Max Verstappen conquista la prima Pole Position di una Power Unit non-Mercedes al termine di una qualifica letteralmente dominata.

Sepang incorona la Red Bull aggiornata, mentre affossa Mercedes e McLaren, almeno sul giro secco. In mezzo, troviamo una Ferrari in prima fila con Lewis Hamilton, autore di un giro talmente perfetto in curva… da perdere in rettilineo.

La gara, però, promette sorprese: chi sarà il favorito domani?

Scopriamolo nella consueta analisi di Naska Premium.

NASK-ASSUNTO

Le terze prove libere del Gran Premio del Bahrain in Malesia sono davvero interlocutorie.

Qualunque sia la mescola calzata, migliorarsi nel secondo giro lanciato è impossibile, e così la maggior parte dei piloti affronta l’ora di libere con due treni di Soft e, sostanzialmente, si limita a chiudere due crono rappresentativi, senza provare il passo gara – McLaren e Red Bull utilizzano un set di Medie al posto delle Soft -.

Troviamo qualche rara eccezione a centro gruppo, con Gasly che prova qualche giro consecutivo sulla Soft, e nel programma di Charles Leclerc, che sacrifica una delle due Hard a disposizione e inanella cinque giri di seguito molto veloci e con un degrado contenuto.

La pista è leggermente più veloce del venerdì, ma il grip rimane bassissimo. Antonelli segna un gran tempo, precedendo di oltre due decimi Verstappen, e dà l’impressione che Mercedes abbia capito come tirare fuori il meglio dall’aggiornamento. Deludono le McLaren, che non riescono a migliorarsi con le Soft rispetto alle Medie, e le due Ferrari si fermano a sette decimi da Kimi. Leclerc ha tra le mani una SF-26 molto stabile ma lenta, facendo ipotizzare un utilizzo poco spinto della PU, mentre Lewis scoda un po’ troppo nel guidato.

In Q1 le due Ferrari utilizzano gomme Medie, e si piazzano appena dietro a Max Verstappen, mostrando un buon salto prestazionale rispetto alle libere. Più lente le Mercedes, forse ancora ‘’giù’’ di motore, come le McLaren, mentre la lotta in fondo al gruppo vede escluse le due Cadillac, le due Haas, Albon e Hülkenberg, autori di due errori.

In Q2 Antonelli eccede i limiti di pista nel primo tentativo e si ritrova a dover utilizzare due treni di Soft nuovi, il che lo lascia con un solo tentativo per il Q3. Ancora una volta, il più veloce è Verstappen seguito a circa tre decimi da Antonelli, Leclerc, Piastri e Hamilton. In difficoltà Russell, mentre passano in Q3 con i big Gasly e Bortoleto; 12° un eccellente Alonso a bordo dell’Aston Martin che porta entrambi i piloti in Q2 per la prima volta in stagione.

Nel segmento finale Verstappen segna due giri velocissimi, entrambi sufficienti per la Pole Position. Hamilton si piazza a tre decimi da Max con un ultimo tentativo davvero notevole – quasi troppo per le F1 2026, o almeno per la Power Unit Ferrari 2026, come vedremo -, precedendo Hadjar che partirà 8° per il cambio del V6, Antonelli e Leclerc, staccati di mezzo secondo dalla Pole. Seguono, delusi, Norris, Piastri, Russell; Gasly e Bortoleto non usano la Soft nuova in Q3.

NASK-ANALISI

La pista di Sepang ha reso complicatissimo il rebus di assetto palesato davanti agli ingegneri, soprattutto nel bilanciare ritmo in qualifica e passo gara.

L’asfalto ruvidissimo ma molto sporco e con poca aderenza promette un degrado decisamente elevato per la corsa, il che porta tutti verso un set-up tendente al sottosterzo, per proteggere le gomme anteriori. Una scelta del genere, però, rischia di mandare in crisi i piloti nei curvoni di Sepang e anche nell’inserimento e la rotazione delle varie curve lente.

Ad assetti e natura delle vetture era richiesto un grande sforzo per mantenere un buon anteriore che desse la giusta fiducia in qualifica, senza compromettere la protezione del posteriore, troppo importante per la corsa.

Questo esercizio è riuscito benissimo a Red Bull e Ferrari.

Il confronto tra Verstappen e Hamilton, effettuato come sempre grazie a F1 insights Hub, è alquanto semplice: Lewis è superiore a Max in praticamente tutte le curve, tranne forse la 14, la penultima, lunghissima svolta che immette sul rettilineo di ritorno. Il vantaggio della SF-26 è quasi sorprendente in alcuni passaggi guidati, come per esempio curva 11, ma non basta a compensare delle perdite in rettilineo e nei tratti full gas che sono enormi.

Hamilton perde ad ogni allungo, e paga tantissimo nel terzo settore, dove la sua SF-26 deve recuperare più energia nella esse che precede curva 14, ma ciò non basta per evitare una perdita di tempo quasi drammatica verso l’ultimo tornante (Hamilton si plafona sotto i 300 km/h!).

