Lando Norris vince il Gran Premio d’Ungheria!

Finalmente la Mercedes era battibile, per Antonelli e Russell è stato un weekend complicato, e chi sbuca…

Sbuca il Campione del Mondo, il numero 1, Laaaando!

E la Ferrari? La Ferrari promette tantissimo, fa sognare al venerdì, ma poi si sgonfia? Cosa è successo? Ve lo racconterò in una lunga analisi, piena di dettagli!

Direi di partire subito con il riassunto dell’ultima corsa prima della pausa estiva!

NASK-ASSUNTO

Giovedì, nel paddock dell’Hungaroring, si parla principalmente di futuro.

Ma non del 2027, delle modifiche alle Power Unit, o del mercato piloti. Di futuro prossimo, di cosa ne sarà della seconda metà del calendario 2026.

Intorno al weekend di Silverstone sembrava quasi certo che il Bahrain potesse rientrare nel weekend 2-4 ottobre, quindi tra Baku e Singapore. Poche ore prima dell’annuncio finale, il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è caduto, e così il piano della F1 si è dovuto fermare. Anche le tappe di Qatar e Abu Dhabi a fine stagione sono molto a rischio, per ovvi motivi.

Ora, l’obiettivo di tutti gli stakeholders della F1, quindi squadre, la FOM, la FIA, le televisioni, insomma, tutti tutti, è quello di disputare più gare possibili. Più gare, ve lo ricordo, equivale a più soldi nelle casse dello sport.

Ma se il Medio Oriente rimane bloccato, come si fa a recuperare i Gran Premi? A Budapest è emerso il piano di emergenza.

Anzitutto, il weekend del 2-4 ottobre si corre in Malesia, a Sepang. Il Gran Premio manterrà la denominazione di Gran Premio del Bahrain, perché il Bahrain aiuterà con i costi e sponsorizzerà l’evento. Ma la Malesia, oltre ad essere una pista stupenda, è anche ottima da un punto di vista logistico perché molto vicina a Singapore, dove si corre la settimana successiva.

Quindi, se consideriamo i 4 Gran Premi del Medio Oriente a rischio, il primo è coperto. L’Arabia Saudita salterà e basta. Ne rimangono due, Qatar e Abu Dhabi a fine stagione.

Se per miracolo le ostilità dovessero finire entro poche settimane, tutto procederà come da programma. Ma se non fosse possibile correre in Medio Oriente a fine novembre, ci sarebbero due soluzioni pensate da F1.

La prima è tornare in Europa due settimane dopo Las Vegas. Quindi, il 6 dicembre. Destinazioni possibili: Imola e Portimao. Pensate a Imola gara finale del Mondiale 2026 con Antonelli contro un pilota Ferrari a giocarsi il titolo. Viene giù la città.

Però, però, ci sono varie criticità. A Imola il meteo a dicembre è un rischio. A Portimao dovrebbero esserci dei lavori in vista del Gran Premio del 2027, quando la F1 tornerà sicuro in Portogallo. In più, i costi di tornare in Europa sarebbero alti. Anche per i team che dovrebbero riallestire i motorhome che invece dovrebbero essere smantellati dopo Madrid.

Quindi, nelle ultime ore corrono voci di un’altra possibile soluzione. Si tratterebbe di rimanere in America dopo Las Vegas, con un ritorno ad Austin il 6 dicembre.

Vedremo cosa succederà, con Domenicali che dopo la gara, ai microfoni di Sky, ha strizzato l’occhio a Imola.

Intanto, giovedì qualche notizia interessante legata al presente circola comunque. Anzitutto, Mercedes avrebbe trovato un bug nel suo software della Power Unit che mandava super in difficoltà Russell, si sposava malissimo al suo stile di guida, e a Spa gli faceva consumare tanta energia nella prima metà del giro di qualifica. Ritorna con la ricostruzione che vi avevo fatto nel PostGP.

Interessante anche la riunione tra i piloti e la FIA sullo stile di guida. È stato un po’ attaccato Leclerc, che a quanto pare con i colleghi si è difeso, riguardo il contatto con Piastri a Spa. D’ora in poi, se lasci così poco spazio in frenata, arriveranno 5’’ di penalità. Continua a sembrarmi eccessivo, ma questa è stata la decisione dei piloti.

