Il venerdì di Spa è stata una delle giornate più tecniche della stagione 2026.

Una giornata a due facce, con un repentino cambio nei valori in campo tra prima e seconda sessione di prove libere.

E se, in generale, ‘’ammirare’’ delle F1 che affrontano Blanchimont scalando marcia e perdendo velocità non è per nulla esaltante, sarebbe scorretto ignorare quante differenze si possano notare tra le varie scuderie studiando la telemetria, a conferma di una Spa-Francorchamps sempre più complicata da affrontare per piloti e ingegneri.

Benvenuti a una nuova analisi di Naska Premium.

NASK-ASSUNTO

La prima sessione di libere si disputa su asfalto asciutto ma con un cielo via via più nuvoloso, preludio alle poche gocce di pioggia che cadranno su Spa durante le qualifiche di F3.

La pista offre pochissimo grip, e la grande sorpresa è una Mercedes molto lontana dall’assetto ottimale. Le W17 di Antonelli e Russell soffrono una generale mancanza di aderenza, ascrivibile sì allo scarso grip del tracciato, ma acuita dal pacchetto a basso carico che, evidentemente, non funziona come sperato.

A brillare sono invece le Red Bull, con Verstappen e Hadjar che segnano continuamente i tempi più veloci, mentre le Ferrari inseguono da vicino ma non riescono quasi mai a pareggiare i riscontri delle RB22. La simulazione di qualifica su gomme Soft vede Verstappen inseguito da Hamilton e Leclerc, con le tre monoposto racchiuse entro tre decimi; le due Rosse vanno più forte nel guidato, mentre Max brilla nei tratti rapidi del primo e del terzo settore, anche se proprio nel finale del giro Leclerc perde circa tre decimi rispetto al suo miglior parziale.

Nel breve assaggio di passo gara, il più costante è Antonelli che non ha però il picco di velocità di Verstappen. Hamilton, con gomma Soft, è decisamente convincente, mentre Leclerc con le Medie fatica di più, e rispuntano sul passo le McLaren, dotate di meno carburante.

Alle 17.00, quando scattano le seconde prove libere, il sole è tornato ad illuminare la pista delle Ardenne, che si assesta intorno ai 34°C. La Mercedes di Antonelli monta l’ala posteriore più carica, risalente a Silverstone, e mostra subito un passo diverso, a partire dai primi giri con le gomme Medie.

Nella simulazione di qualifica Kimi risulta il più veloce, con un vantaggio di poco più di un decimo su un convincente Norris, rallentato nella prima sessione da qualche magagna di affidabilità, come Piastri nella seconda; seguono Verstappen a quattro decimi, Hamilton a sette, e via via tutti gli altri. Sorprendente Colapinto settimo, con l’Alpine molto scarica e rapida nei rettilinei, ma in crisi nel guidato, tanto che durante la simulazione di passo gara, Gasly perde il retrotreno a Fagnes e va a sbattere.

La bandiera rossa conseguente mette fine ai long run, nei quali Antonelli mostrava un passo più veloce di circa tre decimi rispetto a Verstappen, con Max che però ha compiuto tre giri in più e subito un drop della gomma che appare inevitabile per tutti (tranne, forse, Mercedes stessa). Ferrari e McLaren non riescono invece a compiere più di un giro di seguito.

In casa Ferrari, Leclerc scivola 11° con un miglior tempo cancellato che l’avrebbe piazzato 7°, a tre decimi da Hamilton; delude anche Russell, 8° a 1’’3 da Antonelli.

NASK-ANALISI

L’analisi del venerdì di Spa non può che partire da un confronto a dir poco affascinante.

La telemetria con i tracciati delle velocità di Antonelli, Norris e Verstappen nel loro giro migliore delle FP2 – fornita, come sempre, da F1 Insights Hub – mostra quanto sia difficile trovare il giusto compromesso nella distribuzione energetica su una pista tanto lunga e tanto esigente per la Power Unit.

Ogni allungo mostra un diverso comportamento della mappa ibrida tra Mercedes, McLaren e Red Bull. Verstappen recupera molto presto in ingresso al tornantino di La Source. Poi, primo cerchio rosso, Antonelli è colui che affronta più forte di tutti Eau Rouge – Raidillon, recuperando energia solo in cima alla salita, ma paga la scelta nel rettilineo del Kemmel, dove si plafona molto in fretta. Norris e Verstappen recuperano molto di più in ingresso e in percorrenza del mitico tratto in salita, per poi spingere di più sul Kemmel.

Nel secondo settore, Antonelli è decisamente efficace in curva, ma ancora una volta la sua Mercedes recupera molto diversamente. Lo fa in maniera più marcata all’ingresso del tornante in discesa di Rivage, e in maniera del tutto opposta a Puhon, dove entra con più velocità, alza il piede più tardi e in maniera più netta degli altri, e poi si plafona fino a Fagnes (secondo quadrato rosso).

A questo punto, Antonelli perde qualcosina nel guidato rispetto a Norris, ma ha poi un’ottima prestazione fino alla Bus Stop, dove McLaren è invece in chiaro debito di energia e Verstappen è invece tra i più veloci (secondo, nel terzo settore, solo a Gasly).

Curioso notare come a Puhon, secondo quadrato rosso, McLaren abbia un profilo di velocità che è una via di mezzo, e Red Bull completamente opposto a Mercedes: lenta in ingresso, e con un boost elettrico in uscita.

