Ancora lui, Kimi Antonelli!

SCA TE NA TO a Suzuka! Imprendibile per tutto il weekend, nonostante la partenza ciccata si riprende e da 6°, anche grazie a una Safety Car, risale al 1° posto con un passo dominante.

Tra l’altro, la Safety Car è causata da un incidente che fa discutere, come tutta questa F1. Suzuka è stato l’ennesimo capitolo di un 2026 che piace, non piace, ma di sicuro fa parlare.

La McLaren sorprende e a podio arriva anche un uomo dotato di una mostruosa deformità nelle zone più delicate.

Sto parlando di Charles… PALLE D’ACCIAIO Leclerc!

Insomma, l’avete capito, c’è tantissimo di cui parlare, quindi partiamo subito con il Nask-assunto.

NASK-ASSUNTO

Il giovedì di Suzuka ci fa già capire che sarà un weekend pieeeeeno di polemiche. 

Anzitutto, c’è una sorta di chiarimento rispetto a una mega polemica sull’ala anteriore della Mercedes, nata proprio tra cina e giappone. Dopo la corsa di Shanghai, erano emerse un bel po’ di immagini che mostravano l’ala anteriore della Mercedes chiudersi in due fasi.

In pratica faceva un primo scatto, e poi tornava nella posizione finale. Peccato che questo movimento diviso in due non sia per nulla legale. Le ali mobili, sia davanti che dietro, possono avere soltanto due posizioni – aperta e chiusa – e il passaggio tra l’una e l’altra deve avvenire entro 4 decimi di secondo. Sia in apertura che in chiusura, senza stop intermedi.

L’ala Mercedes era palesemente illegale per due ragioni: primo, aveva tre posizioni. Secondo, raggiungeva la posizione finale dopo i 4 decimi. 

Tra Shanghai e Suzuka si è speculato moltissimo su quali potessero essere i vantaggi di questa trovata. E le squadre avversarie hanno chiesto chiarimenti alla FIA.

La FIA ha accettato la spiegazione di Mercedes, ossia che il movimento in due fasi era frutto di un errore nell’impostazione del comando idraulico. In sostanza, non c’era abbastanza forza per riportare il flap nella giusta posizione. E in effetti, in qualifica, Russell aveva cambiato un’ala anteriore e Antonelli aveva lamentato sottosterzo proprio per colpa di quel problema.

Quindi, nessuna volontà di aggirare le regole e anzi, un problema che toglieva performance. Tuttavia, viene da chiedersi questo: se io consumo più benzina o consumo troppo il plank a fine gara, vengo squalificato. Ed è chiaro che non l’ho fatto apposta, è un errore di calcolo. E allora perchè non squalificare Mercedes?

Tombazis, il direttore della FIA, ha chiarito che non sono stati troppo severi con Mercedes perché siamo all’inizio dei regolamenti 2026. Ma è giusto così? Bah, se ne potrebbe discutere all’infinito. 

E allora, passiamo a SuperMax Verstappen, la vera star del giovedì di Suzuka.

Prima che inizi la classica conferenza stampa tenuta nell’hospitality di Red Bull, Max chiede che venga allontanato un giornalista inglese. È il corrispondente del Guardian. Perché mai?

Perché Max si è legato al dito una domanda del giornalista nella conferenza post gara di Abu Dhabi 2025. Quale domanda? 

A Max fu chiesto se, avendo finito il Mondiale a 2 punti da Norris, si pentisse di aver colpito Russell in Spagna. Max rispose malissimo, interpretando l’espressione del giornalista come un ghigno strafottente e la domanda come una provocazione, e a Suzuka si è vendicato. 

Certo, cacciare un giornalista dalla conferenza stampa è bella decisa come reazione, ma anche qui, potremmo parlare ore del ruolo dei giornalisti, dei piloti e così via, quindi passiamo alla pista.

Prima delle libere, la FIA abbassa l’energia recuperabile in qualifica da 9 a 8 MJ, sperando di limitare il più possibile il Lift & Coast e il Superclipping. Tra l’altro, molti piloti sono preoccupati dallo spettacolo che si vedrà a Suzuka e più passa il tempo, più si scopre – anche grazie al lavoro dei giornalisti – quanto sono contorte e complicate alcune delle regole riguardanti l’ibrido. Approfondiremo nelle prossime settimane.

