Signore e signori, benvenuti all’articolo post test del Bahrain! La prossima volta si farà sul serio, la F1 parte verso Melbourne, e il 2026 si conferma come l’inverno con più argomenti di sempre in F1.
C’è tantissimo di cui parlare, anche oltre le prestazioni promettenti della SF-26. Ci sono le partenze, il solito rapporto di compressione, il DISASTRON MARTIN, un’altra che gioca a nascondino…
Insomma, non perdiamo altro tempo e partiamo subito con il Naska-assunto della terza e ultima sessione di test in Bahrain.
NASK-ASSUNTO
Mercoledì, prima giornata di test, sembra che quasi che in pista non si giri.
Tutti parlano solo e soltanto delle riunioni tra le squadre e la FIA. Si parla di rapporto di compressione, di partenze, di gestione dell’energia elettrica… in sostanza, di tutte le criticità che questa nuova F1 ha messo sul piatto durante le prime sessioni di test. E anche durante l’inverno, a dire la verità, dato che del motore Mercedes si parla da dicembre.
Bene, qui nel Nask-assunto parleremo solo della gestione elettrica. Un po’ tutti i piloti hanno raccontato come i sorpassi, con le nuove F1 2026, sembrino molto più complicati. Anzitutto, c’è meno grip, e quindi anche se i disturbi della scia sono minori, seguire qualcuno da vicino è tanto difficile quanto l’anno scorso.
Poi, queste nuove Power Unit obbligano a una guida completamente diversa sia in qualifica, sia in gara. Ne abbiamo già parlato settimana scorsa. In sostanza, tutto è pensato per recuperare energia da sprigionare all’inizio dei rettilinei. Il tempo non lo fai più in curva, lo fai in rettilineo. Avete capito bene. E l’abilità di guida quindi? Vabbè…il problema che stanno vedendo dai test è che la parte elettrica di queste power unit ciuccia veramente troppo! E non si riesce a ricaricare abbastanza la batteria per avere poi la giusta potenza nei rettilinei.
Ma, soprattutto, non c’è più il DRS. Per superare qualcuno, devi solo giocare con l’energia elettrica in più che ti fornisce la Overtake Mode. Come vi avevo raccontato, queste nuove power unit hanno 50-50%. Cioè 50% potenza termica e 50% elettrica. Non essendoci più il DRS, l’unico modo per sorpassare è usare l’overtake mode, cioè una sorta di boost che SOLO oltre i 290km/h ti dà un’extra potenza elettrica. Bene. Ma se dai test si è visto che nessuno riesce a ricaricare abbastanza sta batteria, che extra boost vuoi avere se quando arrivi a 290 la batteria è già praticamente scarica?? Quindi come si sorpasserà?
Ecco, piloti come Ocon hanno rivelato che in Bahrain, questa modalità valeva solo due decimi al giro. Ma come lo sorpassi l’avversario se hai solo 2 decimi in più di boost?
Questa situazione ha creato un po’ di preoccupazioni. Anche perché il Bahrain è una pista dove ci sono tanti rettilinei, ma tante frenate e curve lente. Quindi, è facile recuperare energia per caricare la batteria.
Ma a Melbourne che fai? Eh sì perchè ci sono tipo due grosse frenate dove recuperare. Ma poi in quel km e mezzo che si fa a gas pieno che fai se hai la batteria scarica? Quindi, la paura di molte squadre è che lo spettacolo sarà molto complicato da capire per i tifosi, e addirittura un po’ noioso. Perché non vedrai piloti che guidano al limite per vincere, ma vedrai piloti che cercano di caricare la batteria il più possibile. E che magari poi manco si sorpassano.
Tutti si stanno preoccupando tantissimo. Ora, in realtà ancora non sappiamo come andrà. Magari sono tutte seghe mentali e sarà una gara stupenda, o magari è davvero una merda. Per tagliare la testa al toro, nel frattempo la FIA ha iniziato a pensare a qualche contromisura.
Perciò, dopo le riunioni di mercoledì, ha chiesto alle squadre di sperimentare un po’ con il software ibrido. Per farla molto facile, durante i long run, alle squadre è stato proposto di aumentare la potenza di ricarica, ma diminuire la potenza del motore elettrico in trazione.
