Il sabato di Shanghai accende la lotta tra Ferrari e Mercedes.

Le Frecce d’Argento continuano a mantenere un vantaggio sulle Rosse, tanto che Russell vince la Sprint e Antonelli si prende la prima Pole Position per un pilota italiano dopo 17 anni, ma Hamilton e Leclerc non demordono.

E si candidano a una gara tutta d’attacco. Ci sarà battaglia domani?

Proviamo a capirlo in questo nuovo appuntamento del sabato con Naska Premium.

NASK-ASSUNTO

La giornata si apre con una delle gare Sprint più divertenti di sempre.

Tutti i piloti montano gomme Medie tranne Hadjar, che tenta la carta delle Soft con la sua Red Bull, e qualche pilota delle retrovie, tra cui Lawson, dotati invece delle Hard.

È una scelta curiosa perché il forte graining atteso per la Sprint, ma anche per domenica, è limitato al meglio proprio mediante l’utilizzo della mescola più dura. ‘’Sprecarne’’ un set per la Sprint, per quanto efficace, potrebbe rivelarsi un boomerang nella gara lunga.

Al via Russell scatta finalmente bene con la sua Mercedes, ma non si può dire lo stesso di Antonelli, che sbaglia a selezionare la mappa da partenza sul volante e perde diverse posizioni. Male anche Verstappen, che rimane quasi fermo, mentre le Ferrari continuano a divorare le prime centinaia di metri.

Leclerc passa Piastri e Antonelli, e si piazza 4°, mentre Hamilton supera Antonelli e Norris ed è 2°. Lewis, durante il primo giro, coglie di sorpresa Russell nel misto e lo infila all’interno di curva 9. Da quel momento, inizia una lunga battaglia, durata diversi giri, nella quale Russell passa la Ferrari, ed Hamilton risponde sfilando nuovamente la Mercedes.

Alla fine, George riesce a completare il sorpasso nel modo più intelligente: affonda la staccata in fondo al rettilineo immenso, giusto prima del tornantino, per poi chiudere Hamilton in trazione e giocarsi in quel momento un piccolo boost di energia tenuto da parte.

È una mossa decisiva perché impedisce il contrattacco della Ferrari e, a quel punto, permette alla W17 di sgranchirsi le gambe e mostrare il vantaggio di passo di cui gode a serbatoi scarichi.

Due piloti riescono a reggere il passo di Russell: il primo è Kimi Antonelli, che risale velocemente da centro gruppo dopo aver colpito Hadjar nelle fasi di partenza e rimediato 10’’ di penalità. L’altro è Leclerc, che ha conservato gomme ed energia senza mai intromettersi nel duello tra Hamilton e George, seguendoli da vicino dopo aver sfilato Norris.

Leclerc attacca e passa e Hamilton e si mette all’inseguimento di Russell, addirittura provando a rosicchiare qualche decimo dalla Mercedes. Ma Lewis non ci sta e prova un controattacco disperato, usando molta energia, che fa perdere oltre 1’’ a Leclerc, permette il riavvicinamento di Antonelli e innesca il graining sulla Ferrari #16.

Kimi ha vita facile nel passare Lewis e nell’attaccare Leclerc, proprio quando Hülkenberg parcheggia la sua Audi a bordo pista. Safety Car, tutti i migliori rientrano ai box per montare il treno di Soft usato in SQ3.

Antonelli scivola dietro alle Ferrari e alle McLaren dato che deve scontare la penalità prima del cambio gomme, mentre Hamilton viene passato da Norris.

Alla ripartenza, Leclerc scoda in uscita dal tornantino e perde l’abbrivio decisivo per rimanere con Russell e sfruttare la mappatura dell’ibrido Ferrari che, nei giri di partenza e ripartenza, sembra particolarmente efficace. Charles entra in zona Overtake Mode nell’ultimo giro ma è troppo tardi per passare Russell.

Dietro, Hamilton sfila Norris senza problemi mentre Piastri e Antonelli combattono per il 5° posto.

