Mercedes è Campione del Mondo 2026, inutile disputare il Mondiale!
No, ma no, ma state calmi.
E Ferrari ha fatto segnare il miglior tempo con Hamilton!!
No, ma no, ma ancora a guardare i tempi dei primi tre giorni di test su nove?
Mannaggia alla miseria, ma che senso ha sparare i titoloni e trarre conclusioni dopo i primi 5 giorni di test della F1 2026, quando non sai neanche in che configurazione stanno girando, non sai manco quanto stanno spingendo, quando mancano ancora 2 mesi e 6 giornate di test prima che inizi la stagione???
Non serve a nulla!
E allora, anche questo articolo…
Aspeeeetta, abbiamo comunque tante cose da dire! Ci siamo studiati tutti e 5 questi giorni di test di Barcellona. Tra elicotteri, poliziotti che inseguono tifosi, teleobiettivi, soffiate dal paddock e altre assurdità del genere, vi raccontiamo tutto ciò di cui vale la pena sapere di questi test.
Sì vabbè, ma noi vogliamo già risposte…tipo Mercedes è davvero in vantaggio? Com’è andato il test per Ferrari? L’Aston Martin di Adrian Newey è davvero rivoluzionaria?
Vabbè, ho capito, dai, proveremo a rispondere anche a quelle.
NAS-KURIOSITA’
Niente riassunto dei test, sarebbe un po’ noioso, ma iniziamo il racconto dei tre giorni di Barcellona con qualche curiosità davvero assurda.
Eh, già, perché i tre giorni di test al Montmelò erano organizzati dalle squadre.
La FIA era ovviamente informata, tanto che il regolamento sportivo includeva un paragrafo su questo maxi-shakedown. Ad esempio, imponeva ai team di poter usare solo tre giorni sui cinque disponibili da lunedì a venerdì: appena la monoposto mette il muso fuori dalla pit-lane, che poi faccia 3 giri o 300, gettone speso, la giornata viene calcolata.
E anche la F1 nel senso di azienda sapeva dei test. Tanto che, come vi avevo anticipato nella guida ai test 2026, c’era una troupe di F1 che produceva gli highlights di giornata e intervistava Team Principal e piloti. Quindi era a porte chiuse, sì, ma la F1 ha comunque fatto i video.
L’organizzazione vera e propria delle giornate di test comunque spettava alle undici squadre.
E questo ha portato a due conseguenze che hanno fatto notizia quasi più dei km e dei tempi sul giro.
La prima riguarda il cronometraggio. Non essendo presente tutta la produzione di F1, non era neanche installato il sistema di cronometraggio che F1 sposta in tutto il mondo.
Quindi, il Circuit de Catalunya usava il suo cronometraggio interno, che è fornito da un’azienda spagnola molto famosa nel mondo del motorsport, perché tantissimi circuiti usano il suo software. Peccato che in poco tempo, sul web hanno capito come riuscire ad accedere alla pagina web e ottenere il live timing dal circuito.
Quindi, lunedì mattina, migliaia di appassionati hanno seguito il live timing dei test. Ma le squadre volevano che i test rimanessero a porte chiuse!
Tempo qualche ora e la falla è stata richiusa.
Un altro aspetto si è rivelato molto più complicato da gestire per le squadre.
I tifosi e i giornalisti. Da lunedì a venerdì, intorno al circuito si sono alternati un sacco di fan, soprattutto spagnoli, e qualche giornalista. Tutti alla ricerca di uno scatto, una foto, qualche informazione sul test.
La sicurezza del circuito, unita ai Mossos de Esquadra, che è la forza di polizia catalana, ha iniziato una vera e propria caccia all’uomo. C’è da ridere per non piangere. Appena qualcuno si avvicinava al circuito, lo cacciavano. Se si metteva in una collina con vista sul circuito, lo facevano spostare.
Leggendo i racconti sui social, ci sono state avventure simpatiche, qualche momento un pelo più di tensione, addirittura c’è chi ha provato a noleggiare elicotteri per sorvolare il circuito…
Insomma, la gente aveva tanta voglia di F1, ma si è preferito tenersi nascosti. Continuo a non capire il senso…a vendere i biglietti per le tribune avrebbero fatto un sacco di soldi. Follia.
Vabbè, niente polemiche, passiamo all’analisi vera e propria dei test.
