chi fece la Pole Position a Budapest nel 1990?

Alberto Naska e Luca Ruocco