E se vi dicessi che questi test in Bahrain sono stati i più divertenti degli ultimi anni?!?
Polemiche, giochi politici, una marea di spunti tecnici…
E poi nuove tecniche di pilotaggio, sorprese positive, grandi delusioni, campioni che si lamentano e frecciatine incrociate…
Doveva essere una sessione di test interlocutoria, piazzata a metà tra Barcellona e i tre giorni della prossima settimana, quando tutti spingeranno davvero…
E invece, c’è tantissimo di cui parlare!
Non so voi, ma sono carico a bestia per questo 2026!
Partiamo, come sempre, dal Nask-assunto.
NASK-ASSUNTO
Eh già, a questo giro il Nask-assunto ci vuole.
Ma non serve a parlarvi della pista. Eh, no. Di quella parliamo dopo, squadra per squadra.
Anche perché si tratta di test. E le squadre tengono ancora le carte molto, moooooolto coperte. Quindi vi potrei dire che ognuno ha seguito il suo programma per il primo giorno e mezzo, poi dal pomeriggio del secondo giorno, qualcuno ha iniziato a provare le simulazioni di gara.
E, come tutti gli anni, le simulazioni di gara sono il momento dei test nel quale riusciamo a capire di più. Certo, ti puoi comunque nascondere con le modalità motore, ma il pieno per i 300km e passa di un GP ti serve per forza.
Ecco, a questo giro nemmeno le simulazioni di gara ci hanno aiutato troppo. Russell l’ha svolta al mattino del terzo giorno; Leclerc e Hamilton al pomeriggio dei giorni 2 e 3, quindi con il fresco del tramonto e la pista più fresca. Ci sono state le bandiere rosse. Il Live Timing si è pure bloccato, quindi era impossibile segnarsi tutti i tempi. E ancora, l’ultimo giorno assieme a Hamilton c’erano Piastri e Antonelli.
Oscar andava 1’’ al giro più lento di Hamilton, quasi sempre – e non ci credo nemmeno se lo vedo – e il suo primo pit-stop è durato 2 minuti. Quindi, c’era il tempo per rabboccare un po’ di benzina. E invece Antonelli è partito per la simulazione gara con 1h e 20 di tempo prima della bandiera a scacchi.
Quindi, non aveva tempo per completarla. Perciò è partito con il pieno, o con un po’ meno del pieno?!
Insomma, l’avete capito, di quello che si è visto in pista se ne può parlare, ma con un grande, enorme asterisco accanto. Nessuno, ma proprio nessuno ha mostrato le sue carte.
Abbiamo solo una semi-certezza: il distacco tra i quattro Top Team e il resto del gruppone sembra essere aumentato. E non di poco.
Ma allora che senso ha sto Nask-assunto?
Ci arriviamo subito.
Da mercoledì a venerdì, i tre giorni di test sono stati un continuo gioco politico di un’intensità che poche volte ho visto da quando seguo la Formula 1.
Il cuore delle polemiche è, ovviamente, il rapporto di compressione del motore Mercedes. È appena uscito un video, se non l’avete visto guardatelo sennò non capite di cosa parlo.
Ora, la palla è nelle mani della FIA e di F1. Dovranno decidere da che parte schierarsi la prossima settimana, nella riunione in cui si deciderà se cambiare le regole, addirittura entro Melbourne, o lasciarle come sono.
Vi lascio immaginare quanta tensione stia creando questa riunione. I sussurri raccontano che giovedì, durante un incontro preliminare tra i motoristi e la FIA, la situazione si sia talmente tanto accesa che è stato chiamato un time-out di mezz’ora per raffreddare gli animi!
Incredibile…
È davvero un tutti contro tutti. Le squadre Mercedes nemmeno negano più il trucchetto sul rapporto di compressione, talmente sono disperate e sanno di avere tutti contro.
Toto Wolff ha detto che accetterà il verdetto FIA e che bisogna essere consapevoli che, in questo sport, a volte le decisioni delicate ti vanno contro, altre volte a favore. Sa tanto di quello che dice uno che è stato beccato con le mani nella marmellata.
I team clienti sono stati più aggressivi. Zak Brown di McLaren non ha escluso che 8 vetture possano dover saltare Melbourne, se le regole cambiassero troppo. James Vowles di Williams ha detto che cambiare le regole sarebbe contro lo spirito di competizione tecnologica della F1. E Steve Nielsen di Alpine ha detto che gli avversari dovrebbero avere il coraggio di protestare la Power Unit Mercedes in Australia.
