Ogni volta che la Ferrari non vince, o fa qualche errore grossolano, viene massacrata dai media. I tifosi non guardano la tv. Si sprecano i Meme.
Perché accade? È giusto così? Ma soprattutto, è questo il motivo per cui la Ferrari non vince da quasi vent’anni? C’è troppo pressione mediatica?
Ma soprattutto, succede solo con la Ferrari, in Italia, oppure succede anche in Inghilterra con McLaren e Williams, in Germania con Mercedes, in Austria e Olanda con Red Bull…?
È da tanto che ho queste domande che mi ronzano in testa. E proprio da qui è nata la ricerca per questo video.
Come potete immaginare non è stata una ricerca semplice. E la risposta a queste domande, essa stessa non è semplice né banale. L’approfondimento di oggi, quindi, si dividerà in 7 capitoli.
Nei primi 6 analizzeremo 6 team e il rispettivo rapporto con i media nazionali. Per capire se il rapporto tra squadra di F1 e media sia bene o male lo stesso in tutto il mondo o se siamo soltanto noi italiani ad essere ossessionati con la Ferrari. Oltre alla rossa, analizzeremo anche Alpine, Red Bull, Mercedes, Williams e McLaren.
Nell’ultimo capitolo, infine, tenteremo di fare un passo in più e rispondere ad altre domande. Si possono controllare i media? O meglio, un team di F1 può controllare la narrazione di quello che gli succede? Qualcosa del genere aiuterebbe la Ferrari? I media influiscono negativamente sulla Ferrari?
È ora di scoprire tutto ciò che abbiamo raccolto.
CAPITOLO I – LA FERRARI
La maggior parte di chi sta seguendo questo video è italiano e appassionato di F1.
Metti assieme le due cose e avrai una persona che sa benissimo quanto la F1, in Italia, significhi Ferrari.
Gli esempi a sostegno di questa tesi sono infiniti. Pensiamo al più recente di tutti: Andrea Kimi Antonelli.
Un pilota che è arrivato in F1 con un hype clamoroso. 18 anni, pupillo di Toto Wolff, va diretto in Mercedes, uno dei quattro Top Team, e come se non bastasse sostituisce Sir Lewis Hamilton. Il primo pilota italiano dopo decenni che può avere le carte in regola per vincere un mondiale (talento e top team), in una F1 dove, Giovinazzi a parte, gli italiani sembrano inesistenti.
In qualsiasi altra nazione al mondo, Antonelli sarebbe il centro dell’attenzione della stampa e del pubblico. Continuamente. Eppure, Da noi non lo è.
Pensate che, nel Gran Premio del Belgio di fine luglio, Leclerc è stato menzionato dai commentatori di SKY Italia per 100 volte, tonde tonde. Antonelli? Solamente 44.
Sarà forse perché Kimi nelle retrovie mentre Leclerc si giocava il podio? Non proprio, dato che SKY UK, ha visto Charles menzionato 46 volte e Antonelli 32.
La proporzione è un filino diversa.
E poi, i commenti impietosi sotto i post di Kimi dopo l’incidente di Zandvoort con Leclerc, pieni di insulti e schifezze, tutti da tifosi italiani.
L’italia in Formula 1 non tifa i piloti italiani. Tifa la Ferrari. (ovviamente parlo dei grandi numeri, della massa).
Sentite questa: Baku. L’ultima gara corsa nel momento in cui registro. Hamilton fuori in Q2, Leclerc sbatte in Q3, e poi un risultato anonimissimo…P8 e P9.
Sabato, La Gazzetta dello Sport ha dedicato il 100% dello spazio dedicato alla F1… alla Ferrari. Un’intera pagina dopo le libere promettenti. Domenica, dopo le qualifiche, il 50% dello spazio: nella prima pagina il titolo era Ferrari, che botto! Nella seconda, Verstappen, che colpo!
Stesso identico copione lunedì, dopo la gara: Ferrari da incubo, sempre nella prima delle due pagine dedicate alla F1, Max da sogno nella seconda. Ad Antonelli è stato riservato un piccolo occhiello da cinque righe nella parte alta della pagina.
