Siete pronti?!?
Signore e signori, miei carissimi malati di corse, essere viventi dal cervello a quattro tempi e 100 ottani nelle vene…
Avete passato il pranzo di Natale a pensare al rapporto di compressione. Avete vissuto il countdown di Capodanno chiedendovi se fosse l’ultimo con Charles Leclerc in tuta Ferrari.
Avete contato le ultime tre fette di panettone rendendovi conto che 3 è il nuovo numero di Max Verstappen – eh già, per chi non lo sapesse, dopo quattro anni di numero 1, SuperMax ha preferito il 3 al suo storico 33 -.
Avete controllato che nella calza della befana non ci fosse un litro di benzina sintetica – più di 200 dollari di valore, mica male come regalo… -.
Insomma, le feste sono passate e finalmente torna la F1!
Quest’anno cambia tutto, c’è una rivoluzione dei regolamenti enorme, mai le F1 erano cambiate così tanto da un anno all’altro… e allora, ecco a voi il video che vi guiderà per il prossimo mese e mezzo.
Qual è il calendario da qui al 6 marzo, che sarà il giorno in cui inizia il campionato?
Ci saranno tre sessioni di test. Ma perchè tre? E perché una di queste è segreta? A cosa dovremo stare attenti durante questo mese e passa?
Sono qui per voi, per rispondere a queste domande. Che spettacolo, buon anno di F1 a tutti!
PARTE I – IL CALENDARIO
Partiamo dal calendario. Siamo a metà gennaio e, normalmente, mancherebbe quasi un mese all’inizio dei test. Il mese delle presentazioni. Un mese pieno di scoop, di illazioni, di speranze…
E invece no, si parte molto prima.
Perchè quest’anno inizia tutto così presto? Il motivo è semplice: le nuove F1 2026. Nella sezione Premium potete trovare un articolo molto interessante sui nuovi motori.
Per ora, vi basta sapere che ci sono talmente tante novità, sia a livello telaio che soprattutto a livello motore, che ci vuole il triplo dei test rispetto al solito. Tre giorni non bastano più per testare tutto. E così, solo per oggi, si torna al passato, in cui facevano un sacco di test. Tre sessioni da tre giorni, spalmate lungo quasi un mese, per sgrezzare queste F1 del tutto nuove.
Quando e dove saranno questi test? Iniziamo a comporre il nostro calendario.
- TEST 1 – BARCELLONA 26-30 GENNAIO: il primo test sarà al Montmelò. Le squadre avranno a disposizione 5 giorni, dal 26 al 30 gennaio. Di questi cinque, ne possono usare solamente tre per girare. Questa sessione, per volere delle squadre in primis, e della Formula 1 a ruota, sarà completamente oscurata. Niente diretta televisiva, niente contenuti social prodotti dalle squadre. No foto, no video, nemmeno i tempi sul giro. Forse, e dico forse, la F1 stessa pubblicherà un recap scritto della giornata, ma non è detto.
Perché questa scelta? Perché alle squadre e alla F1 piace tirarsi la zappa sui piedi. A fine gennaio c’è un sacco di voglia di F1, si gira finalmente in Europa, non capisco perché non aprire il circuito ai tifosi, magari con i prezzi più accessibili rispetto ai GP, e non invitare media e fotografi.
Tentare di mantenere il segreto su dei test che di sicuro non rimarranno segreti, e avremo miliardi di immagini sgranate, di illazioni, ma soprattutto avremo un sacco di melma che girerà sui social fatta con la IA per cui non riusciremo più a capire se saranno video veri o video finti… Bah…fatico a comprenderlo. Ma voglio provarci…perchè sarà tutto a porte chiuse?
Forse perché la sessione di test in Spagna servirà a sgrossare queste nuove F1. L’obiettivo sarà solamente girare, girare, girare. Le auto avranno una marea di sensori, saranno pesanti, con un’aerodinamica basica… insomma, non cercheranno la prestazione e nemmeno vorranno mostrare le proprie carte agli avversari. L’unico obiettivo sarà accumulare più dati possibili.
Ok…ma…perchè prendere la pista per 5 giorni se poi ognuno può farne solo tre a scelta? C’è un motivo e non è stupido. Anzi…ce ne sono due: pioggia. Se piove tre giorni sei fregato. E allora meglio averne cinque, dove ognuno sceglie tre giorni anche in base al meteo. Secondo motivo: l’affidabilità. Le Power Unit 2026 saranno ai primi metri: quindi, ci si aspettano tanti problemi per tutti. E se il problema è troppo grosso, fermarsi un giorno può aiutare a trovare soluzioni migliori.
