Max Verstappen… si prepara a lasciare la F1?!?

Verrebbe da pensare così, vedendolo in questi giorni al Nürburgring. Felice, rilassato e gasato come un bambino al volante di una Porsche GT4 depotenziata e con lo sticker dei principianti sul paraurti.

Ma cosa è successo, esattamente, in questo weekend? Perché Max in un weekend senza F1, è andato a girare al Nordschleife su una GT4 depotenziata?!? Cosa ci racconta questa sua avventura, sia sul personaggio Verstappen che sul suo rapporto con la F1? Davvero si è stufato? E sulle GT Max è più forte degli altri piloti, li massacra tutti?!?

E infine, una chiacchiera da bar che volevo fare da tempo: Se Max venisse a correre nei trofei tipo la mitjet, o la lotus cup…vincerebbe?

Ve lo racconto in questo video speciale.

PARTE I – FRANZ HERMANN

Nel mese di maggio, poco prima del Gran Premio di Imola, aveva fatto molto scalpore un test al Nürburgring di un certo Franz Hermann.

Il nome era lo pseudonimo di Max Verstappen, che aveva deciso di partecipare a una giornata di test sulla mitica Nordschleife al volante della Ferrari 296 GT3 del suo team.

La scelta di un nome finto era stata presa per non attirare troppe attenzioni. Almeno, non fino a quando Max si è presentato nel paddock. Ovviamente, la voce si è sparsa in un nanosecondo e, tempo qualche giorno, nella conferenza stampa di Imola non si parlava d’altro.

Tutti i giornalisti volevano capire cosa ci facesse Max a provare una GT3 nell’inferno verde. E non è finita qui: nelle ore successive al test, si era subito sparsa la voce che Max avesse fatto segnare il record del circuito.

E non di un circuito qualunque. Ma del circuito che unisce la pista permanente del Nürburgring alla Nordschleife, il mitico anello di 22km dove ci fu l’incidente di Niki Lauda. Una pista dove si può girare tutti i giorni, pagando un pedaggio, e dove ormai possono correre al massimo vetture GT. Oltre il GT3 non si va, sarebbe troppo pericolosa.

Pensate, è un luogo talmente speciale che non si corre solamente la 24h. Esiste un intero campionato, la Nürburgring Endurance Series, dove si ripetono una serie di gare di durata tutte sullo stesso tracciato. Possono esserci delle varianti in cui cambiano le porzioni del circuito F1 in cui ho corso anche io, ma la parte lunga del nordschleife resta sempre.

Le gare NLS, dall’acronimo tedesco, sono una vera e propria istituzione in Germania. Ci sono privati con poco budget che sacrificano l’intero anno per correre una sola di queste gare. E, ovviamente, ci sono tanti piloti che sono considerati dei veri e propri specialisti dell’inferno verde.

Guai quando hanno sentito che Max aveva fatto segnare il record della pista. Impossibile. Un novellino che segna il record? Avrà di sicuro utilizzato una GT3 senza alcun BOP. Motore sbloccato, niente zavorra, potenza massima, così il campione di F1 non fa brutte figure.

Almeno, questo era il pensiero che in maniera un po’ più elegante aveva riportato su X Maro Engel, un pilota GT della famiglia Mercedes. Vi leggo la traduzione: alcuni dati di fatto sul test di Franz Hermann al Ring con una GT3. La macchina era assettata secondo specifiche DTM, quindi era più leggera, aveva più potenza e poteva girare più bassa rispetto al BOP della NLS.

Apriti cielo. La risposta di Max non si era fatta attendere: Falso. Non mettere in circolazione voci quando non sai che assetto avevamo e qual era la nostra mappatura motore. Perché avrei dovuto partecipare ad un test NLS con il BOP sbagliato.

Qualche mese dopo Max ha davvero raccontato come sono andate le cose, anche per chiarire alcune leggende che erano nate. Un po’ come Italia-Inghilterra 20-0 di Fantozzi, si era sparsa voce che Verstappen avesse fatto segnare il record della pista al primo giro lanciato.