NASKA-TECH
Iniziamo con due chicche tecniche veloci-veloci su queste nuove monoposto 2026.
Partiamo dal suono del motore. Ve ne avevo parlato nel video sulle Power Unit 2026, ora abbiamo la conferma vera e propria.
Il suono del motore è molto simile alla passata stagione, forse è solo un pelino più forte e pieno. L’unica forte differenza è nelle fasi di partenza.
Il suono è molto più alto dell’anno scorso perché in partenza c’è bisogno di salire tanto di giri per portare il turbo alla corretta velocità, dato che non c’è più l’MGU-H che accelera il compressore.
E invece, in curva? Non dovevano suonare più alte in frenata e a centro curva perché il motore recuperava energia?
Vi avevo accennato alla possibilità nel mio video, ne aveva anche parlato l’Ingegner Thomas, il capo dei motori Mercedes. In realtà, il suono in scalata e in percorrenza è molto simile al passato. E qui, c’è un perché: le ultime versioni del regolamento hanno limitato un po’ questo tipo di recupero.
Perciò, l’MGU-K continua a recuperare energia a centro curva quando il pilota non è full-gas, ma lo fa in maniera talmente leggera che il poco freno motore che applica non è talmente forte da dover tenere alto di giri il motore. Come invece si pensava.
L’altra chicca che voglio raccontarvi riguarda l’aerodinamica attiva.
Ci stiamo iniziando ad abituare all’ala posteriore e l’ala anteriore che si aprono in rettilineo.
Tutti i team hanno le loro soluzioni. C’è chi, come Mercedes e Aston Martin, muove solo un flap dell’ala davanti. E c’è Alpine, ad esempio, che al posteriore ha invertito la logica del vecchio DRS. Al posto di alzare i flap verso l’alto, li schiaccia verso il basso. Molto curioso.
Quello che mi ha colpito di più, però, è un dettaglio dell’apertura delle ali di Ferrari.
La SF-26 è l’unica monoposto che ha l’ala anteriore che si apre qualche centesimo dopo l’ala posteriore.
Tutti gli altri hanno un’apertura sincrona.
Ferrari non ha dato spiegazioni in merito, si sa solo che, se volessero, potrebbero anche loro programmare l’apertura all’unisono.
E allora, mentre ne parlavamo in redazione, mi è scattata questa idea che voglio condividere con voi. Ad alta velocità, c’è più carico al posteriore. Se io apro prima davanti e poi dietro, per un attimo ho tantissimo carico dietro e zero davanti. La macchina si siede sul posteriore e consumo il plank.
Se invece il passaggio da modalità curva a modalità rettilineo è più graduale, prima dietro e poi davanti, non spancio.
È un’idea, tutto qua, su una particolarità che ha solo Ferrari.
Bene. Abbiamo finito anche con le nostre chicche tecniche… che dite, analizziamo team per team?
Facciamolo seguendo un ordine ben preciso. Da chi ha fatto meno km, a chi ne ha fatti di più.
Anche perché a Barcellona, nei tre giorni di shakedown, la cosa più importante era girare, girare e ancora girare, così da scoprire le nuove monoposto.
11° – WILLIAMS
E la Williams non ha proprio girato a Barcellona.
Clamoroso, ragazzi, davvero clamoroso. Il primo colpo di scena del 2026 arriva da una delle squadre che avrebbe dovuto partire a razzo. Hanno sacrificato il progetto 2025 per concentrarsi su quest’anno, la squadra era e direi che è ancora in grande crescita, ma c’è stato uno stop improvviso che ha reso impossibile partecipare ai test di Barcellona.
E questo nonostante James Vowles, il Team Principal della Williams, avesse più volte sottolineato l’importanza di girare tantissimo durante i test!
Cos’è successo? A quanto pare, si è trattato di un problema con un crash test. La Williams non avrebbe superato una delle prove di impatto, e questo ha richiesto una profonda correzione del progetto.
Il risultato è che si accumulato un ritardo tale per cui sarebbero arrivati a Barcellona troppo tirati, senza eseguire tutta una serie di test al banco dinamico, una sorta di stanza chiusa per testare telaio e sospensioni che vi avevo fatto vedere nel mio viaggio in Dallara.
Quindi, hanno preferito saltare il test di Barcellona e farsi trovare pronti in Bahrain. Peccato che la modifica dovrebbe aver aumentato il peso della monoposto.
