Siamo arrivati alla pausa di agosto della F1 e, come ogni estate, è tempo del video di metà stagione! Yeeeeeee!

Siete bloccati sotto l’ombrellone, fa troppo caldo, vorreste andare in acqua ma la sabbia è troppo rovente? State aspettando la polenta con il cervo in rifugio dopo una salita massacrante e vorreste rilassarvi con un po’ di motori? 

Questo è il VOSTRO articolo!

Ci sarà il Nask-assunto di questa prima metà di stagione e poi, squadra per squadra, pilota per pilota, analizzeremo chi ha sorpreso e chi ha deluso.

Antonelli è stato il miglior pilota del 2026, finora? E l’Aston Martin è stata la grande sconfitta, o c’è chi ha fatto ancora peggio? Quanto hanno pesato le difficoltà di Leclerc? Chi è il re del centro gruppo?

Insomma, non c’è cosa più estiva del video di metà stagione della F1, e allora… partiamo subito con il Nask-assunto!

NASK-ASSUNTO

Non so se sia vera la storia che se ti concentri e pensi al freddo, reggi meglio il caldo, fatto sta che il nostro riassunto della stagione 2026 di F1 parte dall’inverno.

Freddo, pioggia, i test di Barcellona. Anzi, anche prima, perché per tutti dicembre e gennaio non si è fatto altro che parlare del motore Mercedes. Il V6 della nuova Power Unit argentata avrebbe un trucco sul rapporto di compressione. Detta semplice, riuscirebbero a superare di molto il limite di 16:1, con evidenti vantaggi di potenza e consumi.

Apriti cielo, polemiche su polemiche. Alla fine, si scoprirà che al massimo raggiungono 16.2, 16.3:1, che comunque ha un suo effetto, ma lo fanno sfruttando in maniera molto abile le zone grige del regolamento. Per quanto possibile, la FIA tappa i buchi, con nuove regole e nuovi metodi di misurazione in vigore da giugno, ma fino al 2027 un po’ di vantaggio per Mercedes rimarrà.

A Barcellona, nei test di fine gennaio, le squadre possono scegliere tre giorni sui cinque della settimana per girare. Mercedes è una macchina da guerra: velocissima sul passo, accumula giri su giri.

La Ferrari sorprende per tempi e affidabilità, dopo un inverno nel quale da Maranello arrivavano voci molto preoccupate sulla Power Unit. Si riveleranno vere! Il motore Ferrari paga oltre 40cv dai migliori motori.

Sì, plurale, motori, perché non c’è solamente la Power Unit Mercedes che va forte. Già da Barcellona si capisce che la Power Unit Red Bull – Ford è un progetto molto ben riuscito, e superiore a tutte le attese.

Intanto, scopriamo pian piano queste F1 2026 che sono più piccole, più agili, e che piacciono molto ai piloti in curva, ma sono molto, molto complicate da interpretare in frenata e nel recupero di energia, il vero tema di questo 2026.

Non c’è solo il Lift & Coast per recuperare energia, o la frenata, ma impariamo una nuova parola: superclipping. In pratica, il motore elettrico funziona come una dinamo che frena il V6 termico quando il pilota è a tutto gas, così da caricare la batteria. Il trucchetto è molto efficace ma è tremendo per gli appassionati, perché la macchina passa da 1000cv a 150cv in pieno rettilineo e rallenta. Addirittura, in qualche situazione, serve scalare marcia.

Deprimente.

Comunque, a Barcellona la McLaren arriva all’ultimo, Aston Martin è in ritardo ma sorprende per le forme, mentre Williams proprio non si presenta.

Tra Barcellona e Melbourne, la prima gara, ci sono sei giorni di test in Bahrain. E non mancano le polemiche, anche feroci. Classico mondo della F1. Il tema principale sono le partenze: è molto, molto difficile scattare bene da fermi. Il pilota deve stare su di giri per diversi secondi per mettere in pressione il turbocompressore.

Ferrari, che ha scelto un turbo più piccolo e ha pensato qualche altro accorgimento, parte come un missile. Gli altri motoristi fanno più fatica, con Audi e Red Bull disastrose, e anche Mercedes molto in difficoltà, soprattutto il team ufficiale.