Non è andata così. Il record per le GT3 con BOP della NLS, sulla configurazione di tracciato utilizzata nel test, era di 7’49’’. Max aveva girato in 7’56’’ il primo giro, poi in 7’54’’. Aveva poi ceduto il volante al compagno di squadra, tra l’altro un simracer come Max. Una volta riscambiato il sedile, con un po’ meno di benzina bordo, Max aveva montato gomma nuova e abbassato il crono a 7’48’’.

Quindi ha fatto il record della Nordschleife al terzo giro cronometrato. Non al primo… perché in effetti cambia tanto… ahaha, che fenomeno!

Facciamo un passo avanti nel racconto. A cosa serviva, questo test? Semplice, era un primo assaggio di Max con il Nürburgring. A quanto pare, Verstappen si è molto divertito, ed arriviamo a questo weekend.

PARTE II – B DI PRINCIPIANTE

Per poter correre con una vettura GT3 nel campionato NLS, sia che si tratti della 24h o di una gara Endurance più corta, serve un permesso. Una sorta di patente che si chiama DMSB PERMIT NORDSCHLEIFE.

Questa patente ha due livelli. Il livello A, quello che ti permette di correre con vetture GT3, e il livello B, con il quale puoi portare in pista fino al GT4, la categoria con la quale corro io nell’europeo.

Max, ovviamente, dato che ha un team che corre in GT3, negli stessi weekend in cui corro io col GT4, e ha spesso testato queste vetture, voleva la licenza A. Ma per ottenerla, non basta andare alla reception del circuito e dire: ehi, sono un quattro volte campione del mondo di F1, ho la superlicenza e sono il più forte al mondo.

Eh, no. PARLIAMO DI CERMANIA. REKOLE SONO REKOLE. E Max, queste regole, ha voluto rispettarle, con un’umilità che altri piloti molto famosi, a quanto si dice, non hanno avuto.

Così si è presentato venerdì 12 settembre al Nürburgring, nemmeno una settimana dopo il Gran Premio di Monza, pronto a rispettare per filo e per segno la procedura per ottenere la licenza di livello A. In realtà, ha potuto godere di qualche eccezione, ma ci arriviamo.

Venerdì mattina Max ha dovuto seguire due ore di lezioni teoriche, e passare un quiz. Gli argomenti erano le regole specifiche del Nürburgring: ad esempio, l’utilizzo delle frecce per segnalare a una vettura più veloce dove passare, e così via.

Dopo pranzo è stato il turno di una serie di giri dietro a un istruttore della pista. Lui mostrava le traiettorie, mentre tutti coloro che volevano ottenere il permesso di livello B dovevano seguirlo. Le regole imporrebbero 8 giri ma, a quanto pare, per Max è stata garantita una piccola esenzione. Sai com’è…qualche mese prima ha fatto il record della pista…dovrebbe essere lui a far vedere le traiettorie ahahah

L’ultimo step per ottenere il permesso di livello B è stato completare 8 giri durante le libere del venerdì, senza prendere penalità.

A questo punto, Max era pronto all’ultimo step necessario. Partecipare a una vera e propria corsa della serie NLS. Proprio quello che è successo sabato 13 settembre.

Le regole per ottenere un permesso di livello A impongono la partecipazione ad almeno due corse con una vettura GT4 depotenziata, ovviamente possedendo già il permesso di livello B. In queste due corse, il pilota deve completare almeno 14 giri senza prendere penalità. Per i piloti di classificazione FIA Gold o Platinum – Max, ovviamente, è Platinum, il livello più alto -, la regola dei due eventi si può condensare in un solo evento dove fai 14 giri su un’auto e 14 sull’altra.

Ed era proprio questo quello che voleva fare Max. Si è messo al volante di una Porsche 718 GT4, con 300cv al posto dei 425cv del BOP normale, e 35kg in più, e prima di tutto ha qualificato la sua vettura. Non sto manco a dirvelo…ha fatto la pole di classe.

Poi ha completato i suoi 14 giri di stint e… basta. Eh già, basta. L’altra Porsche del team su cui avrebbe dovuto fare gli altri 14, era incidentata, Max non ha potuto guidare.