Se ho più potenza di ricarica, mi serve meno Lift & Coast, perché in meno spazio porto a casa più energia. E se il motore elettrico può scaricare a terra meno cavalli… beh, l’energia che ho mi durerà di più.
Tutto molto logico, no?
Ecco, grazie a queste soluzioni, ci sarebbe un altro vantaggio: la modalità sorpasso non verrebbe toccata. Quindi, chi attacca non avrebbe soltanto più energia da usare durante il giro, ma anche il motore elettrico a piena potenza sia in ricarica che in trazione. Quindi più cavalli di chi difende, per dirla semplice. E questo dovrebbe aiutare i sorpassi.
FIGATA! Quindi hanno già risolto il problema? No, han solo detto: “fate delle prove”. Questo significa che, per ora, la FIA non cambierà il regolamento. Vediamo come andranno le prime gare, poi si valuterà.
Bene, ma in pista quindi che è successo? La Mercedes va fortissimo già dal primo giorno, con McLaren che la segue da vicino e Red Bull un pelo più nascosta.
Per Ferrari, tra mercoledì pomeriggio e giovedì mattina arrivano i primi problemi di affidabilità di questo inverno. Nulla di troppo grave, anche perché tutti i Top Team hanno sofferto diversi problemucci qua e là. Diciamo che la meccanica della monoposto è molto sfruttata per aiutare l’elettrico, e un po’ ne risente.
Il resto delle squadre, per i primi due giorni, rimane sempre un po’ distante dai Top Team.
Eppure, in fondo al gruppo c’è un DISASTRON MARTIN.
Pochissimi giri il primo giorno, una rottura clamorosa il secondo giorno durante la simulazione di gara di Alonso, con il motore Honda che urla fuori giri come un pazzo, e il terzo giorno arriva la mazzata. Comunicato di Honda, hanno finito le parti, potranno girare poco. Ma poco davvero: solo sei giri in tutta la giornata per Stroll.
Nella F1 contemporanea, diciamo dal 2020 in poi, non ricordo un flop del genere. Davvero, clamoroso per Adrian Newey e la sua ciurma.
Vi ho raccontato di qualche problema di affidabilità per la Ferrari tra mercoledì e giovedì. Ma i pochi km della Rossa non interessano a nessuno.
Perché?
Perché la SF-26 sorprende il paddock come non succedeva da anni alla Ferrari. Mercoledì si presentano con un’aletta che estende il diffusore fino a coprire mezzo scarico. E già questa, è una soluzione bella aggressiva.
Ma giovedì mattina… il web impazzisce. Lewis Hamilton scende in pista con un’ala posteriore che fa le capriole. In Ferrari la chiamano Macarena, perché alza le braccia. In sostanza, i due flap dell’ala posteriore che fanno parte dell’aerodinamica attiva, non si aprono più come il vecchio DRS. E nemmeno si schiacciano come vi ho già raccontato fanno quelli di Alpine.
Eh, no. Girano su stessi, fino a invertirsi. La parte bassa del Flap diventa quella alta, e viceversa. Da un’ala di F1, diventa quasi l’ala di un aeroplano.
Diciamocelo: è una figata mostruosa. Però è anche un pezzo puramente di test. Quando li rivedremo? Che vantaggi può dare? Come funziona? Ne riparliamo nel Naska-Tech Show di settimana prossima. Intanto, applausi agli ingegneri di Maranello per l’inventiva e il coraggio: li perculiamo sempre, stavolta tutto il mondo ha ammirato il loro lavoro a bocca aperta.
Ma rimaniamo alla pista. Giovedì pomeriggio si iniziano a vedere le prime simulazioni di gara davvero tirate, di Piastri e Verstappen. Sia Max che Oscar le completano al tramonto, con il fresco.
Venerdì mattina è il turno di Leclerc. E la Ferrari decide di affrontare la sua simulazione gara esattamente a metà giornata. Asfalto dai 44°C ai 46°C. I tempi di Charles sono buoni. Molto, molto buoni…
Al pomeriggio, invece, Leclerc si scatena con una serie di prove di qualifica, nelle quali segna i cinque migliori tempi dei test, abbassando di due decimi il record di Antonelli su C3 e di nove decimi quando invece la Rossa monta le C4.
Gasamento clamoroso tra i tifosi, ma la Mercedes nel paddock rimane la favorita. Perché? Beh, lo scopriremo nel resto di questo video.