Che si fa, si premia la genialità Ferrari? Ma va glielo si mette nel didietro per far felici tutti gli altri: per Melbourne 5 secondi di prestart per far caricare il turbo a tutti, per evitare che molti piloti rimangano fermi in griglia di partenza e si creino situazioni pericolose. 

In pista sorprende di nuovo il motore della Red Bull, ma si inizia a intuire che la Ferrari ha un ottimo telaio, con tante soluzioni super originali. Due su tutte: l’aletta FTM dietro lo scarico e l’ala Macarena, che stupisce il mondo intero quando viene provata il penultimo giorno di test. In pratica, i flap mobili dell’ala posteriore non si aprono e basta come il vecchio DRS, ma si ribaltano su loro stessi! Geniale.

Tutti, comunque, sono concordi nel vedere Mercedes come la grande favorita, anche se hanno qualche problema di affidabilità quando spingono al massimo la Power Unit. L’enorme delusione del Bahrain è Aston Martin.

Intanto, molti dei piloti, tra tutti Max Verstappen, si lamentano per le F1 2026 così strane da guidare. E capiamo davvero cosa dicono solamente a Melbourne, prima gara della stagione.

Il superclipping in rettilineo è devastante. Non solo: basta schiacciare l’1% in più l’acceleratore in uscita di curva, e ti ritrovi senza capire bene perché con 10 km/h in meno prima della curva successiva. Un disastro.

In qualifica dominano le Mercedes, con Russell davanti ad Antonelli che paga un brutto incidente in FP3. Leclerc è solo 4°, e Hamilton addirittura 7°, mentre sorprende Hadjar 3° con Verstappen fuori dai giochi in Q1 per un dritto alla prima curva.

La gara, per fortuna, è davvero spettacolare, anche se piena di duelli alla Mario Kart, con sorpassi e controsorpassi tra chi ha energia e chi invece ha la batteria a secco. In partenza è il caos. Antonelli rimane praticamente fermo, Russell parte a rilento, Lawson addirittura è piantato e Colapinto lo scarta per un soffio.

Leclerc e Hamilton invece sono due cannoni e passano 1° e 3° alla prima curva. Russell rimane 2°. Inizia un super duello tra Charles e George, è un continuo scambio di posizioni, fino a quando una Virtual Safety Car spezza il ritmo della gara. Le Mercedes si fermano, mentre le due Ferrari rimangono fuori per avere gomme più fresche nel secondo stint.

In aria libera, il passo Mercedes viene fuori e dopo i pit-stop delle Ferrari ci ritroviamo con Russell 1°, Antonelli 2°, Leclerc 3° e Hamilton 4°. Finisce così, con Norris 5° e Verstappen 6°, mentre Piastri non è nemmeno partito dopo aver sbattuto nei giri di ricognizione per colpa di un picco di coppia della Power Unit in uscita di curva. Tutto come da pronostico. Mercedes Favorita. Russell, pilota più esperto, ha tra le mani il titolo mondiale. Ma ne siamo sicuri?

Una settimana dopo si va in Cina, e nella Sprint si ripete lo spettacolo di sorpassi e controsorpassi. Stavolta i protagonisti sono Hamilton, Russell e in parte Norris*, con Lewis che parte benissimo ma alla fine viene battuto da George. Sprint pasticciata per Antonelli che si tocca con Hadjar, ma Kimi in qualifica si prende la Pole Position sfruttando anche qualche guaio di affidabilità per Russell.

Domenica le Ferrari partono dalla seconda fila ma di nuovo, Hamilton sfila 1°, seguito da Antonelli, Leclerc e Russell. La gara è di nuovo piena di duelli, ma le Mercedes hanno più vantaggio dell’Australia e Kimi scappa via facile, mentre Russell alla fine si prende il 2° posto con Hamilton 3° dopo un duello bellissimo con Leclerc, pieno di lotte in curva. Rispetto a Melbourne, Shanghai è più facile per la ricarica e vediamo una F1 più normale. Super Bearman che è 5° con la Haas, mentre la Red Bull soffre e le due McLaren neanche partono per problemi alla Power Unit. Prima vittoria in carriera per il nostro Kimi, che si sblocca e diventerà quasi imbattibile.

