Il sabato di Miami ha offerto una Sprint dinamica e divertente, seguita da una qualifica nella quale le gerarchie del venerdì si sono ribaltate, ristabilite e poi di nuovo ribaltate.

Alla fine, è emerso Kimi Antonelli con la sua Mercedes che, ancora una volta, mostra quanto il vantaggio di motore di cui dispone sia davvero formidabile. La sorpresa di giornata è Max Verstappen, in prima fila con la sua Red Bull, e le due facce della McLaren: vincente nella Sprint, delusa in qualifica.

Leclerc, terzo con la Ferrari, punta a una gran partenza per sognare in grande.

Analizziamo il tutto in questo nuovo appuntamento con Naska Premium.

NASK-ASSUNTO

Dopo una delle Sprint Race più divertenti degli ultimi anni in F2, la F1 offre uno spettacolo più gradevole nella sua gara breve.

Sulla griglia di partenza, quasi tutti i piloti montano gomme Medie nuove. Tra i primi, solamente Max Verstappen sceglie un treno usato, mentre fa scena l’ennesima assenza di una monoposto Audi. Nico Hülkenberg non riesce a schierarsi in griglia per un problema tecnico.

Al via Norris mantiene la testa della corsa, seguito da Piastri e Leclerc. Antonelli scala 4° dopo aver pattinato nei primi metri, mentre Verstappen viene passato da Hamilton per il 6° posto quando la sua Red Bull si ritrova con la batteria scarica alla fine del primo giro.

Antonelli e Leclerc combattono per il terzo posto nei primi km della corsa, con Charles che si lamenta alla radio dei movimenti improvvisi di Kimi, lasciandosi andare a un commento poco lusinghiero riguardo le abilità nel corpo a corpo del pilota italiano.

Con il passare dei giri e il diminuire delle minacce Mercedes, la Ferrari #16 stabilizza il livello di carica della batteria e aumenta il proprio passo: Leclerc inizia l’inseguimento di Piastri, mentre Antonelli finisce nelle grinfie di Russell che lo attacca. Il duello è intenso e, appena dietro, replicato da Hamilton e Verstappen: Max attacca Lewis e, dopo qualche scambio di posizioni, riesce a metterselo dietro.

Russell, invece, fallisce nel tentativo di sorpasso e in pochi giri viene allontanato da Kimi.

Davanti, Norris controlla la corsa senza troppi problemi, mentre Piastri deve sudare per tenere dietro Leclerc. La fortuna dell’australiano è che la Power Unit Ferrari, in debito di cavalli rispetto alla controparte Mercedes, richiede un lungo periodo di ricarica nelle Esse veloci del primo settore.

Questa dinamica impedisce a Charles, che ha qualche decimo di passo nel taschino rispetto a Piastri, di attaccare. Nonostante l’Overtake Mode garantita dal distacco minore di un secondo, Leclerc deve elaborare un piano di ricarica complesso per avvicinarsi alla McLaren. Proprio quando sembra esserci riuscito, un lungo in frenata toglie lo slancio al monegasco.

La gara termina con Norris vincitore, seguito in zona punti da Piastri, Leclerc, Russell, Verstappen, Antonelli, Hamilton e Gasly.

Antonelli perde due posizioni per colpa di 5’’ di penalità rimediati dopo la quarta segnalazione di track limits, avvenuta proprio nell’ultimo giro. Un errore di distrazione che costa due punti al pilota italiano.

Le qualifiche vengono disputate sotto un sole cocente ma un cielo terso, grazie al forte vento che si è alzato su Miami. In Q1 viene eliminato Bortoleto, fermato dall’ennesimo guasto Audi, assieme alle due Cadillac, le due Aston Martin e Lindblad. In Q2 escono Hülkenberg 11°, con l’Audi di nuovo 6° forza, seguito da Lawson, Bearman, Sainz, Ocon e Albon. La Haas, priva di aggiornamenti e rallentata dai pochi cavalli della Power Unit Ferrari, guarda con il binocolo Alpine, che con un certo distacco piazza ben due monoposto in Q3.

