Lando Norris conquista la Pole Position che gli era sfuggita ieri ribadendo il grosso salto in avanti della MCL40 aggiornata, dopo una Sprint passata a combattere con il degrado.
Dietro di lui, in una qualifica segnata da qualche goccia di pioggia nel finale, Russell rimane davanti ad Antonelli per tutto il sabato e la Ferrari, dopo aver illuso durante la Sprint, si scioglie come neve al sole in qualifica.
Analizziamo tutto quello che è successo in Olanda nel consueto appuntamento con Naska Premium.
NASK-ASSUNTO
Il sabato si apre con la gara Sprint che, malgrado qualche nuvolone intorno al circuito, si disputa su asfalto asciutto.
Tutti partono con gomme Medie, usate in SQ2 per i big, tranne Ollie Bearman e… Charles Leclerc. Il muretto Ferrari monta al monegasco il set di Soft utilizzato in SQ3, nella speranza di recuperare almeno una posizione al via.
In realtà, Charles parte maluccio e deve difendersi da Piastri, suo compagno di quarta fila. L’australiano, bloccato dalla Rossa, perde la posizione nei confronti di Antonelli. Davanti, Russell controlla su Norris.
In fondo al gruppo Alonso azzarda qualche mossa con il gruppo ancora compatto ma, con il passare dei giri, la gara si fa molto soporifera. Il degrado è contenuto e, nonostante Antonelli pressi Leclerc che, a rigor di logica, dovrebbe soffrire sempre di più, le posizioni non cambiano.
Verso metà gara le due McLaren cominciano a soffrire più degli altri il degrado al posteriore. Piastri si stacca dai primi quattro e viene pressato da Verstappen e, poco più indietro, Hamilton. Norris, invece, viene addirittura attaccato da Leclerc che, grazie a una bella staccata alla Tarzan, compie l’unico sorpasso della gara in cima al gruppo.
Tolta di mezzo la McLaren, Leclerc prova a ricucire su Russell che però, nella fase centrale della Sprint, ha conservato le sue Medie e risponde ai tempi della Ferrari.
La gara si chiude proprio quando arriva uno scroscio di pioggia, dopo un timido accenno di attacco di Antonelli su Norris all’ultimo giro con, in zona punti: Russell, Leclerc, Norris, Antonelli, Piastri, Verstappen, Hamilton e Gasly.
Alle 16 le condizioni della pista sono leggermente più calde della Sprint, con 32°C sull’asfalto, un forte vento e la minaccia di pioggia leggera per il Q3.
In Q1 tutti i big provano a risparmiare un set di gomme Soft, usando il treno usato in SQ3 o addirittura, per Leclerc, le rosse delle prove libere, con addirittura dieci giri sulle spalle. Tutti passano il taglio mentre sono escluse le due Cadillac, le due, deludenti Aston Martin, Bearman e Sainz, alle prese con weekend molto difficili.
In Q2 si inizia a spingere di più e solamente la Ferrari decide di risparmiare un treno di gomme rosse nuove per domenica, affrontando il segmento con un solo set nuovo. Lawson, con la Red Bull, si aggiunge ai big che entrano in Top Ten, seguito da Bortoleto e Lindblad. Solo 11° Gasly.
Negli ultimi 13 minuti la minaccia pioggia è incombente e così si tenta di velocizzare le operazioni. Le due McLaren, dopo aver – come tutti – preparato le gomme con un giro di uscita e uno di riscaldamento, si lanciano subito dopo l’outlap. I tempi non ne risentono e questo spinge tutte le squadre, tranne la Ferrari, ad evitare nel finale il giro di preparazione della gomma, viste le molte gocce di pioggia ormai presenti su Zandvoort.
Tutti, comunque, si migliorano nell’ultimo tentativo, e la classifica finale vede Norris in Pole Position, seguito da Russell, Antonelli e Piastri, tutti racchiusi in 142 millesimi.
Staccate a oltre tre decimi dalla Pole Position le due Ferrari di Hamilton e Leclerc, con Verstappen e Lawson (a un solo decimo da Max) in quarta fila seguiti da Bortoleto e Lindblad.
NASK-ANALISI
L’analisi della gara Sprint, a Zandvoort, è veramente molto, molto veloce.
La seconda posizione di Leclerc ha dimostrato che la Sot potrà essere una gomma da gara, soprattutto a serbatoio scarico, e in generale si è vista una Mercedes senza alcun problema di passo e una Rossa forse un pelo più veloce, ma rallentata dalla difficoltà di sorpasso rispetto a una McLaren non ancora centrata con l’assetto.
La gara di domani, per quanto strategica viste le due probabili soste, rischia di essere davvero bloccata, partenza a parte, per cui è molto importante comprendere dove sono nate le posizioni in griglia in una qualifica meno accesa della controparte Sprint.