Ultima nota su questo test, la F1 ha chiesto alle squadre di girare con una livrea provvisoria. Non si è ben capito se la richiesta vale per tutti i team, o solo per quelli che non avranno ancora presentato la livrea ufficiale. Sia come sia, non dovrebbero uscire né foto né video, quindi conta poco. Anche qui, ennesima occasione sprecata: immaginatevi quanto sarebbero esplose sui social le foto, chessò, della Ferrari SF-26 tutta nera carbonio con un enorme cavallino rampante giallo sul cofano motore. Roba da far svenire i collezionisti di modellini. E invece, oscuriamo. Bah…
- TEST 2 – BAHRAIN, 11-13 FEBBRAIO: il primo test in Bahrain sarà molto più convenzionale. Diretta televisiva di tutte e tre le giornate, le squadre si presenteranno con le livree ufficiali, e qualcuno potrebbe iniziare a cercare di più la prestazione. Attenzione, però: anche nei primi tre giorni in Bahrain, l’importante sarà accumulare km. Soprattutto per chi non ci è riuscito a Barcellona.
- TEST 3 – BAHRAIN, 18-20 FEBBRAIO: nemmeno una settimana di stop e subito si torna in pista per altri tre giorni in Bahrain, sempre in diretta televisiva. Saranno i tre giorni più importanti dal punto di vista della prestazione. Ormai saremo familiari con le vetture, inizieremo a vedere qualcuno spingere sul giro secco, qualcun altro sul passo gara… e per questi ultimi tre giorni, occhio all’aerodinamica. Questo sì che sarà il momento nel quale inizieremo a vedere le soluzioni definitive delle squadre.
Ovviamente, alla fine di ognuna di queste sessioni di test, anche di quella di Barcellona, faremo un bel recap con un video dedicato. Non temete.
Bene, abbiamo compreso quando saranno i test, possiamo completare il nostro calendario con le presentazioni.
Red Bull e Racing Bulls presenteranno la loro livrea in un evento a Detroit, a casa della Ford, il 15 gennaio. Sarà un momento molto importante, perché segna il ritorno della Casa americana in F1 dopo oltre dieci anni. Per chi non se lo ricordasse, la Ford collaborerà con Red Bull Powertrains, la nuova divisione motori della Red Bull. Ford metterà a disposizione know-how e tecnologie che dovrebbero aiutare la Power Unit Red Bull, al suo primo anno di vita. E attenzione perché se ne parla poco, ma sarà uno dei temi chiave del 2026: è troppo presto per dare un motore vincente a Verstappen, o Red Bull riuscirà anche in questa impresa? Chissà.
Il 19 gennaio sarà il turno della presentazione online della Haas. Il 20 gennaio, tocca ad Audi e a Honda, che presenterà la sua Power Unit a Tokyo. È un evento un po’ strano, la presentazione di una Power Unit è molto rara… ma se volete seguirla, sarà visibile su YouTube.
Il 22 gennaio tocca alla livrea Mercedes, mentre il 23 gennaio, venerdì, è il grande giorno.
Il giorno in cui nasce… la nuova Alpine! Eh già. Tanta, tanta curiosità per la nuova monoposto francese, per la prima volta senza motore Renault, devono ripartire dal fondo della classifica…
Ah già, poi a Fiorano una certa squadra italiana dovrebbe presentare la SF-26. Ci saranno due piloti, uno monegasco uno inglese, addirittura gireranno per i primi 200km… qualche pazzo potrebbe anche godersi lo spettacolo dal mitico cavalcavia… ovviamente sto parlando della Ferrari..
Il 2 febbraio è il turno della presentazione vera e propria della Mercedes W17. Quindi dopo i test di Barcellona. Segue il 3 la Williams, e l’8 febbraio, sentite qua che sboroni, la Cadillac presenterà la sua auto in una pubblicità durante l’intervallo del SuperBowl!!! SBAMMM! L’undicesima squadra della F1.
Infine, il 9 febbraio, chiudono la lista Aston Martin e McLaren.
PARTE II – LA PISTA
Se ci fermassimo al calendario, non sarebbe una vera guida ai test.
