Il venerdì di Montreal ha rassicurato la Mercedes riguardo la bontà dell’enorme pacchetto di aggiornamenti introdotto in Canada: Russell e Antonelli si sono presi la prima fila della Qualifica Sprint senza faticare nemmeno troppo.

Dietro di loro, i Top Team avversari hanno vissuto una giornata di emozioni contrastanti: sgomento per il grande vantaggio mostrato dalle Frecce d’Argento nelle libere, e amara rassicurazione dopo le qualifiche, con i distacchi più contenuti ma comunque presenti.

Tra tutti, il più felice è sicuramente Lewis Hamilton, forte di un grande feeling con la SF-26 e autore di un Q3 che, senza qualche pasticcio di troppo, lo avrebbe visto in una confortevole terza posizione.

Analizziamo meglio quanto si è visto sul circuito dedicato a Gilles Villeneuve con Naska Premium.

NASK-ASSUNTO

Montreal accoglie il Circus con una giornata primaverile molto gradevole: cielo azzurro, aria fresca e temperature della pista che superano senza problemi i 35°C.

Nonostante la presenza di F2 e F1Academy, la pista è molto sporca nelle prime libere e tutti i piloti faticano – e non poco – a trovare il ritmo, soprattutto in frenata. Gli alfieri di McLaren e Haas, due tra le monoposto più aggiornate per la tappa canadese, sono i più in crisi. Bearman, impegnato in un confronto con Ocon che monta il pacchetto aerodinamico vecchio, va in bambola con il set-up, mentre Lando Norris accumula escursioni sull’erba nella chicane 3-4.

Il Campione del Mondo boccia la nuova ala anteriore della MCL40, tanto che gli ingegneri di Woking decideranno di parcheggiare la soluzione per il resto del weekend, in vista di una nuova valutazione dopo Montecarlo.

La sessione è decisamente spezzettate. Si susseguono tre bandiere rosse che impediscono di prendere il ritmo: se Ocon distrugge ‘solamente’ un’ala anteriore con un testacoda, va molto peggio a Lawson e Albon. La VCARB lascia a piedi il neozelandese, precludendogli la partecipazione alle Qualifiche Sprint, mentre il povero Albon investe una marmotta, va a muro, e distrugge la sua Williams. Cambio e Power Unit KO, impossibile trovarsi pronto per le qualifiche.

Dopo una situazione di sostanziale equilibrio nei giri con le Hard, le due Mercedes staccano il resto del gruppo nella simulazione di qualifica con le Soft: Antonelli e Russell lasciano a oltre un secondo le due Ferrari.

Si va in qualifica con l’impressione che il dominio delle Frecce d’Argento sia destinato a lievitare rispetto alla prima parte dell’anno. In realtà, non è così. Com’era accaduto a Miami, nelle due sessioni con le Medie (SQ1 ed SQ2) è la Ferrari a dettare il passo, con un Hamilton in grande spolvero. Fa più fatica Leclerc, mentre Verstappen è dietro ad Hadjar e quasi rischia l’esclusione dall’SQ3.

Sorprende Alonso, con l’Aston Martin, che in SQ1 sembra destinato a passare finalmente il taglio – e anzi, lo fa – ma sbatte nel suo ultimo tentativo, relegando fuori dai migliori 16 l’Alpine di Gasly.

In SQ3, montate le Soft, tutti hanno bisogno di due tentativi per sfruttare al meglio l’extra grip della mescola più soffice.

Le due Mercedes occupano la prima fila con tre decimi di vantaggio sul resto del gruppo: Russell sopravanza Antonelli di meno di un decimo, con la sfida decisa da qualche errore di Kimi nel primo settore, dovuto a un feeling imperfetto con le Soft.

Le due McLaren sono terza e quarta, mentre le Ferrari si devono accontentare della terza fila. Se per Leclerc il 6° posto è un risultato atteso, visti i grandi problemi con i freni che hanno attanagliato Charles per tutto il venerdì, Hamilton potrebbe essere molto deluso. Come vedremo nella Nask-Analisi, aveva nel taschino almeno la terza posizione, ma un ultimo tentativo deficitario lo lascia solamente 5°.

Lewis, però, è molto contento del feeling ritrovato con la SF-26, un feeling nato da un nuovo approccio all’assetto dell’inglese: assieme al suo team di ingegneri, Hamilton ha evitato di preparare il set-up per Montreal al simulatore, concentrandosi invece su un’analisi approfondita di tutti i dati delle prime quattro gare. Il compromesso meccanico trovato da Lewis, almeno su questa pista, sembra di essere di suo forte gradimento.

La quarta fila è appannaggio delle Red Bull, con Lawson che batte Sainz nella corsa al 9° posto: impressionante il ritmo di Arvid, davvero vicino ai primi con la sua VCARB.

NASK-ANALISI

L’analisi dei dati telemetrici della Qualifica Sprint di Montreal, realizzata come sempre grazie al fantastico materiale di F1 Insights Hub, parte da uno sguardo generale alle prestazioni dei Top Team.

Con un grande sforzo di fantasia, abbiamo assegnato i colori delle frecce alle squadre corrispondenti: il grafico della velocità è molto, molto chiaro nel dimostrare i punti di forza e debolezza delle varie monoposto.

