La Ferrari domina le libere in Ungheria: si tratta di segnali attendibili o di un’illusione che verrà spazzata via dal sabato?
Proviamo a scoprirlo con il consueto appuntamento del venerdì di Naska Premium.
NASK-ASSUNTO
Il venerdì di Budapest, nel quale l’attenzione mattutina è catalizzata dalla Aston Martin AMR26 versione B, svelata per la prima volta in pit-lane, presenta una pista in condizioni molto particolari.
Rispetto alle temperature estive ungheresi, solitamente molto alte, la giornata è fresca, con l’aria che non supera i 25°C, e un vento teso che aumenta di intensità nel pomeriggio. L’asfalto, poi, è decisamente sporco, come da tradizione, il che amplifica una generale mancanza di grip che manda in crisi l’assetto di molti.
Non quello delle due Ferrari SF-26. Nelle libere 1 Leclerc è velocissimo, segna i riscontri migliori a ripetizione, sia con gomme Medie che con gomme Soft, e solo nel finale arriva uno spavento per un guasto alla trasmissione a pochi minuti dalla fine.
Charles monta la nuova ala posteriore Macarena, come Hamilton, ma nella prima parte di sessione solo il monegasco ha il ‘’castello’’, questo il nome delle tre alette in stile McLaren-Monaco poste nella zona del vecchio attuatore DRS e, qui in Ungheria, implementabili dalla sola Ferrari che comanda l’ala mobile dalla paratia laterale. Nel corso della sessione anche Hamilton aggiunge il ‘’castello’’, e tende ad ammorbidire un set-up di partenza eccessivamente rigido.
Al termine dell’ora di libere, Leclerc risulta il più veloce, seguito da Verstappen e Lewis, come detto un po’ in difficoltà sul giro secco ma nettamente il migliore sul passo gara. Norris studia il nuovo pacchetto McLaren, e fatica leggermente con il degrado, mentre Russell è in crisi nera nel feeling con la W17, mentre Antonelli ha caduto la sua vettura a Vesti per il secondo obbligo-rookie stagionale.
Da segnalare una bandiera rossa che interrompe la sessione verso le 14 per la rottura della sospensione sulla Aston Martin aggiornata di Lance Stroll.
Alle 17.00 inizia la seconda sessione di libere e, nelle prove sul giro secco, sia con gomme Medie che con gomme Soft, svetta Lewis Hamilton. Leclerc lo segue da vicino, e le due Rosse hanno costantemente mezzo secondo di vantaggio sul più vicino degli inseguitori, che nella simulazione di qualifica finale risulta essere Norris.
La simulazione gara è di difficile lettura, complice una bandiera rossa per Colapinto a muro in curva 14. Tutti soffrono molto degrado con le Medie, mentre le Soft, visto il poco grip in pista, funzionano meglio.
Il traffico rallenta moltissimo le Ferrari, che escono più tardi degli altri e sono verosimilmente più cariche di carburante. Antonelli, solo 12° nella simulazione di qualifica dopo tante sbavature, trova un ottimo run e dimostra quanto sarà importante domenica viaggiare in aria libera. Leclerc, sugli stessi tempi di attacco (ma senza un ministint precedente su Medie), è invece rallentato da Russell, Verstappen e le Cadillac. Discorso simile per Hamilton. Norris, con le Soft fresche, fa segnare un buon tempo ma, come detto in precedenza, McLaren fatica con il degrado e Piastri è in difficoltà dopo le libere 1 saltate.
NASK-ANALISI
Prima di passare al commento delle telemetrie, come sempre ottenute tramite il fantastico lavoro di F1 Insights Hub, le condizioni anomale della pista, decisamente priva di grip, e le sessioni un po’ spezzettate meritano un commento ‘generale’ sui rapporti in campo.
Al di là dei Top Team, è giusto segnalare come Aston Martin abbia subito ottenuto tempi decisamente rispettabili. Al mattino, con le Hard, Alonso si è piazzato in zona Q2 e al pomeriggio, nonostante sia stato lontano dall’ipotetico Q3, Fernando ha fatto segnare ottimi tempi nel guidato, che promettono bene per la qualifica di domani quando la fragile Power Unit Honda verrà spremuta un po’ di più.
A centro gruppo, come ormai consuetudine le migliori sembrano VCARB e Audi, ma per una volta al venerdì ha sorpreso anche Haas, aiutata dalla Power Unit Ferrari molto meno in difficoltà rispetto ai precedenti appuntamenti.
Davanti, la Ferrari ha sorpreso sia per la facilità con la quale ‘arrivavano’ i tempi, sia per come essi maturavano. La SF-26, che storicamente quest’anno non è mai stata spremuta al 100% il venerdì, e di sicuro non montava la Power Unit ADUO 1, ha trovato riscontri impressionanti senza una modalità motore spinta, ma con una percorrenza in curva, soprattutto in inserimento, nettamente migliore rispetto alla concorrenza.
Hamilton e Leclerc, nella simulazione di qualifica con gomme Soft, hanno fatto la differenza soprattutto nel terzo settore, quello che più mostra quanto una vettura ha ancora grip nonostante le gomme calde; e questa differenza è emersa nonostante un posteriore ancora molto ballerino, complici le condizioni e un set-up di certo perfettibile.
Per tutti questi motivi, l’impressione è che la Ferrari abbia ancora margine. Forse meno degli inseguitori, ma a differenza di Monaco, dove si intuiva che le Rosse al venerdì fossero già quasi al limite, qui a Budapest la SF-26 ha lasciato intuire una superiorità del telaio, nelle curve a medio velocità, alquanto significativa, come accennato nel PreGP.
Dietro le Rosse troviamo una McLaren in crescita durante la giornata, soprattutto sul giro secco. Norris ha retto meglio di tutti nel secondo e terzo settore, e l’impressione è che il pacchetto di aggiornamenti non sia stato ancora del tutto ottimizzato, com’è normale che sia. Le due Mercedes, invece, sono in forte crisi di grip nell’esecuzione del giro singolo. La situazione ricorda le FP1 del Belgio, senza però un miglioramento nella seconda sessione, con Antonelli che si è lamentato più volte del retrotreno in frenata. Nettamente migliore il comportamento della W17 sul passo gara, con un degrado contenuto aiutato dall’aria pulita incontrata da Antonelli.
Red Bull, infine, ha mostrato un equilibrio generale più che sufficiente, soprattutto con Max Verstappen, ma rimane l’impressione della peggior potenzialità del telaio tra i top team, con un degrado gomme molto accelerato nelle simulazioni di gara.
Tutti, insomma, hanno grande margine per sistemare gli assetti, con la pista che con tutta probabilità verrà incontro alle squadre in termini di aderenza.