A Suzuka Antonelli ritorna di nuovo in Pole Position, ma le due Mercedes partono male. Stavolta, passa 1° Piastri, seguito da Leclerc. Pian piano Russell e Kimi rimontano, e la svolta arriva con una Safety Car al momento giusto che premia Antonelli, andato lungo con le medie nel primo stint.

Kimi ringrazia e va a vincere, mentre dietro di lui Piastri rimane 2° e Leclerc è 3° dopo un mega sorpasso su Russell all’esterno di curva 1, il sorpasso delle palle d’acciaio.

Bahrain e Arabia Saudita, ad aprile, vengono annullate per la guerra. 1 mese di pausa. E si arriva a Miami, con tanti aggiornamenti, tra cui l’ala Macarena di Ferrari e anche la versione di Red Bull!

In Florida vanno molto forte le McLaren, che dominano la Sprint, con Leclerc che è l’unico a tenere il passo. In qualifica però ritorna sotto Antonelli, che si prende la Pole Position.

Al via del Gran Premio solita partenza super di Leclerc, ma in pochi giri si capisce che Charles non ne ha per vincere. Antonelli e Norris lo passano e iniziano a battagliare per il Gran Premio. Alla fine, la spunta Kimi grazie a una strategia migliore, nonostante la McLaren ne avesse forse un pelino di più. Terza vittoria di fila. Dietro, Leclerc battaglia con Piastri all’ultimo giro per la terza posizione, ma esagera con il gas e va in testacoda. Rovina la macchina, tenta di arrivare al traguardo, ma prende penalità e arriva 8°. Russell invece è solo 4° e in crisi con la sua Mercedes, come Hamilton è lento dopo un contatto con Colapinto al via.

In Canada tocca a Mercedes portare aggiornamenti, e le W17 si giocano la vittoria sia nella Sprint che in gara. La Sprint va a Russell, mentre la gara lunga la vince Antonelli, dopo un duello stupendo fermato solamente dalla batteria di George che cede e lo lascia a piedi.

Dietro a Kimi, bella battaglia tra Hamilton e Verstappen. Con il freddo la SF-26 va forte e Lewis piazza la staccata su Max, mentre Leclerc è 4° e lontano dal podio, in crisi con la frenata della Rossa. Deludenti le McLaren che, al via, con la pista un po’ umida, scommettono sulle Intermedie ma rimangono fregate.

A inizio giugno inizia il tour de force europeo per la F1, e inizia a Monaco. Per tutti la Ferrari è favorita, visto il telaio eccellente della SF-26 e il motore che a Monaco conta poco. Venerdì vanno forte, ma sabato deludono. La Pole Position se la giocano Antonelli e Verstappen, e se la prende Kimi con un gran giro nel finale. Hamilton è 3° a due decimi, mentre Leclerc se la potrebbe giocare per almeno la prima fila ma pasticcia tutto il Q3 ed è solo 4°. Ancora una volta, Charles non si trova con la frenata della SF-26.

Domenica Kimi parte bene ma Verstappen rimane piantato e deve parcheggiare la sua Red Bull. Antonelli scappa via e domina il Gran Premio, con Hamilton 2° e Leclerc che sul passo ne ha un pelo di più di Lewis.

Colpo di scena nel finale. Dopo la Rascasse l’asfalto si sfalda, c’è poco grip, Stroll ha un problema in frenata e sbatte. Safety Car. C’è caos in pit-lane perché, per un errore nella misurazione della lunghezza della corsia box, un sacco di piloti prendono penalità per il limitatore.

Alla ripartenza, nello stesso punto di Stroll, Leclerc si ritrova con i freni posteriori ghiacciati e sbatte. Clamoroso. Leclerc si incazza via radio e dà la colpa ai freni. Bandiera rossa, sistemano l’asfalto, si riparte da fermi per qualche giro e Antonelli mantiene la prima posizione su Hamilton. Terzo Gasly, che però viene penalizzato, anche se una settimana dopo gli annullano i 10’’ e quindi ritorna sul podio, sul quale però era salito Hadjar.

Tutti pensano che la Ferrari abbia sprecato una grande occasione. E invece, a Barcellona arrivano aggiornamenti sulla SF-26 e le Rosse volano. Hamilton contende la Pole Position fino all’ultimo a Russell, ma deve accontentarsi del 2° posto. Leclerc invece sbatte in Q3: come Hamilton da Suzuka in poi, anche lui ha montato i dischi freno e le pastiglie Carbon Industrie. Si trova bene, è veloce, ma esagera nella curva dove Lewis va di più e sbatte.