Quindi? Niente permesso di livello A? Ovvio che no. La commissione che rilascia i permessi DMSB si è riunita e, dopo un confronto che immagino sia stato difficilissimo… gli hanno concesso la licenza di grado A.

Quando vorrà, già a partire dal weekend tra Baku e Singapore, Max Verstappen potrà partecipare a una corsa della NLS al volante di una GT3.

Di sicuro, piacerebbe tantissimo agli organizzatori. I media hanno seguito questo weekend quasi più della 24h, la gara è stata seguita su YT da 1.3 milioni di persone rispetto ai 53mila dell’ultimo appuntamento e oltre 50mila persone si sono presentate al Nürburgring per seguire la corsa.

PARTE III – CHE FAI, MAX?

Questo weekend è stato il primo passo di Max Verstappen lontano dalla F1?

Max, oltre ad essere sembrato divertito e felice dell’esperienza, ha dichiarato: era l’obiettivo per il weekend. Sicuro, avrei preferito guidare una macchina più veloce, ma ero determinato ad ottenere la licenza e ho fatto tutto ciò che mi hanno chiesto.

E, secondo i racconti dell’istruttore, Max è stato molto simpatico anche quando lo seguiva per imparare le traiettorie di una pista dove, ve lo ricordo, ha fatto segnare il record!

L’obiettivo, ovviamente, era ottenere la licenza per correre una gara della NLS. Non si sa quale: potrebbe essere la prossima corsa Endurance del campionato o la 24h del 2026. Intanto, Max si è preso il pezzo di carta.

In un’intervista per un video della Ford di qualche giorno fa, Max ha dichiarato che vuole correre tutte le grandi corse Endurance in futuro. La 24h del Nürburgring, quella di Spa, Le Mans… e Le Mans la vuole correre con un prototipo della classe regina. Non a caso, l’ha detto in un video Ford, sapendo benissimo che nel 2027 la Ford sfiderà Ferrari e le altre case a Le Mans e nel WEC, stavolta nella classe Hypercars!

Questo significa che Max immagina un futuro nelle ruote coperte e si è rotto della F1?

Difficile dirlo. Chi lo conosce bene, come i giornalisti olandesi, giura che Verstappen voglia continuare a correre in F1 anche oltre il 2028, ultimo anno del suo contratto con Red Bull. Altrimenti, non avrebbe discusso con Toto Wolff un possibile passaggio alla Mercedes, non avrebbe dichiarato che andrebbe alla Ferrari solo se ci fossero garanzie di vittoria o, molto più banalmente, non darebbe sempre il suo parere sul futuro della F1.

Poi, molto spesso il suo parere è quello di un vero racer. Non gli piaccono le gare Sprint, non gli piace il contorno e il Glamour della F1, e non vuole che si perda tempo a discutere di temi che trova assurdi, come la riduzione della lunghezza dei GP.

Ricordate l’anno scorso, quando ci fu la polemica sulle parolacce e Max protestò in conferenza stampa a Singapore? Stette zitto tutto il tempo, rispondendo sì e no, e poi convocò i giornalisti fuori dalla sala stampa e rispose a tutte le domande dedicando un sacco di tempo ai microfoni.

Ormai il personaggio Max è maturato così. Gli interessa la competizione, e quindi gli interessa la F1, che è il massimo livello delle corse in automobile. Pensate a quanto Verstappen sia stato speciale a Monza. Mekies, il nuovo Team Principal Red Bull, ha raccontato che è stato Max a imporsi dopo le libere 3. È stato lui a convincere gli ingegneri che il modo giusto per provare a vincere era scaricare la macchina. Ha chiesto solo di bilanciarla, in qualche modo, e al resto avrebbe pensato lui.

E, sentite questa: gli ingegneri avevano talmente tanta fiducia in Verstappen che hanno scommesso su una regolazione dell’ala anteriore senza senso. Il posteriore era troppo nervoso. Quindi, la logica ti direbbe di scaricare l’ala anteriore per compensare dietro. Max ha chiesto il contrario. Ancora più carico davanti. Non ha senso! Per noi mortali…non per max. La Red Bull è diventata talmente puntata e precisa che Max ha iniziato a guidarla senza più problemi, e un posteriore impossibile per gli altri per lui è diventato solido. Talmente solido da dominare anche nel passo gara.