Iniziano le libere del venerdì e i peggiori presentimenti si rivelano corretti. Le F1 2026 fanno schifo nel passaggio alla 130R, dove vanno in Superclipping e tra l’approccio alla curva e la frenata della chicane perdono tra i 50 e 60 km/h.

Un piccolo disastro, inguardabile negli onboard.

Il cronometro, nelle prime libere, racconta di una Mercedes davanti, con McLaren e Ferrari che seguono da vicino. La Red Bull di Max fa molta fatica, nonostante monti delle pance nuove, mentre per una volta si vede qualche segnale dalla Williams. 

Nelle libere 2 Albon è in Top Ten, anche se sarà un fuoco di paglia e dal sabato lui e Sainz torneranno indietro come gamberi. La Mercedes inizia a fare il vuoto sul passo nelle seconde libere, mentre sul giro secco sorprende Piastri. Più in difficoltà le due Ferrari, che faticano nelle simulazioni di qualifica e sono nervosissime. Come lo è norris per i continui problemi elettrici. è costretto a montare la terza batteria in tre gare. Alla prossima va in penalità. La Ferrari sistema l’assetto della SF-26, ma le due Mercedes fanno il vuoto nelle terze libere. Antonelli ha un bel vantaggio su Russell.

Si arriva in qualifica e in Q1, oltre alle solite Aston e Cadillac, viene eliminato Albon e un sorprendente Ollie Bearman, vittima di qualche problema di troppo al software della Power Unit Ferrari.

In Q2 delude Hülkenberg, che sembrava destinato a seguire i Top Team da vicino grazie a un Audi velocissima nel terzo settore. Ma la vera sorpresa è l’eliminazione di Max Verstappen, in grande crisi con l’assetto della sua RB22.

In Q3 le due Mercedes sbloccano tutti i cavalli elettrici e fanno il vuoto. Antonelli si prende la Pole Position con tre decimi su Russell, unico a scendere sotto il muro del 1’29’’. Piastri fa un super giro e si avvicina tantissimo a Russell, mentre deludono le due Ferrari.

Leclerc fa il record nel primo settore, quello più tortuoso, sembra poter completare un gran giro che lo metterebbe vicino a Piastri, ma ha un traverso in uscita dalla Spoon e tra la perdita di tempo e il consumo della batteria si ritrova quarto a sei decimi, appena davanti a Norris.

Sesto Hamilton, in difficoltà per tutto il weekend, con Gasly 7° che vince la sfida degli altri e poi Hadjar, Bortoleto e Lindblad.

Domenica c’è un pallido sole e partono tutti con le Medie tranne Bottas, unico coraggioso che monta le Hard. 

Il motivo è che la pista di Suzuka, con un asfalto molto giovane e che offre un grip perfetto, ormai non consuma più le gomme. Perciò vanno tutti sulla sosta singola.

Al via Antonelli fa casino e scala dal 1° al 6° posto. Anche Russell fa fatica e scala 4°, mentre davanti Piastri prende il comando seguito da Leclerc e Norris. 

Oscar è indiavolato con la sua McLaren e lascia sul posto Leclerc. La Ferrari delude nel passo con le Medie, e Russell riesce a passarla con facilità dopo aver sfilato Norris. Anche Antonelli risale senza troppi problemi.

Quando però Russell si accoda a Piastri, non riesce a passare. A parità di Power Unit, Oscar ha un passo meno veloce di Russell ma abbastanza solido da potersi difendere senza problemi.

Questo spinge la McLaren a provare un pit-stop ultra-anticipato, così da montare le Hard e andare fino a fine gara coprendo la posizione su Mercedes e costringendoli al sorpasso in pista. Si fermano Norris, Leclerc e Piastri. Antonelli, invece, risale e nonostante le Medie usate mostra il ritmo migliore di tutti.

Quando si ferma Russell e rientra in pista dietro a Piastri ma davanti a Leclerc e Norris, sembra che davvero alla McLaren possa riuscire il colpaccio.