La gara è appassionante. Hamilton va sulle tre soste e sembra poter fregare le Mercedes, con Russell che rallenta Antonelli e Norris che li segue da vicino. Una Virtual al momento perfetto facilita il compito di Lewis che va a stravincere nel finale. Grande emozione per la prima di Hamilton in Ferrari. Dietro, Kimi passa Russell ma poi spacca, come spacca Leclerc che aveva rimontato fino al 5° posto con il ritiro di Antonelli.

Si va in Austria, e la Ferrari si presenta con la prima Power Unit modificata con l’ADUO. Pensate, dopo le misurazioni di Monaco, il miglior motore è quello RBPT-Ford, mentre quello Mercedes rientra nell’ADUO. Una conseguenza del misurare solo la potenza del motore termico, mentre la performance dell’intera Power Unit è fatta da tanti altri fattori, e Mercedes è nettamente la migliore!

Comunque sia, in Austria Mercedes è molto forte, come è forte Red Bull, mentre Ferrari ha un colpo di fortuna in qualifica ma fatica in gara. Alla fine, Russell controlla dalla Pole Position il ritorno di Verstappen e Antonelli, un po’ troppo precipitoso in partenza dopo una qualifica sfortunata, nella quale paga la bandiera gialla per il botto di SuperMax mentre Russell è furbo e si tiene la Pole.

Hamilton è solo 4° e Leclerc addirittura 8°, in crisi con la SF-26.

A Silverstone le Ferrari partono fortissimo. Hamilton si prende la Pole Position nella qualifica Sprint, poi nella garetta è battuto da Antonelli. Per la qualifica Leclerc trova la quadra d’assetto, è 2° in griglia, supera Antonelli in partenza e scappa via nel primo stint. Kimi sembra poterlo riprendere verso fine gara, quando la sua Mercedes va fortissimo, ma spacca. Grande sfortuna.

Ferrari è avviata alla doppietta, con Verstappen 3° e Russell solo 5° dopo una foratura, ma c’è una Safety Car nel finale per il botto di Max. La gara non riparte, chi si è fermato ai box per montare le Soft è fregato, e così Leclerc vince con Russell 2° e Hamilton 3°.

A Spa torna a dominare Antonelli, mentre Russell continua a non capire la Mercedes e tutti i piloti litigano con le Power Unit che in Belgio hanno una sete di energia enorme.

Kimi si prende Pole Position e vittoria, dopo che una Virtual al momento perfetto aveva messo Leclerc al primo posto dopo i pit-stop. Charles non ne ha per tenere dietro Kimi, ma chiude comunque 2°. Russell si ritira dopo un contatto al via con Hamilton, che viene penalizzato di 5’’ e chiude solamente 4° dopo un caos al pit-stop. Terzo Verstappen.

In Ungheria, ultima gara prima della pausa, le grandi favorite sono le Ferrari. Venerdì hanno grande vantaggio, ma per non spaccare un componente meccanico che ha lasciato Leclerc a piedi nelle libere 1, devono sacrificare un po’ di performance con il setup. Da quel momento, la squadra va nel pallone e commette un disastro dopo l’altro, nonostante Hamilton sfiori la Pole Position e non la prenda solo per 12 millesimi.

Pole Position che va Norris, super con la McLaren aggiornata, mentre le Mercedes faticano e Antonelli è solo 7° dopo una penalità per non aver rispettato le bandiere gialle. In gara, tra penalità, partenze lente, dormite colossali e strategie rivedibili, le Ferrari si perdono, mentre Piastri passa Norris al via ma è più lento e si ritira con il cambio rotto.

Stravince Lando, con Verstappen 2° e Antonelli 3°, mentre Leclerc e Hamilton sono 4° e 5°. Russell è solo 7° dopo aver stallato in partenza.

Alla pausa estiva si arriva con Antonelli 1° in classifica con 50 punti di vantaggio su Hamilton, 59 su Russell, 81 su Leclerc, 91 su Norris e 110 su Verstappen. Nel Costruttori, Mercedes ha 72 punti di vantaggio su Ferrari e 159 su McLaren. Eccezionale la VCARB che, a furia di accumulare punti a ogni gara da Montreal in poi, è risalita fino al 5° posto in Classifica Costruttori.

