La giornata di prove libere in Australia si chiude con lo spauracchio delle Power Unit Mercedes.
Dopo una mattinata passata in sordina, nel pomeriggio i motoristi di Brixworth chiamano a rapporto la cavalleria ed emergono Oscar Piastri sul giro secco, forte di una McLaren molto ben bilanciata, e George Russell sul passo gara, con una serie di tempi che lasciano poco spazio alla fantasia degli avversari.
A proposito di avversari: qual è la situazione in casa Ferrari? Come interpretare la doppietta nelle prime libere?
Parleremo di questo e molto altro in questo nuovo approfondimento dedicato ai membri della sezione Premium: ogni venerdì racconteremo e analizzeremo la giornata di prove libere, dopo averla raccontata con l’immancabile Nask-assunto.
Pronti a scoprire perché è stato uno dei venerdì più misteriosi degli ultimi anni?
NASK-ASSUNTO
La prima sessione di libere è baciata dal sole che, pian piano, illumina Melbourne. Pista e clima perfetti per l’esordio competitivo delle F1 2026.
Gli occhi del paddock sono puntati sull’Aston Martin, la cui situazione vira con il passare delle ore verso il tragicomico. Accuse più o meno incrociate, scarichi di responsabilità, racconti sensazionalistici e una clamorosa carenza di parti; dopo essere arrivati in Australia con quattro batterie a disposizione, è bastata una singola ora di libere per lasciare Stroll e Alonso con soli due esemplari di batterie.
Un’altra rottura vorrebbe dire fine del weekend per Lance o Fernando.
Le righe di questo pezzo non bastano per raccontare uno dei flop più clamorosi della F1 moderna, e non basterà neanche qualche minuto nel PostGP di domenica: arriverà presto un video dedicato su YouTube.
Quando ha parlato, la pista non ha migliorato per nulla lo scenario delle verdone: Alonso e Stroll hanno faticato a superare i venti giri a testa e i cronometri si sono fermati a oltre 5’’ dai migliori, ben lontani dalla neonata Cadillac. Uno smacco clamoroso per Adrian Newey & Co.
Tornando al racconto delle FP1, diversi piloti sperimentano problemi di piccola entità con le Power Unit: glitch dei software, problemi elettrici, guasti idraulici… i più colpiti sono i clienti Mercedes, il che alimenta le voci di una Power Unit della Stella tenuta a riposo per evitare rotture dopo i motori persi durante i test.
I tempi sul giro sono un ulteriore conferma della tesi: Piastri con la McLaren è solo 6°, nello stesso decimo delle Mercedes di Russell e Antonelli, 7° e 8°. Tutti e tre sono a 1’’1 da Charles Leclerc, che dopo una serie di giri nei quali incontra traffico, stampa un ultimo crono di 1’20’’2, quasi mezzo secondo più veloce di Hamilton (2°), che precede e le due Red Bull.
Nel pomeriggio la performance del motore Mercedes viene sbloccata e la situazione cambia.
Le due Mercedes di Antonelli e Russell svettano sia con gomme Hard che una volta montate le Soft. Hamilton e Leclerc faticano a reggere il passo, con Charles che addirittura non migliora i tempi del mattino. Verso il finale dei minuti dedicati alle simulazioni di qualifica, emerge quasi all’improvviso Oscar Piastri, che con la sua McLaren scende a 1’19’’7 e stacca di due decimi Antonelli.
Chi fatica è Max Verstappen, fermato prima da un guaio meccanico in uscita dai box, poi da un’escursione nella ghiaia durante le simulazioni di gara.
Simulazioni di gara che, ancora una volta, sembrano premiare le Mercedes: Antonelli e soprattutto Russell girano più veloci di tutti, e accumulano più giri di tutti, arrivando a mostrare un vantaggio prossimo al secondo in alcuni tratti della simulazione.
Un dato impressionante ma forse esagerato, dato che Ferrari e McLaren escono più tardi dai box e si ritrovano rallentate da molto traffico e una Virtual Safety Car per lo stop di Bottas.
Più indietro, la sorpresa di giornata è Lindblad, molto veloce grazie a una Racing Bulls che spinge forte sin dal mattino, e precede Audi e Haas; più staccate Williams e Alpine, le due clienti Mercedes che, per ora, sembrano destinate al Q3.
Molti piloti hanno sofferto in frenata e, in generale, le squadre sono sembrate impegnatissime nella ricerca del giusto set-up, soprattutto per quanto riguarda le mappe dell’ibrido: nonostante Mercedes sembri la grande favorita, in qualunque zona del gruppo il lungo lavoro notturno delle squadre, favorito dal fuso orario europeo che permette ai team di lavorare senza sosta al simulatore per tutto venerdì, potrà rivoluzionare i valori in campo per FP3 e qualifiche.
NASK-ANALISI
Passiamo ora a una piccola analisi delle telemetrie di questa giornata, grazie allo stupendo lavoro di F1 Insights Hub, che ringraziamo sentitamente.
Il primo confronto, utile a comprendere quanta differenza possa sorgere con diverse modalità della Power Unit, è quello tra Verstappen e Lindblad.

