Le previsioni del venerdì trovano riscontro: Russell si prende una Pole Position perentoria e solo l’incidente di Verstappen nega una prima fila tutta argentata.

Eppure, in Austria è successo di tutto. Proprio il botto di SuperMax aveva fatto assaporare a meccanici e tifosi Ferrari una prima fila tutta Rossa, con Leclerc davanti a Hamilton; la SF-26 ha rassicurato ma non convinto; e infine i grandi sconfitti di giornata sono gli uomini McLaren.

Analizziamo tutto quanto è successo con Naska Premium.

NASK-ASSUNTO

La terza sessione di prove libere mostra una McLaren in ottima forma ma senza il guizzo velocistico del venerdì. Verstappen continua a non trovarsi del tutto bene con la propria Red Bull, ma segna dei tempi alquanto competitivi e sembra poter dire la sua, almeno sul giro secco.

I protagonisti del mezzogiorno, però, sono Hamilton e i due piloti Mercedes.

Lewis si ferma a un decimo dal miglior tempo, certificando un grande progresso nell’assetto della SF-26. Leclerc, al contrario, fatica a mettere assieme il miglior giro ma mostra qua e là degli sprazzi di competitività.

Per quanto riguarda Antonelli e Russell, i due sono separati da 38 millesimi, che raccontano però molto poco della loro sessione. Kimi è subito velocissimo e trova i riferimenti con grande facilità. Russell, al contrario, lavora tantissimo sull’assetto e solo nel finale trova un buono spunto.

Le difficoltà di George proseguono nelle prime due sessioni di qualifica. Il nervosismo di Russell è talmente importante che, stancatosi delle continue lamentele via radio, Toto Wolff interviene per suggerire al campione inglese di concentrarsi solamente sulla guida.

In Q1 vengono eliminate le due Aston Martin, ormai più vicine alla tagliola del 107% che al Q2, le due Cadillac e le due Williams, alquanto deludenti su una pista dove Sainz e Albon, al giovedì, speravano in qualcosa di meglio.

In Q2 rischia di non passare il taglio Max Verstappen, graziato dai 40 millesimi che lo separano da Gasly a fine sessione. La Red Bull #3 affronta infatti i primi due segmenti delle qualifiche con un solo treno di gomme nuove, avendo a disposizione solamente tre Soft contro le quattro di tutti gli altri. Il motivo di questa discrepanza sono le libere quasi tutte disputate su gomma rossa, per portare domani in gara due treni nuovi sia di Medie che di Hard. In caso di gara a tre soste, Verstappen sarà l’unico a potersi permettere di non utilizzare proprio le gomme più soffici.

Arrivati in Q3, proprio la Red Bull di SuperMax e le due Mercedes si contendono la Pole Position nel primo run. Il secondo e ultimo tentativo vede però i piloti Ferrari migliorarsi moltissimo.

Prima Hamilton (autore di un errore nel primo giro lanciato) e poi Leclerc fanno segnare la Pole Position provvisoria. Alla fine del secondo settore, Max è in linea con il tempo di Charles, come Antonelli, mentre più indietro Russell ha circa un decimo di vantaggio a due terzi di pista.

Verstappen, però, perde il controllo alla velocissima curva Rindt e sbatte. La direzione gara espone una singola bandiera gialla per 22 secondi, poi passa alla doppia bandiera gialla che annulla automaticamente il tempo di chi transita dal luogo dell’incidente.

Nei 22 secondi di intermezzo, Antonelli abortisce il giro, mentre Russell è più freddo ed esegue alla perfezione quanto richiestogli in condizioni di singola gialla; alza il pedale dall’acceleratore, non si migliora nel microsettore del crash e poi riprende a spingere.

Tanto basta al pilota Mercedes per battere le due Rosse e prendersi la Pole Position. Seguono quindi Leclerc, Hamilton, Antonelli, Verstappen, le due McLaren autrici di un giro pulito meno veloce delle Ferrari, Hadjar e le due VCARB, nettamente quinta forza in pista.

NASK-ANALISI

L’analisi telemetrica delle qualifiche, come sempre effettuata grazie ai dati di F1 Insights Hub, non può che partire dalla controversia sulla Pole Position di Russell.

Secondo il regolamento, non c’è alcun appiglio per pretendere l’annullamento del giro di George. Russell passa in curva Rindt mentre sono esposte le sole bandiere gialle. A differenza di Antonelli, che alza il piede completamente – Kimi pensava a doppie bandiere gialle, forse esortato dalla comunicazione celere e animata di Bono -, Russell esegue il minimo sindacale richiesto a un pilota in questa situazione.