Ma c’è un colpo di scena. Bearman è nelle barriere alla Spoon Curve, con un botto molto forte durante una battaglia con Colapinto. Lo analizzeremo tra poco.

Safety Car in pista, Antonelli e Hamilton hanno il pit-stop gratis. Antonelli rientra in pista primo, mentre Lewis è 4° davanti a Leclerc.

Alla ripartenza dalla Safety Car, Kimi scappa via e si mette a martellare su tempi irraggiungibili per tutti. Dietro, invece, la gara è divertente. Hamilton passa Russell e prova addirittura ad attaccare Piastri. Mentre Lewis e George duellano, il pilota Mercedes rallenta come Colapinto alla Spoon, forse per un problema al software o per un pasticcio nelle impostazioni del volante.

Fatto sta che Leclerc, che fino a quel momento ha fatto da spettatore alla lotta davanti a lui, ne approfitta e lo passa. Poi Charles si mette alla caccia di Hamilton e passa anche Lewis all’esterno di curva 1.

Hamilton va in crisi, viene passato da Russell e nel finale anche da Norris. George con la Mercedes punta Leclerc e per tutti gli ultimi quindici giri prova a passare la Ferrari. Ci riesce solo una volta ma Charles risponde ancora, passandolo all’esterno di curva 1. Bryan Bozzi non contiene l’eccitazione del sorpasso e alla radio gli dice: hai due palle d’acciaio!

Alla fine, Leclerc e Russell si sparano un giro finale clamoroso, nel quale Charles arriva a due decimi dal miglior giro di Antonelli e George nella sua scia tocca i 347 km/h, ma Leclerc resiste e arriva a podio.

Quindi, primo Antonelli, secondo un grande Piastri che gestisce benissimo le Hard, quindi Leclerc, Russell, Norris e Hamilton. Gasly vince la gara del centro gruppo tenendo a bada Verstappen per tutto il secondo stint, e chiudono la zona punti Lawson e Ocon.

NASKA-PODIO

Suzuka è stata una di quelle gare perfette perché permettono di dedicare il Naska-Podio a tutti e tre i piloti che ci sono saliti.

Antonelli, Piastri e Leclerc hanno fatto tutti e tre un garone. Analizziamo uno per uno il loro weekend.

  • Antonelli è stato devastante a Suzuka. Già l’anno scorso era andato molto forte in gara, si sposa bene a questa pista leggendaria, ma quest’anno il discorso era diverso. Se guidi una Mercedes e vai più forte del tuo compagno di squadra, le gare le vinci, non lotti per un quarto posto.

E i tre decimi che Antonelli ha sempre avuto su Russell, sia in qualifica che di passo, nascono da tantissimo studio per Kimi. Lo ha raccontato lui stesso. Si è concentrato su una serie di punti specifici della pista, dove sapeva di poter fare la differenza, e per il resto ha pensato a guidare pulito per sfruttare al massimo la macchina e la Power Unit. Nel 2026 serve guidare così, e comunque vedere i passaggi che faceva alla chicane, era tanta roba. Non è un caso che, quando lui sorpassava in ingresso alla chicane, poi fosse molto più difficile riattaccarlo rispetto a Russell.

Sia come sia, Suzuka è la ciliegina sulla torta di un ottimo inizio di 2026 per Antonelli. Il botto nelle libere 3 di Melbourne sembrava il segno di un Mondiale già prenotato per Russell, senza rivali, e invece Kimi è primo in classifica e si godrà alla grande il mese fino a Miami. Ha un ritmo davvero impressionante e quando si mette a martellare sulle Hard… ragazzi, fa paura.

  • Passiamo a Oscar Piastri, che lì davanti è stata un po’ la sorpresa del weekend. Si pensava che McLaren potesse dare fastidio a Ferrari, soprattutto in qualifica, e invece zitto zitto, quasi quasi Piastri vince. Lui ha guidato benissimo e in realtà c’è poco da dire sulla sua prestazione. Super qualifica, super partenza, super passo gara. Non so se avrebbe potuto tenere dietro Antonelli senza la Safety Car, ma credo che Russell lo avesse coperto bene.