Nell’ultimo segmento delle qualifiche la pista è molto complicata. Verstappen è tra i pochi a migliorarsi nel secondo tentativo, mentre Antonelli stampa un tempo eccellente al primo giro e sbaglia subito al secondo.

Alla fine, la Pole Position va alla Mercedes #12, seguita proprio da Max e da Leclerc. Norris è solo 4°, con Russell 5°, Hamilton 6° e Piastri 7°. Ancora una volta, Colapinto brilla sul giro secco ed è 8°, mentre Hadjar precede Gasly in quinta fila.

NASK-ANALISI

La Nask-analisi della Sprint è molto rapida: Norris, favorito dall’aria pulita davanti a sé, ha mostrato nelle nostre metriche un vantaggio di circa due decimi di passo rispetto a Leclerc, stabilizzato sui tempi di Piastri. Eccellente il ritmo di Verstappen, a pochi centesimi da quello di Antonelli e con una buona progressione del finale, mentre delude Hamilton: sono quasi cinque i decimi di passo che lo separano dal compagno di squadra.

Più interessante e completa è l’analisi della qualifica, come sempre elaborata grazie al trattamento dei dati di F1 Insights Hub.

La sessione di prove cronometrate di Miami è forse l’esempio più lampante da inizio campionato della forza del motore Mercedes in Q3.

Va sottolineato, prima di addentrarci nella telemetria, come fossero cambiate le condizioni rispetto alle Qualifiche Sprint: forte vento, maggior grip, e assetti modificati grazie ai dati del venerdì e del sabato mattina.

Ma non solo: visto che la FIA, in previsione della gara bagnata di domenica, ha dichiarato il Rain Hazard, le squadre potranno cambiare alcuni dei parametri sospensivi prima della corsa. Ciò aumenta il grado di incertezza rispetto alla scelta di assetti più o meno aggressivi per la qualifica.

Tirando le somme dei vari cambiamenti, c’è chi ha interpretato meglio la sfida di assetto (Mercedes e Red Bull) e chi è stato preso in contropiede dal cambio di condizioni (Ferrari e McLaren).

Ciliegina sulla torta, le varie squadre hanno potuto modificare le strategie di utilizzo dell’ibrido, prendendo spunto da quanto ideato dagli avversari per la Qualifica Sprint.

Le telemetrie possono aiutarci a cogliere ognuna di queste sfumature.

Partiamo dal confronto tra il giro di qualifica di Verstappen nella Qualifica Sprint (colore giallo) e nella Qualifica del sabato (colore blu).

Il tracciato blu mostra chiaramente la diversa strategia di ricarica impostata dai motoristi di RBPT-Ford. Verstappen recupera energia nella prima parte delle Esse veloci, mentre spinge di più nella parte guidata; poi (seconda e terza freccia verde) spreme la Power Unit di più nel primo dei due rettilinei, il che lascia anche un leggero vantaggio in trazione nella corsa finale al traguardo.

In sé e per sé, questa nuova modalità di erogazione sembra premiante nell’ordine del decimo. Quello che porta il giro di Max ad abbassarsi di quasi mezzo secondo è il grande miglioramento nello sfruttamento del grip della Soft. I quadrati verdi mostrano un enorme salto di prestazione in curva, soprattutto nel tratto più lento della pista.

Una strategia di erogazione simile è stata scelta dagli ingegneri McLaren per Norris. Il tracciato arancione mostra il giro di qualifica di venerdì, mentre quello azzurro il giro del sabato. Norris spreme di più la batteria nel primo lungo rettilineo rispetto a quanto faccia nel secondo (seconda e terza freccia viola). Per riuscirci, deve recuperare più energia nel tratto delle Esse, dove ieri spingeva tantissimo (come Ferrari).

La scelta McLaren non paga. Lando, anche per una forte difficoltà di assetto che lo rallenta in generale nelle curve, perde quasi due decimi verso le Esse (quadrato viola), e ha un altro forte rallentamento in uscita da curva 8 (freccia viola). Nel resto del giro, il maggior spunto nel primo rettilineo viene fortemente scontato nel lunghissimo tratto a gas spalancato del terzo settore.