NASK-ANALISI

Nei grafici delle squadre troverete la posizione in classifica costruttori, il miglior risultato in gara, il distacco medio percentuale nei Supertimes e nel passo gara, la media nei Naska-Voti e la posizione nel ranking dei pit-stop, che elaboriamo analizzando tutti tutti tutti i pit-stop fatti in stagione. Magari durante la seconda metà del campionato ci facciamo un video dedicato.

Per le schede dei piloti, invece, troverete la posizione in classifica, la posizione media in griglia di partenza e a fine gara, e la media dei Naska-Voti.

CADILLAC

Il grande successo della Cadillac 2026 è che non hanno la macchina mediamente più lenta né in qualifica, né in gara. E tutto sommato, se consideriamo che sono più vicini loro a Williams di quanto Williams sia vicina ai Top Team, significa che hanno fatto un figurone. Vi ricordo, partivano dallo zero assoluto, e prendono anche meno pezzi da Ferrari di quanto faccia Haas. Il vero problema sono i ritiri, che nelle ultime gare arrivano a ripetizione e che li fregano per bene, perché diventa difficile puntare alla zona punti in una gara pazza. Da migliorare, e non poco, i pit-stop, dato che non hanno ancora fatto una singola sosta sotto i 2.5 secondi.

#77 VALTTERI BOTTAS

Per ora, il 2026 di Bottas è sufficiente, come dimostrato dalla media dei Naska-Voti. Fino all’arrivo in Europa, quando ha ricevuto dei pezzi nuovi e un po’ meno stanchi, faceva tanta fatica nel confronto con Perez. Ora la differenza tra i due si è equilibrata, anche se a dire il vero mi aspettavo un Valtteri costantemente davanti in qualifica.

#11 SERGIO PEREZ

Perez è una delle sorprese di questa stagione. Le poche volte in cui ha deluso le attese era quasi sempre rallentato da problemi di affidabilità. Per il resto, tanta velocità, soprattutto in qualifica, anche perché Cadillac perde un po’ di ritmo nel passo gara. E anche tanta aggressività nel chiedere alla squadra di crescere. Male la falsa partenza di Monaco perchè sarebbe arrivato a punti. Invece lo ha escluso dalla Top Ten. Quello è stato un grave errore.

ASTON MARTIN

Qui il commento è un po’ telefonato, ma Aston Martin è stata una delle più grandi delusioni della storia recente della F1. Arrivano a Barcellona con una macchina dalle forme sorprendenti, si capisce in poco tempo che è completamente sbagliata e che la Power Unit Honda è un disastro. Non sono mai migliorati, anzi, fino a Budapest, dove con la macchina B hanno fatto un grande salto, soprattutto nel passo gara. Vediamo come continueranno a migliorare da Zandvoort in poi. Tremenda la media dei Naska-Voti e male anche nei pit-stop.

#18 LANCE STROLL

Molte gare insofferenti nella prima parte del 2026, poi pian piano si è ritrovato e in estate ha spesso messo il muso davanti ad Alonso, almeno in qualifica. Chiaro che, con una macchina come quella che ha avuto, è anche difficile non farsi prendere dallo sconforto.

#14 FERNANDO ALONSO

Un punticino se l’è preso, a Monaco, correndo con molta calma in una delle piste più difficili per l’Aston, perché la Power Unit Honda e il cambio facevano i matti ed era quasi impossibile frenare. Per il resto, oltre a qualche momento di frustrazione, Nando ha dimostrato un vantaggio su Stroll soprattutto nel passo gara.

WILLIAMS

L’altra grande delusione del 2026. Media Naska-Voti insufficiente che racconta quanto abbiano deluso le aspettative. Pensavamo che potessero attaccare il peggiore dei Top Team con la Power Unit Mercedes, e invece la macchina è completamente sbagliata. Sovrappeso, con un’aerodinamica che non funziona bene e addirittura la tendenza a sollevare la ruota interna in curva. Nona forza sul giro secco e sul passo gara, e 8° nel ranking pit-stop. Un incubo oscurato solo da Aston Martin. Per ora.