Finiamo il Nask-assunto con la chicca nascosta della terza giornata. La Haas di Bearman ha completato una simulazione di gara velocissima nel centro gruppo. I tempi erano poco più di 1’’ peggiori rispetto a Red Bull e McLaren, e molto, molto costanti.
NAS-KOMPRESSIONE
La seconda rubrica è ormai una costante di questi video sui test.
La saga sul rapporto di compressione. Questa vicenda ha già rotto le balle. Però è importantissimo aggiornarvi, quindi ve lo devo raccontare più velocemente possibile.
Cosa è stato deciso mercoledì?
Molto semplice. La FIA ha deciso di mettere ai voti la seguente proposta: dal 1° agosto in poi, quindi da dopo il Gran Premio d’Ungheria, verrà aggiunta una nuova misurazione del rapporto di compressione. Questa misurazione, della quale non sappiamo i dettagli, sarà pensata per verificare il rapporto di compressione a 130°C.
Quindi, alla temperatura di esercizio del motore.
Perciò, da Melbourne all’Ungheria, i motori Mercedes sono al 100% regolari. Possono correre con il loro trucco, valga quello che valga.
E dall’Ungheria in poi? Dall’Ungheria in poi, la FIA ha specificato che, SE Mercedes dovesse trovarsi costretta a cambiare qualcosa nel suo motore – e ripeto, SE -, potrebbe farlo. Gli daranno una sorta di deroga, lo ha spiegato Tombazis. Ma non sarà gratis! Anzi, i costi per effettuare queste modifiche, ovviamente, entreranno bel Budget Cap dei motori.
Quindi, Mercedes verrà penalizzata? Dipende, se passa i controlli a caldo, no. Se deve cambiare qualcosa per passarli, sì.
E gli altri? Allora, da un lato, se le regole sono queste, adesso possono sviluppare i loro motori per tirare fuori più cavalli possibili rispettando i test, quindi sia quello a freddo – che rimane – sia quello a caldo, a 130°C.
Bene, o no? Eh, no. Perché la votazione su queste nuove regole sarà la settimana prossima. E ci vogliono 4 motoristi su 5 perché passino.
Venerdì giravano delle voci, probabilmente fatte filtrare da Mercedes, che raccontano di un voto mica tanto sicuro. Perché? Perché secondo queste voci, i 4 motoristi avversari di Mercedes volevano test solo a caldo, non più a freddo. What? Ma perché? Perché secondo queste voci, i motoristi avversari di Mercedes avrebbero il problema contrario! Cioè che anzichè guadagnare rapporto di compressione col caldo, loro addirittura perderebbero un po’ del rapporto di compressione a caldo! Ah. Eh…e quindi? Cioè se lo perdi sei comunque regolare, perchè stai sotto la soglia. Sì…ma si vede che non siete maliziosi. Se fossero riusciti a ottenere le misure solo a caldo, loro avrebbero potuto alzare il rapporto di compressione a freddo OLTRE i 16, in modo tale che a caldo sarebbe sceso a 16, e quindi passate le misurazioni, se si fosse misurato SOLO a caldo. E avrebbero recuperato svantaggio.
Cacchio, che colpo di scena! E che complicazioni!
Come andrà a finire? Lo scopriremo settimana prossima con l’esito del voto.
Nel frattempo, a proposito di motori, ad inizio settimana è arrivato uno scoop di Roberto Chinchero: la benzina sintetica Petronas sarebbe in ritardo nell’ottenere l’omologazione di sostenibilità entro Melbourne. E se non ci riescono? Correranno con la benzina cagosa del benzinaio dell’autostrada!! No, non è vero, potranno correre con una benzina provvisoria, priva di quegli elementi che non sono ancora stati certificati.
Ma produrre questa benzina in così poco tempo sarebbe molto difficile. Come finirà? Direi che riusciranno a certificarla, non penso possa accadere il contrario… anche qui, sapremo la verità solo in Australia.
NASKA-TECH
E anche nel Naska-Tech, si riparla di un altro argomento che ha tenuto molto banco in Bahrain.
Soprattutto, nelle conferenze dei piloti e dei Team Principal.
E su questo argomento, andiamo sulla F1 dura e pura. Al 100%.