Quindi la Williams è in ritardo e con qualche kg di troppo sulla bilancia, si parla di cifre intorno ai 20kg. Non un ottimo inizio per una squadra che era pompatissima in vista del 2026.
10° – ASTON MARTIN
Un’altra squadra che è arrivata in ritardo a Barcellona è l’Aston Martin. I tifosi spagnoli sono gasatissimi per la nuova monoposto di Alonso firmata Newey, addirittura c’era chi inseguiva mercoledì prima l’aereo cargo che trasportava l’Aston, poi il camion che la portava in circuito.
Sono arrivati tardi perché Newey ha voluto lavorare tantissimo sulle sospensioni, e per qualche problemino alla Power Unit Honda e ai vari accessori che non sono ancora del tutto affidabili.
Non a caso, tra giovedì pomeriggio e venerdì, l’Aston ha completato solo 66 giri, giusto un GP di Barcellona.
Però la macchina ha comunque colpito: è molto innovativa nel muso, nelle pance e nelle sospensioni, soprattutto al posteriore. Newey ha ripreso tanti concetti visti in passato, sia su macchine sue che della concorrenza, e li ha adattati al nuovo regolamento.
Vedremo se la Power Unit Honda riuscirà subito a stargli dietro. Non si può dire di più sul test Aston Martin.
9° – CADILLAC
Cadillac ha girato pochino, la troviamo con il chilometraggio più basso di tutte le squadre che hanno girato per tre giorni su tre.
Anche il tempo sul giro è il più lento di tutti, per quanto contino i tempi.
Nessuna preoccupazione, perché il team è davvero giovanissimo e fanno più cose da sé di Haas, ad esempio, che prende molti più componenti da Ferrari.
Hanno avuto un sacco di intoppi di gioventù, e sia i piloti che gli ingegneri hanno sempre dichiarato che questi tre giorni servivano davvero a sgrossare la macchina. Niente di più.
Insomma, ci vorrà un po’ perché lavorino sulle performance, e almeno all’inizio, difficile superino il Q1.
8° – AUDI
I test di Audi, la grande novità di questo 2026, non sono partiti benissimo. La R26 è ancora abbastanza larga nelle sue forme, non sembra tirata come la concorrenza, ma ci sta che all’inizio cerchino l’affidabilità per rodare le nuove Power Unit.
Peccato che questa affidabilità, i primi due giorni, non ci sia stata. Tanti problemi, qualcuno più grave al motore, altri più semplici da risolvere come le perdite d’acqua.
L’ultimo giorno è stato molto più positivo, con oltre 140 giri percorsi e un leggero abbassamento dei tempi.
Vedremo se già da Melbourne l’aerodinamica diventerà più aggressiva o servirà aspettare qualche gara. Comunque, Binotto ha dichiarato che l’obiettivo dell’Australia è finire la gara. Nulla di più.
7° – McLAREN
La McLaren è arrivata bella tirata anche lei a Barcellona. Avrebbero potuto girare martedì, ma dato che pioveva hanno evitato ai meccanici l’intera notte di montaggio e si sono sparati i tre giorni di test tutti di fila.
La MCL40 è una monoposto molto interessante. Andrea Stella e gli ingegneri del team hanno dichiarato nelle scorse settimane che l’aerodinamica che vediamo a Barcellona è quella con cui si presenteranno a Melbourne. Niente grossi aggiornamenti prima dell’Australia, insomma.
Per questo motivo, hanno provato a ritardare il più possibile l’assemblaggio così da studiare in galleria del vento i vari componenti fino all’ultimo giorno disponibile.
Le proporzioni sono leggermente diverse rispetto alla concorrenza, il muso è molto snello e le pance riprendono concetti dell’anno. Sempre molto estrema la sospensione anteriore.
Norris e Piastri hanno girato poco i primi due giorni, soprattutto giovedì quando si è rotta la pompa del carburante. Venerdì invece hanno recuperato un po’, e i tempi sono subito venuti fuori.
Vedremo in Bahrain, dove farà caldo, se hanno mantenuto il vantaggio nel consumo gomme.
6° – RED BULL
La settimana di Red Bull è stata molto movimentata. Anzitutto, finalmente abbiamo potuto vedere la RB22 dal vivo.