Il confronto tra i migliori tempi dei quattro Top Team mostra diverse differenze di approccio nella gestione energetica, anche su una pista ‘semplice’ per la Power Unit come l’Hungaroring.
Red Bull spinge di meno nel primo rettilineo e di più nel secondo, con Mercedes e McLaren che non devono mai sacrificare la parte terminale di un allungo per recuperare energia, pagando la scelta in un superclipping più marcato nel veloce, soprattutto in curva 11.
Ferrari, in attesa della Power Unit aggiornata e di spremere un po’ di più le sue unità, usa del Lift&Coast in ingresso di curva 2,4,11 e 12 per recuperare l’energia necessaria a chiudere il giro senza patemi, replicando la strategia tanto efficace al Montmelò.

Nel resto della pista, però, Hamilton guadagna tutto il suo vantaggio nel guidato. Importanti i passaggi in curva 1, alla chicane 6-7, e soprattutto nell’ultimo settore, dove la Rossa percorre meglio le curve e ha un vantaggio in trazione, nonostante il retrotreno ballerino; è il classico segnale di una monoposto più equilibrata nel settore centrale, e quindi capace di mantenere meglio in vita la Soft.
Interessante notare come Norris mantenga molto meglio il passo di Hamilton fino a curva 12, per poi vedere salire il suo distacco nel terzo settore.

Confrontiamo ora i rilevamenti di Hamilton e Leclerc per vedere dove Lewis, con un secondo tentativo su gomma Soft rispetto al singolo di Charles, si è preso il miglior rilevamento di giornata.
Guardando i dati, emerge in maniera lampante una velocità a centro curva più alta per Leclerc in quasi tutto il giro, tranne nel settore finale. Interessante quanto pochi chilometri all’ora di differenza a favore del monegasco in curva 11 lo proiettino molto più veloce alla fine del breve allungo successivo, una dinamica classica delle Power Unit 2026.
Ma se i dati di Leclerc, per nulla soddisfatto del suo giro, sono così interessanti, dove nasce il distacco?

Leclerc paga rispetto ad Hamilton soprattutto in trazione. Lewis sembra aver trovato un assetto che gli permette di godere di un posteriore più stabile, come si nota anche dal grafico dell’acceleratore.

Hamilton ritorna generalmente dopo sul gas rispetto a Leclerc, ma riesce a farlo in maniera più decisa. Questo lo aiuta moltissimo in trazione dopo curva 1, poi Charles perde tempo per un passaggio carso alla chicane, ma ancora nel terzo settore Lewis è semplicemente più lineare e pulito, e guadagna molto tempo, almeno relativamente al distacco di circa un decimo che li separa al termine del giro.
Interessante, infine, far notare come per Leclerc fosse un appuntamento delicato lato freni. Dopo il passaggio a Carbon Industrie per il materiale di consumo (dischi e pastiglie), Charles ha affrontato tre piste facili per i freni (Barcellona, Spa e Silverstone), una difficilissima, che tra caldo e altitudine ha messo in crisi tutti ed è poco rappresentativa (Austria), e infine è arrivato a Budapest. Qui l’impianto frenante è messo alla frustra da qualche frenata forte e molto sconnessa, come curva 1 e curva 12, e dall’assenza di veri e propri periodi di riposo. La giornata di venerdì, quindi, è stata un’ottima occasione di studio per il monegasco.
Ci leggiamo domani dopo le qualifiche: buon divertimento!
Luca Ruocco
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