Ma pensate che sia finita così?
Certo che no. Tutti gli avversari continuano a ripetere che le Power Unit Mercedes in Bahrain sono rimaste molto giù di potenza. E lo fanno per convincere la FIA che le regole vanno cambiate davvero, che Mercedes sta solo nascondendo il vantaggio.
Ma allo stesso tempo, Russell, Toto Wolff e Sainz parlano di una Power Unit Red Bull fortissima nella parte elettrica, talmente tanto da dare 1’’ al giro di vantaggio in configurazione gara.
E poi la parte che fa più ridere sono le dichiarazioni dei quattro Top Team: per la Mercedes, Ferrari e Red Bull sono davanti. Per la Ferrari, Mercedes e Red Bull sono davanti. Per McLaren, Mercedes e Ferrari sono davanti. E per Red Bull, tutte le altre tre sono davanti…
Sembra il gioco delle tre carte!
La settimana prossima ne sapremo molto di più. Le polemiche, però, non sono finite qui. Ve l’ho detto che è stata una sessione di test ricchissima!
NASK-POLEMICA
La seconda grande polemica di questi test arriva dalle parole di tre grandi campioni.
Hamilton ha detto che queste nuove F1 sono complicatissime. Che ci vuole una laurea per capirle e che il pubblico non riuscirà a stare dietro alla loro complessità.
Verstappen è stato molto più duro. Ha detto che assomigliano a Formula E con gli steroidi e che la guida richiesta, con tutta la gestione di energia, a lui non piace. Lui vuole spingere al massimo, affondare le staccate e andare come un razzo in curva. Vuole guidare una monoposto al limite.
E non è l’unico! Anche Nando si è lamentato, per esempio dei curvoni del Bahrain affrontati 30 km/h più piano per ricaricare la batteria anche in curva. E ha detto che queste F1 le potrebbero guidare anche i cuochi delle squadre. Poveri cuochi…
Nando e Max vorrebbero sempre andare al 100%. Però voglio farvi notare che sono anni che in gara si gira 3-4-5, anche 7’’ al giro più lenti per non stracciare le gomme Pirelli. Qualche decennio prima, poi, in gara si andava piano per paura di spaccare.
Cioè, in ogni epoca della F1 ci sono state cose strane da fare alla guida per cui non si era sempre o full gas o full freno o full velocità.
Ma quindi, a tutti i piloti dà fastidio sta cosa che non puoi andare al limite? Probabilmente un po’ tutti la stanno soffrendo. Leclerc, però, ha detto che gli piace la sfida tecnica da affrontare assieme agli ingegneri per tirare fuori il massimo. E invece Norris o Russell hanno punzecchiato Max, mandando un messaggio preciso: se ti sei stufato, la porta è quella, puoi correre in GT3 o alla Nordschleife.
Iniziano i giochetti mentali tra i favoriti al Mondiale? Direi proprio di sì…
E non è finita qui con le polemiche! Terza polemica, terza rubrica!
NASKA-TECH
Vi ricordate che negli scorsi video vi ho parlato del rumore di queste nuove Power Unit nelle partenze?
Ecco, è diventato un caso e l’ennesima fonte di tensione tra i team.
Le ricostruzioni di Jon Noble, un giornalista inglese che è un vero segugio, hanno chiarito la storia. In sostanza, più di un anno e mezzo fa Fred Vasseur avrebbe avvertito gli altri Team Principal che con i nuovi motori le partenze sarebbero state complicate. E molto laboriose.
Perché? Perché non c’è più l’MGU-H, il motore elettrico che accelerava il compressore.
Quindi, per avere il turbo pronto in partenza, i piloti devono accelerare tantissimo in griglia, devono aspettare che il turbocompressore entri nella giusta finestra, e poi devono staccare la frizione e partire.
Ma quando staccano la frizione, il motore scende di giri. E quindi devi essere delicatissimo nel sincronizzare tutti i movimenti per evitare che il turbo scenda troppo di velocità e non ti dia la spinta da fermo. Anche perché, per regolamento, l’MGU-K, il motore elettrico, può dare coppia solo da 50 km/h in su. Perciò la prima parte dello scatto da fermo la fa solo e soltanto il V6 turbo.
