Kimi Antonelli è il dominatore del sabato di Silverstone, con una vittoria perentoria nella Sprint a cui segue una Pole Position altrettanto impressionante nella sessione di qualifica.
Torna in cattedra anche la Power Unit Mercedes, elemento decisivo sia nelle qualità che nelle (furbe) modalità di sfruttamento ideate dagli ingegneri della Stella a Tre Punte.
La Ferrari conferma le ottime sensazioni del venerdì, pagando un ritardo molto meno importante del previsto e ritrovando, almeno sul giro secco, un Leclerc soddisfatto della SF-26, mentre Hamilton, dopo aver perso la vittoria a metà Sprint, potrebbe essersi concentrato sulla corsa a livello di set-up.
Analizziamo tutto ciò che è successo in questa giornata di motori inglese con Naska Premium.
NASK-ASSUNTO
Solamente qualche pilota delle retrovie sceglie le Soft per affrontare la Sprint; la maggior parte delle vetture montano gomme Medie, come da facili previsioni, con una differenza importante tra i Top Team. Mercedes, Ferrari e McLaren usano un set nuovo, mentre Red Bull sceglie il set usato nel singolo tentativo dell’SQ2 da Verstappen e Hadjar.
Al via Hamilton riesce a coprire Antonelli, con le due McLaren e Russell che sfilano Verstappen, Leclerc e Hadjar, finito addirittura fuori dalla Top Ten. Sorprendono nello scatto da fermo anche le Alpine.
I primi giri sono molto caotici, con un ritorno al yoyo racing e ai continui scambi di posizione dopo qualche gara più semplice a livello di consumi della batteria. Norris attacca Antonelli ma viene subito ripassato. Dietro, una battaglia furiosa coinvolge il quartetto Russell, Piastri, Leclerc e Verstappen.
Con il passare dei giri e il consumo delle gomme, i distacchi si stabilizzano e chi ha più passo riesce a risalire la china. Antonelli raggiunge Hamilton e lo passa; Norris difende bene il terzo posto dall’assalto finale di Russell, seguito a ruota da Leclerc; mentre Verstappen e Piastri crollano nelle prestazioni.
Questo l’ordine dei primi sette al traguardo, con un eccezionale Lawson ottavo, ultimo in zona punti, dopo un’ottima rimonta e un’altrettanta vivace difesa sul rimontate Hadjar.
In qualifica sale il vento e, in generale, i piloti faticano a ritornare sui tempi del venerdì pomeriggio. Le due Ferrari passano il Q1 con gomme usate, mentre Russell vive un grande spavento quando un bloccaggio anomalo a Luffield lo manda in ghiaia e quasi si ritrova insabbiato. Vengono eliminati Colapinto, tradito da un colpo di vento, le due Cadillac, le due Aston Martin e Ocon.
In Q2 è Antonelli a finire lungo per il vento, ma Kimi nel secondo tentativo trova finalmente il colpo e sorpassa Leclerc. Molto in difficoltà le McLaren e Verstappen, costantemente preceduto da Hadjar. Alla fine, come da tre qualifiche a questa parte, passano in Q3 gli otto piloti dei Top Team e le due VCARB.
In Q3 Antonelli mette assieme un giro senza grosse sbavature, se non una piccola incertezza nel primo settore, e si prende la Pole Position. Lo seguono Leclerc, finalmente a suo agio con il setup della SF-26, Hamilton, di poco più lento del venerdì, un delusissimo Russell, e poi Hadjar sorprendente quinto davanti a Norris, Verstappen, Piastri, Lindblad e Lawson.
NASK-ANALISI
L’analisi del sabato di Silverstone, effettuata tramite le telemetrie di F1 Insights Hub, parte da qualche considerazione di carattere generale rispetto alla Sprint.

Abbiamo potuto osservare una forte differenza nell’erogazione tra le diverse squadre. Erogazione che subisce molto l’effetto dell’Overtake Mode, e dei 0.5 MJ in più offerti per il sorpasso, ma che in generale ha visto i motorizzati Mercedes più allegri nel primo settore, e concentrati in una forte ricarica tra Copse ed esse veloci di Maggots e Becketts; e una Ferrari, al contrario, più spostata verso una carica della batteria nel lento e uno sfruttamento del telaio nel veloce.
Al di là dei singoli giri, però, l’impressione è stata quella di una Mercedes con qualche decimo nel taschino, soprattutto quando si tratta di imprimere un passo costante senza strapazzare le gomme. Antonelli e Russell possono come al solito contare su una Power Unit molto costante, che forse riesce a sfruttare meglio gli 8 MJ di ricarica permessi sul giro secco rispetto a Ferrari, sia nel recupero che nell’erogazione. Questo vantaggio porta inevitabilmente a un minor surriscaldamento delle Pirelli, che si nota molto sulla lunga distanza.
Un fenomeno simile è apprezzabile in battaglia, dove Leclerc perdeva più di tutti quando invischiato nelle lotte, e faticava a sfruttare l’Overtake Mode per portare un attacco, al contrario sia delle Mercedes che delle McLaren. Diverso il discorso per Verstappen, rallentato da una Red Bull con poco grip e un consumo delle Medie molto elevato.