Rallenta molto prima rispetto al suo giro precedente (quadrato giallo), alza il piede quanto basta, e poi riprende a spingere.

Globalmente, l’inglese della Mercedes perde poco più di un decimo sul cronometro, almeno rispetto al giro meno tirato del primo tentativo.

Non sussistono, quindi, ragioni per annullare il giro di Goerge, e la segnalazione che il suo tempo fosse cancellato per bandiere gialle, per quanto è stato possibile comprendere, sembra sia stata solamente un’errata azione automatica del sistema di cronometraggio.

Sarà Alberto, nel PreGP, a disquisire dei temi ‘etici’ legati a quanto accaduto in qualifica. Qui ci limitiamo a segnalare come a Barcellona, dopo l’incidente di Leclerc, sia stata esposta bandiera rossa 15 secondi dopo lo sventolio delle bandiere gialle. In una curva, la Seat del Montmelò, meno veloce della Rindt e con una via di fuga in asfalto.

È veramente complicato immaginare quale logica abbia determinato un’azione non solo simile, ma ben più rapida nel fermare la sessione, vista la pericolosità della curva e il botto di Max che, per quanto poco preoccupante, aveva attivato la procedura di dispiegamento della Medical Car.

Piuttosto, confrontando i due giri di Russell è interessante notare un utilizzo ancora più spinto della Power Unit nell’ultimo giro del Q3, con un’accelerazione tra curva 3 e 4 davvero devastante.

Il confronto tra Russell, Norris e Verstappen certifica una netta differenza tra Mercedes e McLaren nell’utilizzo delle mappe ibride, qualcosa che avevamo già segnalato ieri dopo le libere.

Mercedes costruisce poi la Pole Position su passaggi competitivi almeno quanto Verstappen e Norris in curva, e una scelta curiosa ed efficace di limitare la spinta e massimizzare la ricarica tra curva 4 e curva 6, l’unico allungo dove Russell non vola.

Il confronto tra i tracciati di George e Leclerc, invece, è molto simile a un primo impatto a quanto visto ieri.

Scavando più a fondo, però, ci si rende conto di come la SF-26 sia tornata molto forte in curva, con ottimi passaggi di Charles nei tratti più lenti e forse qualche piccola difficoltà solo nei tratti più veloci, dove il monegasco paga l’approccio cauto da lui stesso raccontato.

Come si può facilmente vedere dal grafico del delta, escludendo il passaggio in curva 9 per via della bandiera gialla, Leclerc fino alla fine del tratto guidato a metà pista (curva 8) è a un decimo dal tempo di Russell, nonostante dei distacchi in rettilineo che già in quel momento determinano circa 3 decimi di ritardo.

Il gap si amplia nei due ultimi allunghi, dove la Ferrari va completamente in debito di energia, soprattutto uscendo dall’ultima curva.

Per ora, l’aggiornamento ADUO non ha quindi risolto le grandi magagne di ricarica della Power Unit italiana. La speranza, prima del weekend, era che al di là della potenza pura, si vedesse qualche miglioramento proprio nella gestione energetica.

Gestione che, come potete palesemente vedere dal grafico del delta, rimane invece deficitaria. È molto probabile le condizioni di Spielberg e il disegno del tracciato abbiano esacerbato il problema. Da Montreal a Barcellona, le Rosse avevano trovato terreno fertile nel recupero di energia in frenata. Ricorderete come al Montmelò, le SF-26 approfittassero del Lift&Coast nel secondo settore per recuperare energia senza perdere troppo tempo.

Il Red Bull Ring, da metà pista in poi, non offre curve abbastanza lente per applicare questo metodo, e quindi – nonostante il grande recupero prima di curva 4 – le Rosse hanno pagato enormemente la minore efficacia nell’impiego del Superclipping, la modalità di recupero migliore nelle curve di scorrevoli e di media velocità.

Molto probabilmente, poi, il turbo piccolo delle Rosse, impossibilitato dal regolamento a girare più veloce degli avversari (il limite di 150.000 rpm è raggiungibile da tutti), avrà faticato a pieno carico per via dell’altitudine.

L’insieme di tutti questi fattori hanno determinato un distacco netto sul giro secco per la Ferrari, ma comunque molto più basso che ad inizio stagione su piste complicate per la ricarica come Melbourne e Suzuka. Lo certificano i Supertimes.

Buona gara e a lunedì con il PostGP.

Luca Ruocco