Finiamo il racconto con martedì: mega paginone con due facciate, entrambe dedicate alla Ferrari che delude.
Su 7 pagine dedicate alla F1 nell’arco di quattro giorni, 5 erano dedicate alla Ferrari. Il 71% dei contenuti.
Prendiamo Roberto Chinchero: scrive per Motorsport.com, sentiamo la sua voce su SKY in cabina di commento, insomma, possiamo dire il numero 1 dei giornalisti di F1 in Italia? Durante il weekend di gara, Chinchero scrive una serie di editoriali. Se ci fate caso, dopo qualifiche e gara lo schema è sempre lo stesso: un pezzo per la Ferrari, un pezzo per l’altro argomento caldo della giornata.
Terruzzi Racconta. Dopo Baku, l’argomento Ferrari ha aperto la puntata e ha coperto il 33% del minutaggio totale.
Ho preso tre esempi a caso, ma in generale quasi tutti se non tutti gli editoriali italiani danno più spazio alla Ferrari.
Ma senza andare troppo lontano, lo facciamo anche noi! Nonostante vi parliamo di tutto e tutti, tendenzialmente dedichiamo più spazio alla Ferrari, perché questo canale è italiano, e la legge della domanda e offerta mi dice che c’è più interesse per la Ferrari. Se questo canale fosse Argentino dedicherei più spazio a Colapinto.
Bene. Questo è come funziona l’Italia.
E all’estero, come funziona il rapporto con la Ferrari? Prendiamo il Podcast di The Race, che ospita le firme inglesi più prestigiose nel paddock.
Sapete quanto tempo hanno dedicato alla Ferrari? 3 minuti su 59. Il 5% circa della puntata.
Praticamente, il nulla. E la stessa cosa è valsa per gli articoli sul sito. Da domenica a giovedì, la gara della Ferrari ha meritato un solo articolo dedicato, e anche molto breve. L’argomento era il mancato swap tra Hamilton e Leclerc.
Per il resto, nessun approfondimento su cosa non funziona, sulle scelte di assetto sbagliate, sul plank e quant’altro: banalmente, la Ferrari è andata piano a Baku, come è andata piano tutto l’anno, e la cosa non fa più notizia.
Questo era l’esempio più recente, ma se si va indietro ce ne sono innumerevoli altri. E questo ci fa capire una cosa sola.
L’ossessione “Scuderia Ferrari” è una cosa tipica italiana. All’estero, se la Ferrari non vince, non interessa. E questo, indubbiamente questo ha un peso sulla Scuderia…ma ci torneremo alla fine del video su questo ragionamento. Prima, dobbiamo indagare come vengono trattati i team di F1 all’estero.
Pesci in faccia o carezze?
CAPITOLO II – ALPINE
Iniziamo dall’Alpine. Scuderia francese, di proprietà di Renault, con un grosso passato alle spalle, in lento declino da qualche anno e addirittura destinata a montare la Power Unit Mercedes nel 2026.
Niente più motori fatti in Casa per uno dei Costruttori più leggendari di questo Sport.
Il 2025 è un incubo. Ultima nella Classifica a squadre, il suo Team Principal si è dimesso dopo che il fratello è stato arrestato, hanno puntato tutto sul 2026 e quindi la monoposto non viene aggiornata se non in qualche dettaglio…
Come viene vissuta questa situazione? Articoloni francesi sul disastro F1? Approfondimenti editoriali sur le “disastre Alpine”?
Niente di tutto ciò.
O meglio…Il giornale “L’Equipe” parla spesso di gestione caotica e di tanta incertezza sul futuro. Vengono spiegate le mosse di Briatore in tema di piloti, l’hanno scorso hanno criticato aspramente la decisione di chiudere il reparto Power Unit. Quindi, i giornali non sono del tutto indifferenti. Eppure, è difficile trovare lunghe inchieste sull’Alpine la sua situazione in F1.
Questo perché in Francia l’Alpine viene vissuta come un team più o meno al livello degli altri. Ma perchè? Forse perchè non ha stravinto quanto la Ferrari? Perchè non ha la sua storia quasi secolare?