Passiamo alle libere del venerdì, quando piloti e squadre si trovano davanti a una pista difficilissima da decifrare. Fa fresco, l’asfalto non è caldissimo, soprattutto nelle FP2, c’è vento e non c’è grip. L’Hungaroring è molto sporco, come tutti gli anni, ma nel 2026 si aggiunge una variabile inattesa. Un terzo della pista è stata riasfaltata, e il grip è molto diverso dal resto del circuito, con due bump molto importanti in curva 1 e curva 13, e in più qualche rattoppo qua e là perché l’asfalto si sfalda.

Le due Ferrari volano, sia nella prima sessione che nella seconda. Leclerc al mattino è il più veloce, ma sul finire della sessione ha un problema alla trasmissione. Al pomeriggio il più veloce è Hamilton.

In generale, le SF-26 sembrano devastanti sul giro secco, mentre sul passo gara c’è qualche dubbio in più, con tanto traffico nelle simulazioni e la certezza che domenica sarà fondamentale viaggiare in aria libera. Mercedes ha molte difficoltà nello sfruttare le Soft sul giro singolo, mentre McLaren studia il nuovo fondo e sembra avere un ottimo potenziale. Tutti si aspettano che sabato la situazione sia molto più equilibrata.

In realtà, durante le FP3 non sembra esserlo, perché la McLaren e Norris scavano un solco su tutti, soprattutto nel settore centrale. Le due Ferrari sono più in difficoltà rispetto al giorno prima, ma fa molto caldo a metà giornata e sembrano un po’ giù di motore. Ancora una volta, tante difficoltà per Mercedes sul giro secco e Red Bull fatica a trovare grip all’anteriore.

Si arriva alla qualifica ed è il momento della verità. Nessuno si nasconde, nessuno gioca con benzina o modalità della Power Unit. Tutti, però, devono affrontare il vento forte e una pista che perde temperatura velocemente, passando da oltre 50°C a circa 40°C.

La sorpresa del Q1 è l’Aston Martin. Alonso riesce a passare in Q2, spedendo fuori le due Cadillac, le due Williams, la Haas di Bearman e l’altra Aston di Stroll, tradito da una folata di vento nel giro. È un gran bel segnale per la AMR26B, che nelle prime libere aveva esordito con uno spavento quando Stroll si era ritrovato in testacoda con la sospensione posteriore rotta.

L’altro colpo di scena del Q1 è la Ferrari, che usa le Medie per passare in Q2. Hamilton ci riesce con un tentativo, mentre Leclerc ha bisogno di tre push dopo che si è ritrovato il primo tempo cancellato per un track limit millimetrico.

L’obiettivo del muretto Ferrari è tenersi uno dei quattro set di Soft nuovi per la gara. Hamilton ci riesce, passando in un colpo solo il Q2. Leclerc invece deve usare due treni nuovi in Q2 perché, durante il primo tentativo, trova le bandiere gialle per Hadjar che si gira in curva 12. Passano in Q3, oltre agli 8 piloti dei top team, Lindbald e Hülkenberg.

In Q3 succede di tutto. Nel primo tentativo Hamilton è 1°, seguito da Norris a un decimo e Leclerc a 2. Antonelli è 4°, mentre sono in difficoltà Piastri, Verstappen e soprattutto Russell.

Nel secondo tentativo le Ferrari escono per prime. Tutti i commenti sulle scelte del muretto in questo weekend li faremo in una rubrica dedicata, non vi preoccupate. Fatto sta che Hamilton, Leclerc e anche Verstappen dietro di loro si ritrovano con una pista pessima e perdono tre decimi nel primo settore dell’ultimo tentativo. Giro andato.

I due Ferrari non si migliorano. Max ci prova fino alla fine, ma si gira all’ultima curva. Bandiere gialle. Antonelli alza il piede, ma non perde abbastanza tempo e verrà penalizzato di tre posizioni in griglia di partenza. Russell deve proprio abortire perché si ritrova Max che esce dalla via di fuga, ma dopo pochi metri deve parcheggiare perché ha crepato il sistema di raffreddamento passando troppo forte sul cordolo esterno di curva 4.