Partiamo dalla Mercedes: le frecce azzurre mostrano come, nei tre allunghi principali del tracciato, le W17 siano nettamente le più veloci, e arrivino a questa velocità ancora prima degli altri. Merito di una Power Unit nettamente superiore alla concorrenza (checché ne dica chi, influenzato dai giochetti politici di Toto Wolff, crede a un V6 RBPT-Ford superiore, sigh!), ma anche di una vettura aiutata dagli aggiornamenti nell’esprimere ancor più nettamente le proprie qualità. Quindi, una frenata solida, un buon inserimento in curva, ma soprattutto una stabilità in trazione devastante.

Stabilità che è sapientemente sfruttata da Russell, il quale affronta più lento di tutti la chicane 6-7, alla fine del primo settore, così da preparare l’inizio della parte del giro ‘di potenza’, dove gli basta lasciar esprimere i cavalli tedeschi per volare via rispetto alla concorrenza.

Lo stesso giochetto non riesce a McLaren: la freccia arancione mostra un Norris in forte debito di energia nel rettilineo più lungo, quello tra tornantino e ultima chicane. Un debito che non è giustificato da rilevamenti migliori di Mercedes negli altri allunghi. Al di là di un probabile lavoro di ottimizzazione delle mappe ibride, con tutta probabilità Montreal espone il deficit di drag della McLaren di cui parlavamo nel PreGP.

Red Bull, invece, ha sofferto per tutto il venerdì un retrotreno molto ballerino. Si nota sia dal passaggio lento nella chicane 8-9, la più veloce (quadrato blu), sia dalle tracce di velocità che nei rettilinei salgono (frecce blu) sempre dopo gli avversari, sintomo di un Verstappen che fatica a ritornare velocemente sul gas.

Infine, il deficit della Ferrari di Hamilton è mostrato in maniera chiarissima (frecce rosse) da quanto la SF-26 perde nei due rettilinei del secondo settore. Perennemente in debito di potenza ed energia, la Power Unit della Rossa richiede un sacrificio netto in questi allunghi per resistere nel rettilineo più lungo, dove Lewis è vicino a Russell (anche grazie all’ala Macarena, che fa il suo lavoro nel diminuire il drag).

Il tracciato dei delta tra i quattro piloti conferma quanto detto finora: il gap rispetto a Mercedes sale perennemente in rettilineo, per McLaren e Ferrari, mentre la sola Red Bull si difende nel finale del giro, grazie alla solita, ottima gestione energetica e ha una vettura con meno carico, e quindi meno drago.

Da segnalare il passaggio alla chicane 8-9, dove Russell interpreta benissimo la transizione veloce e guadagna tra ingresso e uscita circa un decimo su tutti gli avversari.

Il secondo delta da analizzare è quello tra Lewis Hamilton e George Russell, e non servono frecce o riquadri per dimostrare quanto andiamo dicendo da inizio anno.

Il telaio della Ferrari è probabilmente il migliore, e gli aggiornamenti lo hanno migliorato, a differenza di quanto sospettato dopo Miami: Lewis, alla fine del settore più guidato di Montreal, sfiora i quattro decimi di vantaggio rispetto a Russell.

Nel resto del giro, l’inglese perde tempo anche in curva: abbiamo appena detto del gran passaggio di George in curva 8-9, ma Lewis va lungo al tornantino della 10 en, nonostante un’ottima trazione, perde tempo e consuma più energia, pagando un forte debito nei metri finali, quando la Rossa rimane senza energia.

Sicuramente, la Ferrari può migliorare ulteriormente la sua mappa ibrida verso le qualifiche del sabato, magari rinunciando a un po’ di spinta a inizio giro per non perdere troppo nel finale.

Tuttavia, il grafico delle velocità è nuovamente più che esplicito nel dimostrare dove guadagna e dove perde la Rossa rispetto a Mercedes, e non necessita di particolari indicazioni.

Nel primo settore, Hamilton ha rilevamenti molto più alti in curva rispetto a Russell. La SF-26 si difende bene in uscita dalle chicane, ma quando il rettilineo si allunga ed entra in gioco la potenza del V6, sia in spinta che in ricarica, la Mercedes è banalmente di un altro pianeta.

L’ultima analisi telemetrica riguarda il confronto tra il giro di Hamilton in SQ3 e il suo miglior rilevamento in SQ2. Il grafico delle velocità ci mostra quanto la Power Unit, nel primo settore, sia ‘andata dietro’ al pilota che ha spinto di più, con rilevamenti che salgono più velocemente nei brevi allunghi.

Il che è pagato relativamente nel secondo settore: qualcosa che, sicuramente, gli ingegneri di Maranello ottimizzeranno verso sabato, anche confrontando le proprie strategie con quelle della concorrenza.

Davvero esplicito, infine, il delta tra i due giri di Hamilton: l’errore in curva 10 costa a Lewis più di due decimi fino alla fine del giro, un valore confermato dal miglior rilevamento della Rossa #44 nel terzo settore (29.2 contro 29.5 del giro in Q3).

I dati, quindi, confermano che Hamilton aveva tra le mani un giro capace di portarlo comodamente in terza posizione, con la tornata ideale che, addirittura, lo metteva a circa 3 centesimi da Antonelli, quindi entro il decimo di distacco da Russell.

In attesa delle qualifiche, potremo goderci una Sprint che si annuncia molto frizzante. Attenzione al passo gara, con i limiti ibridi che cambiano completamente: il motore elettrico sarà limitato a 250 kW in erogazione per tutto il primo settore, e si potranno recuperare fino a 8 MJ al giro contro i 6 MJ della qualifica.

Luca Ruocco