Il vantaggio di sei decimi di Max certifica un grosso vantaggio telaistico della Red Bull, incredibilmente palese nel veloce cambio di direzione delle curve 9-10 (cerchio verde), dove la velocità della #3 rimane nettamente più alta.
Le frecce verdi, però, ci mostrano quanto stesse spingendo la Power Unit Red Bull – Ford sulla VCARB del rookie inglese. Nonostante velocità più basse all’apice delle Esse 6-7 e 9-10, Lindblad ha un’erogazione nettamente più piena che lo porta a velocità di punta superiore.
Approfittiamo di questo grafico per notare come entrambe le tracce di velocità inizino a scendere ben prima della curva 9, dopo aver raggiunto un picco a circa metà del lungo rettilineo accanto al lago dell’Albert Park. Il motivo è l’ormai famigerato superclipping, con l’MGU-K che assorbe talmente tanta potenza dal V6 termico da rallentare le vetture di quasi 40 km/h.
Questo vi fa capire con estrema chiarezza quanto sia complicato recuperare energia a Melbourne. E, quindi, quanto la singola strategia di carica e scarica elaborata dagli ingegneri possa determinare una differenza enorme nel tempo sul giro.
Abbiamo un esempio chiarissimo di questo fenomeno se confrontiamo i migliori giri delle FP2 di Piastri, Hamilton e Antonelli.

Il grafico delle velocità è chiarissimo nel mostrarci una diversa strategia di ricarica tra la Mercedes di Antonelli e non solo la Ferrari di Lewis Hamilton, ma anche la McLaren di Oscar Piastri.
La prima freccia gialla ci mostra come Kimi arrivi più lento in curva 1, abbia una velocità minore a centro curva, ma poi recuperi nel rettilineo successivo con una buona erogazione.
Prima di curva 9 la sua Mercedes ricorre enormemente al superclipping, con una caduta di velocità molto più importante rispetto agli avversari, il che gli dona un surplus di potenza elettrica da scarica nel rettilineo successivo.

Il grafico del distacco cronometrico durante il giro è molto chiaro nel mostrare l’efficacia di questa soluzione.
Dopo aver accumulato circa 2 decimi di distacco tra ingresso e uscita della prima curva, e averli mantenuti fino a metà giro, Kimi inizia a recuperare (freccia gialla) da metà del giro in poi. Guadagna quasi quattro decimi su Piastri nel terzo settore prima che (croci amaranto) la sua Mercedes perda potenza in uscita dall’ultima curva.
Anche qui, si tratta di un dettaglio decisamente interessante: dalle riprese televisive si poteva notare un Antonelli in lotta con il posteriore per tutta l’ultima curva, dopo aver spremuto molto le gomme nel lento del terzo settore. In questa fase, basta anche una piccola perdita di aderenza per provocare un picco di coppia che assorbe le ultime gocce di energia elettrica prima della fine del giro lanciato.
Non a caso, nell’ultimo rettlineo Kimi perde un totale di quasi 4 decimi rispetto a Piastri, chiudendo il giro alle sue spalle.
La freccia gialla nel grafico del distacco ci mostra come Hamilton, dopo un leggero snap in uscita di curva 5, perda tempo rispetto a Piastri per tutto il tratto di ritorno tra le porzioni guidate del primo e del terzo settore.
Riguardo ciò, è interessante introdurre il confronto tra Lewis e Leclerc.

Già dal grafico delle velocità si può percepire una netta differenza nelle strategie ibride tra la Ferrari #16 e la #44, come è normale che sia in questa fase di sperimentazione.
La freccia viola mostra curve molto simili nel rettilineo di ritorno, ma con un picco più alto per Leclerc, che infatti ha il miglior tempo di tutti nel secondo settore.
Charles, poi (freccia e cerchio azzurro), paga una scelta di set-up infelice in FP2 che gli ha tolto fiducia in curva, come si può notare da vari passaggi nei quali è più lento di Lewis ed esita a tornare sul gas.
La prova del nostro ragionamento è il grafico del delta, dove (quadrati azzurri), i picchi del distacco pagato da Leclerc si concentrano nel tratto lento del primo settore e in quello medio-lento del terzo.
Per completare il ragionamento sulle diverse strategie ibride delle due Rosse, dobbiamo studiare il grafico dell’acceleratore.

Al di là delle difficoltà di Leclerc a tornare sul gas (frecce azzurre), l’invito è a concentrarsi sui cerchi viola.
In tutte le frenate importanti del tracciato, Leclerc toglie il pedale dal gas molto prima. Quindi, si concentra sull’effettuare Lift & Coast. Probabilmente, è il prezzo da pagare per poter utilizzare tanta energia nel secondo settore, talmente tanta da essere più veloce delle Mercedes.
Notate l’incredibile sottigliezza di tutte queste differenze? Verranno studiate nel dettaglio da ogni squadra, e tramutate in una mappa ibrida ottimizzata per qualifiche e gara.
Tra meno di ventiquattro ore le carte saranno del tutto scoperte. Ci rileggeremo dopo le qualifiche per una nuova analisi.
Buon divertimento!
Luca Ruocco
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