L’impressione di una scelta di erogazione che non si è legata correttamente alle condizioni è stata confermata dalle parole di Andrea Stella nella serata di sabato: il Team Principal McLaren ha accennato più volte all’estrema volatilità nelle prestazioni di queste Power Unit, dove basta un singolo parametro non ottimizzato per perdere completamente il ritmo.

Anche la qualifica di Leclerc è un esempio lampante di quanto i motoristi abbiano cambiato le proprie strategie di erogazione tra venerdì e sabato. Il tracciato rosso è il giro di qualifica che è valso a Charles la terza posizione.

Mentre venerdì le Rosse spingevano tantissimo nel primo settore, sabato la strategia è stata del tutto capovolta. Più velocità nel rettilineo di partenza, molta ricarica verso le Esse e nella loro prima parte, per poi spingere più forte nel rettilineo centrale. Il terzo settore, invece, ha dei tracciati quasi sovrapponibili.

Visto il guadagno di un solo decimo per la SF-26, non si può dire che la strategia ibrida sia stata rivoluzionaria. Piuttosto, Leclerc – che aveva un tempo ideale in qualifica più basso di quasi due decimi – ha lamentato molta variabilità nel comportamento della Rossa con le Soft nuove. L’assetto non era adeguato alle condizioni e, in generale, la bontà della monoposto sulle gomme nel ritmo gara sembra imporre qualche grattacapo nello sfruttamento del picco di grip in qualifica.

Al di là dei 30cv patiti dal V6 emiliano, che in partenza mettono Charles e Lewis tre-quattro decimi dietro agli avversari in ogni singola pista, sarà importante lavorare sulle Pirelli in qualifica anche per non perdere occasioni come Monaco, dove la Power Unit conterà meno.

Questi lunghi confronti tra i singoli piloti servono ad apprezzare le ragioni alla base dell’eccellente Pole Position di Kimi Antonelli.

Il grafico del delta ci mostra come il vantaggio di Mercedes venga costruito quasi tutto nel tratto che separa la prima curva e l’approccio alle Esse. Qui Kimi guadagna oltre quattro decimi su Leclerc e Verstappen, un tesoretto che resiste fino alla fine del giro. Nel caso della Ferrari, nonostante Charles recuperi alla fine delle curve veloci e nel lento, il valore è praticamente intatto a fine giro, anche grazie a una maggiore quantità di energia disponibile proprio negli ultimi metri.

Rispetto a Verstappen, invece, il vantaggio si assottiglia, ma resiste anche grazie a un’ottima frenata per l’ultima curva.

Il grafico delle velocità è lampante nel mostrare quanto più forte Antonelli riesca ad affrontare il tratto che conduce verso le Esse del primo settore (freccia gialla).

In quei settecento metri è incapsulato l’enorme vantaggio della Power Unit Mercedes. Certo, Antonelli ha affrontato molto bene quasi tutte le curve, rimanendo molto più vicino alle velocità minime di Leclerc rispetto a Verstappen. Ma il vero asso nella manica del pilota italiano è l’incredibile riserva di energia garantitagli dalla Power Unit tedesca. Nonostante abbia spinto di più degli avversari nel primo settore, come Norris e Leclerc nella qualifica di venerdì, Antonelli ha lo stesso andamento di Charles nei rettilinei successivi. Anzi, guadagna leggermente tempo rispetto alla Ferrari e solamente prima di curva 11 perde sostanzialmente rispetto a Verstappen – una perdita compensata dal rettilineo del terzo settore -.

Una dinamica del genere mostra quanto a Mercedes riesca ciò che per gli altri è precluso: la Power Unit della Stella soffre molti meno compromessi, soprattutto nel giro di qualifica.

Non è un caso che Toto Wolff stia combattendo l’ADUO con tutte le sue forze. Questi tracciati di velocità mostrano palesemente quanto un extra bonus di cavalli per Ferrari donerebbe a Leclerc un’elasticità enormemente più grande nel giro di qualifica. E a quel punto, i due decimi pagati nel tratto lento da Kimi peserebbero. Eccome, se peserebbero.

Buona gara a tutti! Ricordate, il Gran Premio scatta alle 19 italiane e non alle 22 per scongiurare il rischio di forti temporali che dovrebbero colpire Miami nel pomeriggio della Florida.

Luca Ruocco