Piuttosto, la crescita di McLaren, che praticamente è la stessa macchina dallo shakedown di Barcellona e ha anche qualche kg in più di Mercedes, mostra due cose. La prima è quanto sia importante sfruttare al meglio la Power Unit. E McLaren, a sua disposizione, ha il motore migliore. La seconda dimostra che il loro telaio ha tantissimo potenziale. Quando lo sviluppano, se fossi in Mercedes, non starei tanto tranquillo. E Piastri a metà stagione potrebbe rimpiangere molto i due zeri di fila di Cina e Australia…

  • Finiamo il Naska Podio con Charles PALLE d’ACCIAIO Leclerc.  Ci ha fatto divertire, con due sorpassi veri su Hamilton e Russell, e ha difeso alla grande il podio dalla Mercedes. Ottima prestazione ma nulla che Leclerc non abbia già fatto più e più volte. E Suzuka, dal suo punto di vista, è anche stata una bella risposta alla Cina dove Hamilton era stato più veloce. Lo ha battuto in qualifica e anche in gara, nonostante le Hard cinque giri più vecchie e raffreddate durante la Safety, ha dato una bella paga a Lewis.

Piuttosto, prendiamo la sua corsa e il suo weekend per analizzare la SF-26. Suzuka è stata la pista che forse, più di tutte, ha mostrato le difficoltà della Power Unit Ferrari. Il telaio c’è, è lì con i migliori e forse è il migliore. Infatti, Leclerc si è preso il miglior primo settore in qualifica, il tratto delle Esse.

Rimangono però tantissimi problemi con la Power Unit. Il primo sono le mappe da qualifica dell’ibrido, che vanno troppo facilmente in confusione al primo errore del pilota. Il secondo problema è la potenza pura. Nei primi giri di gara, dove sei pesante e non può spingere troppo in curva sennò stracci le gomme e rovini la strategia, e quindi il tempo sul giro lo fai tutto nel secondo e nel terzo settore, Leclerc prendeva la paga da McLaren e Mercedes. Con le Hard è andata meglio, aveva il ritmo di Piastri e forse anche un po’ di più. Man mano che il serbatoio si è scaricato, la Ferrari è migliorata perché Leclerc sfruttava il primo settore per caricare la batteria ma fare comunque buoni tempi grazie al telaio; e poi spingeva come un matto alla Spoon, e tra cariche e scariche intelligenti riusciva a difendersi da Russell.

Ma fino a quando non arriverà un motore migliore, se in Ferrari vogliono rimanere agganciati al titolo devono fare un vero miracolo e avere un telaio tre, quattro decimi migliore di tutti. Non sarà facile.

NAS-KURIOSITA’

Tre curiosità velocissime per spezzare un attimo il ritmo.

La prima riguarda la Williams. Sapete qual è uno dei problemi più grandi della macchina, oltre al peso extra? Che nelle curve tende ad alzare la ruota interna. A volte quella davanti, altre quella dietro. Il punto è che non è un kart. E non dovrebbe fare così. E questo fa impazzire i piloti.

Seconda curiosità, collegata sempre alla Williams, riguarda Roberto Mehri. Ve lo ricordate? Ha corso in F1 una decina di anni fa per Caterham e Marussia. È grande amico di Sainz e ora lo accompagna in giro per il Mondiale, quando può. A Suzuka è stato fermato nel paddock da un team di Porsche Supercup, e gli hanno detto: ci manca un pilota, è un’emergenza, corri tu per noi? Mehri non si è tirato indietro, per sua fortuna nel 2025 correva in Giappone quindi nella sede del vecchio team ha pure ritrovato casco e tuta, e così, di botto, senza mai aver guidato una Porsche, ci ha provato. Ed è arrivato 7°!

Ultima curiosità sempre collegata riguarda la gara della Porsche Supercup, Vi posso solo far vedere i frame ma si sono toccati due piloti in ingresso della Spoon Curve, maxi incidente, barriere distrutte e… per questo il Gran Premio è iniziato dieci minuti dopo. 

NAS-KARRELLATA

La carrellata di pensieri ormai la dedichiamo sempre a questa F1 2026, tra un po’ mi sa che le cambiamo il nome.