Il modo giusto di completarla è capire dove concentrare la nostra attenzione durante le nove giornate di prove di questo 2026.
Abbiamo quattro argomenti.
1) IL MOTORE
Si è parlato tanto dei motori 2026 con la polemica sul rapporto di compressione di Mercedes e Red Bull. A tal proposito, occhio che il 22 gennaio ci sarà una riunione molto importante tra la FIA e i motoristi. Vedremo come andrà questa riunione e cosa decideranno.
Durante i test, però, soprattutto i primi test di Barcellona, l’obiettivo dei motoristi sarà accumulare km. Su km, su km, su km e ancora km. È l’unico modo di studiare a fondo queste nuove Power Unit. Non stupitevi, quindi, se vedrete undici F1 che girano con i cofani aperti come se fossero in Messico, nonostante in Spagna sia gennaio. L’obiettivo di tutti sarà raffreddare bene l’intera Power Unit, preservarla, montarci una marea di sensori, molti di più di quelli che servono in un weekend di gara, e accumulare i dati. Attenzione perché un motore di F1 non è solo potenza. E una Power Unit non è solamente strategie di ricarica e stato della batteria. Conterà anche tanto la sensazione dei piloti al volante. La nuova Power Unit ha una buona guidabilità? È prevedibile in uscita di curva? Il freno motore è ok? Senza più il motore elettrico collegato al turbo, ci sarà turbolag? Se sì, quanto? Sarà gestibile? Sono tutte risposte che arriveranno da Barcellona e dal Bahrain.
2) L’AERODINAMICA ATTIVA
L’altra grande novità del 2026 è l’aerodinamica attiva. Il DRS si trasforma. Sarà ancora più potente nell’ala posteriore, e avremo ali mobili anche all’anteriore. Attenzione: ogni pilota potrà usare l’aerodinamica attiva sempre. In ogni momento. Nelle libere, in qualifica, e in gara, sia chi attacchi, sia che difenda. In sostanza, le ali continueranno a chiudersi e aprirsi di continuo, per aiutare ad abbattere la resistenza aerodinamica. Meno drag vuol dire meno consumo di batteria, e quindi, meno necessità di rigenerare in frenata.
Ci saranno due sole regole: primo, utilizzare l’aerodinamica attiva nei tratti di pista definiti dalla FIA. Perciò, le ali potranno aprirsi solo nei rettilinei, e sarà il pilota ad azionare il sistema premendo un pulsante. Niente movimenti automatici. La seconda regola riguarda il bagnato o le condizioni di scarsa aderenza: in questi casi, la FIA imporrà un’attivazione parziale dell’aerodinamica attiva. In sostanza, si potrà azionare solo l’ala anteriore.
Bene, durante i test di Barcellona e del Bahrain scopriremo molti dettagli dell’aerodinamica attiva.
Quale soluzione hanno escogitato gli ingegneri per muovere l’ala anteriore? Nei test di Abu Dhabi del 2025 abbiamo visto una soluzione molto raffinata della Ferrari, mentre Mercedes girava con dei tubicini ancora in bella vista. Quale sistema adotteranno le squadre per muovere l’ala anteriore? Ci sarà qualche furbata in questo campo innovativo? Molto probabile.
Sarà molto affascinante, poi, capire l’effetto dell’aerodinamica attiva sul comportamento delle vetture. Saranno nervose in rettilineo? Saranno stabili? La transizione tra le due modalità, ad ali chiuse o ad ali aperte, sarà un problema in trazione? E in frenata? Pensate che l’aerodinamica attiva ha già complicato il lavoro degli aerodinamici, raddoppiandone la complessità. Nel 2026, ogni componente aerodinamico va studiato in galleria e al CFD in due configurazioni: ad ali aperte, e ad ali chiuse. L’aerodinamica della macchina cambia completamente. E il componente deve funzionare in entrambi i casi. L’armonia aerodinamica della macchina deve mantenersi. Occhio, perché sarà una delle sfide più complicate di quest’anno.
3) LE GOMME
A Barcellona, e soprattutto in Bahrain, piloti e squadre dovranno studiare le nuove gomme Pirelli. Siamo sempre sui 18 pollici, ma le gomme saranno più strette, seguendo un po’ ciò che accade in tutta la macchina, dato che le F1 2026 saranno 10cm più strette e almeno 20cm più corte.