Come vi avevo già raccontato, nello scorso video c’è chi in partenza fa paura – cioè la Ferrari, che avrebbe un turbo più piccolo e quindi più facile da portare nella giusta finestra. E c’è, invece, chi è scarso, come Mercedes o Audi, che quindi si lamenta e vorrebbe le regole cambiate.
Fantastici in merito Verstappen e Vasseur, che hanno detto: se qualcuno ha paura di stallare in griglia, può partire dalla pit-lane. Mentre Russell o Andrea Stella… uh come si sono lamentati…
Soliti giochetti competitivi.
Bene, ma la FIA, cosa ha deciso sulle partenze?Beh, una modifica c’è stata. Quando il commissario in fondo al gruppo sventola la bandiera verde, i led di fianco ai piloti si illumineranno di blu per il pre-start. Sono cinque secondi per andare su di giri e accelerare il turbo.
Poi si accendono i semafori, e si parte.
In questi giorni hanno fatto diverse prove, e le Ferrari hanno tipo asfaltato tutti ahahaha
Tipo che giovedì sera Hamilton partiva dalla 9° casella e ha passato tutti, compresi Antonelli e Verstappen che partivano in prima fila. AHAHAH Vi immaginate la Ferrari che fa cagare in qualifica, ma tanto li passa tutti in partenza e poi dato che nessuno riesce a sorpassare, vince tutte le gare?
Tranquilli, non voglio distruggere i vostri sogni, ma di sicuro le squadre Mercedes e anche la Red Bull miglioreranno tantissimo prima di Melbourne, e secondo me tutti partiranno più o meno bene, magari ci sarà un minimo vantaggio per i piloti Ferrari e quelli Haas.
Gli unici che potrebbero davvero soffrire sono i poveri piloti Audi, che sembrano davvero in crisi nello scatto al via.
E ora, passiamo all’analisi squadra per squadra. Seguiremo l’ordine dei tempi sul giro, dal più lento al più veloce. Giusto perché i tempi nei test non contano nulla, quindi noi li usiamo per stilare la classifica, così, per fare i pazzerelli.
11° – ASTON MARTIN
L’ho già detta, la ripeto perché mi piace, DISASTRON MARTIN. Ora, la domanda che sorge spontanea è questa: tutta colpa di Honda?
La storia suggerisce di no. Nel senso che, di sicuro, la Power Unit Honda è indietro ed è la peggiore di tutte. Direi che, dopo nove giorni di test, non c’è dubbio. Hanno percorso grosso modo la metà dei km di Cadillac, una squadra completamente nuova.
E quindi se non giri, non migliori il telaio. E non migliori il motore. Ma poi spacchi. E allora non giri. E non migliori. E via così di continuo.
Ma, attenzione, come valeva per la McLaren ai tempi di Alonso – sempre lui, povero Nando – è difficile che il team non abbia le sue colpe. E Aston Martin, ad esempio, per la prima volta da quasi vent’anni costruisce il cambio in casa. E sembra che si rompa molto, molto spesso.
Sono lenti e poco affidabili. Non ci credevo una settimana fa, ora invece ho davvero paura che partano verso Melbourne per evitare l’ultima fila.
10° – CADILLAC
Altri tre giorni di lavoro solido per la Cadillac. Fanno un po’ fatica a superare di slancio i cento giri al giorno, e la macchina da bordo pista sembra sempre un po’ priva di grip.
Ma ragazzi, ve lo ricordo, in Cadillac sono tutti nuovi. E costruiscono da soli più pezzi di quanti ne costruisca la Haas. Nella simulazione di qualifica con la C3 si sono fermati a 1’’ dalla VCARB che montava gomma più morbida, nelle simulazioni gara, sono un bel po’ più lenti degli avversari… ma sono rispettabili. Molto rispettabili. E questo è già un grande successo.
9° – WILLIAMS
Al contrario di quanto ci potevamo aspettare, la seconda settimana di test in Bahrain è andata peggio per la Williams rispetto alla prima.
Il motivo è molto semplice: settimana scorsa dovevano solo accumulare km per recuperare il ritardo di Barcellona. Più o meno ce l’hanno fatta, considerate che hanno girato 800km meno di Red Bull, quindi nulla di drammatico.