Allora, Suzuka era l’ultima gara prima della lunga pausa che ci attende. Passeranno cinque settimane prima che arrivi Miami. Quindi, la FIA ha deciso che sarà aprile il mese nel quale valutare come sono andate queste prime tre gare e, nel caso, cambiare qualcosa nella gestione energetica.

E com’è andata, questa F1 2026, nelle prime tre gare?

Eh…è una medaglia con due facce veramente contrastanti. Una gustosissima. E una orribile.

Un po’ come una fetta di pane con due facce che sembrano uguali, ma quando l’assaggi scopri che una è nutella, mentre l’altra è ciò che diventa la Nutella dopo averla digerita. Il colore è sempre quello. Ma il gusto…

Che poeta…

Partiamo dalla Nutella. Perché questa F1 è Nutella.

Ragazzi, siamo oggettivi: Suzuka è sempre stata patria di gare terrificanti. Una noia mortale, di quelle che ti addormenti dopo curva 1 e ti svegli neanche al podio, ti svegli lunedì mattina. Lascia stare Senna e Prost, quelli sono stati episodi isolati in un mare di noia. Che cosa abbiamo visto, invece, quest’anno? Una valanga di sorpassi, anche in zone dove non se ne vedono mai. Una gara combattuta e incerta fino all’ultima curva. Ma non solo! Abbiamo anche visto tattiche e giochetti mentali pazzeschi, come Russell e il suo ingegnere che si scambiano informazioni false su dove useranno l’ibrido perché Ferrari li ascolti e cada nella trappola. Lo ha raccontato lo stesso Leclerc! Peccato che Cials non solo ha le palle d’acciaio, ma ha anche i neuroni quantistici, non è cascato nella trappola e in mezzo giro si è reso conto del trucchetto.

Ragazzi, siamo consapevoli, vero, che stiamo vedendo le gare più divertenti che siano mai esistite? Certo, si parla di “vedere”, perchè poi se senti i piloti, da guidare non sono sta meraviglia. Come vi dicevo quelle due facce del panino hanno lo stesso colore. Il problema è quando le assaggi.

Vediamo l’altra faccia della medaglia, quindi. Perchè questa Formula 1 è una merda?

Partiamo col dire che se hai tutti, ma proprio tutti i piloti che almeno una volta si sono lamentati, è evidente che c’è qualcosa che non va.

Partiamo dalla cosa più drammatica. La qualifica. è uno schifo, io ormai la guardo solo perchè devo farvi il Postgp, sennò manco la guarderei. Se anche Antonelli, il Poleman con una macchina devastante, ammette che non è il massimo non poter tirare al 100%… beh, c’è poco da dire.

I problemi della qualifica sono 2. Uno lo vedete tutti, l’altro non l’ha visto nessuno e ve lo dico io. Problema numero 1: il superclipping e il non poter tirare al massimo. Un’auto che frena da sola mentre sei a gas pieno e perde 60km/h per ricaricare una batteria nel giro di qualifica è una bestemmia. E un pilota che in qualifica non può spingere in frenata e in curva perchè sennò va più piano, è una bestemmia urlata a gran voce dentro al vaticano.

Ma c’è un secondo problema che ha reso Suzuka ancora più brutta. Non ci ho mai corso dal vivo ma ci ho corso al simulatore ed è la stessa roba. Curva 1, Degner 1 e Spoon (ma specialmente curva 1) sono curve dove l’ingresso fa paura, sono difficili, sono toste. Ecco. Il fatto che ora ci devi arrivare piano perché stai ricaricando, le ha rese facili! Entri piano. E ci riesce chiunque. Questi motori hanno ammazzato la magia delle tre curve più da pelo di Suzuka. E questo lo capisci solo guardando gli onboard e se ci hai corso.

Passiamo poi alla gara. I problemi della qualifica sono gli stessi, ma diciamo che pesano un po’ meno perché si è in gruppo, ci sono i sorpassi, quindi alla fine viene divertente e meno estremo. Certo, a volte sono sorpassi da mario kart, ma secondo me sono piloti e ingegneri che devono tararsi e poi non li vedremo più. Di sicuro per noi che vediamo è divertente. Per i piloti secondo me meno. Non devono essere belle da guidare manco in gara ste macchine.

