Prime libere: doppietta Ferrari, Leclerc davanti a Hamilton. Seconde libere: doppietta Ferrari, Hamilton davanti a Leclerc.
I tempi sembrano confermare le aspettative della vigilia: la SF-26 a Monaco è velocissima, e gli avversari avevano visto lungo. Una prima fila tutta Rossa non è un’utopia.
Eppure… Verstappen è molto vicino, e le Mercedes potrebbero tirare fuori qualche asso dalla manica. Inoltre, Leclerc per ora non si sente per nulla a posto con l’assetto.
C’è il rischio, quindi, che in un Q3 tiratissimo, i sogni Ferrari si perdano tra gli yacht del porto?
NASK-ASSUNTO
Dopo due mesi e mezzo, i team di F1 ritornano ad affrontare un weekend standard: due ore di libere al venerdì, seguite dalle qualifiche del sabato e la gara della domenica.
Peccato che si corra a Monaco, e le prove libere siano tutto fuorché standard. La fiducia dei piloti è imperativa, e deve crescere in fretta ma senza rischi. Per questo motivo, i programmi classici di FP1 e FP2 vengono stravolti.
Pochissime prove con alto carico di carburante, quasi nessun esperimento aerodinamico o di assetto, e una sola missione: girare, girare, girare. Più si accumulano tornate spinte, più il pilota entra in confidenza con auto, muretti e pista.
Nelle prime libere quasi tutte le squadre hanno alternato un set di Hard a un set di Medie. Sia con le mescole più dure della gamma che con le Pirelli gialle, le due Ferrari sono risultate le più veloci. Con il passare dei minuti, Leclerc ha mostrato un piccolo ma netto vantaggio su Hamilton. Vantaggio relativamente visibile nella classifica dei tempi per colpa di una bandiera rossa che ha messo fine anzitempo al tentativo più veloce del monegasco.
Nelle seconde libere, dopo una prima mezz’ora sempre con gomme Medie nella quale le due Ferrari hanno continuato a mostrare un forte vantaggio, si è passati allo studio delle Soft. La mescola che domani sarà regina delle qualifiche.
Al termine della sessione, il più veloce è stato Lewis Hamilton, con un vantaggio di un decimo su Leclerc, quasi due su Verstappen, tre e mezzo su Russell e oltre cinque su Antonelli. Dispersa a oltre un secondo la McLaren di Piastri, con le due Audi in Top Ten forti di un buon vantaggio sul resto del centro gruppo.
Degni di nota, nelle libere, due incidenti per Hadjar e Alonso nelle prime libere, e uno stop tecnico per Norris nelle seconde, con il Campione del Mondo in carica vittima dell’ennesimo guasto elettrico della Power Unit Mercedes.
La cronaca delle due sessioni fatica a rendere l’idea della loro natura ‘esplorativa’. Prima di analizzare le telemetrie, è utile capire quali siano i fattori che hanno reso questo venerdì monegasco non del tutto affidabile. O, quanto meno, passibile di grandi cambiamenti in vista di domani.
Anzitutto, la pista si è confermata molto ‘green’, con pochissimo grip e tante difficoltà per i piloti nelle curve lente. Difficoltà indubbiamente innescate dal livello più basso di carico delle F1 2026, ma anche da una pista che è andata raffreddandosi nelle FP2, quando più si cercava la prestazione.
Non è da sottovalutare, infatti, l’orario delle seconde libere. I tentativi di qualifica sono stati affrontati più tardi delle 17.30, con le montagne della Riviera che già mettevano in ombra il Principato. Oltre ad essere condizioni lontane da quelle attese per la qualifica, di sicuro si è trattato di circostanze che potrebbero aver esaltato i pacchetti ‘naturalmente’ più pronti o dotati di carico, come la Ferrari.
La particolarità delle seconde libere ha reso di difficilissima lettura e sfruttamento la gomma C5, la Pirelli Soft. Verstappen ha segnato il suo giro migliore al secondo tentativo consecutivo con gomma Soft nuova, dopo due giri di preparazione. Qualcosa di mai visto nel Principato, almeno nell’era delle gomme italiane.
Ferrari, invece, è andata leggermente in crisi con le Soft, soprattutto nel primo settore, mostrando un vantaggio nettamente minore rispetto a quanto si poteva apprezzare con le Medie.
Infine, tutti i team hanno dovuto calibrare le Power Unit per una sfida completamente diversa rispetto a quanto vissuto, finora, nel 2026. Il rischio a Montecarlo è di ricaricare troppo, e quindi raggiungere il tetto dei 9 MJ di ricarica per giro verso metà, due terzi della tornata; così facendo, nel finale c’è il rischio di ritrovarsi senza spinta elettrica per uscire dalle curve e/o coprire i buchi di coppia determinati dal turbolag.
Per questo motivo, serve calibrare molto bene la frenata, con un’azione minore del solito del recupero di energia, qualcosa che ha richiesto un grande sforzo di adattamento a piloti e ingegneri. Domani, in merito, potremmo già vedere forti differenze rispetto a oggi.
Diventa quindi facile capire perché la giornata di sabato potrebbe regalare sorprese, in un senso o nell’altro. L’analisi della telemetria, come sempre effettuata grazie agli strumenti di F1 Insights Hub, va quindi presa per una fotografia della situazione al termine delle libere, passibile di grandi differenze in vista del Q3.
NASK-ANALISI