Bene, una gomma più stretta si deforma in maniera diversa. Queste deformazioni vanno studiate. Come impattano l’aerodinamica? Sarà più facile surriscaldare le gomme? Quando l’aerodinamica attiva entrerà in funzione nei rettilinei, e si avrà pochissimo carico aerodinamico sulla monoposto, le gomme si raffredderanno troppo? Sarà difficile affrontare la frenata successiva?
E poi ci sarà il solito studio delle gomme che avviene durante i test: passo in rassegna tutte le mescole, vedo come vanno sul giro secco, come vanno in gara, quali sono i modi di scaldarle in qualifica…
E attenzione a un dato fondamentale, importantissimo. Le nuove F1 avranno un peso minimo di 770kg, 30kg in meno del 2025. Raggiungere questo peso minimo sarà difficilissimo, soprattutto ad inizio 2026. Attenzione, quindi, allo studio delle gomme con monoposto che saranno sovrappeso. Di quanto? Magari di 25kg al primo test, 20kg, all’ultimo, e poi 15kg a Melbourne, per poi dimagrire nel corso della stagione grazie gli aggiornamenti.
Occhio perché tutta la massa extra crea problemi di bilanciamento. E questi problemi si riflettono sul comportamento delle gomme! Perciò, gli ingegneri dovranno stare attentissimi.
4) LO STILE DI GUIDA
Infine, il più affascinante di tutti gli argomenti da tenere d’occhio. Lo stile di guida dei piloti. I primi test del 2026 saranno fondamentali. I piloti dovranno capire queste nuove F1. Le nuove Power Unit, l’aerodinamica attiva, le gomme, i freni, il bilanciamento…
Ma soprattutto, la gestione energetica. Non tanto in qualifica, ma in uno stint di gara. Come gestisco al meglio l’energia per attaccare e difendermi? Vi ricordo che, al posto del DRS il pilota potrà usare la Overtake Mode.
Ferma, ferma, ferma. Overtake Mode? Ma nel video sul regolamento 2026 l’avevo chiamata Override Mode! E vi avevo parlato di X-Mode e Z-Mode per ali… dove sono finiti tutti questi termini?
Semplice. La F1 ha deciso di semplificare la terminologia, e ha chiesto a tutti i broadcaster di usare dei nomi più semplici.
Niente X e Z Mode, l’aerodinamica attiva si chiamerà solo… aerodinamica attiva. Se voglio parlare di ali aperte e ali chiuse… dirò ali aperte e ali chiuse. Semplice e lineare.
Se si parla di boost, si intenderà quello che nel 2025 era chiamato Overtake Button da piloti e ingegneri: un pulsante del volante che richiede tutta la potenza elettrica, in pratica bypassa la strategia ibrida in utilizzo in quel momento. Ma è un semplice strumento del pilota che già c’era.
E l’Override Mode? Quella dei sorpassi? Cambia nome e si chiama Overtake Mode.
L’Overtake mode è un boost di potenza elettrica e una piccola quantità di energia in più da utilizzare per tutto il giro, solo se ti trovi a meno di 1’’ dal tuo avversario nel punto di rilevamento. Sarà il pilota, assieme al software di gestione, a dover capire dove e quando utilizzare i cv elettrici in eccesso, non ci sarà più la zona DRS, avrà tutto il giro a disposizione. Dove attacco? Come attacco? Dove uso il mio tesoretto extra di energia?
I test sono l’occasione migliore per allenarsi all’utilizzo di queste novità.
Davvero, non sottovalutate l’importanza dell’adattamento del pilota. Carlos Sainz ha raccontato che nel 2022 lui ci mise un sacco ad adattarsi alla frenata della Ferrari F1-75, la nuova Ferrari a effetto suolo. E non capiva perché, dall’altro lato del box, Leclerc si fosse adattato all’istante. Fortuna, bravura? Fatto sta che l’aver capito subito come frenare diede un vantaggio decisivo a Charles. Talmente importante che, nel 2022, partì fortissimo, con due vittorie e un secondo posto nelle prime tre gare.
Perciò, non sottovalutate l’importanza dello stile di guida dei piloti.
Bene, ora siete davvero pronti ai primi test.
Ci vediamo per il resoconto di Barcellona… e per tantissimi altri articoli a tema F1!
Alberto Naska e Luca Ruocco
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