Le qualifiche del Gran Premio del Belgio hanno regalato, almeno sulla carta, un esito scontato.
Antonelli e la Mercedes in Pole Position con un margine significativo su tutti gli altri, Verstappen aiutato dal prevedibile gioco di squadra con Hadjar che partirà ultimo per la sostituzione della Power Unit, una McLaren più brillante del previsto e una Ferrari che si difende come può artigliando la seconda fila.
In realtà, c’è moltissimo da analizzare, a partire dall’ultimo giro del Q3 di Antonelli, che abbassa di mezzo secondo il proprio tempo nel secondo settore, passando per un Leclerc alquanto sfortunato, un Hamilton rallentato dal botto in FP3, e una Spa-Francorchamps che, come accaduto nelle libere di venerdì, regala emozioni diverse rispetto al recente passato, ma comunque interessanti.
Iniziamo questo appuntamento con Naska Premium dal consueto riassunto di quanto accaduto nel sabato delle Ardenne.
NASK-ASSUNTO
Le terze prove libere si disputano sotto un pallido sole che accompagnerà i piloti per tutta la giornata. La pista è in condizioni perfette, circa 35°C, mentre il vento è aumentato rispetto al venerdì; in generale, il grip rimane più basso di quanto preventivato dai team alla vigilia.
Antonelli trova subito un gran tempo con le gomme Soft, tanto veloce che gli basterà per guidare la classifica dei tempi nonostante non si migliori con il secondo set di pneumatici. Dietro di lui, continua a convincere Norris, che riesce a staccare costantemente Oscar Piastri. Una dinamica simile vede Verstappen e Hamilton precedere i rispettivi compagni di squadra, con Leclerc costantemente rallentato da un problema al sistema ibrido che già si era presentato venerdì, e che verrà risolto solamente prima delle qualifiche.
Nell’ultimo giro lanciato della sessione, a gomme usate, Hamilton esagera a Fagnes e, in maniera praticamente identica a Gasly durante le libere 2, sbatte e si ritrova con la posteriore sinistra divelta.
I meccanici Ferrari riusciranno a ricostruire la SF-26 in tempo per le qualifiche, ma Hamilton racconterà di non aver più sentito le ottime sensazioni di assetto che percepiva durante le terze libere.
In Q1 vengono eliminate le Aston Martin, sempre più distanti dal resto del gruppo, le due Cadillac, migliorate ulteriormente grazie a una nuova ala anteriore, Ocon e Albon. In Q2 i primi sono tutti molto vicini, mentre escono dalla Top Ten Lawson, Gasly, Colapinto, Hülkenberg, Sainz e Bearman.
Il primo tentativo del Q3 è sorprendente per quanto i primi siano a pochi millesimi l’uno dall’altro. La spunta Norris, seguito da Antonelli e Leclerc, tutti e tre in 92 millesimi, con Verstappen 4° a due decimi e aiutato da Hadjar che, consapevole della partenza dalla pit-lane per sostituzione della Power Unit, lo aiuta tirandogli una mega-scia nel terzo settore.
Il secondo tentativo vede Max migliorarsi e prendere la Pole Position provvisoria, ancora una volta aiutato da Hadjar. Lo batte Antonelli, autore di un secondo settore eccezionale, mentre Norris sbaglia a Fagnes, ma finisce solo leggermente largo nella ghiaia. Leclerc è l’unico pilota che trova una curiosissima bandiera gialla all’ultima chicane – ci torneremo nel PostGP – e, preso in contropiede, rallenta e perde circa un decimo, il che unito al miglioramento effettuato nei primi due settori lo avrebbe portato a superare Russell (4°) e attaccare forse il tempo di Norris, 3° ma 13° in griglia per la sostituzione della batteria.
Hamilton è 6°, con Piastri deludente 7°, poi Lindblad e Bortoleto i due piloti del centro gruppo in Q3.
NASK-ANALISI