Motore da parcheggiare in via precauzionale, George dovrà montare la quarta Power Unit per la gara. Ma non è finita qui. Perché intanto Norris si migliora e prende la Pole Position per 12 millesimi su Hamilton. Mentre Piastri viene ostacolato proprio da Lewis in curva 1, penalità inevitabile, tre posizioni in griglia anche per il Sir.

Alla fine, i primi dieci della griglia di partenza con anche le penalità sono: Norris, Leclerc, Piastri, Verstappen, Hamilton, Russell, Antonelli, Hadjar, Lindblad e Hülkenberg.

Domenica c’è un sole molto forte, più delle attese, e tanto caldo, con la pista oltre i 50°C. Davanti partono tutti con le Medie tranne le due Ferrari. Leclerc ha un set di Soft usate, Hamilton un set di Soft nuove.

Norris parte benissimo, come Piastri dietro di lui. Leclerc invece pattina da morire, e in curva 1 rimane nel panino di Verstappen e Hamilton. Disastro per Russell che stalla e finisce 21°, davanti solamente a Perez che partiva dalla pit-lane.

Nelle prime due curve Piastri attacca Norris e lo passa, mentre Max resiste a Hamilton. Le due McLaren scappano via nel primo stint. Lewis prova a superare Max, ma la Ferrari in rettilineo non riesce mai a recuperare metri alla Red Bull. Leclerc prova a gestire le Soft, come Antonelli dietro di lui, impegnato a coccolare le sue Medie per andare lunghissimo.

I pit-stop iniziano dopo 13 giri con Hamilton che passa alle Hard. Undercut riuscito su Verstappen, ma SuperMax rimane in scia nel giro di uscita e tenta il mega attacco da lontanissimo in curva 1. Hamilton non chiude in tempo, e Max passa. Nei giri successivi si fermano Piastri, Norris e Leclerc, mentre Antonelli va lungo con le Medie.

Sembra che Kimi possa puntare al giro 30, mettere le Hard per 40 giri e fare un solo pit-stop. Ma in Mercedes hanno timore che cedano le gomme, Kimi vede le tele, e così lo richiamano 7 giri dopo le McLaren.

Si fa molta fatica a sorpassare, anche Norris che ne ha palesemente più di Piastri non riesce mai a prendergli la scia.

Secondo giro di pit-stop, ed Hamilton va sulle Hard molto presto per l’undercut su Verstappen, con la Ferrari che sulle gomme dure è molto meno veloce della McLaren e in linea con Red Bull. Piastri lo copre, ma perde tantissimo tempo con Sainz, che è doppiato e non si accorge della sua presenza. Addirittura, lo tocca. Tutti i doppiaggi sono difficili perché non funziona il sistema automatico di bandiere blu sul volante.

McLaren approfitta del tempo perso da Piastri per fermare Norris e far uscire Lando davanti. Così facendo, sono sicuri di vincere perché il pilota più veloce è 1°. Piastri si lamenta, anche giustamente. Antonelli rimane tantissimo in pista con le Hard, ma alla fine rientra anche lui, molti giri dopo Verstappen che ha montato le Soft per lo stint finale e Leclerc, anche lui su un treno di Hard con il quale fa moltissima fatica.

A tredici giri dalla fine c’è il colpo di scena. Cambio rotto per Piastri e Virtual Safety Car. Norris non si prende rischi e rientra per mettere le Soft. Verstappen rimane in pista e passa 2°, perché Hamilton, con le Hard stanche e il rischio che Antonelli lo riprenda, si ferma per mettere anche lui le Soft, come Leclerc. Lewis eccede il limite di velocità in pit-lane, 5’’ di penalità, ed esce per un soffio dietro Antonelli. Posizione persa.

La gara finisce con Norris 1° in controllo, Verstappen eccellente 2°; Antonelli 3°, Leclerc 4° davanti a Hamilton per la penalità, Hadjar 6°, Russell 7°, Lawson 8°, Hülkenberg 9° e Lindblad 10°.

Direi che ora possiamo analizzare tutto quello che è successo, partendo dal Naska-Podio.