Un problema, però, oggettivo è la sicurezza. Bearman e Colapinto sono stati protagonisti di un tipo di incidente di cui molti piloti avevano paura.

Cosa è successo? È successo che, in approccio alla Spoon Curve, Colapinto è andato in ricarica. Che fosse Superclipping o Lift & Coast o il solo spegnare l’MGU-K, conta poco ed è anche difficile da spiegare. Ma ha rallentato molto.

Dietro Bearman ha usato il boost, per avvicinarsi. E aveva anche l’Overtake Mode, quindi più energia da usare. Aveva circa 50kmh in più. È bastato che Colapinto facesse uno scarto verso sinistra che Bearman, colto di sorpresa, ha scartato sull’erba ed è finito contro le barriere. Colapinto di sicuro ha fatto una cacata a scartare a sinistra.

Ma indubbiamente, un delta di velocità così grande può creare problemi. E Sainz, direttore della GDPA, è stato molto molto chiaro. Le cose non possono cambiare solo in qualifica. Devono cambiare anche in gara.

Da qui a Miami la FIA ha un compito molto, molto delicato. E i cambiamenti decisi non potranno essere sbagliati. Non si potranno fare miracoli, dato che non c’è più l’MGU-H che aiutava tantissimo con la ricarica senza superclipping. Però si può lavorare molto sul regolamento tra quantità di ricarica e deployment concessi, per migliorare di sicuro la situazione.

Con i cambiamenti verranno fuori gare un po’ meno combattute? Amen…ce ne faremo una ragione. Ma così è davvero troppo esagerato. Bisogna trovare la giusta misura.

Comunque approfondiremo meglio il regolamento, la ricarica e cos’ via in due puntate del Naska-Tech Show. Partiamo subito in settimana, per capirci davvero qualcosa di questa F1 2026, e poi commenteremo i cambiamenti dopo la riunione del 9 aprile.

NASKA-VOTI

Naska-Voti del Giappone! Ricordatevi, come al solito, su Telegram metto il link per i vostri!

Cadillac: 8 / 6

I primi aggiornamenti al diffusore funzionano. Gap ridotto sia dal centro gruppo che dai primi, e un passo talmente buono in gara che Perez non viene nemmeno doppiato. Meritano tanti applausi. TOP.

Sergio Perez: 7.5 / 6

Dopo un venerdì difficile per qualche noia e il contatto con Albon, Checo riesce a completare una qualifica pulita, anche se non mancano i soliti problemi alla Power Unit Ferrari quando è spinta al massimo. In gara ha un ottimo passo e batte le Aston senza problemi.

Valtteri Bottas: 6 / 6

Il venerdì gli mette grande fiducia, ma al sabato fatica più di Perez in qualifica, complice qualche problemino di troppo, e in gara il copione si ripete. Nulla di preoccupante, Cadillac cresce e lui non sfigura.

Alpine: 7.5 / 7

Avevano paura di Suzuka visto il sottosterzo patito dalla A526 ad alte velocità. In effetti, senza un’ala anteriore nuova che arriverà solo a Miami, nelle libere faticano. Poi sistemano l’assetto e riescono a vincere la corsa del centro gruppo. Per ora, sfruttano bene la rincorsa del 2025 e la Power Unit Mercedes.

Franco Colapinto: 5 / 5

Colapinto non riesce mai a raggiungere il livello di Gasly. Tante difficoltà sul giro secco, sin dal venerdì, e in gara si perde nelle lotte, soprattutto con Sainz. Nell’incidente con Bearman ha fatto uno scarto a sinistra pericoloso e senza senso.

Pierre Gasly: 9.5 / 8

Quasi perfetto, forse è mancato solo un pizzico di velocità dopo la Safety per disfarsi di Verstappen e allontanarlo dall’Overtake Mode. Per il resto, corre divinamente: si vede che lottare in Top Ten gli ha ridato gioia. TOP.

Audi: 6 / 6

Tante promesse fino al Q2, con una strategia curiosa di deployment che regalava un terzo settore fucsia dopo l’altro. Poi, quando si fa sul serio, tra qualifica, partenza e ritmo gara, le Audi non ne hanno per agganciare la zona punti. E la sfortuna con la Safety Car non aiuta.