#23 ALEXANDER ALBON

Il povero Albon ha una media insufficiente che ci riporta alle tante gare passate dietro a Sainz, ma soprattutto a una stagione assurda, con almeno metà dei Gran Premi passati a fermarsi ai box continuamente per provare regolazioni che aiutino la squadra con il set-up. Ha fatto il tester, in sostanza. Bene a Monaco.

#55 CARLOS SAINZ

Ha tenuto in piedi lui la Williams più di una volta. E non tanto perché è arrivato a punti, ma perché è quasi sempre lui a giocarsi il Q2 e poi a dare fastidio ai piloti del centro gruppo in gara. Non è di certo un pilota da 14° posizione media in gara, e a Budapest abbiamo visto quanto sia frustrante la situazione.

AUDI

Binotto, in primavera, ha detto che avevano il quarto miglior telaio e solo la Power Unit molto acerba li rallentava. Sicuramente, la R26 è una monoposto super interessante, con le pance verticali e un’aerodinamica raffinata. Ed è vero che la Power Unit fatica in potenza massima: non a caso, sono 7° nel ranking del giro secco, ma 6° in quello del passo gara, con una media migliore di VCARB. Peccato che abbiano pochissimi punti a dimostrarlo, colpa delle enormi difficoltà in partenza vissute fino a Barcellona, dove un turbo un po’ più piccolo ha migliorato la guidabilità, anche nello scatto da fermo. Bene i pit-stop!

#27 NICO HÜLKENBERG

Uno di quei piloti che hanno convinto a metà, infatti la media dei Naska-Voti è appena sufficiente. I primi punti sono arrivati solamente in Ungheria. Vero, è stato sfortunato con le rotture e le partenze, ma quando c’è bisogno di gestire molto bene la Power Unit e l’energia è scarsa, si perde un po’, alla Russell.

#5 GABRIEL BORTOLETO

In media è un pelo meno veloce convincente di Hulk in qualifica, ma in gara Bortoleto è costante e da quando la F1 è sbarcata in Europa, ha fatto un bel salto in avanti. Quasi sempre in Q3 e a giocarsi la zona punti. Ogni tanto si perde ancora un pochino in qualche weekend.

HAAS

Le prime gare un sogno, erano quarti in classifica squadre dopo Suzuka, con delle partenze a razzo grazie alla Power Unit Ferrari e una macchina molto pronta. Oltre a un Bearman in grande spolvero. Poi, la mancanza di Budget ha rallentato gli sviluppi ed è anche emersa molta inconsistenza tra le parti, con i pezzi aerodinamici che non sono sempre della stessa qualità. Preoccupante che Supertimes e passo gara siano ormai molto vicini a quelli di Williams. Male i pit-stop, ma è una costante.

#31 ESTEBAN OCON

Le tante voci sul mercato, che lo vedono senza un sedile nel 2027, lo hanno palesemente messo in difficoltà. Parte sempre benissimo, recupera un sacco di posizioni al via, ma poi se si sente bene con la macchina, va forte e tira fuori il massimo. Altrimenti precipita e diventa schiavo dal retrotreno che non funziona. Però il potenziale ce l’ha, altrimenti non avrebbe una media di posizione finale addirittura un filo migliore di Bearman!

#87 OLIVER BEARMAN

Ha raccolto una marea di punti nelle prime due gare, quando Haas era forte e serviva cogliere l’occasione. E questo è un bel segnale. Poi ha pagato la perdita di prestazione della VF26. Quando la macchina c’è, riesce a portarla al massimo; purtroppo, nelle ultime gare, il massimo è il Q2 e giocarsela con Sainz.

ALPINE

Partiti alla grande, ora faticano tanto nello sviluppo anche perché la sospensione anteriore pull-rod si è rivelata una scelta sbagliata. Dopo una gara in Australia così e così, erano pian piano migliorati, diventando la netta quinta forza. Ma più passano le gare, più Audi e VCARB li staccano e ora anche Aston Martin incombe. Urge un mega pacchetto aerodinamico che almeno li aiuti a difendersi da Audi in classifica.

#43 FRANCO COLAPINTO

Una stagione iniziata così e così per Franco, che però ottiene un cambio di telaio a Miami e si sblocca. Da quel momento, la differenza con Gasly si è assottigliata, sono arrivati i punti e soprattutto ha dimostrato di essere uno dei piloti che recupera più posizioni alla domenica rispetto alla griglia di partenza. Niente male.

