Signore e signori… si parte!

Finalmente, torna la F1!

Non è più tempo di test, di congetture, di analisi… ora si fa sul serio!

E come ogni giovedì di gara, torna il PreGP! Tre rubriche per prepararci a libere, qualifiche e gara.

Nel 2026 sarà ancora più importante studiare la pista e chi può favorire, perché di gara in gara potrebbe cambiare davvero tutto. E allora… che il PreGP dell’Australia abbia inizio!

NASKA-HYPE

Il Naska-Hype non può che concentrarsi su questa F1 tutta nuova che ci attende. Sono almeno dieci anni che non c’è così tanta incertezza e curiosità verso il primo Gran Premio della stagione.

E allora, per un’ultima volta, per tutti coloro che non hanno visto i video sui motori 2026, le puntate del Naska-Tech Show sull’aerodinamica e tutte le novità… beh, a parte invitarvi a vederli alla fine di questo video, partiamo con un mini-mini recap di tutto ciò che cambia nelle F1 2026.

Le F1 2026 sono completamente nuove. Sono più strette e 30kg più leggere. Le gomme Pirelli sono sempre da 18’’, ma anche loro sono più strette. Risultato? Minore aderenza.

Il concetto aerodinamico è molto diverso da quello del 2025: niente più Canali Venturi, torna il fondo piatto, e molta libertà per gli ingegneri. Nei test abbiamo visto un sacco di soluzioni aerodinamiche originali e innovative.

La novità più importante, però, è la Power Unit. I motori sono sempre ibridi. Abbiamo un V6 termico turbocompresso, mille e sei di cilindrata, alimentato da carburanti 100% sostenibili e capace di sviluppare intorno a 570cv.

Accanto al motore termico c’è un motore elettrico capace di 350kW di potenza massima, pari a 476cv. Il motore elettrico è collegato all’albero motore e, quindi, può recuperare energia in due modi. Il primo è la frenata. Il secondo è agire come una dinamo sul V6 termico. Quindi, brucio benzina per ricaricare la batteria.

I test hanno mostrato quanto siano assetate di energia queste Power Unit. È molto difficile recuperare l’intera quantità di energia che il regolamento permette di spedire alla batteria ad ogni giro.

Questo problema è il rebus principale che gli ingegneri hanno dovuto risolvere nella progettazione delle F1 2026.

Come hanno risolto il rebus? Da un lato, hanno provato a progettare una Power Unit il più efficiente possibile, con strategie di ricarica ultrasofisticate, e che potrete apprezzare nelle prime gare. Un esempio? Usare marce basse più corte e chiedere ai piloti di scalare con tanta aggressività in ingresso di curva, così da sfruttare gli alti giri del motore per ricaricare la batteria.

Dall’altro lato, è arrivato un aiuto dalla FIA, che ha introdotto nel regolamento 2026 l’aerodinamica attiva.

Il concetto è semplice: nei rettilinei delle varie piste, le ali potranno muoversi come faceva il vecchio DRS. Ho detto le ali, esatto, tutte e due: sia quella anteriore che quella posteriore. Entrambe hanno una posizione da massimo carico, la Corner Mode, e una da minimo carico, la Straight Mode.

Grazie alla Straight Mode, le ali producono meno resistenza all’avanzamento, meno drag. E questo si traduce in una minore richiesta di energia alla Power Unit.

Le ali potranno essere aperte da tutti i concorrenti, in qualsiasi momento, eccezion fatta per quando piove o il grip è scarso: in quel caso, il Direttore di Gara può imporre una modalità di attivazione delle ali parziale. Si apre solo l’ala anteriore. Motivi di sicurezza.

Ma se il DRS si è trasformato, come si fa per i sorpassi? Si usa la Overtake Mode, la modalità sorpasso dell’ibrido.

Quando un pilota è a meno di 1’’ dall’avversario nel punto di rilevamento, per tutto il giro successivo avrà un piccolo bonus dal motore elettrico. Più potenza oltre i 290 km/h e un pizzico di energia in più da immagazzinare nella batteria.

Finitoooooo!

Ci sono altre novità che dovete sapere prima di Melbourne? Beh, in realtà sì.