Gabriel Bortoleto: 6.5 / 6

Ottima la qualifica, dove riesce a trovare il guizzo per entrare in Q3 nonostante la sua R26 che inizia a faticare. In gara non ha il ritmo dei migliori a centro gruppo, ed è sfortunato con il timing della Safety.

Nico Hülkenberg: 6 / 6

Peggio di Bortoleto in qualifica, dove paga un bloccaggio alla chicane in Q2; meglio in gara, quando usa un ritmo abbastanza convincente per rimediare alla partenza difficile. Non basta, però, per la zona punti.

Haas: 6.5 / 6

Un punticino arriva comunque, grazie a Ocon, e dimostra che la Haas rimane una buona vettura. Ma su una pista dove la Power Unit è contata tantissimo, le sorelline della Ferrari faticano molto più che in Cina.

Oliver Bearman: 5.5 / 6

Difficile giudicare il weekend di Bearman. In gara era bloccato nel gruppone dopo una qualifica molto negativa, nella quale Ollie paga un problema di software nel primo run in Q1 e poi manca il guizzo nel secondo tentativo. Per fortuna, non si è fatto nulla nel botto.

Esteban Ocon: 7.5 / 7

Un weekend come quello di Suzuka è esattamente ciò che Haas si aspetta dal suo pilota esperto, Ocon. Tira fuori il massimo in Q2, non basta per la Top Ten, allora in gara usa la pazienza per portare a casa almeno un punto. Bene così.

Aston Martin: 5 / 4

A Suzuka, a casa di Honda, almeno una Aston riesce a vedere il traguardo. Ma il caos vibrazioni rimane, con i tremori misteriosamente aumentati tra sabato e domenica. E Suzuka ha mostrato anche qualche lacuna del telaio. FLOP.

Lance Stroll: 5.5 / 5

Impalpabile, almeno fino ai primi giri della gara, nei quali ha un guizzo e riesce a lottare un po’. Il passo però è tremendo e, prima del ritiro, era già precipitato a fondo gruppo.

Fernando Alonso: 6 / 6

Il neopapà Nando non può fare davvero nulla di più che non sia battere Bottas. Pensate quanto deve essere frustrante, per Alonso, tenere dietro una Cadillac che ha sei decimi di passo di vantaggio.

VCARB: 7.5 / 7

La VCARB arriva in zona punti un po’ di passo, un po’ di strategia. In Q3 brilla Lindblad, in gara Lawson sfrutta il regalo della Safety alla perfezione e si tiene dietro Ocon. Stanno raccogliendo più di quanto meriterebbe la macchina.

Arvid Lindblad: 6.5 / 6

Weekend a metà per Arvid. Grandissima soddisfazione nel battere Verstappen e spedirlo fuori dal Q3; poi, una gara un po’ spenta dopo la Safety, dove è sì sfortunato, ma fatica un po’ con il passo rispetto a Lawson.

Liam Lawson: 7 / 7

Brutta delusione in qualifica, dove è molto distante da Lindblad anche per un problema all’ala anteriore. In gara però si riscatta e tiene dietro Ocon con tanta maestria. Le difese sono uno dei pregi di Lawson.

Williams: 4.5 / 5

FLOP per la Williams che illude di essere migliorata nelle libere 2, poi crolla non tanto in qualifica, ma soprattutto in gara. Sainz fa le magie ma non ha lo spunto per giocarsi la Top Ten. E Albon…

Alexander Albon: 5 / 5

Albon si lamenta di problemi alla sua vettura. Che magari ci saranno. Ma vederlo per il terzo weekend di fila che a un certo punto molla e si mette a fare pit-stop su pit-stop per sperimentare con il set-up… che tristezza! E che delusione la Williams 2026.

Carlos Sainz: 6.5 / 6

Ancora una volta, Carlos lotta come un leone. In qualifica si prende il Q2 di rabbia, anche se poi lo chiude all’ultimo posto; in gara parte bene ma poi passa il tempo a lottare per non perdere posizioni.

Ferrari: 7 / 8

Suzuka ha da un lato rassicurato la Ferrari riguardo il buon telaio della SF-26, anche se c’è un po’ troppo drag. Ma il gap di motore è enorme e si è visto sia in Q3, sia nelle prime fasi di gara. Devono sfruttare l’ADUO e, intanto, compensare con un telaio mega. Ce la faranno?