#10 PIERRE GASLY

Si vedeva quanto fosse gasato a inizio anno, quando ha capito di avere tra le mani una monoposto capace di dominare a centro gruppo. Poi, man mano che gli sviluppi non hanno funzionato, Pierre un po’ si è perso, facendosi raggiungere da Colapinto e mostrando un po’ di nervosismo verso la situazione. Il problema è che il faro della squadra dovrebbe essere sempre lui, e invece si accende a tratti.

VCARB

La sorpresa della stagione a centro gruppo. In Bahrain, nei test, la macchina sembrava nervosissima, e invece sono cresciuti con costanza. Un aggiornamento dopo l’altro, hanno sempre migliorato la vettura e ora sono nettamente la quinta forza. Sia in qualifica che in gara. Hanno raccolto tanti punti e anche nei pit-stop, i ragazzi di Faenza sono eccezionali. Quarti nel ranking e unici ad essere scesi sotto i 2 secondi in stagione: 1.99 secondi di pit-stop in Ungheria!

#41 ARVID LINDBLAD

Rookie con la media voti del 7.5. Già si capisce che Lindblad sta facendo qualcosa di speciale. Magari ha un piccolo vantaggio nell’interpretazione di queste F1 2026 così strane, perché non si è mai abituato a una F1 della scorsa generazione, ma è molto, molto veloce in qualifica e con il passare delle gare ha trovato concretezza anche in gara. Fantastico il weekend di Spa.

#30 LIAM LAWSON

Meno lampi da wow di Lindblad, ma più consistenza, con una partenza media fuori dalla Top Ten che si trasforma in un’eccellente 9.7 di arrivo medio. In pratica, una presenza fissa in zona punti. Se proprio proprio dovesse mancare qualcosa alla sua stagione, è quella singola prestazione incredibile per tutto il weekend che magari si chiude con una Top5 o un podio, alla Hadjar a Zandvoort nel 2025.

RED BULL

Hanno tirato fuori un motore eccezionale, davvero di livello, con l’asterisco di avere tanti ingegneri ex Mercedes e Honda dentro il gruppo di lavoro. Quindi, il know-how c’era. Il problema è che il V6 è fantastico, ma l’intera Power Unit soffre leggermente nella gestione energetica rispetto a Mercedes, e il telaio è molto carente. Sono quarta forza netta sia in qualifica che nel passo gara. E l’aerodinamica ha bisogno di ritrovare stabilità.

#6 ISACK HADJAR

Globalmente, Verstappen lo ha battuto perché ha molti più punti, e una media sia in qualifica che in gara molto migliore. Però Hadjar ha fatto una figura nettamente migliore rispetto ai suoi predecessori nel secondo sedile Red Bull. E soprattutto, è in crescita, con qualche lampo in qualifica o qualche stint in gara che è sempre più convincente. Se continua così, rimarrà per poco ai margini dei Top8.

#3 MAX VERSTAPPEN

Non proprio una stagione sfavillante, con una media sotto all’8 e più errori del normale. Questa F1 2026 non gli piace e ogni tanto ha esagerato nel provare il colpaccio con una monoposto che non dà molta fiducia. Però, quando mette tutto assieme, ha dei colpi incredibili, come la qualifica di Monaco, la gara dell’Austria o il sorpasso ad Hamilton in Ungheria. Rimane il migliore di tutti.

McLAREN

Sono la delusione della stagione, nei Top Team, perché con una Power Unit come quella Mercedes, e da Campioni del Mondo in carica, non puoi essere nettamente la terza forza, soprattutto sul passo gara. La macchina con il passo corto non sembra mega indovinata, ma gli ultimi aggiornamenti di Budapest hanno riportato carico e speranza per la seconda metà di stagione. Molto meglio dell’anno scorso i pit-stop.

#81 OSCAR PIASTRI

Da Miami in poi, una stagione davvero molto sottotono. Non si trova con queste Power Unit, come Russell in Mercedes, ha poco in mano la macchina, e si vede. Quasi tre posizioni medie perse tra qualifiche e gara, 36 punti in meno di Norris in classifica e una media appena sufficiente. Vediamo se riuscirà a riprendersi.