Questo, però, è anche un segnale anche di quanto la nuova Red Bull piaccia a Verstappen. Niente più polemiche legate a Horner o Drive to Survive. Max si trova bene con Mekies che è un ingegnere, e che sin dal primo giorno ha chiesto alla squadra di concentrarsi sul parere dei piloti in pista. Un altro segnale della ritrovata armonia con Red Bull? Tutto il cinema per ottenere la licenza di grado A è stato pagato da Red Bull GMBh, addirittura la società austriaca e neanche Red Bull Racing. Non ha pagato Max.

Le corse Endurance potrebbero essere per Verstappen quello che la moda è stato per Hamilton negli anni dei Mondiali Mercedes. Lewis era un po’ pieno dell’ambiente F1, aveva bisogno di una valvola di sfogo, e la sua valvola di sfogo era la moda.

Fa nulla se un giorno era al gala del MET e quello dopo in pista a Monza. Lauda e Wolff sapevano che questo era il modo di lasciare tranquillo Lewis, e glielo permettevano.

Non a caso, quando Leclerc ha descritto cosa più lo colpisce di Hamilton, ha parlato della gestione del tempo. Di quanto Lewis e il suo team siano organizzati per lasciargli più energie possibile, tutte da dedicare alla guida in F1. Lo stesso vale per i rookie: da Bearman ad Antonelli, fino a Bortoleto, tutti hanno descritto le attività di contorno alla pista, dai media agli sponsor, come la parte più difficile del guidare in F1.

Quindi, se Hamilton si sfogava con la moda, Max si sfoga guidando una GT4 depotenziata in mezzo ad altri principianti sulla Nordschleife.

Perché Verstappen è fatto così. Corre sempre, in F1, al simulatore, e ora in pista con il GT3. Si rilassa in questo modo. È un vero racer, va forte ovunque e mostra un amore per le corse che è puro, sincero, roba da scaldare il cuore agli appassionati.

E, già che c’è, è senza fronzoli, e le menate da paddock di F1 gli scivolano addosso. Sembra sempre che prenda un po’ per il culo il sistema.

Ma come si fa a non amarlo, un pilota così?

PARTE IV – CHIACCHIERE DA BAR

A proposito di quanto va forte con il GT4, voglio chiudere questo video facendo una riflessione con voi su Verstappen e i piloti di F1. Se prendi un pilota di F1 e lo metti nei campionati dove corro io…se la gioca? Stravince? O prende gli schiaffi?

Qui entriamo nel mondo delle chiacchiere da bar, quindi tutto ciò che dico potrebbe essere vero o potrebbero essere cazzate colossali. Però, vi dico la mia opinione.

La prima cosa che dovete ficcarvi bene in testa è questa: la differenza tra Formula 1 e campionati nazionali o trofei dove corro io NON E’ il talento dei piloti. Non è come il calcio, dove se giochi in serie A vuol dire che sei nettamente più forte di uno che gioca in serie D. L’unica vera grande differenza tra piloti di F1 e piloti di altri campionati sono i SOLDI.

Ma quindi…mi stai dicendo che un pilota forte di un qualunque campionato nazionale o europeo potrebbe essere più forte di un pilota di F1? Sì, ma bisogna capire cosa intendo realmente con soldi. Per diventare forti bisogna allenarsi tanto. E per allenarsi tanto servono…tanti soldi! Perché girare in pista costa. Se prendi due piloti con lo stesso talento, ma uno ricco e uno povero, quello ricco diventerà molto più bravo di quello povero, non perché è naturalmente più bravo…ma perchè può allenarsi molto di più. Practice makes the master.

Ecco, quindi, che se prendi un pilota di F1 e lo metti in un qualunque campionato andrà sicuramente fortissimo per 2 motivi:

  1. essendo arrivato in F1 significa che comunque non è scarso. Quindi ha una base ottima.
  2. soprattutto, però, avrà potuto girare tantissimo ad altissimo livello e quindi avrà un’esperienza imbattibile.