NASKA-PODIO

Sulla vittoria di Lando Norris c’è poco da dire. Ed è un complimento a Lando, eh! Nel senso che si è complicato la vita solamente in partenza. Se fosse rimasto 1° dopo la seconda curva, sarebbe scappato via e nessuno gli avrebbe dato fastidio. Ne aveva moooolto più di Piastri.

Rispetto a McLaren, c’è da chiedersi cosa avrebbero fatto se Sainz non avesse rallentato Piastri. Lì sono stati molto furbi a pittare Lando, così da farlo rientrare in pista 1°, e infatti Oscar si è un po’ lamentato del colpo basso della squadra che ha privilegiato il pilota più veloce. Ma hanno avuto ragione a farlo: tra un po’ Piastri non prendeva Antonelli nel finale, e se avessi avuto le McLaren a battagliare con Antonelli che è 1° e può provare il singolo stop… magari rimani fregato.

Sul secondo gradino del podio è salito Max Verstappen. In qualifica si è lamentato di una macchina che degradava. Ma non le gomme, la macchina stessa, la sua prestazione aerodinamica. Non so se è una questione di surriscaldamento di qualche elemento, magari nella sospensione, di colpi al fondo, chissà cosa, ma è un commento molto strano.

In gara invece Max e la Red Bull sono stati semplicemente perfetti. Partenza super. Strategia mega con Medie, Hard e Soft che ha minimizzato il tempo di gara di Max, e con un po’ di fortuna lo ha protetto da Antonelli. E infine, il sorpasso su Hamilton. Vero, staccatona esaltante, soprattutto in una domenica senza sorpassi, ma c’è da dire che se Lewis stesso si è scusato con la squadra dicendo ‘non me l’aspettavo’, quindi un po’ pollo a lasciare la porta aperta lo è stato.

Infine, Antonelli.

Poteva vincere con una singola sosta? Io per tutta la gara ho pensato di sì. Con le Medie tiravi avanti altre sette, otto giri, fino a quando non ti riprendevano le McLaren, e poi via di Hard fino alla fine.

Ma era irrealistico. Perché? Per un motivo semplice. Perché Kimi ha raccontato di essersi dovuto fermare con le Hard perché vedeva le tele ed era impossibile completare la corsa senza due pit. Infatti, hanno fermato anche Russell che si era fermato molto dopo Antonelli.

Quindi, se proprio proprio Antonelli voleva puntare alla vittoria, doveva farlo evitando di alzare troppo poco il piede con la gialla al sabato. Piccolo errore, nella foga di ripetere il trucchetto di Russell in Austria, ma ci sta, anche se non capisco perché non mettano le doppie bandiere gialle e si evita qualunque discussione perché i tempi vengono cancellati.

A dire il vero, però, credo abbia vinto la combinazione di pilota e monoposto più veloci, soprattutto alla domenica. Norris e la McLaren.

NASKA-JR

L’Ungheria è stata un passaggio molto importante per i campionati di F2 e F3. Vi racconto perché nel Naska Jr.

In F3 abbiamo visto una Sprint Race segnata dal consumo gomme, nella quale Ugo Ugochukwu ha detto al suo ingegnere di pista ‘lasciami stare, so cosa fare con le gomme’, dopo che l’ingegnere gli aveva suggerito di rallentare la rimonta per preservare un po’ le sue Pirelli. Risultato, gomme finite e fuori dalla Top Ten.

Per sua fortuna, anche Slater ha faticato al sabato. I due si giocano il campionato, e domenica si sono ritrovati a giocarsi la vittoria in una corsa piena di interruzioni. Alla fine, ha avuto la meglio Slater, con Ugo 2°. Direi che, salvo sorprese, il campionato se lo giocano loro.

In F2, invece, primo passo falso della stagione per Tsolov. Nella Sprint Race, mentre era 3° con Minì 1° e Camara dietro di lui, il bulgaro dell’accademia Red Bull ha attaccato Montoya al primo tornante e l’ha colpito. Macchina KO e cinque posizioni di penalità per domenica.