Bene. Vasseur aveva avvisato. Però, gli altri non l’hanno ascoltato e non hanno voluto cambiare le regole.
Cosa è successo, poi? È successo che la Ferrari ha affrontato il problema. E ha progettato il suo turbocompressore per minimizzare il più possibile il turbolag.
Quindi avrebbe un turbo molto pronto. In realtà, il discorso è molto più ampio, ma ne parleremo un’altra volta.
Ma, quello che ci interessa è sapere che, a quanto pare, il turbocompressore della Power Unit italiana, tra le altre cose, è ottimizzato per le partenze. E quindi?
E quindi, quando l’anno scorso gli altri Team Principal hanno chiesto che venissero cambiate le regole sulla partenza… Vasseur gli ha fatto una pernacchia. Perché adesso la Ferrari avrebbe un vantaggio nello scatto da fermo. Non si capisce se, addirittura, avrebbe usato il diritto di veto che il Cavallino Rampante ha, ma che usa moooooolto, mooooooolto raramente. Sapete cos’è questo diritto di veto? No? Se non lo sapete scrivetemi qui sotto e lo spiego presto.
Fatto sta che siamo arrivati in Bahrain e il pilota, da quando sale di giri a quando scatta… passa una decina di secondi.
Ecco, questa decina di secondi che serve per riuscire a scattare bene, crea un problema. Perché i piloti della seconda metà della griglia potrebbero non avere il tempo di salire su di giri ed eseguire tutta la procedura.
Quindi, le altre squadre chiedono alla FIA un cambiamento per motivi di sicurezza. E dentro a questo cambiamento, cosa vorrebbero? Vorrebbero togliere la regola che vieta l’utilizzo dell’MGU-K sotto i 50 km/h. Furboooooni… così riescono a partire bene usando il motore elettrico dove non arriva il loro turbo!
Come finirà la storia?
È probabile che la FIA allunghi la procedura di partenza per dare anche ai piloti delle ultime file il tempo di prepararsi.
Ma io dico: speriamo che le partenze rimangano difficili! La F1 DEVE essere complicata! Fai fatica a partire? Beh, ti passerà un pilota più bravo di te. Una Power Unit è ottimizzata più di altre sulla partenza? Buon per quella Power Unit, le monoposto che la montano avranno un super scatto come la Renault del 2004.
Più diversità c’è, più le corse sono divertenti!
E ora passiamo all’analisi squadra per squadra.
11° – ASTON MARTIN
Partiamo subito dalla sorpresa negativa. L’Aston Martin.
Ragazzi, la perla di Newey, la macchina ultra-aggressiva che aveva stupito tutti a Barcellona, per ora è un flop. Alonso è demoralizzato. Stroll ha parlato di un ritardo che si aggira sui 4s al giro dai Top Team. E lo stesso hanno confermato altri membri del team.
Il problema principale è la Power Unit Honda, che è troppo acerba e che sembra poter essere spinta molto poco. Altrimenti, rischia di rompersi. Ma anche la monoposto è difficile da guidare, fa fatica in frenata dove serve scalare molto aggressivi nel 2026 per tenere alto il numero di giri e recuperare energia…
Non sono mai andati oltre i 100 giri in un giorno. Peggior tempo sul giro a 1’’3 dalla Cadillac… Che inizio difficile!
10° – CADILLAC
La Cadillac invece è andata meglio del previsto. Continuano ad avere diversi problemi piccolini che però fanno perdere tempo. Una volta è lo specchietto, un’altra volta si ferma la macchina, bandiera rossa, la portano ai box e dopo mezz’ora è di nuovo in pista…
Insomma, la base per non sfigurare c’è. E la monoposto ha anche dei dettagli aerodinamici interessanti. Però, però… per ora, soprattutto nei long run, continuano a rimanere molto distanti dal centro gruppo. Vedremo quanto veloce riusciranno a migliorare.
9° – VCARB
Il nono miglior tempo dei tre giorni è della VCARB.
La squadra italiana è rimasta molto nascosta. Hanno spinto pochissimo, tanto che il tempo sul giro è simile vicinissimo a quello di Cadillac. Ma, in realtà, sul passo sembrano dentro al centro gruppo. Chi l’ha osservata da bordo pista racconta di una monoposto un pelino nervosa, e il primo giorno è probabile che qualche problemino di affidabilità ci sia stato.
