La qualifica di Barcellona, tiratissima, regala un Q3 al cardiopalma, stracolmo di emozioni.

Leclerc, tra i candidati alla Pole Position, sbatte malamente nel primo tentativo. Russell affonda il colpo e stacca Antonelli con una prima dimostrazione di forza dopo mesi molto complessi. E infine Hamilton certifica il gran lavoro degli ingegneri Ferrari, e porta la sua SF-26 aggiornata a un soffio da una clamorosa partenza al palo.

Questi e molti altri gli argomenti dell’analisi Naska Premium sulle qualifiche catalane.

NASK-ASSUNTO

Le terze prove libere presentano un ambiente e una pista del Montmelò ancora più caldi rispetto al venerdì, e con il vento che – come da attese – aumenta man mano di intensità con il passare delle ore.

Una novità importante è l’abbassamento delle pressioni minime da parte di Pirelli, chiaro indice di una grandissima sofferenza per le gomme 2026. Berman, dopo le libere di venerdì, le aveva descritte come dei palloncini sui cui fluttuano queste monoposto.

La sostanza però non cambia: sia le Soft che le Medie, se spinte davvero, continuano a fornire un solo giro buono lanciato.

Russell dà un piccolo strappo rispetto alle McLaren e ad Antonelli, mentre Leclerc con la Ferrari potrebbe terminare il giro a un solo decimo dal riferimento, non fosse per il solito debito di energia dopo l’ultima curva e per qualche sbavatura nel settore centrale.

La qualifica è molto particolare, perché le condizioni cambiano poco – solo il vento raggiunge la più alta intensità del fine settimana -, e così è fondamentale non commettere errori nell’unico giro garantito dalla Soft.

In Q1 la sorpresa è l’ultimo posto di Fernando Alonso, battuto per pochi millesimi da Stroll in una qualifica drammatica per l’Aston Martin. Bottas e soprattutto Perez, infatti, portano la Cadillac vicina al Q2 e staccano nettamente le verdone, relegandole a un ruolo da comprimarie più che imbarazzante.

Giornata complessa anche per le due Haas e le due Williams, che si spartiscono ottava e nona fila. Brutto errore per Lindblad in Q2, che spreca il gran potenziale della VCARB, mentre il colpaccio tocca a Hülkenberg, che entra per la prima volta in top ten con l’Audi.

Nel frattempo, davanti, Q1 e Q2 sono stati molto tirati: Russell, Leclerc e Hamilton si sono contesi la prima posizione. Ciò nonostante, tutti si aspettano un grande salto in avanti dei motorizzati Mercedes nell’ultima porzione della qualifica.

In Q3 arriva subito un grande colpo di scena. Leclerc sbatte alla quarta curva, la curva Repsol, vittima di un approccio troppo aggressivo nel primo tentativo, quando servirebbe invece un tempo cuscinetto da sfruttare per un giro banzai nel finale. Gravissimo errore per Charles che, in quanto a ritmo, poteva tranquillamente puntare alla Pole Position.

Bandiera rossa, e la sessione riprende con le due Mercedes che montano le gomme solo riscaldate nel primo tentativo. La scelta del muretto argentato va verso due tempi consecutivi, senza rifornimento tra loro ma solo con un cambio gomme per montare Pirelli Soft nuove.

L’ultimo push, perciò, diventa per tutti quello decisivo. Verstappen si migliora moltissimo e arriva a giocarsela con le McLaren, impresa che riesce anche a un ottimo Hadjar.

Davanti, Antonelli abbassa il miglior tempo, ma viene battuto di tre decimi da Russell. George non ha la Pole Position al sicuro perché Hamilton vola con la SF-26 negli ultimi secondi della qualifica. Lewis perde la partenza al palo solo negli ultimi metri, e deve accontentarsi del secondo posto per soli 64 millesimi.

Seguono, quindi, Antonelli, Norris, Verstappen, Hadjar, Piastri, Lawson, Hülkenberg e, appunto, Leclerc.

NASK-ANALISI

Tolto il dente, tolto il dolore per i Tifosi Ferraristi: Leclerc ha sprecato una grossa occasione di finire in Pole Position.

Lo ha certificato Hamilton, che al contrario ha completato una gran qualifica, e lo certifica il confronto con Lewis stesso.