La prima riguarda la partenza.

Ne ho parlato tanto nei video sui test, quindi non complichiamoci troppo la vita qui, ma per garantire a tutti i piloti di poter scattare in sicurezza, dopo che l’ultima vettura si sarà schierata in griglia, ci sarà un pre-start. 5 secondi prima che si inizino ad accendere i semafori rossi. Grazie a questi cinque secondi, tutti i piloti potranno far salire di giri il motore, e quindi preparare il turbo allo scatto da fermo.

A proposito di griglia di partenza, c’è una novità. Anzi, due.

Parlo di Checo Perez e del mitico Valtteri Bottas, i piloti della Cadillac, la undicesima squadra della F1 che farà il suo esordio a Melbourne.

Avendo 22 macchine in pista, cambia leggermente la qualifica: in Q1 verranno eliminati 6 piloti, e non più 5, stessa cosa in Q2, così da arrivare in Q3 con il solito format dei migliori dieci.

Il Q3 durerà un minuto in più, quindi 13 minuti in tutto, per dare più tempo ai piloti di caricare la batteria e preparare le gomme per i giri lanciati.

Mancano solo due novità del 2026 che vi voglio raccontare, poi passiamo a Melbourne e a chi potrà andare forte, tanto lo so che dal PreGP vi interessa capire più che altro quello, furbetti!

Dicevo, le novità. Partiamo dagli specchietti. Sugli specchietti delle F1 2026 vedrete delle luci a led arancioni. Si accenderanno quando la monoposto si ferma in pista o viaggia a meno di 20 km/h, quindi sono un dispositivo di sicurezza. Inoltre, le vedrete accendersi in griglia di partenza: indicano che il pilota è fermo ma in folle. Quindi, si spegneranno quando innestano la prima.

Sul posteriore, invece, rimangono sempre le luci a led rosse. Una è quella antipioggia, come al solito dietro al cambio, e poi abbiamo anche i led sull’ala posteriore. E qui vi racconto una chicca: tramite queste luci, potrete capire come sta usando l’ibrido questo o quel pilota.

Un solo flash significa che il pilota sta utilizzando l’MGU-K, ma non alla massima potenza di 350 kW.

Due flash indicano che l’MGU-K è in modalità ricarica, tipo durante il Lift&Coast, il veleggiamento.

Una serie di flash continui, invece, indicano che il pilota è in Super Clipping.

Questo è un nuovo termine della F1 2026 che racconta di quando il pilota è full-gas sull’acceleratore, ma il motore elettrico sta agendo come una dinamo, quindi frena il motore termico.

Dato che i V6 hanno circa 400kW, mentre l’MGU-K in modalità Super Clipping può assorbire fino a 250kW, in queste situazioni, nonostante il pilota sia fullgas, la macchina è spinta in avanti solo dalla differenza di questi due valori. Quindi, solo 150kW, circa 200cv.

Dato che il SuperClipping avviene a fine rettilineo, è importante che il pilota dietro sappia che sta avvenendo, perché la macchina davanti rallenta se è spinta solo da 200cv: da qui la necessità di usare le luci a led rosse lampeggianti.

Ovviamente, le luci rosse al posteriore si accenderanno come al solito nelle situazioni di pericolo, tipo la pioggia o la presenza della Virtual Safety Car.

Ultima novità della F1 2026, questa è un’aggiunta al regolamento degli ultimi giorni… squillino le trombe e trombino le squillo (o forse era il contrario…?!?)… non ci credo, che emozione, finalmente ci sono arrivati… niente più parco chiuso quando piove!!!

YEEEEEE!

O meglio, vi spiego: In sostanza, se prima della qualifica ci sarà il almeno il 40% di possibilità che durante la gara del giorno dopo arrivi la pioggia, verrà dichiarato il RAIN HAZARD. Anche il Direttore di Gara può dichiararlo a sua discrezione, senza che le previsioni superino il 40%.