Il delta ci fa notare come Verstappen sia molto competitivo in fondo ai rettilinei, ma tenda a perdere in curva e non riesca mai a recuperare l’enorme gap pagato in ingresso a Puhon. Il tracciato di Norris, al contrario, è molto convincente per McLaren, perché mostra come Lando sia molto competitivo nella parte finale del secondo settore, e perda tempo solo nel terzo, soprattutto dopo Blanchimont, probabilmente per un utilizzo precedente della maggior parte di energia.

Un altro confronto telemetrico interessante è quello tra Antonelli e Russell, distaccato di oltre un secondo e sette posizioni nella tabella dei tempi.

Possiamo notare, frecce gialle, come Russell sembri quasi disporre di una PU meno potente di Antonelli. Non è vero, almeno a quanto ci è dato sapere. Semplicemente, si nota bene quanto Rusell raccontava in conferenza stampa: la W17 non è per lui naturale, deve forzarsi a guidarla come necessario per estrarre il massimo, e ne paga le conseguenze tanto in curva quanto in rettilineo.

Se un pilota fatica di più in curva, spende più energia e la paga nell’allungo successivo. A Eau Rouge, Russell è meno diretto negli input rispetto ad Antonelli. Transita più veloce ma esita a recuperare velocità, e la paga sul Kemmel; lo stesso accade in uscita da Melmedy, prima di Puhon, e tra Blanchimont e la Bus Stop. Infine, George (stella azzurra) perde circa tre decimi nello studiare se funziona alzare il piede prima del traguardo; sembra, almeno a Spa, proprio di no.

Il delta tra Russell e Kimi, come potete vedere, compie dei salti nelle varie curve, ma sono piccoli, e non figli di errori netti. Molto tempo è perso nei rettilinei, soprattutto in fondo ad essi, dove va più in ricarica, proprio per una gestione meno efficace dell’ibrido, dovuta a una minore fiducia in curva.

Il confronto tra i tempi di Antonelli e Hamilton, invece, mostra come nelle seconde libere il punto di forza della Ferrari del mattino, ossia il secondo settore, sia diventato un punto di debolezza.

Hamilton è leggermente più veloce di Antonelli nel terzo settore e perde poco più di due decimi nel primo, un distacco anche comprensibile per una Ferrari che comunque paga circa 30cv di distacco da Mercedes – e, per ragioni di rotazione delle Power Unit, probabilmente non montava nel venerdì belga le Power Unit #3 dotate dell’ADUO, o comunque teneva molto a bada i cavalli -.

Resta quindi mezzo secondo di distacco che è tutto accumulato nel secondo settore, quello più guidato. Hamilton perde tantissimo tempo in tutti gli allunghi, con un distacco importante prima di Rivage e per tutto il tratto di Puhon. Qui si nota un debito enorme di cavalli ed efficacia nella ricarica elettrica.

Il grafico del delta conferma l’impressione, con dei passaggi in curva dove Hamilton resiste bene, soprattutto alla Bus Stop, ma non guadagna e quindi non bilancia le enormi salite del distacco negli allunghi del secondo settore.

Lewis perde circa mezzo secondo tra curva 9 e curva 12, quindi proprio nella discesona che comprende Puhon, nonostante alzi il piede molto meno di Kimi.

Una conferma di un approccio diverso alla curva e alle fasi di ricarica che non sarà semplice da migliorare per Ferrari, visto il deficit di Power Unit ancora presente.

Tuttavia, è giusto sottolineare come nel pomeriggio le Rosse abbiano perso ritmo in curva, con un set-up evoluto in una direzione poco proficua. Il che, come valeva per Russell, ha un riflesso anche nell’utilizzo dell’energia.

È facile notare quanto Leclerc, con il suo tempo del tentativo su Soft mattutino, recuperi negli allunghi del secondo settore rispetto al tempo di Hamilton del pomeriggio.

Infine, i tre decimi che separano Lewis e Charles nascono tutti da un terzo settore complicato per Leclerc nel suo giro più veloce. Il numero 16 non ha mai replicato il 28.6 del terzo settore segnato al mattino (stesso tempo di Antonelli e Hamilton al pomeriggio), e ha anzi sistematicamente perso tempo proprio in quel tratto, soprattutto in rettilineo e fuori dalla Bus Stop, quasi fosse in debito di energia – eventualità confermata alla radio da Bryan Bozzi.

Anche qui, i problemi sembrano simili a quelli di Russell, ma concentrati tutti in curva 14, Stavelot, dove (glitch dei dati di Hamilton a parte) Leclerc commette un errore, perde tempo e forse manda in crisi il software ibrido.

Dopo Fagnes Charles era circa 2 decimi in vantaggio sul tempo di Lewis, anche grazie a un passaggio in pieno a Puhon e a un utilizzo più aggressivo dell’acceleratore nella chicane successiva. Proprio queste tecniche, però, unite all’errore a Stavelot, potrebbero averlo portato a un consumo anomalo di energia che ha mandato in crisi il sistema, privo dell’elasticità necessaria per gestire queste situazioni.

In vista di domani, se la Ferrari non vuole ritrovarsi quarta forza, sarà imprescindibile lo spunto migliore di tutti in curva, e magari copiare per quanto possibile le ottime trovate energetiche sia di Mercedes che di McLaren, o quanto meno raffinare l’utilizzo della propria Power Unit (magari ‘’aduata’’) per perdere meno tempo negli allunghi del secondo settore.

Buon divertimento e a domani con Naska Premium!

Luca Ruocco