Non proprio. Anzi, non solo! La realtà è che il team Alpine…non è francese! Se vince, suona la Marsigliese sul podio, ok, ma il team è inglese. La sede è a Estone, in Inghilterra. E prima era Toleman, poi Benetton, poi Renault, Lotus e ancora Renault/Alpine. Parliamo di uno dei team inglesi con più storia. Chi costruisce le monoposto, chi le disegna e chi le gestisce in pista è inglese, al 100%.
Pensate che l’Alpine è la scuderia per la quale tifa Jeremy Clarkson. Perché? Perché è vicina a casa sua. Semplicissimo.
Sembra una barzelletta, lo so, ma le critiche peggiori alla gestione dell’Alpine non arrivano dalla Francia, ma dall’Inghilterra. Ecco, i giornalisti inglesi non si risparmiano per nulla nel massacrare la dirigenza Alpine. Forse perché i grandi capi non sono inglesi, mentre la squadra lo è? E poi diciamocelo, a chi non piace criticare i francesi? ahahah
Vi traduco qualche titolo di vari commenti pubblicati dopo che Oakes si è dimesso: abbandonare la nave sembra saggio; QUANDO SI MOSTRERÀ IL VERO ARCHITETTO DI QUESTO CAOS? [RIFERITO A LUCA DE MEO, AI TEMPI ANCORA CEO DI RENAULT]; COSA VI ASPETTAVATE?; PROVA CHE ALPINE PENSA ALLE FINANZE, NON ALLA PISTA.
Quindi, nonostante l’Alpine sia l’unico team francese, in Francia la trattano in maniera simile a tanti altri: nessuna critica risparmiata, ma nemmeno un’ossessione tipo la nostra per Ferrari.
CAPITOLO III – RED BULL
Un discorso molto simile si può fare per la Red Bull.
Ma come…il red bull racing team non è austriaco? Beh, la proprietà è metà austriaca, metà thailandese, Helmut Marko che è austriaco…
Eppure, anche questo team è 100% inglese. Addirittura, dal 2026 si costruiranno in casa le Power Unit, diventando l’unica squadra assieme a Ferrari che progetta e costruisce l’intera monoposto nello stesso campus.
Nemmeno Mercedes ha una sinergia così stretta, dato che le sedi di motore e telaio sono separate da una trentina di km.
Quindi, come viene trattata Red Bull dai media?
Per quanto riguarda i media inglesi, Red Bull ha tanto spazio… quanto merita. Tanti elogi e altrettante critiche, anche aspre: un esempio è il trattamento riservato ai tanti secondi piloti che sono passati accanto a Max. I media inglesi non hanno mai risparmiato frecciate alla gestione dei secondi piloti.
Al contrario dell’Alpine, però, di cui in Francia non si dà un peso esagerato, beh per la Red Bull, invece, il focus sul team è molto forte in Austria.
In patria il team ha un’esposizione mediatica simile a quanto ce l’abbia la Ferrari in Italia. vengono spesso riprese le parole di Marko, che tra l’altro è austriaco, e molto spesso la stampa viene utilizzata da Red Bull stessa per smentire o confermare le varie voci.
Eppure, della red bull, se ne parla tantissimo anche in Olanda! Ma questo non accade perché l’Olanda è ossessionata dal team red bull. Accade perché l’Olanda è ossessionata da Verstappen. E il red bull racing team, quindi, diventa di conseguenza il bersaglio degli scoop. Il Telegraaf, uno dei più importanti quotidiani olandesi, è diventato una vera e propria istituzione riguardo gli scoop riguardanti la Red Bull. Sulle sue pagine sono uscite le prime notizie sullo scandalo Horner, e non è un caso.
Ovviamente, assieme a tanta attenzione arrivano altrettante critiche: sia dall’Austria che soprattutto dall’Olanda, quando la Red Bull ha perso competitività tra metà 2024 e metà 2025, le critiche non sono mancate. Hanno calcato molto la mano sulle sensazioni di Verstappen poco ascoltate o sulle tante persone che hanno abbandonato l’ufficio tecnico negli ultimi mesi.