Bene, e cosa succede? Succede che, tra qualifiche e gara, i team potranno modificare due parametri di assetto: l’incidenza e il disegno delle ali, e l’altezza da terra. Quindi, una modifica parziale, ma che potrebbe finalmente aiutare un po’ ad affrontare quelle gare molto bagnate, dove alzare la macchina ti protegge dall’aquaplaning. Quindi non è un vero “liberi tutti di fare il cacchio che vi pare”. no, solo queste cose.

Finalmente, finalmente, finalmente ci sono arrivati.

E finalmente noi siamo arrivati al Naska-Track e non sarà la solita rubrica dove vi spiego la pista, perchè quest’anno è tutto tutto tutto diverso.

NASKA-TRACK

Perché all’inizio del video vi dicevo che quest’anno sarà importantissimo studiare le piste a fondo?

La ragione, come tutto ciò che riguarda le F1 2026, è l’energia.

Ora, immaginatevi di essere un motorista Ferrari. Arrivate in Bahrain e avete davanti a voi sei giorni di test. Oltre 4000km. E dovete ottimizzare la mappa dell’ibrido per quella pista. Dove ricarico energia, quanta energia ricarico, se uso più elettrico in uscita di curva o a metà rettilineo…

È l’esercizio più complicato e più importante per queste F1 2026.

Però, avete sei giorni di test. C’è tutto il tempo per provare, modificare, ottimizzare…

Ora, immaginatevi di arrivare a Melbourne. Avete tre ore di libere. Non di più. Tre ore nelle quali il pilota deve anche trovare il giusto set-up, studiare un minimo il consumo gomme…

Ok, avete due macchine al posto di una, ma il venerdì, se va bene, accumulerete un centinaio di giri tra le due auto.

400, 500km vi devono bastare per ottimizzare la strategia dell’ibrido prima del sabato, quando si va in qualifica e non si modifica più nulla.

Per questo motivo tutti, ma proprio tutti, dai piloti agli ingegneri, continuano a ripetere che Melbourne sarà un’enorme punto di domanda. Enorme!

Anche perché la pista ha un suo disegno, ma poi ci saranno le condizioni meteo, l’asfalto, lo stile di guida dei piloti, le gomme più morbide che in Bahrain…

Ognuno di questi fattori ha un peso sulla strategia di carica e scarica dell’elettrico. Per questo motivo, le prove libere saranno ultra-fondamentali. Ogni singolo giro percorso può fare la differenza, e potremmo vedere dei cambiamenti enormi tra la classifica di venerdì e quella di sabato.

Quindi, super-attenzione, sarà davvero complicato trovare la quadra di assetto nel 2026. Perché oltre al classico assetto della monoposto, si dovrà curare tantissimo la strategia dell’ibrido.

Ok, ora che abbiamo capito questo dettaglio che tanto dettaglio non è, possiamo parlare di Melbourne.

E arriva un’altra complicazione, ahah! Ossia che Melbourne è una delle 5 piste più difficili del calendario per la ricarica dell’ibrido.

Ha una velocità media altissima e solamente due grandi frenate: la staccata di curva 3 e la staccata alla fine del secondo settore. Per il resto, scorre che è un piacere, Melbourne. Serve una macchina molto precisa all’anteriore, stabile nei cambi di direzione veloci, e reattiva nell’ultimo settore che è pieno di curve medio-lente.

Quindi, sarà difficilissimo caricare la batteria, senza grandi frenate. Bisognerà lavorare tantissimo alla fine dei lunghi rettilinei, e usare tanto l’ultimo settore.

Sulla carta, è una pista che dovrebbe favorire chi ha una Power Unit più potente agli alti giri, perché c’è tanto tempo in cui si corre a farfalla aperta; perciò, dovrebbe essere una pista più favorevole al motore Mercedes che a quello Ferrari, che avendo un turbo più piccolo lavora meglio nello spunto da basse velocità.

Ma sono davvero congetture, perché oltre al turbo c’è tutto il ruolo dell’elettrico e ci saranno anche le benzine 100% sostenibili omologate, dopo i test nei quali si potevano usare dei blend alternativi.

Attenzione perché magari qualcuno potrebbe aver omologato in ritardo la benzina, e avrebbe potuto trovarsi costretto a rinunciare a un pelo di performance. Si fa per dire, eh…

Quindi, le previsioni su chi sarà più o meno forte, sono davvero impossibili. La Mercedes è la grande favorita di tutti, mostrerà finalmente di cosa è capace la sua PU, vedremo se sarà spaventosa come si diceva dopo Barcellona. 