Domenica ha vinto Leon grazie a una Virtual al momento perfetto, con Maini 2° e Camara 3°. Tsolov è risalito fino al settimo posto, davanti a Minì, ma alla fine del weekend si ritrova con Camara e il nostro Gabriele a una ventina di punti in classifica. Peccato, brutto passo falso.

NASK-PRESIDENTE

Rubrica straordinaria per farvi vedere solo questa foto. Sapete chi è questo signore? È il Presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel, grande appassionato di foto e di motori, che nel weekend ha preso il pass fotografo e si è girato la pista a collezionare scatti delle F1. Assieme a lui, la sua scorta, tutti travestiti da fotografi per non dare nell’occhio.

Oh, se non è passione questa!

NASK-DELUSIONE

Prima dei voti, analizziamo il weekend super deludente della Ferrari.

Vasseur ha parlato di troppi errori, e Hamilton lo ha detto chiaro e tondo: in Ungheria si doveva vincere.

Ecco, in questa rubrica tenteremo di capire tutto quello che è successo alla Rossa e se davvero abbiano buttato via una vittoria.

Partiamo dal venerdì. Chiariamo subito un aspetto. Vedere Leclerc e Hamilton avanti di mezzo secondo ovviamente gasava tutti i Tifosi, ma la situazione era bugiarda. Anzitutto, Norris non aveva concluso il giro migliore su Soft. Ma, in secondo luogo, era chiaro che gli altri avrebbero migliorato, e che sabato sarebbero stati molto più vicini.

Poi, per carità, più vicini può voler dire un decimo sotto, un decimo sopra o giocarsela fino all’ultimo. Ma era impensabile una Ferrari che dà mezzo secondo a tutti in qualifica. Soprattutto se venerdì era molto fresco, e in FP2 c’erano meno di 30°C di pista, e sabato si passa a oltre 50°C sull’asfalto. Più caldo significa pista più rear limited, e dato che il posteriore della SF-26 può essere nervoso, questo può diventare un problema.

Bene. Quindi siamo a venerdì con una Ferrari che è andata fortissimo, le aspettative sono di una doppietta facile, ma il discorso è più complicato. E qui arriva il primo passaggio chiave del weekend. Tra venerdì e sabato, i meccanici Ferrari rompono il coprifuoco per lavorare molto tempo sulle monoposto. Si può fare quattro volte l’anno e, fino a qui, in Ferrari non ne avevano mai avuto bisogno.

Perché lavorano così tanto sulla macchina? Molto probabilmente, per cambiare gli assetti. Ma perché cambiano gli assetti? Per proteggere il posteriore? Perché il cambio rotto di Leclerc in FP1 ha dimostrato che la macchina era troppo rigida, e serviva cambiare il setup meccanico? Chissà.

Quello che sappiamo è che McLaren, invece, che era contenta della macchina, non ha toccato nulla tra venerdì e sabato.

Di sicuro, sabato vediamo una macchina diversa. La SF-26 è molto meno veloce nel settore centrale, quello dove serve più reattività, mentre è devastante nel terzo settore, dove serve tanto carico dietro e serve aver coccolato le gomme per tutto il giro.

Leclerc ha parlato di un cambio nella direzione del vento che non ha aiutato le Rosse.

Comunque sia, arrivano le qualifiche e si giocano la Pole Position fino alla fine. Hamilton va più forte di Leclerc, e Norris lo beffa solamente di 12 millesimi, un soffio. Se considerate che comunque hanno perso sui rettilinei oltre un decimo per colpa della Power Unit, direi che in curva la macchina c’era. Non era dominante come venerdì, ma c’era.

Peccato che le qualifiche della Ferrari, al di là del risultato o della velocità pura, abbiano influenzato tantissimo la gara.

La scelta di usare le Medie in Q1 per risparmiare un treno di Soft ha avuto due conseguenze. Primo, ha fatto capire a tutti che sarebbero partiti con le Soft in gara e, molto probabilmente, non avrebbero toccato le Medie. Secondo, e questo lo ha detto Andrea Stella, probabilmente ha rallentato i due piloti Ferrari. Perché una qualifica classica, usando quattro set di Soft come tutti gli altri, avrebbe aiutato Leclerc e Hamilton a trovare più ritmo e ad abbassare i tempi, come McLaren si aspettava.