Il confronto tra Hamilton, Russell e Verstappen fa subito notare come Hamilton (quadrati rossi) costruisca il suo vantaggio nel toboga del secondo settore, tra Mirabeau e tornantino del Loews, alla Nouvelle Chicane e tra la seconda chicane delle Piscine e la Rascasse.
In questi punti, il vantaggio su Mercedes è molto più marcato rispetto a quanto guadagni su Verstappen, anche se i punti a favore della Rossa rimangono sempre gli stessi.

Le frecce arancioni nel grafico delle velocità mostrano le incertezze di Russell, soprattutto nei cambi di direzione veloci, anche se al Casinò perde meno che alla seconda chicane delle Piscine. Interessante, invece, l’incertezza di Hamilton al Tabaccaio (quadrato rosso), che costa all’inglese più di un decimo.

Il tracciato dell’acceleratore, tuttavia, è molto chiaro nel mostrare quanta fiducia abbia già costruito Lewis verso la sua SF-26. Possiamo vedere picchi rossi più alti in quasi tutte le accelerazioni, diversi punti in cui rimane sul gas a differenza di Russell e Verstappen, e in generale un ritorno sul pedale più veloce rispetto agli avversari. Interessante quanto presto freni Hamilton al Mirabeau alto, senza che ciò comprometta il forte guadagno nel tratto lentissimo successivo.

Il confronto tra i giri di Hamilton e Leclerc mostra in pieno le forti difficoltà di Charles in frenata. Leclerc ha un passaggio migliore al Tabaccaio (freccia rossa) e in generale peggiore rispetto a Hamilton nel lento, soprattutto nella seconda metà del giro (quadrati gialli).

Il delta tra i due tempi è però spietato nel mostrare quanto siano localizzate e nette le perdite di Leclerc. La prima freccia rossa indica un’incertezza in uscita dal Portier, probabilmente dovuta a un sovrasterzo. Poi, Charles perde tantissimo nella Nuovelle Chicane e alla Rascasse. Sintomi di passaggi lenti, preparati male, per colpa di una frenata con la quale il monegasco, per ora, si trova malissimo.
I problemi sembrano simili a quelli del Canada, e sembrano un’unione tra la frenata stessa, lo sfruttamento al limite delle Soft e, con tutta probabilità, l’integrazione dell’MGU-K nel recupero di energia. Sarà imprescindibile, per Charles e i suoi ingegneri, trovare il bandolo della matassa entro domani, perché nel resto delle curve, Leclerc ha in tasca quasi due decimi su Hamilton, come testimoniato dal suo giro ideale che scenderebbe fino a 1’12’’8.
A domani, con l’analisi di Naska Premium delle qualifiche più adrenaliniche dell’anno: godetevi lo spettacolo!
Luca Ruocco
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