Se Einstein fosse nato in Africa e avesse studiato in qualche scuola di qualche villaggio difficilmente sarebbe arrivato a scoprire la relatività.

Ok, ma quindi, per rispondere alla chiacchiera da bar: se un pilota di F1 andasse a correre in altri campionati “minori” stravincerebbe, oppure rischierebbe di prenderle? Mmmm…ci vorrebbe qualche esempio storico…ne abbiamo? Ne abbiamo! E sono curiosi. Purtroppo non ho dati su piloti F1 che sono “scesi” a correre gare di livello più basso, come una Lotus Cup o mitjet o legend cars…o meglio, abbiamo la 24h di adria del 2019 dove ho corso anche io con Ivan Capelli, Luca Badoer, Gianni Morbidelli, Riccardo Patrese ma era un’endurance dove giravamo in condizioni stranissime, senza tirare, impossibile valutare. Però ho degli esempi di altri campionati di alto livello che però non sono F1.

Circa 20 anni fa, metà anni 2000, Hakkinen e Alesi, due grandi campioni F1 sono andati in DTM. Stravincono? Dominano? Ebbene, no! Entrambi vincono qualche gara eppure non riescono a finire mai meglio di 5° nel Mondiale.

  1. Alonso va ad Indianapolis per la Indy500. Fa qualche test nel mese di maggio, quelli normali che fanno tutti, e il Rookie Orientation Program. Nulla di più. Va molto forte, addirittura 5°. In gara può vincere ma rompe il motore. Tutti impressionati dal suo controllo vettura eppure non stava dominando. Nel 2019 ci riprova ma non ha la macchina giusta e viene eliminato al Bump Day, nemmeno si qualifica! Certo, indy500 non è la Lotus Cup.

Discorso simile per Le Mans. Vince la 24h del 2018 con uno stint clamoroso di notte ma non fa tempi di 2’’ migliori rispetto agli altri o ai compagni di squadra.

Discorso simile per ex F1 recenti in WEC come Schumacher e Giovinazzi. Spesso veloci, anche i migliori del trio, ma parliamo di decimi in media, mai di secondi.

Ancora: Ericsson in Indycar, dopo essere stato un pilota mediocre in F1, non ha brillato granché. Paradossalmente, va fortissimo sugli ovali e ha vinto una Indy500. Ma per il resto a volte va forte, altre no, ha vinto poco e Palou lo ha asfaltato come tutti gli altri.

L’unico esempio davvero fenomenale è Andretti, che però partecipava a tanti campionati contemporaneamente e vinceva ovunque, a volte dominando altre no. E Mansell che nel 1993 dominò il campionato CART.

Questi racconti, quindi, vi dimostrano che se prendi un pilota di F1 e lo metti in un campionato minore non asfalta tutti. Va fortissimo, vince, ma non è automaticamente detto che domina. E qui, devo aggiungere l’ultimo tassello fondamentale di questa chiacchiera da bar: gli specialisti. In molti campionati esistono gli specialisti, ovvero quei piloti che hanno corso per anni con la stessa macchina, nelle stesse piste, magari quell’auto l’hanno anche sviluppata, che hanno raggiunto un tale livello di bravura specifica di quella cosa lì che…occhio, perchè anche un pilota di F1 rischierebbe di prendere gli schiaffi se lo metti in pista contro lo specialista. Io mi sento di dire che se prendi uno qualunque dei 20 piloti di oggi della F1 e lo metti in una gara europea della Clio Cup…ripeto son chiacchiere da bar, potrei sbagliarmi…ma io mi sento di dire che non vincerebbe. Andrebbe fortissimo. Ma non vincerebbe.

Anzi…diciamo 1 qualunque su 19. Su max, che al terzo giro della sua vita, nell’olimpo degli specialisti, il nordschleife, ha fatto il record della pista…ecco… non scommetterei.

Oggi mi sento di dire che Max Verstappen è il pilota più forte che esista sulla faccia della terra. Non c’è niente di paragonabile.

Alberto Naska e Luca Ruocco