In più, il muretto Ferrari ha preso la scelta sbagliata nell’ultimo tentativo. È vero che, in condizioni difficili tra vento e pista che si raffredda, è un terno al lotto indovinare se uscire primi o ultimi in Q3. L’anno scorso Leclerc a Budapest fece la Pole uscendo prestissimo. Però, quando sei primo e terzo, di solito esci tardi, ti prendi la pista migliore, tanto sono gli altri che devono attaccarti…

Ma non è finita qui. Perché l’errore peggiore della qualifica è stato quello di Hamilton e del suo gruppo di ingegneri. L’impeding su Piastri. Non è costato solamente tre posizioni a Lewis, ma anche una partenza dove eri 2 contro 1 su Norris, e paradossalmente la penalità di Hamilton ha fatto scalare Leclerc da P3 a P2.

A Budapest partire 3° è quasi meglio della Pole Position, come ha dimostrato Piastri alla domenica, mentre chi parte 2° va sempre male, perché si becca tutto lo sporco e zero scia.

Quindi, già al sabato abbiamo visto una macchina con un assetto che ha tolto un po’ di vantaggio sul giro secco, forse per proteggere le posteriori in gara, e una esecuzione che ha portato penalità e non ha fatto raccogliere tutto il potenziale.

Bene, arriviamo a domenica e alla strategia. In linea di massima, gli strateghi Ferrari avevano capito una cosa importantissima. Cioè, che la Soft era una gran gomma. Ma c’è un motivo se tutti partono sempre con le Medie in Top Ten. Perché il 90% delle volte, la Media è una gomma perfetta per il primo stint. Non degrada troppo, ma è abbastanza veloce, e ti permette di andare abbastanza lontano prima di fermarti, così da avere tutte le opzioni strategiche aperte.

Se invece usi le Soft all’inizio, o sei davanti e scappi via, oppure rischi di sprecarle nel traffico, come è successo a Hamilton e Leclerc. Forse erano sicuri di partire in prima fila e per quello hanno provato a risparmiare un set di Soft in Q1?

Tra l’altro, i piloti Ferrari hanno una PU che proprio non gli permette di sorpassare, e sembra che quando fa caldo e devono aprire gli sfoghi sul cofano, vada anche peggio!

Comunque, a posteriori, è stato un errore, perché le Medie erano abbastanza veloci e fare tutta la qualifica sulle Soft sarebbe stato meglio per il risultato della qualifica stesso.

Poi, andando sulla gara, il passo. Il passo della Ferrari non era drammatico, ma era molto ondivago. Erano veloci nel primo stint, poi con le Hard Leclerc era forte nel primo stint, e pessimo nel secondo, mentre Hamilton il contrario. Non avevano la stessa gestione del degrado di McLaren, globalmente erano meno veloci secondo me, e anche Mercedes gestiva meglio. Ma quando andavano in aria libera, non erano così lenti come è sembrato.

Il problema è che, per colpa della qualifica e della partenza scarsa soprattutto di Leclerc, ma anche Hamilton non ha passato Max nonostante le Soft nuove… beh, in aria sporca hanno corso pochissimo. E le Soft su cui tanto avevano lavorato, le hanno usate solo all’inizio nel traffico e non alla fine, almeno con Leclerc, quando magari potevi azzardare tanto Charles aveva poche possibilità di podio.

Infine, l’ultimo pit-stop di Lewis. Serviva farlo? Forse sì per stare davanti ad Antonelli, con anche il rischio che ti passasse Verstappen, ma se non hai la certezza al 100% di avere margine per uscire davanti alla Mercedes, forse meglio prendersi il rischio e sperare di resistere. Al massimo fai comunque quarto.

L’impressione è che in Ferrari abbiano un po’ pasticciato dal venerdì in poi. Come se fossero andati in confusione quando si sono resi conto di essere davvero i favoriti, ma di non avere chissà quanto margine. E allora hanno quasi esagerato nella furbizia. Perché rivoluzionare un setup base che comunque funzionava? Perché scombinare le carte con le Medie in Q1? Perché perdere il controllo dal Q3 in poi, quando non hai fatto una mega Pole Position e inizi a sospettare che andrà peggio delle aspettative?