Lewis Hamilton: 6 / 7

Torna il Lewis ondivago nelle dichiarazioni. Dato che Leclerc gli è davanti, a questo giro è scoraggiato e la SF-26 che in Cina era promettente diventa meh. In realtà, gli manca un bel po’ di passo e l’unico lampo è la ripartenza dopo la Safety Car sfortunata.

Charles Leclerc: 9 / 9

Leclerc ci regala due sorpassi da paura su Russell e Hamilton e una difesa eccellente, con un grande stint sulle Hard più usurate di tutti. Ottima gestione energetica e interpretazione della Spoon Curve in gara, proprio la piega che in qualifica lo vede commettere un errore decisivo. TOP d’acciaio. Come le palle.

Red Bull: 6 / 6

Arrivano i primi aggiornamenti alle pance ma la RB22 non migliora. Per ora, il ritmo è da centro gruppo e su una pista che doveva esaltare la Power Unit, nei rettilinei hanno faticato rispetto all’Alpine con motore Mercedes.

Isack Hadjar: 6 / 6

Brilla in qualifica perché batte Verstappen, pur rimanendo ottavo per i limiti della macchina. In gara Max lo svernicia nei primi giri e Hadjar non ha mai lo spunto per rimanere con lui. Chiude ad oltre 20 secondi.

Max Verstappen: 6.5 / 6

In gara si riprende dalla qualifica difficile, risale bene e rimane agganciato all’Alpine di Gasly con le unghie e con i denti. Speriamo la Red Bull migliori perché non vederlo davanti è un peccato.

Mercedes: 9.5 / 9

Serve lavorare sulle partenze che sono l’unico vero cruccio di questa Mercedes. Per il resto, hanno una riserva di prestazione enorme, e anche se la McLaren un po’ fa paura, per ora se la godono. TOP.

Andrea Kimi Antonelli: 9 / 10

La brutta partenza rischia di rovinare un weekend nel quale Kimi è nettamente superiore a Russell. Ma Antonelli corre bene, sfrutta i suoi punti di forza di cui abbiamo già parlato e quando la Safety gli regala un’occasione unica, la sfrutta martellando senza pietà. TOP

George Russell: 6 / 7

FLOP di Russell che dal sabato, quando conta davvero, è costantemente tre decimi dietro ad Antonelli. In gara sfrutta la partenza migliore per riscattarsi, ma la Safety sfortunata lo spegne e nel duello con Leclerc va in bambola.

McLaren: 8 / 8

Ottimo fine settimana della McLaren, che dimostra quanto sfruttare al 100% la Power Unit ti faccia crescere a prescindere dagli aggiornamenti. C’è tanto di buono nascosto nella MCL40: presto verrà fuori.

Oscar Piastri: 10 / 9

Grandissimo weekend di Piastri che non può davvero fare nulla di più. Gran qualifica, partenza perfetta, e un primo stint che gli fa annusare la possibilità di una clamorosa vittoria. La Safety è sfortunata, ma si prende comunque il massimo, ossia il secondo posto. TOP.

Lando Norris: 6.5 / 7

Ok, Norris paga caro i tantissimi problemi di affidabilità delle libere. Ma è pur sempre il Campione del Mondo e per ora, Piastri gli è quasi sempre stato superiore nel 2026. A Suzuka, di un bel po’. Serve uno sprint.

Vi riassumo i TOP, che sono Piastri, Antonelli, la Mercedes, Palle d’Acciaio, Gasly e Cadillac! E i FLOP: Russell, Williams e Aston Martin

NASKA-QUIZ

Finiamo questo PostGP con il Naska-Quiz di Miami.

Soft: chi fece la prima Pole Position nella storia del circuito?

Media: quali piloti si scontrarono nella Sprint dello scorso anno?

Hard: nel 2023, la battaglia per il podio, dopo le Red Bull, fu tra tre piloti: quali?

E ora, un mese e oltre di pausa fino a Miami. Ma non mancheranno articoli e video!

Alberto Naska e Luca Ruocco