#1 LANDO NORRIS

Qualche weekend storto c’è stato, qua e là, come Suzuka, l’Austria o Monaco, stranamente, perché è una pista dove di solito va fortissimo. Ma quando la McLaren è cresciuta e ha iniziato ad odorare il podio o addirittura, la vittoria, lui è scattato e ha piazzato qua e là prestazioni da vero Campione del Mondo. Penso a Barcellona, Spa, Silverstone o, ovviamente, la vittoria di Budapest.

FERRARI

Manca sempre un pezzo per avere tutto a posto e giocarsi davvero i Mondiali. Quest’anno, è la Power Unit. Ma è la Ferrari 2026 è la più convincente da tantissimo tempo, hanno tirato fuori un gioiello di macchina pieno di innovazioni, e chissà che, con un motore che anche solo dimezza il gap da Mercedes, non possano davvero dare fastidio ovunque. L’importante è non perdersi nella voglia di dimostrare che sono forti: lo sono, niente panico se una gara va peggio del previsto. Altrimenti la mentalità vincente non arriverà mai. Un filo meno bene dell’anno scorso i pit-stop.

#44 LEWIS HAMILTON

Qualche errorino di troppo c’è stato, nelle ultime gare, e ad inizio stagione è sembrato meno in bolla di Leclerc. Ma dal Canada in poi è emerso prepotente, si trova molto bene con la SF-26, e in tanti frangenti è tornato il vecchio Lewis. Soprattutto nella gestione della gara quando annusa la vittoria. Forse gli manca solo un pizzico di velocità al sabato e il togliersi di dosso sbavature come il botto in FP3 a Spa, la falsa partenza a Silverstone o la dormita su Max in Ungheria.

#16 CHARLES LECLERC

Basta la media dei Naska-Voti di Leclerc, 7.1, per capire che rispetto agli scorsi anni Charles ha vissuto un drop importante. Queste Power Unit 2026 non si sposano per nulla con il suo stile di guida tutto all’attacco, e l’evoluzione della SF-26 alla ricerca di una migliore gestione energetica, soprattutto in frenata, lo ha mandato in bambola dal Canada in poi. Gli sprazzi di velocità sono rimasti, e ha lavorato tanto per migliorare la situazione, ma ancora non sembra al 100%. Se avesse avuto la costanza prestazionale del 2025, Antonelli avrebbe un avversario molto vicino nel Mondiale. Peccato.

MERCEDES

Macchina e Power Unit devastanti sul giro secco, solo in Ungheria non sono stati i più veloci. Pit-stop fantastici, primi nel ranking con un discreto vantaggio su Ferrari. Hanno vinto 8 gare su 11, e solo l’affidabilità li ha messi davvero in difficoltà. Sembrano solo fermi sullo sviluppo: il problema è che hanno sottovalutato gli avversari, e arriverà un mega pacchetto a sistemare le cose, o forse questo progetto è stato abbandonato troppo presto, convinti che avrebbero stradominato senza i problemi di affidabilità?

#63 GEORGE RUSSELL

Pensi alla stagione di Russell e viene da credere che avrà una pessima media voti. Invece, il 7.5 ti fa capire che è un po’ il confronto con Antonelli ad aver ingigantito i problemi, perché nella prima parte dell’anno Russell ha perso un po’ di punti per sfiga. Poi, man mano che sono passate le gare, ha mostrato sempre più difficoltà con la W17, e ora è in crisi nera. 5.7 come media gara con una Mercedes è preoccupante.

#12 ANDREA KIMI ANTONELLI

9.2. Mai nessun pilota ha avuto una media dei Naska-Voti così alta, sopra il nove, nemmeno Max Verstappen. Sei gare vinte, di cui cinque di fila, alcune prestazioni strabilianti tipo Monaco o Silverstone, e ora ci ha aggiunto anche la pazienza di chi sa che deve controllare il Mondiale. È nettamente in controllo della situazione in Mercedes, e sai sempre che tirerà fuori il massimo dalla macchina. Ah, dimenticavo: ha 19 anni, è italiano, ed il candidato numero 1 a diventare Campione del Mondo Piloti di F1. 

Non so se mi spiego!!!

Alberto Naska e Luca Ruocco (grafiche di Marco Rampino)