Allo stesso modo, una volta che Max ha deciso di rimanere e, arrivato Mekies, la situazione è tornata a calmarsi e da Monza sono anche tornate le vittorie, beh, la situazione si è per forza di cose calmata.
Insomma, la Red Bull in Austria è al centro dell’attenzione. Sia per motivi di patria, sia, soprattutto perché è una vera protagonista della F1. Fossero sempre ultimi penso ne parlerebbero meno. Ecco, possiamo dire che Olandesi e austriaci trattano Red Bull nel modo più vicino a come noi trattiamo la Ferrari. Vicino eh. Non ai livelli dell’ossessione italiana sul cavallino.
CAPITOLO IV – MERCEDES
E ora passiamo alla Mercedes…mi spiace essere ripetitivo, ma non so cosa farci.
Mercedes, anzi, Mercedes-Benz, team tedesco al 100%! Macchè. Anche la Mercedes è un team 100%…ingleseeee! Addirittura, i motori vengono progettati e costruiti in Inghilterra. Solo la proprietà è tedesca. Anzi, solo il 33% della proprietà è tedesca, dato che gli altri due terzi sono divisi tra Ineos e Toto Wolff.
Quindi, per quanto riguarda i media inglesi, il discorso è un copia e incolla rispetto a Red Bull. Quando Mercedes è al centro della scena, se ne parla tantissimo, quanto fatica se ne parla comunque perchè è un top team, ma se ne parla meno.
E in Germania, invece? Nonostante la proprietà della squadra sia suddivisa, il nome rimane Mercedes, il logo rimane Mercedes e quindi si dà un po’ più spazio rispetto agli altri team.
Ad esempio, Michael Schmidt, che è il giornalista di F1 più importante in Germania, ha dedicato un editoriale al perché la Mercedes sia andata così forte a Baku.
Quindi, c’è un’attenzione anche importante, come c’è per Audi e il suo arrivo nel 2026, ma le critiche sono abbastanza tranquille rispetto a quanto siamo abituati.
Al massimo, si è parlato di riunione d’emergenza nell’ex-impero Mercedes, quando si sono ritrovati dopo il Belgio per discutere della sospensione posteriore evoluta che non funzionava. Ma nessuna gogna mediatica come in Italia per la sospensione Ferrari.
Quindi, c’è un interesse speciale per Mercedes e Audi in Germania, ma nulla di troppo spinto. Ma è comprensibile: l’Audi in F1 ancora non è arrivata, la Mercedes è in realtà inglese e in Germania la F1 non ci corre più dal 2019. Quindi, niente di lontanamente comparabile rispetto a Ferrari.
CAPITOLO V – WILLIAMS
Con il capitolo sulla Williams iniziamo ad avvicinarci alla parte più interessante di questo video.
Arrivati a questo punto del video, diventa abbastanza semplice capire come i media inglesi trattano Williams e McLaren. Già, perchè nonostante queste due abbiano una storia gloriosa, tantissimi mondiali e leggende, se il 70% della griglia di F1 è inglese, perchè 7 team su 10 hanno sede in inghilterra, Red Bull, Mercedes, Alpine, Williams, McLaren, Haas, Aston Martin, inevitabilmente le notizie e gli spazi editoriali si diluiscono. Aggiungeteci la Ferrari che anche lì è sempre un argomento di discussione, e insomma, diventa un po’ una ruota che gira.
Chiaro, quando la Williams nel 2019 arrivava in ritardo ai test e con una monoposto irregolare, non sono mancate le critiche, anche aspre. Ma l’aspetto interessante del modo di raccontare la F1 in Inghilterra è che ci sono talmente tante storie, che la varietà la fa da padrona.
Dopo un qualsiasi Gran Premio, c’è sempre una squadra inglese che è andata bene e una che è andata male. Se poi pure nella scuderia italiana ti ritrovi un pilota inglese, allora devi per forza parlare di tutti.
Capite perché è impossibile dire se i media sono ossessionati con una squadra, o se la trattano bene o male?