Il confronto tra i giri di Norris, Antonelli e Russell mostra anzitutto una curiosa scelta degli ingegneri Mercedes.
Mentre Russell ha replicato la strategia ibrida analizzata nel dettaglio nel pezzo di ieri – grazie alle telemetrie di F1 Insights Hub -, Antonelli si è tarato leggermente di più su quanto ideato dagli avversari, con un recupero minore di energia soprattutto nel secondo settore.
Molto interessante, a livello energetico, la scelta di McLaren di recuperare energia con un netto Superclipping prima di curva 11, la chicane all’inizio del terzo settore. Grazie a quel tesoretto, Norris perde molto meno tempo nell’allungo finale, almeno rispetto ad Antonelli, pur tamponando le perdite su Russell che, quando apre l’ala mobile, continua a godere di un salto di velocità impressionante.

Comunque sia, il grafico del delta è più che rivelatore: dopo un ottimo primo settore, alla fine del quale è quasi due decimi in vantaggio, Russell perde tantissimo tempo nel settore centrale, con Norris che recupera meno energia e vola anche a livello di velocità minime, mostrando una McLaren ormai davvero al top a livello di carico aerodinamico.
Interessante, poi, come Lando infligga un bel distacco a entrambi i Mercedes nella trazione da curva 10 e curva 12, certificando un ottimo lavoro sull’assetto degli ingegneri McLaren, che con tutta probabilità darà i suoi frutti in gara.
Infine, è importante notare come Antonelli paghi oltre due decimi di distacco da Russell nel primo settore, per colpa di un errore in curva 1: interessante il fatto che Kimi paghi sul cronometro l’errore, ma non nella gestione dell’energia, tanto che la sua Power Unit non impazzisce, si adatta alla perdita di tempo in uscita dalla Tarzan e gli permette ancora di recuperare quasi tutto il distacco su George nel resto della tornata.

Senza nulla togliere al buon salto in avanti di Hamilton al termine del Q3, è più interessante confrontare il distacco tra Norris e Leclerc nell’arco del giro decisivo.
Com’è stato possibile, per la Rossa, passare dal giocarsi la Pole nella Sprint, ed essere la più veloce nel passo gara sabato mattina, a rimediare una terza fila che sa di batosta per il distacco di oltre tre decimi?
Anzitutto, le due SF-26 sono sembrate avere, molto semplicemente, meno grip della concorrenza. Soprattutto nel giro finale. Le condizioni non facili della pista, con le gocce di pioggia, e il giro di preparazione – che stabilizza la gomma ma può diminuirne il picco di grip – possono aver influito nell’acuire uno sfruttamento della Soft che, comunque, per tutto l’anno è stato difficile a Maranello.
Non è un caso che le qualifiche migliori della stagione siano state quelle di Barcellona e Silverstone, con asfalti caldi e curvoni che danno energia alle gomme anche nell’outlap, o di Budapest, una pista dove è semplice scaldare le gomme e dove, comunque, le condizioni sempre più fresche e ventose hanno rallentato la SF-26, togliendole il margine visto nel resto del weekend.
Probabilmente, reagire copiando gli altri avrebbe potuto aiutare.
Tuttavia, sarebbe riduttivo indicare nel solo sfruttamento delle Soft l’origine del distacco Ferrari. Leclerc ha raccontato di una SF-26 più a posto delle avversarie al venerdì, che oggi mancava banalmente di velocità. Una mancanza che ha a che fare con le gomme, con la velocità in curva (anche se è il minore dei mali, Hamilton è stato veloce quanto Norris nei tornantoni del secondo settore, e anche di più) e soprattutto con la PU, costata ancora una volta oltre due decimi su McLaren e più di tre su Mercedes.

In questo Q3, però, oltre al distacco netto nei rettilinei, Leclerc ha pagato le difficoltà di Power Unit per quelle che, lui stesso, ha definito come ‘strategie ibride che cambiavano continuamente, e la macchina nel giro finale accelerava e frenava [recuperava o meno energia, NdA] in maniera inaspettata.
Lo si vede dal confronto dei due giri del Q3 di Leclerc, con un diverso recupero nel settore centrale e la presenza di Superclipping prima della chicane.

Ne è scaturito un distacco da Norris che si è gonfiato nel secondo settore, a differenza di ieri, con il monegasco molto in difficoltà in curva, tra gomme forse meno efficaci degli avversari e una vettura imprevedibile.
L’impressione è che, nel tentativo di compensare un gap inevitabile, in Ferrari abbiano pasticciato una qualifica che poteva vedere un distacco ridotto nel finale ma, molto probabilmente, le stesse posizioni.
Buona gara e ci vediamo al PostGP di lunedì!
Luca Ruocco
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