Occhio anche a McLaren che arriverà in Australia un pelo dimagrita.

Ultimo dettaglio del Naska-Track: guardate la mappa del circuito. Vedete i tratti rossi nei rettilinei? Lì si potrà utilizzare l’aerodinamica attiva. E a tal proposito, sono arrivate conferme rispetto a quanto prevedevo nel Naska-Tech Show: la Ferrari non avrà l’ala Macarena sulla SF-26 in Australia, il debutto della versione finale più evoluta rispetto ai test è previsto al più tardi a Montreal, al più presto in Bahrain o nel circuito che sostituirà quel Gran Premio.

NASKA-MEMORY

Nel Naska-Memory, il nostro tuffo nella memoria durante i PreGP, voglio portarvi ad un altro Gran Premio d’Australia che apriva una nuova era.

È il 2017 e le F1 si sono allargate. Più veloci, più aggressive, con gomme più grandi e prestazioni spaventose.

Nei test la Mercedes fa paura a tutti, ma proprio tutti, e si parte per l’Australia convinti che Hamilton e Bottas domineranno. L’unica sfidante sembra essere la Ferrari: durante l’inverno, dopo la stagione ultra-deludente del 2016, le bocche a Maranello sono rimaste cucite.

Non è filtrato nulla, se non un generale pessimismo che, pensate, spinge molti giornalisti a prevedere che per la SF-70H sia già in lavorazione una versione B.

Durante i test la Ferrari va forte ma, in effetti, è molto diversa dalla Mercedes. Ha soluzioni aerodinamiche innovative e un passo molto più corto della Mercedes. Una scommessa molto rischiosa, che punta su una monoposto più leggera e più agile. Il concetto opposto rispetto alle W17.

In qualifica Hamilton conferma le attese e si prende la Pole Position. Lo segue Vettel a tre decimi, poi Bottas e Raikkonen in seconda fila.

La gara parte e Lewis rimane al comando. Vettel, dietro di lui, rimane in agguato. Tutti pensano che Hamilton possa scappare, ma più passano i giri, più Seb si fa sotto. Hamilton fatica con le gomme, inizia a scivolare, mentre Vettel riesce addirittura a entrare in zona DRS.

A quel punto, la Mercedes richiama Hamilton ai box per l’unica sosta di giornata. Non possono fare altrimenti, devono coprire l’undercut. Lewis monta un set di gomme medie, esce dai box e inizia a tirare fortissimo. La posizione sembra coperta.

O no? Eh, no. Perché Lewis incontra sulla sua strada la Red Bull di Max Verstappen. E non lo riesce a passare. Con le nuove F1 2017, sorpassare è molto difficile. Bastano due, tre giri in coda a SuperMax per dare alla Ferrari un vantaggio decisivo.

Vettel, che ha le gomme in ottimo stato, butta giù tre decimi dal suo passo e si mette a volare. Rientra ai box, pit-stop velocissimo, e sbam, torna in pista davanti a Verstappen e Hamilton.

Vettel e la Ferrari sono in prima posizione virtuale. Quando si ferma anche Raikkonen lì davanti, Seb si mette a controllare con grande tranquillità, forte di un passo gara migliore rispetto alla Mercedes, che era più efficace in qualifica.

Vettel taglia il traguardo per primo con quasi 10’’ di vantaggio su Hamilton e Bottas.

Non so a voi, ma a me questa storia suona familiare.

Chissà…

INDOVI-NASKA

Chiudiamo il video con il nostro gioco del PreGP, l’Indovi-Naska.

Prima di dirvi il mio, vi ricordo gli orari di Melbourne. Libere 1 alle 2.30 di venerdì, libere 2 alle 06.00 del mattino. Libere 3 di nuovo alle 2.30 di sabato, qualifiche alle 6.00. Gara alle 5.00 di domenica mattina.

Il mio podio è… Russell, Antonelli, Norris.

Alberto Naska e Luca Ruocco