Ecco, come in Austria, mi è sembrato che in Ferrari fatichino a gestire le gare in cui vanno meno bene di quanto si aspettavano. È un peccato, perché poi c’è grande delusione e si cancella tutto il bene che ha fatto la Ferrari quest’anno. E invece, anche se lontani, a metà stagione sono ancora in lotta per il Mondiale! Non c’è da andare nel panico se una gara va meno bene del previsto.

Serve solo capire il perché e migliorare. Migliorare. E ancora, migliorare. È l’unica ricetta per diventare vincenti in F1.

NASKA-VOTI

Ora, tempo dei Naska-Voti dell’Ungheria. Ricordatevi, come al solito, che nel gruppo Telegram metto il link per partecipare al sondaggio che determina il voto dei Naska-fan! E ricordatevi di mettere qui sotto tutte le vostre domande per la puntata speciale estiva dell’Ask-a-Naska, che registrerò martedì pomeriggio! Affrettatevi!

Cadillac: 5

Che siano diventati i più lenti con l’aggiornamenti di Aston ci sta. Ma che non abbiano sistemato i problemi ai freni quando fa caldo, o alle sospensioni, è ben più grave. FLOP.

Sergio Perez: 6

Qualche problema sul giro secco dopo le terze libere saltate per un guasto, poi in gara non è troppo lontano dalle Williams.

Valtteri Bottas: 6.5

Bene in qualifica, a pochi decimi da Albon, in gara parcheggia in modo curioso dopo l’ennesimo guasto ai freni.

Alpine: 5.5

Deludenti sul passo, stavolta anche in gara. Gli aggiornamenti servono come il pane.

Franco Colapinto: 5.5

Fatica più di Gasly, poi una gara non eccezionale nonostante qualche lampo in partenza.

Pierre Gasly: 6.5

Gran bel giro un Q2, uno dei migliori della qualifica, anche se è solo per il 12° posto. In gara non può fare di più.

Audi: 8

Ormai sono fissi in Q3 e a giocarsi gli ultimi punticini con VCARB. In attesa che il secondo aggiornamento ADUO gli dia ciò che serve di più: i cavalli. TOP.

Gabriel Bortoleto: 6

Weekend in ombra per Bortoleto, soprattutto al sabato, quando fatica dal Q1 e trova un giro sporco in Q2. Meglio in gara, ma non abbastanza per raggiungere Lindblad.

Nico Hülkenberg: 8

Finalmente rivediamo un Hulk trasformato e bello cattivo. Super qualifica, la specialità della casa, e poi un’ottima corsa tra partenza e gestione del passo, nella quale sfida le VCARB. TOP.

Haas: 5

Lentissimi sia in qualifica che in gara. La situazione comincia a farsi grave e continuano le inconsistenze tra la qualità di un pezzo e l’altro. FLOP.

Oliver Bearman: 5

Già dal venerdì fatica a trovarsi con la macchina. Qualifica complicata, gara passata a battagliare le Williams con anche un testacoda. FLOP.

Esteban Ocon: 6

I pezzi giusti li ha lui a questo giro e si difende come può, raggiungendo il Q2 e distanziando Bearman di oltre 30 secondi in gara.

Aston Martin: 7.5

La pista aiuta, vista l’importanza relativa del motore, ma con la versione B sono migliorati tantissimo e hanno strabattuto Haas e Williams. Nelle curve veloci se la giocano con VCARB! TOP.

Lance Stroll: 6.5

Peccato per il colpo di vento in qualifica, ma molto bene in gara dove sfrutta anche la Virtual per rimanere davanti ad Alonso. E anche alle Haas, le Williams e Colapinto!

Fernando Alonso: 7.5

Lotta come un leone in qualifica, e raggiunge il Q2. Maxi stint con le Soft a inizio gara, dove mantiene bene il passo, poi vede allontanarsi la zona punti nella seconda metà. TOP.

VCARB: 8.5

Rimangono i migliori a centro gruppo e quasi fanno doppietta nella loro gara. Cambiano le piste, cambiano le curve, ma la macchina c’è sempre. TOP

Arvid Lindblad: 7

Gran bella qualifica per Lindblad, con diversi decimi rifilati all’Audi, poi qualche difficoltà in partenza rende complicato raggiungere i punti.