L’analisi delle telemetrie della qualifica, come sempre effettuata grazie a F1 Insights Hub, non può che partire dal confronto tra i tempi dei primi tre classificati.
Si può notare facilmente come diversi punti della strategia ibrida segnalati nell’analisi delle libere siano rimasti invariati.
Red Bull recupera molto a Eau Rouge, e poi affronta Puhon in maniera peculiare: recupera in ingresso del curvone per poi spingere molto fino a Fagnes.
Nel finale, si può notare l’effetto della scia di Hadjar per Verstappen, soprattutto nell’approccio a Blanchimont.
Molto sorprendente, poi, è il comportamento della Mercedes di Antonelli. Per tutta la qualifica, le W17 sono state la quarta forza nel settore centrale, quello più guidato. Solamente nel finale, nell’ultimo tentativo con gomma Soft, Antonelli ha fatto un piccolo miracolo ed è tornato sui tempi di Verstappen, risultando anche più veloce di Norris e delle Ferrari.
La guida di Kimi ricorda molto quanto vedevamo a inizio stagione, soprattutto a Suzuka e Shanghai. La Mercedes rallenta molto in curva, soprattutto quando le pieghe sono a medio-lenta velocità, ma torna con decisione e senza esitazioni sul gas, guadagnando molto tempo in trazione.
Solamente a Stavelot (poco dopo i 4800 metri nel grafico, per un problema tecnico non sono presenti numeri delle curve) Kimi si inventa il passaggio migliore di tutti, con un vero e proprio capolavoro che inevitabilmente contribuisce ad abbassare di mezzo secondo il proprio rilevamento nel settore centrale.

In generale, sia su Norris che su Verstappen, Antonelli costruisce comunque la Pole Position soprattutto alla fine dei rettilinei del Kemmel (su Max) e dopo Blanchimont (su Lando). Un ulteriore conferma dell’enorme efficacia del pacchetto W17 nella gestione energetica, anche grazie a una Power Unit eccellente nel recupero di energia.

Interessante infine notare, al termine del grafico delle velocità, come Antonelli abbia replicato il trucco di Silverstone di alzare il piede prima del traguardo, il che gli è valso circa un decimo di vantaggio su Ferrari e Red Bull, e qualcosa meno su McLaren con Norris che, seppur qualche metro dopo, alza anche lui il piede.

Il confronto tra il miglior giro di Antonelli e l’ultimo di Leclerc, più veloce del precedente fino alla bandiera gialla, mostra senza troppi elementi nascosti il deficit della SF-26 a Spa. Per quanto la gestione energetica sia migliorata rispetto al venerdì, la Rossa continua a perdere moltissimo nei rettilinei, e ancor più che nei rettilinei, nelle fasi di Superclipping, che rallentano tantissimo la vettura del Cavallino Rampante.

Leclerc è meno veloce a Eau Rouge, ma grazie a un super passaggio al tornantino di La Source perde solo un decimo nel primo settore.
Poi Charles paga, come Hamilton, un netto distacco tra Malmedy e il tornante in discesa di Rivage. Lì la Ferrari deve recuperare molta energia, e il decimo e mezzo pagato non viene più recuperato nel resto del secondo settore, se non in minima parte, nonostante dei passaggi come al solito velocissimi in curva.
Dopo Stavelot, dove Charles si difende meglio di Norris e Verstappen, il distacco sale in maniera netta con la Mercedes nettamente più veloce fino alla Bus Stop, dove poi il giro di Leclerc diventa poco rappresentativo per colpa della bandiera gialla.
In generale, se il distacco da Antonelli è netto, è giusto sottolineare come le Rosse avessero il potenziale per infastidire il tempo di Norris e piazzarsi a pochi millesimi da una Red Bull aiutata da un forte gioco di scie; su una pista ultra-temuta alla vigilia, è un segnale convincente per un progetto riuscito come la SF-26, in attesa della Power Unit ADUO 2 che dovrebbe fornire una fetta significativa dei cavalli mancanti.
La gara di domani si preannuncia piena di incognite. Farà più freddo del sabato, la pista dovrebbe essere asciutta, ma tra la notte e il mattino la pioggia dovrebbe lavarla. Il grip più basso metterà in difficoltà una Mercedes più scarica della concorrenza e, ultimo giro di Antonelli a parte, meno efficace nel secondo settore?
Quanto riuscirà a rimontare Norris? Russell, rallentato ancora una volta sul dritto, ma forse meno efficace di Antonelli nella gestione energetica, sfrutterà la partenza per provare a bloccare la cavalcata del rivale? Infine, la Ferrari subirà ancor di più il ritardo di motore in gara, o userà il telaio per difendersi in curva e coccolare le gomme in condizioni di grip difficili?
Buona gara, e ci ritroviamo al PostGP di lunedì!
Luca Ruocco
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