In questi tre giorni, invece, doveva saltare fuori la prestazione. Sainz è stato molto chiaro: il problema della Williams non è stato il ritardo. È stato l’aver sacrificato tutto lo sviluppo 2025 per concentrarsi sul 2026, e arrivare in Bahrain con una macchina sovrappeso e carente nell’aerodinamica.
I tempi hanno parlato chiaro. Nel nostro ranking di analisi dei long-run, sono 9°, e anche nel giro veloce, per quanto poco conti, non sono scesi sotto il muro dell’1’34’’ nonostante usassero le C5.
Perciò, rimangono indietro verso Melbourne.
8° – VCARB
Un’altra monoposto che purtroppo per noi italiani sembra un po’ indietro è la VCARB. È stato emblematico il pomeriggio di giovedì con Lawson al volante, che è più esperto di Lindblad.
Appena ha montato gomm a soffice e ha provato a tirare, la macchina si è imbizzarrita.
Di buono c’è che hanno tirato tantissimo, e che la macchina sembra ancora un po’ acerba. Quindi, ci sarà spazio per sviluppare tanto e recuperare in fretta. La Power Unit Red Bull sembra comunque buona, quindi niente allarmismi.
7° – AUDI
Lasciamo stare le partenze.
Ecco, se guardiamo a tutto il resto, è stata una sessione di test in grande crescita. Loro hanno portato tutta la macchina 2026 una settimana fa. E a furia di studiarla, giorno dopo giorno, le prestazioni sono venute fuori.
Buon tempo di Bortoleto nella simulazione di qualifica, una prova di gara venerdì pomeriggio non troppo distante dalla Haas… insomma, per un costruttore di motori completamente nuovo, hanno davvero fatto un buon lavoro. Non scordiamo, tra l’altro, che il telaio è una Sauber.
E con tutto il rispetto per la Sauber, parliamo di una squadra molto piccola rispetto ad altre, che deve espandersi per competere al top e che, per esempio, per la prima volta assieme ad Audi deve fare tutto, tutto da sola. Cambio compreso.
Quindi, tre giorni positivi.
6° – HAAS
Attenzione ragazzi, non è una sorpresa perché già negli scorsi video vi parlavo della Haas, ma è la mia MVP di questi tre giorni di test.
Hanno girato tantissimo, e sul giro secco sono andati forte con le C4 venerdì sera, ma comunque sono rimasti i sesti migliori. A me ha sorpreso la simulazione di gara di Bearman dell’ultimo giorno.
Con i serbatoi carichi, pagava un secondo al giro, anche qualcosina di più, rispetto a Verstappen e Piastri. Tutto normale, è pur sempre un Haas.
Ma nell’ultimo stint, Bearman ha chiuso la simulazione con un 38.8, lo stesso identico tempo di Piastri, e quattro decimi meglio di Max. Sembra che siano messi davvero bene a centro gruppo. E hanno sommato 6095 km nei nove giorni di test, solo la Mercedes ne ha accumulati di più!
5° – ALPINE
Chi si giocherà la testa del centro gruppo con Haas sembra proprio essere Alpine.
Si sono un po’ nascosti, senza completare mai una simulazione di gara completa. Ma questo è un vecchio vizio della squadra, anche negli passati le evitavano.
Comunque, tanti buoni long run, un bel giro di Gasly a tre decimi dalla Red Bull nella simulazione qualifica… e Briatore ha ammesso che Mercedes non gli ha ancora fornito il full power. Di sicuro, rispetto all’anno scorso, è tutta un’altra storia. E non abbiamo ancora visto tanti aggiornamenti!
4° – RED BULL
La Red Bull è stata un pelino meno brillante rispetto alla scorsa settimana. Qualcuno nel paddock pensa che si siano nascosti dopo aver dimostrato di avere un ibrido fortissimo.
Di sicuro, la macchina è stata evoluta, con nuove pance e un nuovo fondo molto interessante. C’è stato qualche problema di affidabilità, e anche con Verstappen al volante, quando provavano i giri push un pochino si muoveva.
Nella simulazione gara, svolta quasi in contemporanea rispetto a Piastri, Max ha gestito molto bene lo stint iniziale, poi man mano che si scaricava la macchina, ha perso un po’ di passo e sofferto un pelo di degrado.
