Dopo la conferma della penalità in griglia per Lewis Hamilton, mentre Antonelli sembra rischiare qualcosa di meno (vedremo poi perché), studiamo con Naska Premium le telemetrie di una qualifica molto complicata da leggere.

Una qualifica che ha incoronato il Campione del Mondo, Lando Norris, capace di prestazioni ottime con la sua McLaren aggiornate; una qualifica beffa per la Ferrari, Lewis Hamilton e Charles Leclerc, penalizzati da scelte di assetto e situazioni fantozziane; una qualifica, infine, abbastanza deludente per la Mercedes, che per la prima volta in stagione non risulta la monoposto più veloce in pista.

NASK-ASSUNTO

Rispetto alla giornata molto fresca di venerdì, soprattutto durante le libere 2, il sabato inizia con un’ora di prove sotto il sole cocente e la pista che viaggia tra i 50°C e i 55°C.

Mercedes e soprattutto McLaren sembrano molto più in bolla con l’assetto, con Norris costantemente il più veloce fino all’abbattimento del muro del 1’18’’ nel finale, grazie a un giro con un secondo settore davvero strabiliante.

Faticano, rispetto al venerdì, le due Ferrari. Hamilton e Leclerc continuano a possedere una SF-26 eccellente nel terzo settore, con la gomma ancora in vita e una percorrenza delle ultime curve convincente, ma faticano nel settore centrale. L’impressione è che i meccanici della Rossa, impegnati nella notte con la rottura del coprifuoco, abbiano rivoluzionato l’assetto seguendo i desiderata degli ingegneri, con il chiaro obiettivo di proteggere le Pirelli nella corsa di domenica, anche a costo di pagare qualcosa in reattività e, quindi, velocità sul giro secco.

La qualifica, con un vento fastidioso e la pista che perde costantemente temperatura verso i 40°C,  inizia con una bella conferma per Alonso e l’Aston Martin, che passano in Q2 battendo la Haas di Bearman. Disperse in zona Cadillac le due Williams, davvero deludenti.

Sorprende la scelta della Ferrari, che monta gomme Medie in Q1 con il chiaro obiettivo di preservare un set di Soft nuove per la gara. La gomma più soffice ha funzionato molto bene nei long run, anche nelle libere 3, e il vantaggio prestazione rispetto alla Media potrebbe renderla interessante per la gara. Hamilton passa tranquillamente il taglio con un singolo tentativo, mentre Leclerc ne deve accumulare tre dopo aver ecceduto il limite di pista nel primo riferimento.

In Q2 Charles è di nuovo sfortunato: deve usare due treni di Soft, pareggiando quindi il consumo di tutti gli altri top team, perché trova le bandiere gialle per un testacoda di Hadjar durante il primo tentativo. Hamilton, invece, riesce a preservare un set di Soft per la corsa. Passano in Q3, assieme agli otto abbonati di Mercedes, Ferrari e McLaren, Lindblad e Hülkenberg.

In Q3, nel primo tentativo, Hamilton batte Norris per circa un decimo. Lewis è più veloce nel primo e nel terzo settore, mentre Lando è più rapido nel secondo. Staccato di due decimi Leclerc, in crisi nel primo settore.

Nel secondo tentativo le due Ferrari escono per prime, probabilmente per poter preparare le gomme Soft al meglio senza rimanere ferme in coda in pit-lane. I due alfieri della Rossa e Verstappen perdono tre decimi nel primo settore. Sembra non esserci una vera spiegazione, fino a quando, alla fine della sessione, Russell si ferma per una perdita di liquido refrigerante. Con tutta probabilità, Leclerc, Hamilton e Verstappen hanno incontrato il (poco) liquido lasciato dalla Mercedes, soprattutto nelle prime curve dopo l’uscita dai box, e hanno subito perso grip, senza riuscire a migliorarsi a fine giro.

Dietro Antonelli e Russell si migliorano, come Norris, che riesce a prendersi la Pole Position per 12 millesimi su Hamilton. I colpi di scena non sono finiti. Verstappen si gira all’ultima curva e provoca bandiere gialle. Russell deve abortire il giro, con Max che rientra in pista, mentre Antonelli alza leggermente il piede, si prende il quarto miglior tempo, ma viene investigato. In curva 1, prima che si fermi Russell, Hamilton non viene avvisato dell’arrivo di Piastri e lo ostacola platealmente: tre posizioni in griglia per Lewis che scala quinto.

La griglia provvisoria, in attesa di notizie su Antonelli, vede quindi Norris, Leclerc, Kimi, Piastri, Hamilton, Verstappen, Russell, Hadjar, Lindblad e Hülkenberg in Top Ten.