Bene, ora seguitemi bene perché questo passaggio è importante. Dato che mi sono rotto le palle di ripetere sempre le stesse cose, dato che son tutti inglesi qua, è arrivato il momento di fare un passo in avanti e andare più a fondo in questa analisi.
Approfitto del fatto che stiamo parlando della Williams per cercare di capire se una squadra di F1 può cambiare la narrazione che la circonda. Se può influenzare i media. Già! È importantissimo questo. Non ho detto “se il media può influenzare la squadra”. Ma ho detto “se la squadra può influenzare i media”. E qui la storia si fa ancora più interessante.
Melborune 2024. Vediamo chi di voi si ricorda cosa era successo…pensateci un attimo…Williams? Ricordate quando Albon andò a sbattere nelle libere, ruppe il telaio e la squadra non aveva una scocca di scorta?
Dovettero lasciare a piedi il povero Sargeant. Ecco, come reagirono i media inglesi?
Furono duri. È inevitabile. C’è chi parlò di una squadra imbarazzante per la F1. Ed era una situazione imbarazzante per davvero. E i primi ad ammetterlo furono gli stessi membri del team. Il Team Principal Vowles non disse “dobbiamo capire…”. No. Descrisse la situazione come inaccettabile.
Eppure, per quanto dure siano state alcune critiche, il racconto della situazione che era davvero IMBARAZZANTE fu gestito con molta calma e molta comprensione dai media inglesi.
Perché? Perché un mese prima di questo caos, quando han presentato la macchina, Vowles non ha detto “saremo competitivi, punteremo ai punti”. No. Ha detto chiaramente che stavano messi male.
Raccontò tutto. Dall’aver abbandonato Excel come programma per gestire la produzione in fabbrica dell’auto, alle scelte sullo sviluppo, all’eccesso di sviluppo sul fondo che poi aveva trascurato gli altri componenti.
I giornalisti sapevano come stavano le cose. Quindi hanno spiegato la realtà.
Esattamente come quest’anno, sin dall’inverno, la Williams ha spiegato che la monoposto 2025 non verrà aggiornata. Se non per due cosette. Addirittura, il telaio è lo stesso del 2024.
Mettendo le mani avanti in questo modo, usando furbescamente la comunicazione, facendo capire che al momento non sei un top team…beh tutti i buoni risultati della Williams suscitano interesse, producono elogi… roba del tipo: caspita, questi progettano la macchina e gli aggiornamenti prima dei test, e sono quinti in classifica costruttori.
Sainz che fa podio a Baku diventa un successone! Se avessero mantenuto il segreto su tutte le scelte, magari i commenti sarebbero stati meno positivi.
CAPITOLO VI – McLAREN
Un esempio recente della stessa dinamica lo troviamo anche per la McLaren.
Chiaro che, nel 2025, della McLaren si parla solo bene. Grazie al ca**o.
Ma tanti hanno la memoria corta… perché se torniamo indietro non di 20 anni, ma di DUE, ad inizio 2023, la McLaren era un disastro. Zero punti. i primi punti arrivano solo in Australia grazie a una gara con tre bandiere rosse e un sacco di ritiri.
Insomma, dopo una seconda metà di 2022 nella quale Norris andava sempre a punti, dopo la promozione di Andrea Stella come Team Principal e la ri-organizzazione del reparto tecnico, la nuova monoposto è un mezzo catorcio.
E la McLaren è la Scuderia inglese con più storia e più vittorie. Il mostro sacro!
Come reagiscono i media inglesi? Arriva qualche critica, ma per la maggior parte, i commenti sono extra calmi. Ma porca miseria…questi dovrebbero dominare, invece guidano un catorcio…Com’è possibile?
Semplice, Andrea Stella e la dirigenza McLaren hanno spiegato per filo e per segno tutto quello che è successo. E non lo hanno fatto ai test. Lo hanno fatto a gennaio, prima ancora che la monoposto scendesse in pista. Hanno messo le mani avanti. L’auto non era pronta. Si sarebbe dovuto aspettare prima di vedere risultati. Così è stato. E nessuno li ha massacrati.