Interessante il lavoro di Lindblad, che giovedì da rookie si è sparato più di 130 giri senza fare disastri, senza testacoda… e considerato che un po’ tutti i piloti sono concordi nel dire che sono delle F1 difficili da interpretare, beh, non è da sottovalutare come esordio.
8° – WILLIAMS
Finalmente abbiamo visto la Williams.
Dovevano recuperare i test di Barcellona, e ovviamente l’hanno fatto. 422 giri in tre giorni, non hanno mai cercato il tempo con insistenza, anche se da quel punto di vista potrebbero avere qualche problema ad inizio stagione.
Eh già, radio paddock li indica tra i più in sovrappeso. La FW48 è anche interessante, ha diverse soluzioni aerodinamiche ben curate e gira con un assetto rake tra i più pronunciati; ma, prima di capire dove si potrà inserire a centro gruppo, bisogna aspettare il prossimo test dove arriveranno con tanti dati analizzati. E per loro, sono i primi!
7° – AUDI
Ma quanto si vuole far notare Audi in F1?!?
Porca miseria ragazzi! Hanno il motore che canta più forte di tutti, probabilmente anche perché non è tra i più raffinati. La monoposto è difficile da maneggiare in scalata, con Bortoleto e Hülkenberg che quando scalano forte per ricaricare, un po’ la perdono dietro.
Ma visivamente, l’aerodinamica… cosa sono queste pance?!? Bocche verticali, ingressi stretti, poi si aprono ma rimangono tutte ultra-scavate… che figata. E le chicche tecniche di questa R26 non finiscono alle pance. Ci sono i comandi dell’aerodinamica attiva, alcuni dettagli qua e là…
Stiamo preparando una sorpresona per i più nerd di tecnica tra voi, dovete aspettare un pochino. Una decina di giorni, non di più. Poi, con il Naska-Tech Show, ci divertiamo alla grande.
6° – ALPINE
Iniziamo a scendere sotto il muro del 1’36’’ per quanto riguarda il miglior giro con l’Alpine. Hanno faticato un pochino a mettere assieme i km, con Gasly che è rimasto a piedi giovedì pomeriggio, ma tutto sommato hanno mostrato dei buoni spunti.
Avevamo già raccontato di una monoposto interessante nelle forme, di certo non è ancora facilissima da guidare. Colapinto ha bloccato tantissime volte, e l’ultimo giorno quasi si stampa nel muro mentre fa i bornout prima delle prove di partenza…
5° – HAAS
La Haas, con la sua livrea meravigliosa, continua a convincere. Tantissimi km messi assieme, un bel po’ di long run infilati uno dietro l’altro…
C’è da dire che, come tutto il centro gruppo, quando Ocon simulava dei pezzetti di gara e aveva Hamilton dietro, la Ferrari arrivava come un razzo negli scarichi della Haas. Però, per quanto riguarda il centro gruppo, la VF26 sembra tra le meglio preparate.
I piloti sembrano contenti, soprattutto Ocon che l’anno scorso un pelino aveva faticato… quindi, vediamo se a Melbourne manterranno le attese oppure no.
4° – RED BULL
La grande favorita. Eh già, la Red Bull. Almeno, secondo i motorizzati Mercedes, la Power Unit RBPT-Ford sarebbe la migliore di tutte. E non tanto in termini di potenza, quanto di sfruttamento dell’energia elettrica.
Red Bull sarebbe più avanti nel recupero di energia elettrica tramite il motore termico, il V6. E questo gli permetterebbe di fare meno lift & coast in rettilineo. Cosa vuol dire? Vuol dire che nel passo gara hai un vantaggio bello grande, perché guadagni tanto tempo in ogni singolo dritto.
Ora, parlare di 1’’ di vantaggio sembra esagerato. È molto probabile che Red Bull abbia tirato di più la Power Unit e non sono ancora contentissimi di come lavora in curva la macchina. Soprattutto nel medio-lento.
Però… però… un vantaggio nella gestione dell’ibrido sembra esserci. Non a caso, Super Max è stato il primo pilota che, venerdì mattina, ha iniziato a usare continuamente la prima marcia nelle curve lente.
Questo per tenere alto di giri il motore e recuperare di più, oltre che aiutare il turbo a rimanere in tiro e pronto all’uso.
Chi era a bordo pista in curva 10, quel tornantino dove si arriva in discesa e frenando tutti storti dove si blocca sempre in Bahrain… beh, vedeva Max scalare le marce due a due. Quinta-quarta- terza… poi terza-seconda-prima. E l’anno scorso quella curva la facevano in terza!