NASK-ANALISI

L’analisi della qualifica, come sempre effettuata tramite F1 Insights Hub, non può che iniziare da un confronto tra i migliori riferimenti di Ferrari, Mercedes e McLaren.

Per nostra fortuna, le differenze nelle strategie di erogazione ibrida, per quanto presenti, sono molto meno impattanti che in Belgio. Possiamo notare una Ferrari in difficoltà nell’allungo in salita verso curva 4, e verso curva 11, mentre Mercedes e McLaren sembrano equivalersi nell’utilizzo della Power Unit Mercedes che, alla fine del giro, garantisce circa un decimo di vantaggio per Antonelli e Norris su Hamilton.

Hamilton perde molto nel passaggio della chicane (quadrato bianco), mentre è molto interessante notare l’eccezionale secondo settore di Norris, molto rapido nei cambi di direzione, e con un’interpretazione davvero efficace di curva 11, dove entra fortissimo, rallenta più di tutti per recuperare energia e poi si spinge con decisione verso il terzo settore (freccia blu).

In generale, il grafico del delta mostre come Lando costruisca la sua Pole Position nei confronti di Antonelli proprio nei passaggi veloci del secondo settore e, in parte, anche nella breve fase di trazione in uscita da curva 12.

Il secondo settore, e la salita dopo curva 3, sono i punti in cui McLaren infligge un distacco importante a Ferrari, soprattutto nel passaggio della chicane (curva 6-7), probabilmente molto patito dalle SF-26 preparate con un assetto da gara e quindi meno reattive. C’è poi un altor guadagno importante di Norris in curva 11, ma di lì in poi Hamilton mangia tutto il distacco con un terzo settore nettamente migliore, dove recupera due decimi pieni a Lando.

All’apice dell’ultima curva la Rossa è davanti, ma i millesimi decisivi vengono guadagnati da Norris in uscita, anche grazie all’impiego, proprio all’ultimo, del trucchetto di alzare il piede sul traguardo ideato dai cugini di Mercedes (freccia bianca). In generale, la qualifica di McLaren sembra aver certificato un salto in avanti non solo nel carico, grazie al fondo nuovo, ma anche nello sfruttamento della Power Unit Mercedes.

La stella rosa mostra invece il momento in cui Antonelli alza il piede dal gas per la bandiera gialla.

Per quanto riguarda il confronto tra Hamilton e Leclerc, si può affermare che, per la prima volta dal cambio di pastiglie e dischi verso Carbon Industrie, Charles ha patito la frenata in una situazione di grip e vento oggettivamente difficile.

Il distacco di Leclerc nasce quasi tutto nel primo settore (ci torniamo tra un attimo), mentre nei due terzi finali della pista Charles risulta più veloce di Lewis nel settore centrale, con ottimi passaggi in curva 9 (il migliore di tutti) e in curva 11, mentre sul finale paga quanto chiesto alle gomme per recuperare lo svantaggio iniziale e porta meno velocità al centro dell’ultima curva.

Il grosso dello svantaggio, però, oltre al finale (freccia verde), è accumulato nei primi due tornanti, e soprattutto nel primo (freccia gialla). Qui Leclerc perde davvero tantissimo tempo in frenata.

Dall’acceleratore si nota come Charles stacchi dopo Lewis e, in uscita di curva 3, abbia un’esitazione.

Ma è il freno a rivelare come Leclerc abbia meno fiducia nel fermare la macchina, con un picco di pressione meno importante e un secondo ritorno sul freno, o addirittura un terzo in curva 2, mentre Hamilton anche nel resto del giro aggredisce meglio la staccata, con più fiducia e meno necessità di continuare a manipolare la vettura fin dentro la curva.

Finiamo questa analisi con un confronto tra Lindblad, vettura migliore del centro gruppo, e Alonso. La VCARB è nettamente più veloce di Aston Martin in qualunque allungo e nella maggior parte delle curve lente, ma Nando può essere fiducioso. La sua AMR26B ha degli ottimi passaggi nelle curve più veloci, come la 4, la 8 e la 11, dove serve carico e stabilità ed aspetti come trazione, frenata e cavalli contino meno. Un timido segnale di risalita.

La gara di domani, con una probabilità di pioggia che si ferma al 20% in orario di gara, sarà segnata da condizioni calde, un cielo abbastanza nuvoloso e tante incognite sulla migliore strategia possibile. Ferrari ha scommesso palesemente sull’utilizzo di Soft e Hard: come reagiranno gli altri? Chi avrà la meglio in partenza?

Buon divertimento, ci vediamo al PostGP di lunedì!

Luca Ruocco