Inutile dire che l’errore di Leclerc è un errore di palese esagerazione nell’affrontare la curva Seat. Leclerc percorre la lunga destra quasi 10 km/h più forte che in Q2, finisce largo, perde il posteriore e nel tentativo di non buttare via il giro, subisce un altro sovrasterzo con pendolo che lo manda a muro.

Non è questa la sede per analizzare il momento di Charles – ci torneremo nel PostGP, a weekend concluso – ma è giusto sottolineare come, a Barcellona, il ritmo non fosse un problema per il monegasco. In Q2 era riuscito a sopravanzare Hamilton, e nei tornanti del terzo settore, il punto chiave della pista, aveva un piccolo vantaggio sull’inglese, che, come vedremo, ha perso proprio lì la Pole Position.

Il confronto tra tempi del Q2 e del Q3 lascia il tempo che trova, ma potete notare facilmente come la traccia bianca abbia una velocità minima superiore in curva 12 e curva 10.

Anche il delta tra i due tempi non sale come nel resto del giro: ulteriore segnale di un passaggio molto efficace a fine giro del monegasco, per tutto l’anno più in forma di Hamilton nel contenere le temperature dell’asse posteriore.

Questi ragionamenti, però, rischiano di ridursi a tecnicismi che non devono cancellare il grave errore di Leclerc, come già scritto.

Passando al confronto tra Hamilton e Russell, è interessante notare come rispetto alle libere i motoristi Ferrari abbiano tentato di redistribuire i periodi di LiCo e Superclipping per perdere meno tempo a causa dalla Power Unit.

Russell riesce comunque a guadagnare a fine rettilineo, ma sicuramente la strategia ibrida è migliorata rispetto al venerdì. È molto semplice, però, notare come un debito di energia sia rimasto: fuori da curva 14, Hamilton accelera molto meno di Russell. Ed è proprio nel terzo settore che perde la Pole Position.

Una perdita legata principalmente al motore elettrico che non ha energia da spendere verso il traguardo, ma anche da un passaggio nelle curve 10-12 meno efficace di Russell (per questo si faceva notare come Leclerc sembrasse averne di più in quel tratto di pista). Probabilmente, le gomme Soft di Hamilton hanno patito un giro davvero tirato del campione inglese: impressionante il vantaggio della SF-26 nei curvoni 3 e 9.

Il delta tra Lewis e Russell non fa che confermare quanto appena detto. Dopo il picco di curva 5 dovuto al Lico, nel guidato Lewis guadagna senza sosta, fino a perdere un decimo decisivo in curva 10. Guadagna ancora in curva 13, ma poi la Power Unit e la fiducia in curva 14 non lo sorreggono e, proprio negli ultimi 300 metri del giro, la Pole Position Ferrar sfuma.

Inutile ribadire quanto efficaci siano risultati gli aggiornamenti aerodinamici della SF-26. Su una pista ultra-tecnica, con molto caldo, quindi in condizioni dove si scivola immediatamente, il telaio Ferrari è stato nettamente superiore a quello di tutti gli altri. Basta ritornare al grafico delle velocità per rendersi conto che i tre decimi di motore pagati dalla Mercedes sono sempre lì.

L’ultimo grafico telemetrico, come sempre realizzato grazie a F1 Insights Hub, confronta la Pole di Russell con i giri di Norris, Antonelli e Verstappen.

Il Campione del Mondo, alla guida della McLaren, perde praticamente in tutte le curve, con solamente qualche passaggio interessante come la frenata di curva 5.

Verstappen sfrutta una Red Bull molto più equilibrata rispetto alle libere, e sempre velocissima in rettilineo, per completare due terzi di giri praticamente a livello Mercedes. Poi, nel terzo settore, le gomme Soft lo salutano e perde tutto.

Antonelli, invece, si difende fino all’insidiosa chicane 7-8. Lì e nel tecnico passaggio tra curva 10-12 si annidano le due più grandi perdite rispetto a Russell. Domani Kimi dovrà cercare di limitare i danni in classifica nel caso che la partenza non lo veda sopravanzare George.

Ci salutiamo e diamo appuntamento al PostGP di lunedì con il grafico dei Supertimes stagionali, la misura del potenziale ultimo delle monoposto gara per gara. A voi le facili considerazioni sui tren più interessanti.

Domani la gara si preannuncia difficile, molto strategica – tra le due e le tre soste – e piena di incognite a partire dalla partenza, con il lunghissimo rettilineo verso curva 1.

Luca Ruocco