Quindi, se scali di più, il posteriore è nervoso e vuole scappare via. E Red Bull sembra gestire molto bene questa fase.
Vedremo quanto ci metteranno gli altri a copiare Red Bull, per ora un po’ tutti i piloti stanno sperimentando con le marce, ma non è detto che copiarli sia possibile per tutte le Power Unit. Qualche accoppiata di motore e cambio potrebbe non reggere scalate così violente, magari perché è stata pensata per recuperare energia in altri modi!
3° – McLAREN
Arriviamo ai Campioni del Mondo. La McLaren è sembrata molto stabile e molto ‘facile’, passatemi il termine.
I tempi arrivavano subito, sia con le gomme C2 che con le C3, i long run erano quasi sempre positivi, il degrado contenuto.
Poi, piloti e squadra non sembrano felicissimi, ma in realtà potrebbe esserci molta pretattica. Difficile pensare che non siano tra i migliori a livello di telaio, hanno una Power Unit Mercedes… e la macchina non è di sicuro disastrosa. Perciò, saranno lì davanti a giocarsela. E comunque, hanno girato più di tutti, 422 giri come Williams.
2° – FERRARI
L’unico dubbio del programma McLaren l’ha messo la Ferrari. Eh già. Perché Andrea Stella ha parlato di una simulazione gara di Leclerc impressionante, risalente a giovedì pomeriggio. E venerdì, quando Hamilton ha simulato la corsa più o meno nello stesso momento di Piastri, la Rossa girava più di mezzo secondo più forte di media. In ognuno degli stint!
Ora, Piastri sembrava andare molto più piano di Norris, e non posso credere che davvero la McLaren quest’anno si prenda 1’’ di passo dalla Ferrari in Bahrain a serbatoi pieni. Mi sembra eccessivo.
Però, quello che può far sorridere i tifosi Ferrari è che, inutile girarci attorno, i test in Bahrain sono stati positivi per la Rossa.
Niente trionfalismi, eh. Leclerc ha ammesso che si aspetta di essere dietro almeno a Mercedes e Red Bull. Non troppo lontano, ma dietro.
E la SF-26 sembra un pelino difficile da mettere a punto. Un pochino acerba. Un po’ nervosa al posteriore.
Eppure, il paddock è rimasto sorpreso dal ritmo gara. E anche da alcune soluzioni in zona diffusore che ragazzi… se le avesse portate in pista Newey, tutti direbbero: genio, ha interpretato il regolamento come nessun altro!
Volete saperne di più? Dovete aspettare il Naska-Tech Show.
Quindi, come va la Ferrari? Io direi che possono essere moderatamente ottimisti. Sembra esserci una base su cui lavorare. Anche lo stop di Hamilton a 10 minuti dalla fine della sessione di venerdì, che sia pescaggio o un problema su una PU che aveva ormai 4300km, pari a 7 Gran Premi… direi che non è nulla di cui preoccuparsi.
Settimana prossima, infine, scopriremo qualcosa di più sul V6 della Rossa. Sarà tempo di spingere per davvero il motore e di farlo con il carburante biologico della Shell per il 2026. Per ora, non ci sono certezze che sia già stato usato.
1° – MERCEDES
Arriviamo alla grande favorita di quest’anno. La Mercedes. Tutti continuano ad avere paura di cosa faranno a Melbourne se la FIA non cambia le regole sul rapporto di compressione.
Noi, però, rimaniamo concentrati sul Bahrain. Hanno girato pochino, 700km e passa meno di Ferrari e McLaren, per colpa di qualche guasto qua e là. Ma, soprattutto, per quanto la W17 sia di sicuro molto veloce, rispetto a Barcellona sembra che un pochino abbiano perso equilibrio.
E guarda caso, in Bahrain stressi le gomme posteriori, che negli ultimi anni è sempre stato il grande problema di Mercedes. Non sono riusciti a togliersi questa magagna dal DNA?
Chissà. Rimane il fatto che, se la FIA non tocca i regolamenti, o non li penalizza, in Australia partono per vincere. E forse dominare.
Qualcuno fermerà Mercedes? Chissà. Inizieremo a scoprirlo con i test di settimana prossima! Imperdibili!!
Alberto Naska e Luca Ruocco
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