Chiudono la zona punti della Sprint Lawson e Bearman, entrambi rimasti in pista durante la Safety Car. Particolarmente efficace, quindi, l’opzione Hard per la VCARB, che rimonta e porta a casa due punti preziosissimi per una scuderia di centro gruppo.

Tempo poche ore ed è il turno della sessione di qualifica ufficiale.

La pista è più calda e più lenta per colpa del vento, ma i rapporti di forza sono molto simili al venerdì. Fuori in Q1 le Williams, le Aston Martin e le Cadillac. In Q2 brutto errore di Bortoleto all’ultima curva, mentre aveva tra le mani il passaggio in Q3, dove invece – oltre ai Top Team – entrano Gasly e Bearman, i soliti noti del centro gruppo.

In Q3 il primo colpo di scena è un guasto all’ibrido che ferma Russell mentre prova a lanciarsi per il primo tentativo. Dopo una serie di reset ai box, George riuscirà a ripartire per un ultimo giro lanciato in extremis.

Dietro di lui, combattono Antonelli, le due Ferrari e le due McLaren. Kimi ottiene un grande aiuto dal motore in Q3 e mette assieme un giro pulito. Tanto basta a prendersi la Pole Position: il più giovane pilota della storia della F1.

Le due Rosse riescono a tornare sui tempi del Q2 negli ultimi secondi, mostrando che in qualifica le SF-26 soffrono la Power Unit che si plafona e non fornisce cavalli extra. Sia come sia, basta per una seconda fila tutta Ferrari: Hamilton precede Leclerc di 13 millesimi.

Davanti a loro c’è Russell, che riesce ad affiancare Antonelli nonostante un Q3 tutto in affanno e per nulla ottimizzato.

Terza fila McLaren, con Gasly ancora una volta 7°, che precede un furente Verstappen, seguito da Hadjar e Bearman.

NASK-ANALISI

Ancora una volta, nonostante gli algoritmi di correzione impostati da F1 Insights Hub, dobbiamo trattare i dati emersi dalle telemetrie di questo sabato cinese con estrema cautela.

Pensate che, studiando i rilevamenti di Verstappen, Max risulta oltre 2’’ dietro a Gasly dopo poche curve, per poi finire a due decimi al termine del giro.

Non cambia l’antifona se approcciamo allo studio dei giri di Antonelli, Hamilton e Piastri: Kimi ha una serie di buchi nella primissima parte del giro che portano a tracciati quantomeno curiosi ma, di certo, tutt’altro che affidabili.

Integrando i dati di velocità con il delta, possiamo solamente abbozzare un confronto che ci racconta una storia ormai consueta, per quanto siano passate solo tre delle 28 sessioni di qualifica del 2026.

Ferrari e McLaren continuano a reggere molto bene il confronto in curva, rispetto a una Mercedes palesemente ottimizzata per affrontare le pieghe in maniera stabile e il più possibile integrata al mostruoso recupero di energia del quale dispone. Una volta sui rettilinei, Antonelli guadagna tutto il vantaggio che il cronometro mostra sul traguardo.

Gli andamenti raccontano di una SF-26 ancor più superiore in curva rispetto a Melbourne, sia nei confronti di Mercedes, sia nei confronti di McLaren, che inizia a sfruttare con più efficacia i cavalli tedeschi nei dritti.

Tenendo un attimo da parte il discorso gara, la qualifica della Cina ha confermato come un telaio migliore, in questa F1, non possa minimamente bastare rispetto a una Power Unit con tanto vantaggio.

E riguardo a questa riflessione, è davvero interessante integrare le parole di Leclerc nel post qualifica. Charles ha scelto un assetto da gara, e ok, e sicuramente le due SF-26 erano più ‘robuste’ da un punto di vista dell’ibrido rispetto a ieri. Ma il monegasco ha chiarito di averci messo del suo nel non ‘innervosire’, passateci il termine, la centralina. In queste prime qualifiche dell’anno – purtroppo – il ruolo del pilota sembra essere completamente cambiato sul giro secco.