Liam Lawson: 7.5

Il contrario di Lindblad. Al sabato non sente la macchina ed esce in Q1, alla domenica ha un gran bel ritmo, sfrutta bene le occasioni e vince la corsa di centro gruppo.

Williams: 4

Peggiore macchina in pista dopo la Cadillac, come dati non siamo troppo distanti dalla miglior Aston Martin prima dell’aggiornamento. FLOP clamoroso.

Alexander Albon: 5

Non riesce a stare in strada per tutto il weekend, vittima di una monoposto imprevedibile.

Carlos Sainz: 4

Il problema non è la toccata con Piastri, era in battaglia e può capitare. Non dovrebbe, ma può. Il problema è non farlo passare subito dopo per tre curve, e in generale rendere la vita complicatissima nei doppiaggi. E alle interviste dire che è racing. Bah. FLOP.

Ferrari: 5

Tanto potenziale, le prestazioni forse non sono da migliori della classe, ma poco ci manca, però un sacco di confusione quando si rendono conto di essere attaccabili. FLOP.

Lewis Hamilton: 6

Molto veloce in qualifica, e a tratti anche in gara. Male l’impeding, anche se c’entra molto il muretto, male la difesa su Max e male la penalità.

Charles Leclerc: 6.5

Non è veloce quanto Hamilton in qualifica. In gara è molto ondivago. Ma in generale, nel weekend, è discretamente sfigato e in partenza soffre un’impostazione errata dei parametri di grip, tipo Antonelli a Suzuka.

Red Bull: 8

Manca passo in qualifica e anche in gara non sono forse nemmeno la terza forza, ma eseguono al meglio e portano a casa un podio meritato.

Isack Hadjar: 6

Va in confusione durante le qualifiche e soffre tantissimo sul passo in gara, correndo in una landa desolata dove capita solo Russell nel finale.

Max Verstappen: 9

In qualifica esagera cercando qualcosa che non c’è, ma in gara è davvero perfetto. TOP.

Mercedes: 7

Per una volta, sono solo discreti. Troppe difficoltà in qualifica per pensare di giocarsela in gara, nonostante il buon consumo gomme.

Andrea Kimi Antonelli: 7

Un voto in meno per le bandiere gialle in qualifica, per il resto Kimi rimane il faro della Mercedes e in un weekend complicato, artiglia comunque il podio. Fanno così i Campioni… futuri?

George Russell: 6

L’errore in Q3 gli costa un motore ma alla fine è davanti in griglia rispetto ad Antonelli. Peccato che finisca in antistallo e addio gara.

McLaren: 10

Aggiornamento più importante di tutti, ossia il fondo nuovo, azzeccato, e weekend gestito alla perfezione. Tanta freddezza e sono anche spietati nel mettere davanti Lando. TOP.

Oscar Piastri: 7.5

Non è veloce quanto Lando in qualifica, e nemmeno in gara. Meritava però il secondo posto e uno shot alla vittoria: il primo glielo toglie il cambio, il secondo Sainz.

Lando Norris: 9.5

Mezzo punto in meno per la partenza che poteva costargli tantissimo. Ma per il resto, favoloso, sia in qualifica che in gara. TOP

Vi riassumo i TOP, che sono Norris, la McLaren, Verstappen, la VCARB, Alonso, Aston Martin Hülkenberg e Audi. I FLOP: Ferrari, Sainz, Williams, Bearman, Haas e Cadillac.

NASKA-QUIZ

Finiamo il PostGP con il Naska-Quiz del Gran Premio di Olanda.

Soft: da che posizione partì Leclerc quando arrivò terzo nel 2024??

Media: nel 1961, sul podio, c’erano tre monoposto di quali scuderie?

Hard: chi fece la Pole Position a Zandvoort nel 1982?

Bene, finisce questo PostGP, ma non la F1 estiva sul canale!!!

Arriverà il classico video di metà stagione, l’Ask-A-Naska, approfondimenti, storie… tutto imperdibile!

Alberto Naska e Luca Ruocco