E quando alla fine i risultati sono arrivati, un po’ tutti se li aspettavano.
CAPITOLO VII – SI POSSONO INFLUENZARE I MEDIA?
Porca miseria!!! Guardate Williams e McLaren cosa ci hanno appena dimostrato!! Si possono influenzare i media!!! Basta solo mettere le mani avanti e dire la verità, dire che al momento non sei competitivo, e tutto si tranquillizza!! Ma allora, La Ferrari può evitare le critiche comunicando in maniera diversa?
No. Mi dispiace, ma secondo noi, la risposta è no. O almeno…non per la Ferrari con i media italiani. Sai, quando sei un team inglese e sai che in inghilterra ci sono altri 6 team di F1, sai benissimo che se le cose vanno male, beh i media hanno comunque altri 6 team di cui parlare.
In italia non è così. Certo, c’è anche la Racing Bulls, che vi ricordo sta a Faenza, team italianissimo. Però capite che mediaticamente non si può comparare una squadra come la Racing Bulls che, è vero esiste da 45 anni, perchè prima era Minardi, ma che ha un nome straniero che cambia in continuazione, una proprietà che cambia spesso e che ha vinto solo qualche gara, con una squadra come la Ferrari che esiste dalla notte dei tempi e che si è giocata la vittoria quasi sempre e che è italiana in ogni singolo atomo del suo DNA?
È inevitabile che in Italia l’attenzione sia tutta catalizzata dalla rossa. Ma davvero non potrebbe evitare le critiche se comunicasse in modo diverso?
Difficile dirlo, però alcune cose potrebbero essere comunicate in modo diverso e, forse, chissà, si otterrebbe un effetto diverso. Magari migliore?
Prendete ad esempio la sospensione posteriore aggiornata. La Ferrari l’ha introdotta sulla SF-25 in Belgio. Purtroppo non ha funzionato come si sperava.
Perché l’hanno introdotta? Funziona? Se sì perché sì? Se no, perché no? Non abbiamo risposte direttamente dalla scuderia. Possiamo solo procedere di supposizioni e scoop.
Al contrario, Mercedes ha spiegato in maniera chiara nei suoi video tecnici perché serviva una sospensione aggiornata e perché è stata tolta. E i suoi piloti, quando facevano fatica a Spa, non hanno avuto problemi nello spiegare le sensazioni alla guida.
Hanno rivelato qualche segreto assurdo? No. Hanno semplicemente spiegato le proprie mosse e le proprie difficoltà. In fondo, se la tua macchina non è la migliore, non c’è nulla di cui vergognarsi. Vincere in F1 è tremendamente difficile.
Se la squadra spiega in modo trasparente i momenti che vive, quelli facili e quelli difficili, beh, all’esterno verrà percepita come qualcuno che ha in mano il proprio destino.
Se, invece, si punta sempre in alto, come è giusto che sia, si è sempre ambiziosi, come è giusto che sia, però poi si generano alte aspettative che vengono deluse, allora è inevitabile che le critiche siano più aspre.
Le conclusioni che abbiamo tratto, quindi, alla fine di questa analisi, è che la Ferrari, purtroppo, ma anche per fortuna, ha sulle spalle un peso enorme. Il peso di essere la squadra più vincente e prestigiosa della storia. Di essere l’unica squadra ad esserci sempre stata sin dal primo giorno. E di essere l’unico grande top team italiano.
È facile gestire la pressione mediatica in patria quando i team sono 7 e 4 di questi sono campioni del mondo. Quando fai una cazzata da figlio unico, ti prendi un sacco di mazzate. Quando hai 6 fratelli, beh, sì, ma poi i genitori hanno anche altro a cui pensare.
Quindi, la Ferrari ha più pressione delle altre squadre. E purtroppo questa pressione non potrà mai togliersela di dosso.
Però, se si comunicasse in maniera un po’ più trasparente quando le cose vanno male e si creassero, magari, un po’ meno aspettative, forse la pressione diminuirebbe. E chissà, magari si andrebbe anche più forte.
Alberto Naska e Luca Ruocco
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