Passando all’analisi della qualifica, in Q3, quando conta davvero, siamo tornati ad una situazione molto simile al resto del Mondiale. Quando serve tirare fuori gli artigli, la Power Unit Mercedes mostra un vantaggio significativo.
A Silverstone si è visto in particolar modo nel terzo settore. Leclerc deve recuperare molta energia a Chapel e a Stowe (frecce azzurre), mentre Antonelli ha una spinta clamorosa all’inizio dell’Hangar Straight (stella viola), che gli dà tanta velocità e gli permette di iniziare presto una fase di ricarica molto redditizia. Fase replicata all’ingresso dell’ultima chicane, dove la Mercedes guadagna un surplus di energia che usa in modo molto curioso. Ci torneremo tra poco.

La rappresentazione dell’uso di batteria ed energia mostra esattamente il vantaggio che Antonelli accumula proprio tra Hangar Straight e Stowe. Lì Ferrari è leggermente in affanno, anche se il livello di difficoltà è molto più limitato rispetto al passato, e conferma i progressi analizzati ieri. L’impianto SF-26, tra Power Unit aggiornata con l’ADUO e telaio in versione a basso carico, ha permesso una gestione dell’energia ottima e comunque ben superiore alle attese, soprattutto sul giro secco.

Il grafico del delta conferma un Leclerc in Pole Position fino alle esse veloci, dove perde molto a Chapel per la ricarica e poi patisce per tutto il rettilineo la minore velocità. La Rossa si riavvicina nella percorrenza della chicane di Vale, ma Antonelli sta preparando un’uscita e una percorrenza di Club in trazione in verso e proprio stile dragster (stella arancione).

Questa uscita è collegata a quanto ideato dai motoristi Mercedes sin da ieri.
Poco prima del traguardo, Antonelli e Russell alzano il piede dall’acceleratore, tentando di replicare il trucco bandito dalla FIA dopo Suzuka. Le Power Unit di Mercedes e RBPT-Ford, all’epoca, sfruttavano uno spegnimento di sicurezza dell’MGU-K per spingere al massimo il motore elettrico, il più possibile vicino al traguardo.
In sostanza, quando una F1 2026 approccia la fine del giro di qualifica, avrà una quantità finita di MJ da poter utilizzare. A Silverstone, considerando i 10.5 MJ di energia permessi per un giro (4 MJ della batteria più 6.5 MJ ricaricati), un valore molto basso, è probabile che tutti i piloti arrivassero al momento di trazionare fuori dalla chicane di Vale con poca energia residua a disposizione.
A questo punto, i motoristi devono usare la potenza dell’MGU-K per il tempo residuo del giro di qualifica in modo tale da non eccedere il quantitativo di energia rimasto, dato che l’energia utilizzata è l’integrale della potenza del motore elettrico rispetto al tempo.
Semplificando il ragionamento, le strade sono due: provare a spalmare questa energia residua chiedendo potenza all’MGU-K fino al traguardo, con il rischio che questa potenza debba scendere gradualmente dai 350 kW massimi (sempre rispettando i 50 kW/s di diminuzione massima), oppure ‘sparando’ i 350 kW per più tempo possibile per poi alzare di colpo il piede, e quindi non chiedere più potenza all’intera Power Unit.
I motoristi Mercedes avranno calcolato che, per la W17, era più redditizio un boost unico a 350 kW, anche a costo di chiedere al pilota di alzare il gas prima del traguardo e, sostanzialmente, quasi veleggiare fino alla fine del giro. Vedendo quanto Antonelli guadagna su Leclerc, la scelta sembra indovinata, ma va ricordato che Mercedes ha tarato la ricarica prima della chicane proprio per sfruttare al massimo questo trucco, mentre Ferrari ha usato altrove l’energia disponibile nel giro.
La realtà è che, nell’arco dei 6 km di Silverstone, il vantaggio motoristico di Mercedes è di nuovo tornato alla ribalta, dando ad Antonelli un fondamentale aiuto nell’assicurarsi la Pole Position.
Le due Mercedes partono super favorite per la corsa di domani, con la Ferrari che dovrà provare ad evitare di rimanere invischiata nei primi giri in una serie di lotte che consumano la batteria e fanno perdere un’infinità di tempo. Il vento sarà una variabile importante, con raffiche meno potenti del sabato ma un’intensità più sostenuta che potrebbe mettere in difficoltà McLaren e Red Bull, oggi molto distanti da Ferrari e Mercedes. Sarà poi interessante verificare se il mancato spunto di Hamilton in qualifica, rispetto al venerdì, è figlio di un assetto più improntato alla corsa. E se la ritrovata fiducia di Leclerc nella SF-26 si potrà notare anche nel ritmo sulla lunga distanza.
Notevole, infine, il passo di Racing Bulls che anche nei Supertimes è sempre più vicina ai Top Team.

Buona gara, e ci ritroviamo al PostGP di lunedì!
Luca Ruocco
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