È una monoposto molto interessante, forse la più particolare di tutte. Anzitutto le pance sono molto strette, tanto che la struttura d’impatto laterale è separata dalla pancia, come sulla famosa Mercedes Zeropod. I radiatori sembrano tutti concentrati al centro della monoposto, anche sopra il motore.
La sospensione anteriore push-rod, invece, sembra quasi meno estrema in alcuni angoli rispetto alla concorrenza, come se non cercassero le geometrie estreme della McLaren che tanto aiutano l’aerodinamica.
Lunedì hanno girato benissimo, con oltre 100 giri per il motore RedBull Ford che era all’esordio. Martedì hanno deciso di unirsi a Ferrari nonostante la pioggia; l’obiettivo era chiudere il programma mercoledì con il terzo giorno di test, per poi tornare subito alla base.
Nell’ultima ora di test, però, Hadjar ha sbattuto sul bagnato. Ha perso la macchina in ingresso dell’ultima curva e ha colpito le barriere distruggendo il posteriore.
I ricambi sono arrivati solo giovedì, e così Verstappen venerdì ha concluso i test sull’asciutto. Buon chilometraggio e buon tempo finale.
Vedremo in Bahrain, quando i motori inizieranno ad essere spinti, se RedBull Ford rimane al passo di Mercedes.
5° – VCARB
Ottimo il chilometraggio finale anche per VCARB, nonostante qualche problema di surriscaldamento che ha rallentato la macchina soprattutto lunedì. Nulla di grave, sia Lindblad che Lawson hanno potuto accumulare molta esperienza.
Si nota molto la parentela con Red Bull, soprattutto nella zona centrale della macchina. VCARB ha la particolarità di un doppio comando per azionare i flap dell’ala anteriore, a differenza di tutti gli altri, ma la sensazione è che prima di Melbourne arriverà qualche aggiornamento a rendere più estrema la vettura. Buono anche il tempo sul giro.
4° – ALPINE
L’Alpine potrebbe essere la sorpresa di questo inizio del 2026.
Per prima cosa, la monoposto è molto interessante in diverse aree. Vi ho già parlato del particolare comando dell’ala posteriore, ma anche all’anteriore la macchina ha un suo carattere ben preciso. L’ala anteriore disegna una sorta di V, a differenza di tutti gli altri, con un grande cucchiaio al centro, e la sospensione anteriore è pull rod.
L’unica altra monoposto che ha questa soluzione è Cadillac, che però ha un disegno molto più convenzionale. Tutti gli altri sono passati a push rod: perché Alpine no? Sarà molto interessante scoprirlo.
Hanno avuto qualche piccolo problema di affidabilità, ma nulla di pesante dato che a fine test hanno superato i 1600km.
Buono il tempo sul giro di Gasly l’ultimo giorno. E anche Pierre, dopo un anno pesantissimo, sembra bello gasato nelle interviste.
3° – HAAS
Questo shakedown è stato una vera montagna russa per la Haas.
Pensate che sabato scorso erano a Fiorano a completare il Filming Day di 200km, tra l’altro con freddo e bagnato. Lunedì erano già in pista a Barcellona dove Ocon ha messo insieme oltre 150 giri, anche più della Mercedes.
Mercoledì hanno girato poco, per colpa di due problemi di affidabilità, sembra però che non siano legati alla PU Ferrari. Il primo problema meno grave, il secondo di più. E allora cosa hanno fatto? Venerdì si sono scatenati arrivando a 190 giri in un giorno solo. Sono quasi tre Gran Premi interi!
Quindi, alla fine della fiera, hanno girato tanto, accumulato molti dati, e sia i piloti che Komatsu sembravano contenti dei progressi sul set-up.
La VF26 ha una filosofia tutta sua, le pance ricordano da lontano la Ferrari 2022, e l’aerodinamica anteriore ha qualche dettaglio interessante. Comunque sia, il 2026 della Haas è iniziato bene.
2° – FERRARI
E così arriviamo alla Ferrari. Finalmente parliamo di questa nuova SF-26.
Allora, partiamo dalla monoposto. Lo ha detto Vasseur a dicembre, tanti giornalisti hanno approfondito l’argomento; quindi, la cosa è di dominio pubblico: quella che abbiamo visto a Barcellona è una versione A della macchina.