Indubbiamente, la performance della Power Unit Ferrari è minore rispetto alla controparte Red Bull, con le solite difficoltà annesse – spinta minore quando decade l’elettrico, più tempo perso in recupero, necessità di passare prima al clipping -. L’impressione, però, è che parte del distacco nell’ultimo settore, figlio di un debito di energia per Lewis, paradossalmente nasca proprio dalla bontà del giro di Hamilton.

Il sette volte campione del mondo inglese è stato talmente veloce nei curvoni del settore centrale, soprattutto in curva 5, che la Power Unit Ferrari ha finito per recuperare poca energia e ritrovarsi con il fiatone negli allunghi finali.

Una riprova la fornisce il confronto alquanto bizzarro con Leclerc. Nell’ottica del giro totale, la tornata di Hamilton è nettamente migliore di quella di Charles. Ma la velocità minore del monegasco nei curvoni del secondo settore l’ha paradossalmente lasciato con una spinta incredibile nell’ultimo rettilineo, dove Leclerc raggiunge velocità superiori anche a Verstappen! In parte, Charles è aiutato dal miglior passaggio di tutti i piloti in curva 14, ma è indubbio che, come spesso è accaduto nel 2026… andar piano in curva aiuta in rettilineo!

Tuttavia, la qualifica di Leclerc rimane negativa. Dopo delle ottime libere e un buon ritmo in Q2, Leclerc ha pasticciato il Q3. Come ha raccontato lui stesso, per cercare il colpo finale nell’ultimo segmento ha caricato troppo l’ala anteriore, trovandosi con una SF-26 sovrasterzante che nel veloce del secondo settore gli ha tolto tutta la fiducia necessaria e l’ha portato a surriscaldare le gomme.

Con tutta probabilità, l’assetto tendente al sottosterzo pensato per la gara, e perfettamente sfruttato da Hamilton, castra in qualche modo Leclerc nel giro singolo, e Charles ha provato – senza successo – a bilanciare temporaneamente con l’ala anteriore le necessità della gara. Domani non dovrebbe ripetersi il problema ma, con un Q3 più pulito, Leclerc avrebbe potuto precedere Antonelli e partire dal lato meno sporco della griglia.

A proposito di Antonelli, il confronto con i giri di Verstappen e Norris mostra qualcosa di davvero unico nel 2026.

La W17 aggiornata ha dei buoni picchi nelle curve veloci, in particolare in curva 6, e sembra difendersi meglio di McLaren in frenata e nel lento, pur perdendo rispetto a Red Bull e McLaren. Tuttavia, come raccontato da Toto Wolff, l’aggiornamento sembra aver portato un pizzico di drag eccessivo, oltre che un bilanciamento più difficile, e in effetti per la prima volta in stagione si nota una gestione dell’energia molto deficitaria per Mercedes, e apparentemente inferiore rispetto a McLaren, che sembra poter spingere di più soprattutto nella seconda metà del giro.

Norris, però, perde molto tempo rispetto a Max nelle curve più lente, sia in frenata che nel combinato di curva 14, e nel secondo settore riesce solo a contenere le perdite nel veloce, senza guadagnare.

Il risultato complessivo è una McLaren a sei decimi dalla Pole Position su una pista che doveva esaltarne il pacchetto: c’è qualche problema con gli aggiornamenti di Baku, che in effetti sembrano aver dato un pizzico di efficienza in più, ma non equilibrio, o è solo una scelta di assetto in vista di domani?

Domani, la gara è attesa a due soste, con tutte e tre le mescole utilizzabili.

Come accade spesso in Bahrain, la Soft dovrebbe essere competitiva anche rispetto alla Media, grazie all’extra grip che ne contiene lo scivolamento; Leclerc in FP3 ha mostrato che la Hard è veloce, ma dovrebbe degradare troppo per permettere la singola sosta.

Dopo le varie strategie di utilizzo delle gomme tra libere e qualifiche, troviamo:

  • le due Mercedes, le due McLaren e Hadjar con 1 set di Medie nuove, 2 set di Hard nuovi e 3 Soft usate in qualifica.
  • Hamilton ha 1 set di Soft nuove, 2 set di Hard nuove, 1 Media usata e 2 Soft usate.
  • Leclerc ha 2 set di Soft nuove, 1 set di Hard nuove, 1 media usata e 2 set di Soft usate.
  • Verstappen ha 1 set di Soft nuove, 1 set di Medie nuove, 1 set di Hard nuove e 3 set di Soft usate.

Sarà importantissimo giocare bene di strategia, sfruttare gli undercut, contenere il consumo gomme e guadagnare il più possibile dall’aria libera, che aiuta a contenere il surriscaldamento. In tutto ciò, eventuali lotte, soprattutto in partenza e nei primi giri, possono complicare la gestione energetica e aumentare il consumo gomme.

E ancora non abbiamo considerato la probabilità di pioggia in aumento…

Luca Ruocco