Al posto di attaccare le curve, serve calmarsi ed essere incredibilmente costanti e ripetitivi. Il cronometro premia il pilota che affronta il giro al 99% ma non scoda mai – e in questo è bravissimo Russell – mentre un funambolo del giro secco alla Leclerc, se attacca troppo la prima sequenza di curve, rischia solo di mandare temporaneamente in crisi l’ibrido, per una porzione del giro o per tutta la tornata.

Non è un caso che, nel primo settore, il miglior parziale di Leclerc sia uscito fuori in Q2, quando Charles non ha ‘’esagerato’’ come in Q3.

Vista l’assenza di una telemetria affidabile, prima di passare alla Sprint, un’occhiata ai cari e vecchi settori può aiutarci, come ieri, a capire qualcosa di più rispetto alle forze in campo.

Nella qualifica di sabato la Ferrari è riuscita a chiudere leggermente il gap rispetto a Mercedes nel primo settore, rimanendo in media meno di un settore dietro ai riscontri migliori. Nel secondo settore, quello dei curvoni e del passaggio ultra-tecnico di curva 9-10, Leclerc è il più veloce di tutti, con Ferrari e Mercedes che allungano di circa un decimo rispetto a McLaren.

L’ultimo settore, il tratto di ‘’motore’’ di Shanghai, premia Mercedes, che allunga rispetto a Ferrari di circa due decimi in media. Solamente le due McLaren riescono, a tratti, ad avvicinarsi ai riscontri di McLaren, mantenendosi a un decimo dalle Stelle.

L’ennesima conferma della natura strettamente motoristica del vantaggio finora incolmabile che premia Russell e Antonelli.

Prima di chiudere con le prospettive verso domani, tramite l’analisi della Sprint, non si può non menzionare il complicatissimo weekend di Verstappen e della Red Bull. SuperMax accumula, nei primi due settori, un ritardo di quasi quattro decimi rispetto all’Alpine di Gasly.

Se è vero che la Red Bull recupera qualcosa sul dritto, le enormi difficoltà in curva testimoniano una grave carenza telaistica che va ben oltre le aspettative successive ai test o a Melbourne. Servirà un grande sforzo di aggiornamenti a Suzuka.

Il confronto tra il passo di Leclerc e quello di Russell durante la Sprint Race ci mostra che, una volta liberatosi di Hamilton, Charles sfrutta al meglio le gomme risparmiate nei primi giri per attestarsi sui tempi di Russell.

L’attacco di Hamilton al 9° giro ci ha purtroppo privato di un confronto che sarebbe stato estremamente interessante ed istruttivo verso la gara di domani.

Quanto è certo è che, a serbatoi scarichi, sul passo le Rosse sembrano reggere molto meglio che in qualifica. Mercedes può sempre godere di un buon vantaggio sul dritto e, quindi, nel terzo settore guadagna sistematicamente.

Ma la bontà del telaio Ferrari, che si è intravista durante la Sprint, dovrebbe aumentare i suoi effetti durante la gara vera e propria, soprattutto nella prima metà, quando il carico di carburante sarà triplo rispetto alla Sprint.

Abbiamo visto come Russell, pur con un vantaggio di passo, fatichi a staccarsi se portato in battaglia; allo stesso tempo, però, un lungo duello costa tanta vita delle gomme. Molto dipenderà dalla partenza, ma non è detto che gli strateghi di Maranello non calino qualche asso a sorpresa per attaccare Mercedes e metterla in crisi sfruttando i momenti iniziali della corsa, quando le Rosse dovrebbero essere più veloci.

Attenzione, poi, ai colpi di scena, le Safety Car e l’affidabilità: un guasto come quello della qualifica sarebbe costato uno zero a Russell, fosse capitato in gara.

Ciò che è sicuro è che, rispetto a Melbourne, il pronostico è molto più aperto. Le Ferrari partono da sfavorite, ma possono giocarsela.

Buon divertimento a tutti!

Luca Ruocco