Comunque sia, dopo nove giorni di test, continuo a ripeterlo: non era per nulla scontato che Red Bull, ad inizio 2026, si confermasse un top-team. Ci sono riusciti, bravissimi davvero, che siano quarta o prima forza, sono lì.
3° – McLAREN
La McLaren… la McLaren… quanto si sta nascondendo, la McLaren?
Andrea Stella ha ammesso che a Melbourne riceveranno i primi aggiornamenti non visibili. Cioè? Cosa vuol dire?
Vuol dire che la macchina dimagrirà. E quella è prestazione al 100%. Per ora, hanno un pelino sofferto sul passo, con tante occasioni in cui c’è stato molto degrado, soprattutto con il caldo del mattino. Però sono veloci, la macchina da bordo pista sembra facile da guidare e subito in bolla, forse ogni tanto ha un pelo di sottosterzo…
Diciamo che se anche partissero un pelo indietro in Australia, me li aspetto lì davanti a giocarsela entro la primavera. E il campionato è mooooolto lungo.
2° – MERCEDES
Secondo miglior tempo dei test per Mercedes.
La signora a cui piace tanto, ma proprio tanto, ma proprio taaaaaanto giocare a nascondino.
Eppure, tutto il paddock è concorde: a Melbourne saranno loro davanti a tutti. Poi, magari lo sono in Australia, ma in Cina no, perché con queste Power Unit potrebbe cambiare tutto da pista a pista.
Sia come sia, in Bahrain si sono davvero nascosti. Tantissimi giri, a parte un motore rotto per Antonelli venerdì mattina, e sempre lo stesso programma. Gomme C3 nuove, un giro veloce, un giro di ricarica, run di 10 giri.
Ovviamente impressionanti nel passo. Tutti i giri sul 36 o sul 37, per tutti questi run di 10 giri. Che sono i tempi degli altri Top Team nell’ultima parte di gara.
Chiaro che, se loro fossero stati con serbatoio pieno e girano come girano gli altri mezzi vuoti… gli danno 2’’ al giro! Possono essere davanti, ma è difficile.
E quindi, perché lavorare solo a basso carico? Si sentono così tanto sicuri? O forse c’era qualcosa che li frenava nel completare l’intera distanza di gara? Si nascondono o magari sono un po’ estremi nel raffreddamento, e devono sistemare due cosine?
Chissà. Di sicuro, tutti li vedono in prima fila in Australia.
1° – FERRARI
E così, siamo arrivati alla Ferrari.
È forte o no, questa SF-26?
Allora, partiamo dai lati meno positivi: Hamilton ha subito due stop lunghetti. Anche se, durante i test, è utile spaccare, così impari cosa si è rotto e lo sistemi.
Per il resto, è inutile girarci attorno. La SF-26 sembra nata bene. Nel corso dei tre giorni di test, il comportamento in pista è migliorato sempre di più. Anche venerdì pomeriggio, quando Leclerc ha provato il giro secco, pian piano sistemava le curve, si vedeva dal timing e dai microsettori.
E alla fine è arrivato un ottimo tempo, con un giro molto pulito.
Il vero momento esaltante per questa Ferrari è stata la mattina di venerdì, in realtà. Leclerc, con il picco di calore di tutte e due le settimane, ha completato una simulazione di gara su tre pit-stop, e non due come gli altri, davvero impressionante. Aveva la pista 15°C più calda, ma nonostante questo gestiva benissimo il degrado e il passo era nettamente più veloce di Piastri e Verstappen. Sull’intera gara, ha mostrato 3 decimi di vantaggio di media.
Chiaro, non possiamo confrontare in pieno una simulazione gara su tre soste con una simulazione su due, ma se consideriamo il caldo, vedere Leclerc che a serbatoi pieni con la C3 non sale oltre il 39’’5 dopo dieci giri, mentre Verstappen era già sul 40 con il fresco della sera dopo 9…
Diciamo che qualche speranza su una Ferrari nata bene la dà.
Poi, andranno forte in tutte le piste? Chissà. Ma di certo è una Ferrari nata bene, con tante soluzioni aggressive e innovative, con un pensiero intelligente per le partenze…
Perciò, inutile nascondersi: per ora, sono andati forte e in molti li vedono come i più vicini a Mercedes.
Io, come li vedo?
Beh, per quello ci sono le Predictions.
Oh madonna, le Predictions…
Alberto Naska e Luca Ruocco
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