Quindi, la meccanica è quella, con sospensioni push-rod sia avanti che dietro e un certo grado di aggressività nella disposizione dei triangoli. E le forme generali sono quelle.
La veste aerodinamica, però, tra Bahrain e Melbourne cambierà tantissimo, con diverse settimane di sviluppo in più. Infatti, tra i Top Team, la SF-26 è quella che ha forme meno estreme, per ora, anche se non troppo dissimili al concetto generale di Mercedes o anche Aston Martin, soprattutto in zona pance.
Perciò, i tre giorni di Barcellona servivano a tre cose: verificare la Power Unit, soprattutto l’affidabilità, scoprire la base della macchina e studiare la gestione energetica. Ferrari è l’unica assieme a Mercedes ad aver girato per oltre 2000km, quindi obiettivo raggiunto per il chilometraggio.
Sono stati sfortunati con il meteo martedì, perché ha piovuto per quasi tutto il giorno, ma provare sul bagnato tanto male non fa, anche pensando alle difficoltà della Ferrari degli ultimi anni.
Abbiamo due piccoli asterischi.
Il primo vale per la Ferrari ma vale per tutti i motoristi, in realtà. Dato che le benzine 2026 costano tantissimo e l’approvvigionamento dei componenti sostenibili è un po’ complicato, per i test la FIA permette di utilizzare benzine… old style.
Mi spiego: la benzina ha una formula molto simile a quella 2026, ma è derivata dal petrolio, quindi più semplice da produrre nelle grandi quantità che servono per i test.
Sappiamo che Shell e Petronas, i fornitori di Ferrari e Mercedes, hanno sfruttato questa possibilità. C’è qualche dubbio in più sugli altri produttori.
Vedremo se quando useranno le benzine 2026 negli ultimi giorni dei test in Bahrain, e poi a Melbourne, l’affidabilità sarà uguale. E in più inizieranno a spingere di più i motori con le benzine definitive.
Questo discorso vale per tutti eh, non solo per Ferrari.
L’altro asterisco del Cavallino Rampante riguarda la base telaistica. Leclerc e Hamilton sono sembrati tranquilli nelle interviste ma non sprizzavano gioia da tutti i pori. E la Ferrari in pista sembrava un po’ nervosa. Magari i piloti sono molto abbottonati dopo l’anno scorso, e magari con un po’ di lavoro di setup la Rossa vola.
Però nel 2025 Leclerc aveva la piva nel sacco dopo i test in Bahrain, e la stagione non è andata alla grande. Quindi ecco, bisognerà capire bene nei prossimi giorni se la base è solida, la macchina risponde bene, o se c’è qualche vizio più complicato da gestire.
1° – MERCEDES
Inutile nascondersi, perché non lo fanno loro per i primi: i test di Barcellona sono stati un grande successo per Mercedes.
Oltre 500 giri, 300km in più di Ferrari e una marea rispetto agli altri, i tempi arrivavano facile e Russell ha fatto segnare il suo crono un giorno prima degli altri, con una pista più fredda e meno gommata.
Ma soprattutto, colpisce quanto sono sboroni i piloti e gli ingegneri.
Russell ha gli occhi che brillano, è tutto gasato e dice che i test equivalgono ai compiti mentre lui vuole andare a Melbourne per fare gli esami. Antonelli tra un po’ gli scappa da ridere davanti all’intervistatore.
L’ultimo giorno hanno chiuso il garage prima delle 18 perché ormai avevano completato il programma e, pensate un po’, Andrew Shovlin, direttore dell’ingegneria di pista, mercoledì ha detto: abbiamo girato meno del previsto per colpa delle bandiere rosse causate dagli altri.
E avevano fatto 168 giri…
Insomma, sanno di essere i favoriti, non fanno niente per nasconderlo e mettere pressione agli altri. La W17 è molto interessante nel concetto dell’ala anteriore, per il resto sembra molto pulita ma non ancora estrema come Red Bull o McLaren.
Ma, ve lo ricordo sempre, vale per Mercedes come per tutti gli altri: nel 2004, la Ferrari dominò la stagione con una monoposto che non aveva il muso a tricheco della Williams o la carrozzeria estrema di McLaren.
Quindi, le forme ingannano…
Ci sentiamo dopo il Bahrain… intanto, nella sezione Premium trovate un sacco di storie straordinarie!
Alberto Naska e Luca Ruocco
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